Perché il “Savonarola della buona tavola” sulla querelle Striscia-cucina molecolare tace?

Non essendo parte in causa, né esperto nella materia, né particolarmente interessato, non intendo intervenire sulla querelle cucina molecolare-cucina creativa-guide lanciata e poi ampiamente cavalcata da Striscia la notizia, querelle su cui potete avere ampia e puntuale documentazione sul blog Dissapore di Massimo Bernardi & soci. Voglio solo, molto sommessamente, far notare come nel vivace e articolato dibattito su pregi e limiti della cucina più creativa, che ha visto intervenire e contrapporsi cuochi di diversa sensibilità, patron di ristoranti, ispettori e responsabili di guide, si sia registrata una grande, beh, sarebbe meglio dire grossa, assenza.
Quella del cosiddetto “Savonarola della buona tavola”, al secolo Edoardo Raspelli, (a chi non lo conoscesse consiglio di guardarsi questo breve video illustrativo del personaggio) critico ed enogastronomo in servizio permanente effettivo, anche se ormai non esattamente in auge.
Perché sugli scottanti temi degli eccessi (e delle scorciatoie) della cucina molecolare, della mancata trasparenza nei giudizi delle guide, della critica gastronomica “in conflitto d’interessi”, il rotondo Savonarola, il critico incorruttibile che gli chef tremare fa (o piuttosto faceva…), non dice quello che pensa e tace?
Molto semplice, perché impegnato in teatrini vari, dello stesso tipo di quelli cui dà vita nella trasmissione Melaverde su Rete 4, nell’ambito della rassegna Cannoli & friends a Piana degli Albanesi, dove lo si poteva “ammirare” (come le foto testimoniano) ritratto in compagnia di chi? Ma della “prezzemolina” Belen Rodriguez, la nuova fiamma di Fabrizio Corona, nonché di Ksenya Zaynak, miss ragazza per il cinema 2009. Perché tace Raspelli? Perché troppo impegnato nella sua nuova carriera di animatore e showman, o forse perché nessuno si sogna più di chiedere un suo parere?
Beh, potrebbe sempre manifestarsi (non l’ha forse già fatto? – leggete qui) e “illuminarci” con un comunicato stampa…
p.s. Per la serie quando la realtà supera la fantasia scopro oggi
che “il Savonarola” si ripete e che, guarda caso, come riporta puntualmente questa mattina (a quando il comunicato raspelliano?) la Notizia del giorno di Papillon” Sgradita sorpresa in tavola per Edoardo Raspelli, conduttore di Melaverde, che ha trovato un ragno in una confezione di spinaci già puliti, acquistati dalla moglie al solito supermercato. Edoardo Raspelli ha segnalato immediatamente il fatto al Nucleo Anti Sofisticazioni dei Carabinieri di Milano“.
Certo che é sfortunato Raspelli! Prima un amo nell’anguilla e ora un ragno negli spinaci… Ovvero, come trovare un ago in un pagliaio… 


0 pensieri su “Perché il “Savonarola della buona tavola” sulla querelle Striscia-cucina molecolare tace?

  1. questa volta caro Franco non sono d’accordo in nulla , il peccato originale , suo , è di aver creduto che Raspelli fosse davvero interessato alla materia che spiega (!!). Gli interessava solo diventare un personaggio , fuori dagli angusti limiti del nostro settore , e c’è riuscito . Criticheremmo uno che vuol scendere sotto i 10” sui cento e ci riesce ?

  2. errore Cozzaglio! Anche se concordo con lei sul fatto che Raspelli volesse “diventare un personaggio” e guadagnare ed essere considerato come tale, Raspelli era interessato alla materia di cui si occupava, la gastronomia e la ristorazione. E faceva molto seriamente, a volte prendendosi sin troppo sul serio (ricordo una volta che eravamo insieme a cena in un noto locale, per i cavoli nostri, senza nessun compito ispettivo su quel ristorante, senza doverne scrivere, e mi disse di lasciar cadere distrattamente il tovagliolo per vedere in quanti secondi i camerieri me l’avrebbero sostituito…), il suo lavoro, da cronista meticoloso. Quanto al suo palato, assicurato per somme ingenti, non so se fosse raffinato come quello di altri gastronomi e se di cucina ne capisse (di vino assolutamente no), ma se scriveva di un locale, se ne parlava bene o lo stroncava, era solo perché ci era stato, l’aveva provato e quasi sempre (come personaggio noto e riconoscibile poteva capitare che qualche volta i ristoratori lo invitassero) aveva regolarmente pagato il conto. Peccato che di quel Raspelli, vero Savonarola della buona tavola, oggi si sia persa traccia e che il tipo preferisca fare comparsate tv alla finale di Miss Padania oppure figurando, insieme a Belen Rodriguez, tra gli ospiti di una rassegna sui cannoli…

  3. mi dia del testone , non mi offendo , qualsiasi uomo voglia raggiungere un obiettivo deve impegnarsi anche senza innamorarsene , se il nostro non si fosse dato da fare con tovaglioli od altro non avrebbe mai raggiunta la fama di cui gode e che era il suo vero obiettivo , da nascondere anche ai colleghi più attenti . Non crederà , caro Franco , che la media dei politici ami noi (tovaglioli) più del potere ?

  4. mi segnalano che su un blog che non conoscevo il Savonarola si sarebbe pronunciato sui servizi di Striscia la notizia, affermando che rivelano cose che lui sostiene da vent’anni… Ma come, non faceva parte anche lui, come responsabile della guida dell’Espresso del “sistema delle guide gastronomiche” che oggi Striscia prende di mira?
    leggete:
    http://www.daringtodo.com/lang/it/2009/04/30/edoardo-raspelli-sopravvivere-alla-cucina-molecolare/

  5. caro Franco , ho ragione io , ci son persone che parlano se han qualcosa da dire , altre che non sai mai , sono loro (a parlare) o il monumento che stanno creando a se stesse ?

  6. io non ho avuto tempo di leggere l’articolo che hai scritto – lo leggerò con calma.
    credo però che striscia abbia, almeno in parte, preso un granchio sulla cucina molecolare; e infatti ha già focalizzato l’attenzione sulle guide gastronomiche.
    parlare di cucina molecolare, a mio parere, è come parlare di energia nucleare. Se uno vuole la butta sempre sulla “bomba atomica”

    buona serata
    Davide

  7. Il ragno trovato negli spinaci dalla famiglia Raspelli (e fatto prontamente oggetto di un comunicato stampa) è oggetto di un simpatico, sintetico commento, poco più di un SMS, su una news letter quotidiana inviata via mail dove al titolo de “Anche i critici mangiano …gli spinaci in scatola” si legge: “Capita purtroppo tutti i giorni che qualcuno scopra brutte sorprese nel cibo appena acquistato: bruchi nell’insalata già pronta, mozziconi nelle scatolette, capelli nelle conserve. Ma se accade ad un famoso critico, qual è Edoardo Raspelli, il fatto assume rilevanza mediatica, ed un ragno in una confezione di spinaci diventa addirittura protagonista di un comunicato stampa (e di una giusta denuncia ai Nas). Ma dalla disavventura capitata a Raspelli, due fatti balzano all’occhio: adesso sappiamo che anche le penne più famose dell’enogastronomia mangiano banalissima verdura in scatola – in questo caso Bonduelle – e che le loro mogli fanno la spesa all’Esselunga. Benvenuti tra noi comuni mortali”.
    Ben detto…

  8. Caro Franco , mi spiace contraddirla ancora in pubblico , Raspelli è una vittima del dovere , assaggiava i prodotti della grande distribuzione per difendere noi . Mica penserà sia lui a difendersi dalla moglie che non vuol lavargli l’insalata …

  9. ieri sera il “Savonarola della buona tavola” si è manifestato a Striscia, prontamente sentito (cosa che non é sinora accaduto per gli attacchi agli altri gastronomi, da Vizzari a Bolasco ad altri, che non hanno ancora avuto l’opportunità di difendersi e replicare alle accuse che sono state loro rivolte) per rispondere all’accusa di un cuoco che gli imputava di aver scritto del suo locale senza esserci mai stato. Prendo atto della tempestività con cui Raspelli ha potuto, quasi gigioneggiando, replicare e non posso che constatare che il conduttore di Melaverde é stato improvvidamente attaccato dove, come ho già detto, é inattaccabile, perché lui se scrive di un locale é perché l’ha visitato e ci é stato. Potrà piacere o meno il personaggio, essere antipatico, si potrà discutere se capisca o meno di cucina, ma accusare Raspelli di aver scritto una recensione di un ristorante senza esserci mai stato é privo di fondamento. Che il tipo non mi sia simpatico é un dato di fatto, ma non credo possa essere in alcun modo essere messo in discussione il fatto che scriva solo di locali che conosce e che, da goloso com’é, ha avuto il piacere (o il disgusto) di provare. A Cesare quel che é di Cesare

  10. Franco , fa apposta per divertirci o non capisco qualcosa ? Raspelli ha senz’altro un merito , quello di andare nei luoghi che descrive ? mi sembra poco , equivalente al merito di esistere .

  11. Flaminio, non scherzo, sottolineo, per correttezza, che Raspelli scrive solo di locali che ha effettivamente provato. Lo so che sembrerebbe banale, il minimo. Ma così non accade, spesso si leggono su guide e giornali schede di ristoranti dove chi scrive non é mai stato. Ricorderò sempre quell’episodio della mia visita ad un ristorante, in Trentino, che secondo una nota guida era in riva ad un laghetto alpino. Peccato che una volta arrivato ebbi modo di vedere de visu che il laghetto si trovava ad una decina di chilometri e che il ristorante non era proprio in riva a niente…

  12. Franco , adesso ho capito , lei non scherza , sta prendendo in giro solo me . Lo so che Stalin era peggio di Raspelli

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