Est modus in rebus: diteglielo al sor Federico di Radio2 Decanter!

I latini, che di misura e di sobrietà se ne intendevano e sapevano benissimo come certe cose vadano fatte senza sbracare, o come direbbe un mio amico un po’ meno raffinato, senza “fare la pipì fuori dal vaso”, hanno trovato, per la penna di Orazio, l’espressione perfetta, Est modus in rebus, per indicare che c’è una misura nelle cose. In altre parole un modo di fare, di comportarsi, di parlare, di rilasciare dichiarazioni, che non fa una sbavatura tanto è calibrato, coerente, privo di smagliature.
Bene se qualcuno conosce personalmente, ed è amico, di Federico Quaranta (che vedete a sinistra nella foto), “conduttore radiofonico e televisivo specializzato nella conduzione e moderazione di eventi enogastronomici” come si legge nella sua breve biografia disponibile on line su Wikipedia, gli suggerisca di meditare sul detto di Orazio, perché forse pensandoci sopra e arrivando a trarne i debiti insegnamenti potrebbe evitare di fare cattive figure.
Quelle che, ad esempio, ormai diventato un personaggio pubblico ed una sorta di “prezzemolino” nel mondo del vino e nelle sue manifestazioni più frivole e più modaiole, per la sua conduzione, in tandem con “l’inutile Tinto” alias Nicola Prudente, della trasmissione radiofonica di Radio 2 Decanter, (che l’ha portato, volevi ben vedere, ad apparire anche sulla Rai Uno di Fabrizio Del Noce e su RaiSat Gambero Rosso) ha fatto concedendo un’ampia intervista a Fabio Piccoli, pubblicata sul numero di maggio – giugno della rivista Origine (il sapore del territorio italiano) con l’impegnativo (e un po’ populistico) titolo de “Riportare al popolo l’enogastronomia”.
Cosa ha dichiarato a Piccoli questo 42enne genovese, che molti produttori e Consorzi italiani continuano ad invitare a condurre talk show e presentazioni, e che nel 2008 si è segnalato in occasione della direzione artistica di Vini nel Mondo di Spoleto, per aver fatto entrare questa rassegna enologica “nel Guinness World Records grazie ad un eccezionale Flute da Guinnes: alta due metri e cinque centimetri, cinquantotto centimetri di diametro, su un gambo di appena tre centimetri di diametro, riempita per l’ occasione di Asti Spumante DOCG”?
Raccontando della sua lunga esperienza di conduzione di Decanter, cui arriva “totalmente astemio”, il nostro ricorda che “proprio questa nostra lontananza dall’élite del giornalismo enogastronomico che ci ha portati ad inventarci un linguaggio totalmente nuovo. Di certo non volevamo parlare come normalmente, tutt’oggi, molti disquisiscono attorno al tema del vino”, parlandone “in maniera incomprensibile. Come quella certa intellighenzia che con snobismo si chiude a riccio in un linguaggio accessibile solo a pochi simili, a uno sparuto club di eletti”.
A Decanter, la trasmissione radiofonica di Radio Due, rivendica “noi subito abbiamo voluto non solo modificare il linguaggio, ma anche capire perché se ne parla in maniera così élitaria, difficile”.
Circa i motivi di una comunicazione così complessa Federico Quaranta, che con perfetto cerchiobottismo e pratica del politicamente corretto pur facendo capire di essere di sinistra (altrimenti come avrebbe fatto a lavorare come tanti altri, dal figlio di Sofri alla sua compagna Daria Bignardi, per citarne solo due, in Rai?) elogia, pur avendo “un orientamento politico diverso dal loro” i ministri Meloni e Zaia, si è naturalmente fatto la sua idea.
E la esprime con chiarezza, partendo da lontano, dal dopo metanolo, quando “era necessario ridare alla qualità del vino e dei prodotti tipici una voce più forte, più elevata”, ai giorni nostri, quando “non si è capito che le cose stavano cambiando. Che era fondamentale raggiungere un pubblico più vasto”.
Ecco quindi il suo risoluto pollice verso contro “una irrefrenabile corsa ai voti e alle classifiche” e alla “degenerazione avvenuta, dal mio punto di vista, per creare una lobby dentro la quale ci sono lobbisti che si possono scambiare favori e per questo è fondamentale avere un linguaggio decifrabile solo da coloro che si vogliono intercettare”. Bravo Federico, tostissimo, coraggioso, ha fatto bene a cantargliela chiara a quei furbetti e opportunisti che si parlano addosso, che di farsi capire dai lettori e dai consumatori non ci pensano minimamente, che curano, con perfetto spirito da lobbisti, i loro interessi di bottega.
Peccato che quel Federico che si erge a paladino degli appassionati di vino e delle buone cose nelle interviste e che non spende una sola parola per riconoscere che in fondo è stato letteralmente “miracolato” e che questo successo che gli arride gli é cascato addosso senza che nemmeno lui potesse capire bene il perché, sia lo stesso Federico Quaranta che come co-conduttore, con Nicola Prudente, di Decanter, volendo occuparsi di vino, ovviamente facendosi capire dal colto e dall’inclita, com’era mission della trasmissione, abbia scelto, come sa chiunque abbia ascoltato qualche volta Decanter, e come è documentato sul sito Internet del programma, di affidarsi, come esperto e ospite assiduo, del “più fascinoso divulgatore enologico italiano” chiamato a raccontare “in esclusiva per gli ascoltatori di Decanter tutte le D.O.C. del Bel Paese”.
Così, “attraverso le sue aggettivazioni inarrivabili” di “abile funambolo della parola” gli ascoltatori di quel programma che, nelle interviste, rivendica l’eroica scelta di aver rinunciato a parlare del vino “in maniera incomprensibile, élitaria, difficile”, hanno potuto scoprire “tutti i colori e i profumi dei vini italiani”, nientemeno che dalle parole, immaginifiche, tardo dadaiste e post marinettiane, chiare e comprensibili come la scrittura dei medici, di tale Luca Maroni, uno che di lobby se ne intende, visto che lo scorso febbraio era stato chiamato da due enti espressione dell’establishement enogastronomico come Buonitalia Spa e VeronaFiere a celebrare in quel di New York (tanto a pagare era il contribuente italiano) “il primato mondiale della produzione italiana, leader mondiale per qualità e varietà”.
Evviva la coerenza signor Federico “paladino dei consumatori” e complimenti anche al collega Fabio Piccoli, che pur dichiarandosi ascoltatore di Decanter ha evitato (perché?) di far notare all’intervistato come si stesse dedicando all’esercizio tanto caro al giornalismo enogastronomico di casa nostra: predicare bene (tanto per fare bella figura a costo zero) ma razzolare malissimo… Così va l’Italia, anche nel mondo del vino

