L’Enoteca Regionale del Barolo premia Gian Bovio e Giorgio Rocca, storici ristoratori di Langa

Sono finiti, deo gratias!, gli anni in cui quell’Istituzione del Barolo per antonomasia che è l’Enoteca Regionale del Barolo ospitata nel Castello comunale di Barolo si era ridotta a palcoscenico per nani e ballerine a causa di una gestione allegra e spettacolare affidata a personaggi dalla dubbia serietà e autorevolezza!
Finita l’epoca (da me puntualmente stigmatizzata – leggete qui) della spettacolarizzazione becera del re dei vini, della chiambrettizzazione, del passaggio a Sanremo, dei premi, conferiti ogni anno in occasione della presentazione ufficiale della nuova annata, destinati a personaggi che con il Barolo e la Langa avevano ben poco a che fare, che la Langa del Barolo non avevano certo assiduamente frequentato e che non avevano certo contribuito a farla conoscere.
Oggi, posta fine ad una stagione su cui, magari, chissà?, potrebbe esserci materia d’indagine anche per chi si occupa della triste vicenda del Premio Grinzane Cavour, lo storico Castello dei Falletti torna, con antica misura e gusto, senza cadute di tono e volgarità da avanspettacolo, ad ospitare eventi in stile classico, con la sobrietà ed il senso della storia e delle tradizioni che si confanno ad un vino di così nobile lignaggio.
Accade così che per “
celebrare l’entrata in società del Barolo 2005”, di scena tra qualche giorno, sabato 31 maggio, alle 10.30 l’Enoteca Regionale del Barolo ed il Castello Comunale di Piazza Falletti abbiano deciso di allestire un programma ben calibrato, anzi impeccabile, che vedrà un uomo che il Barolo sicuramente conosce e ha onorato nella sua lunga carriera, l’enologo Armando Cordero, descrivere con competenza e passione i caratteri dell’annata 2005, mentre a fare gli onori di casa sarà Sergio Miravalle, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, nonché giornalista esperto del settore vitivinicolo. Ci saranno poi la firma delle etichette d’autore quest’anno opera di Beverly Pepper, la visita alle storiche cantine marchionali, in cui sono esposti i vini di oltre 180 produttori aderenti all’Enoteca Regionale del Barolo, il pranzo al Barolo, ospitato, a causa dei lavori di ristrutturazione che interessano il Castello, nella foresteria di un’azienda poco distante, la Marchesi di Barolo, ma il vero clou, ed il segno che l’Enoteca Regionale del Barolo è tornata felicemente all’antico, lo si avrà a mezzogiorno, con la consegna delle onorificenze “Amici della Langa del Barolo” a due personaggi di grande rilievo che hanno dato un fondamentale contributo a diffondere la conoscenza del Barolo tra il pubblico.
Ad essere premiati e a ricevere il plauso, convinto e unanime, di tutti gli amici della Langa e del Barolo, saranno due “grandi vecchi”, due splendide figure di ristoratori, patron, “manager” ante litteram e campioni nella gestione di due locali che sono diventati simbolo della cucina di Langa, Giorgio Rocca, titolare del Felicin di Monforte d’Alba (oggi condotto dal figlio Nino), e Gian Bovio, gestore dell’omonimo locale di La Morra dopo aver condotto per 45 anni il celebre Belvedere.
Chi siano Giorgio Rocca e Gian Bovio è inutile dirlo, due persone di grande capacità e intraprendenza e dall’innegabile “bernoccolo” imprenditoriale, che non solo hanno reso i loro locali (per Bovio questo fu valido sino a 2007, quando un po’ a sorpresa decide di cedere il Belvedere – sulla gestione attuale, stando a quello che mi dicono amici e produttori di vino, preferisco tacere…) due santuari della ristorazione di Langa, due must per chiunque, in qualsiasi stagione, venisse nella zona del Barolo, ma due autentici uomini di cultura, promotori di un’idea della Langa come capitale di una cultura materiale che nel cibo e nel vino esprimeva (e questo anni e anni prima che nascessero golose associazioni e università del gusto) la propria sapienza.
Premiare Bovio, che fu al Belvedere
dal 1962, quando cresciuto alla scuola di Giacomo Morra dell’Hotel Savona di Alba fece il suo ingresso in quella allora trattoria gestita da Settimio e Giuseppina Roggero per uscirne solo nel 2007, e Rocca, figlio del mitico Felicin e pioniere nella sua idea di ristorazione maturata “facendo stage all’estero per venire a contatto della cucina internazionale, unendo alle capacità culinarie lo studio delle lingue straniere e la conoscenza delle relative culture per interpretare e capire i gusti, nel senso più lato della parola di una clientela che, man mano è diventata sempre più vasta”, è una scelta che onora l’intelligenza dell’attuale conduzione dell’Enoteca Regionale e che fa capire come anche nel modo di presentare e rendere onore a questo vino che ci riempie il cuore d’emozioni si sta riscoprendo l’antica misura e la strada del buon senso.
Un ultimo auspicio, prima di rinviarvi al
programma completo della giornata, disponibile sul sito Internet dell’Enoteca Regionale del Barolo ed in dettaglio in questa pagina Leggete qui. Spero, anzi, ne sono certo, che in una giornata così piena di significati e quasi “perfetta”, ci si ricordi di ricordare una persona speciale che ha onorato il Barolo e la Langa e che da qualche mese non è più tra noi, l’indimenticabile amico Baldo Cappellano, che dal cielo dei giusti plaude, sfoderando uno di quei sorrisi buoni che ti conquistavano e facevano capire quanto fosse puro, alla scelta di premiare Gian Bovio e Giorgio Rocca, ristoratori storici del territorio e langhetti schietti.
Sono convinto che anche lui, da qualche parte, sabato “alzerà il calice” per brindare alla loro salute…

0 pensieri su “L’Enoteca Regionale del Barolo premia Gian Bovio e Giorgio Rocca, storici ristoratori di Langa

  1. Evviva evviva!!!!!
    dopo un premio conferito al grande estimatore e conoscitore di vini mondiali come Antonio Cassano con il premio “arneis” finalmente un premio che merita di essere chiamato tale conferito a 2 grandi maestri e direttori di teatro… Si perchè i ristoranti sono il palcoscenico per il vino!
    Grazie enoteca di barolo per non aver premiato una letterina o velina (molto di moda in questo momento) ma aver scelto 2 pilastri che senza dubbio hanno contribuito attivamente a diffondere ed a creare la magia del Barolo e di conseguenza della langa del nebbiolo.
    Grazie sig. Ziliani per aver dedicato un post a questa strepitosa iniziativa.

    Finalmente un po’ di serietà in questo mondo di “gente famosa” che non capisce una “cippa” di vino!!!!

  2. Non posso che gioire per il premio attribuito a questi due importanti ristoratori di Langa.
    In particolare sono contento per Bovio che vado a trovare tutte le volte che sono in Langa, nei tempi passati al Belvedere (caro Franco, sono d’accordo sul sorvolare sull’attuale gestione) e adesso al suo nuovo ristorante. Sempre gentile, sempre accogliente il signor Bovio e sempre una cucina molto interessante. Con un rapporto qualità-prezzo impensabile qui in toscana.

  3. premi meritatissimi a bovio e felicin che hanno fatto grande la zona con molta professionalita. riguardo al premio a cassano lui ha detto che e astemio(forse era meglio chiederglielo prima almeno si dedicava un vino a chi almeno lo apprezza)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *