Maurizio Zanella nuovo presidente del Consorzio Franciacorta?

Non è, né potrebbe essere uno scoop, visto che l’indiscrezione di una sua possibile ascesa a nuovo Presidente del Consorzio Franciacorta l’aveva già data la scorsa settimana il mio amico wine talent scout Giovanni Arcari, sul suo vivace blog Terra Uomo Cielo (leggete qui), ma la notizia che questo pomeriggio i produttori della celebre zona spumantistica bresciana con ogni probabilità eleggeranno loro massimo rappresentante Maurizio Zanella, ovvero il deus ex machina di Cà del Bosco ed il personaggio più preparato e di maggiore esperienza, italiana ed internazionale della terra del Satèn, costituisce sicuramente una good news.
Non mi fa sicuramente velo la lunghissima amicizia, che risale a ben 25 anni fa, al 1984, con Maurizio, classe 1956 come il sottoscritto – e un unico neo, nessuno è perfetto: tifa Milan – nell’affermare che una presidenza Zanella, in questa particolare fase della Franciacorta e del suo Consorzio, che ha visto la zona bresciana superare quota dieci milioni di bottiglie Docg prodotte, e puntare ad un allargamento della conoscenza e dei mercato di Dosage zerò, Satèn, Brut anche all’estero, costituisca, senza ombra di dubbio, la soluzione non solo migliore, ma quella obbligata.
Nessun altro produttore attualmente in Franciacorta vanta l’esperienza, il prestigio, le conoscenze ed i contatti internazionali, il blasone, come riconosciuto protagonista del rinascimento del vino italiano negli ultimi venticinque anni, di cui gode Zanella, che ha reso la sua Cà del Bosco (sua anche se ad un certo punto nella compagine societaria si è affiancata, con intelligenza e discrezione, non cambiando praticamente in nulla l’impostazione e la tenace spinta alla qualità senza compromessi, una grande realtà come la Santa Margherita) un simbolo non solo della Franciacorta, ma di tutto il vino italiano.
Metterlo ora alla testa, come da tempo gli dicevo che prima o poi avrebbe dovuto fare, accettando onori e oneri di questa carica, del Consorzio Franciacorta, affiancato da una o due vice presidenze e da un Consiglio dinamici e operativi ed in sintonia con la sua visione del vino, penso sia la scelta più lucida, intelligente e costruttiva che il Consorzio Franciacorta, che pur ha avuto in questi anni validi presidenti, dall’uscente Ezio Maiolini ad alcuni grandi past president passati che voglio ricordare e di cui penso Zanella sarà il continuatore, Paolo Rabotti, il primo bravissimo presidente, poi Riccardo Ricci Curbastro, l’indimenticabile Giovanni Cavalleri, possa fare.
Ai franciacortini e a Maurizio Zanella gli auguri più sinceri, di buon lavoro e di sempre nuovi successi, con la capacità di “dribblare” elegantemente le insidie e le trappole del successo.   

0 pensieri su “Maurizio Zanella nuovo presidente del Consorzio Franciacorta?

  1. E’ importante che i Consorzi, che non sono piu’ clubs, ma in forza della legislazione italiana degli ultimi 5 anni, delle vere e proprie istituzioni, siano guidati da personaggi di primo piano, capaci di trasmettere autorevolezza e prestigio. A patto ovviamente che prendano l’impegno con il giusto spirito di sacrificio, che si richiede quando ci si mette in gioco per il bene comune.
    Troppe volte ho visto nomi famosi ricoprire incarichi di responsabilita’, solo per titolo onorifico, senza impegnarsi a fondo. Cosi’ come purtroppo in altri casi vedo persone alla guida che non sono rappresentative e non hanno la giusta statura.
    Sono sicuro, pur conoscendolo solo attraverso quello che ha fatto (e in fondo e’ quello che conta), che Maurizio Zanella sara’ un ottimo presidente e aiutera a crescere la sua zona.
    Magari fosse cosi’ anche nella mia 🙁

  2. sono certo che se verrà eletto Zanella non farà come svariati nomi noti del Gotha del mondo del vino che eletti presidenti di Consorzi non hanno operato “solo per titolo onorifico, senza impegnarsi a fondo”. Farà bene, ne sono persuaso.
    Quanto a Paglia, beh, lanciamo da qui la campagna “Paglia for president” anche se per realizzare il progetto sarebbe opportuno che il produttore-blogger facesse rientro nel Consorzio, combattendo le opportune battaglie dall’interno…

  3. in un territorio – quale quello franciacortino – in cui le grandi aziende hanno spesso l’idea di lasciare i consorzi per procedere autonomamente, la presidenza di zanella lascia un chiaro e forte messaggio.
    Il ruolo da lui ricoperto sarà egregiamente svolto ma, cosa più importante, la sua figura dovrà essere un forte collante per le aziende del territorio.
    In quest’ottica la Franciacorta in toto potrà beneficiare di questa svolta ai vertici.

  4. Ora capisco tutto il movimento odierno nel mio blogghettino… La figura di Maurizio Zanella è di importanza assoluta, ma vorrei dire a Davide che le grandi aziende franciacortine non pensano affatto di lasciare il consorzio. Sono quelle piccole che un pensiero lo stanno abbozzando. Io sono molto felice se Zanella prendesse le redini del consorzio, ma con la speranza che si possa instaurare un dialogo maggiore anche con i piccoli (per numero di bottiglie prodotte)contadini di questo territorio. Lo spero davvero.

  5. Pingback: Franciacorta: ecco il nuovo presidente. « TerraUomoCielo

  6. Giovanni Arcari, ha toccato il punto esatto…
    cioè l’ecumenismo… concetto visto dai Consorzi con alcune punte di ambiguità…
    Soprattutto dal punto di vista dei presidenti o dei direttori “forti”…

    I piccoli della Francicacorta, ultimamente sono molto attivi direi quasi “radioattivi”…!

    LO standing e l’autorevolezza di Zanella potrà fare molto…

    Perlomeno recuperare quelle aree “incerte” nelle quali si era impantanato il sistema-franciacortino… inclusa una certa freddezza – per non dire di peggio – nei confronti di stampa on-line e blogger… ( ma questo è oramai un male comune di tutta la produzione vinicola italiana sempre troppo statica, barocca e ferma sulle gambe…!)

    Gianni “Morgan” Usai

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