0 pensieri su “Est modus in rebus: diteglielo al sor Federico di Radio2 Decanter!

  1. Non so perchè ma i succitati mi hanno sempre fatto venire i nervi. Il mio mezzo sangue toscano ribolle se mi cade l’orecchio su quel che dicono e su come lo dicono. Sono perfettamente dentro le vesti di quella intelleghenzia snob propria di coloro che fortunatamente hanno capito tutto e che usano con noncuranza ( ma badando bene che si noti…) tutti i privilegi dell’appartenere ad una certa illuminata corrente. Sono perfettamente falsi. Due campioni del circo mediatico in cui la massa del pubblico crede di trovare quello che invece non c’è.
    Per me non c’è speranza, ma almeno tu, Franco, potresti essere un po’ più furbo….

  2. Patrizia , tento , sbaglio . Noi del blog siamo malati di passione del vino , e dei suoi vicini di tavola . Quest’altri , da millenni , corrono (non è mia) in soccorso del vincitore per rubargli un po’ di luce .

  3. Mi è capitato una volta a Roma dove i due erano presenti osservare come il voto di scambio funziona: un’intervista a te e 3 grappe a me… ma forse tutto il genere umano si comporta così.

  4. Caro Franco ho letto davvero con piacere il Suo intervento.
    Sono capitata per caso in questo tuo blog dopo, appunto, avere letto la paginetta autoscritta della biografia del Signor Federico Quaranta. Che amarezza poter pensare che l’essere umano arrivi a scendere a così bassi livelli pur di raggiungere il proprio scopo. Ho avuto la sfortuna di imbattermi nel sopracitato e posso confermare quanto detto da Lei, potrei aggiungere molto di più, solo che non amo sparare sulla crocerossa. Mi indigno soltanto con la nostra società,società che diventa sempre più machiavellica, sempre più mercè dei furbi.L’ignoranza la fa da padrone ed ecco che ci ritroviamo un pò ovunque il semianalfabeta enoico Federico Quaranta che si atteggia a radical-chic e che va avanti per molto,almeno fino a quando il suo potere di oleare le giuste ruote funzionerà.
    Ed io con la mia laurea nel cassetto e la mia cultura rimango qui a guardare questo film surreale…
    Continui La prego a cercare di smascherare gente come il Sor Federico, che qualcuno faccia capire alla gente di chi stiamo parlando!
    grazie mille

  5. Leggo solo oggi questo commento. Grande.
    Non avendo la TV a casa, ovviamente la sera a casa ascolto la radio, prediligendo Radio2. Da anni ci propinano questo Decanter, che oramai sta diventando ripetitivo fino la nausea. Faccio notare che i due conduttori non si astengono ( mai ) da commenti politici. Ma non dovevano parlare di enogastronomia ?
    Circa Luca Maroni … qualsiasi commento é superfluo
    Vorrei però fare notare una cosa che credo sia sfuggita a molti. Anni fa, un conduttore di Radio2, intervistato dal nostro Quaranta ( che, bisogna riconoscere, ha una voce molto bella ), si permise di dire che uno spinello fa meno male di un bicchiere di vino. Il Quaranta non ebbe nulla da obiettare e l’ intervista continuò come se nulla fosse.

  6. Io credo solo una cosa…li di politico non c’è nulla. Il sostrato culturale del presentatore dalla bella voce è pari a zero quindi non credo neppure sappia cos’è la destra cos’è la sinistra come diceva il grande Gaber. Io credo che i due siano semplicemente del partito del dove prendo mi butto!Così erano amichetti di DeCastro un tempo e amiconi di Zaia oggi!
    che meraviglia ragazzi…

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