Vinodamare: vini liguri in rassegna a Camogli

Ora prova a stampare e vedi se ti va bene

Giusto il tempo di tornare da Alba e di riprendermi dopo cinque giorni abbondanti di full immersion nell’universo stregante del Barbaresco e del Barolo, che eccomi nuovamente in partenza, questa volta alla volta della Liguria.
Barra puntata su Camogli (la località, non il panino autostradale…) dove nella cornice del Golfo paradiso lunedì 18 dalle 14.30 alle 19 sulla Calata del Porto area ex Mercato Coperto si svolgerà la sesta edizione di Vinidamare, appuntamento con i produttori dei vini liguri, per la presentazione e la diffusione dei loro prodotti, organizzato dall’Associazione Italiana Sommeliers della Liguria e dal Comune di Camogli, con la partecipazione del Servizio Turistico Ligure Terre di Portofino, della locale Pro Loco e dell’Ascot.
In tale circostanza i visitatori, assistiti dai sommeliers della sezione Liguria, avranno la possibilità di degustare i vini dell’anno alla presenza dei produttori – che ne illustreranno i pregi e le caratteristiche – della stampa specializzata e dei redattori delle guide turistiche ed enologiche. Nel corso della manifestazione verrà assegnato il Premio Vinidamare” – A.I.S. Tigullio e Comune di Camogliconferito a chi abbia contribuito in modo significativo alla diffusione della cultura dell’Enogastronomia.
Come recita il comunicato ufficiale della manifestazione, “tale onorificenza, già assegnata negli anni passati ad eminenti esperti quali Paola Ricas Direttrice della rivista “La Cucina Italiana”, al noto giornalista e pubblicista Paolo Lingua ed a Bruno Gambacorta anch’esso autore di numerose pubblicazioni in tema enogastronomico, sarà quest’anno conferita a Franco Ziliani giornalista esperto nel settore dell’enogastronomia”.
Ritiro del Premio a parte, per il quale ringrazio già anticipatamente gli amici dell’A.I.S. Liguria che mi hanno giudicato degno di riceverlo, sarà una splendida occasione, sulla passeggiata a mare di Camogli, di incontrare molti dei più significativi rappresentanti di una viticoltura, quella ligure, poco conosciuta (anche per i numeri ristretti e per la ridotta circolazione, se non in loco, di molti vini) e di degustare i loro gioielli.

Ora prova a stampare e vedi se ti va bene

Qui il programma completo.

0 pensieri su “Vinodamare: vini liguri in rassegna a Camogli

  1. Franco , avrà capito che pur di arrivare al “piccolo fatto vero” , con l’aiuto di chi è d’accordo sul metodo , non esito a fare il rompipalle : diciamo chiaro almeno tra noi che i vini liguri , a maggioranza , sono di qualità media non perchè il terroir o i vitigni non lo permettano , ma perchè , per motivi a me ignoti , i produttori più di tanto non vogliono . Potrò sembrare uno che fa pubblicità agli amici : perchè Mandino Cane fa un meraviglioso Dolceacqua , come un tempo Croesi a Perinaldo , i colleghi in genere no ?

  2. Ringrazio personalmente Franco per la sua presenza a Camogli e lo ringrazio ancor di più per la cura che ha riservato alla degustazione di molti vini Liguri. Di sicuro avrà riscontrato che i produttori stanno cambiando tendenza,molti lo hanno già fatto. E che i vini stanno emergendo dalla mediocrità grazie ai “molti” produttori che vogliono. Invito Flaminio ad essere più profondo ad iniziare a visitare i molti bravi produttori Liguri, ad assaggiare i molti vini di ottima qualità da loro prodotti.potrà così scoprire che Mandino Cane non è più solo, che i dolceacqua meravigliosi sono numerosi, così come i pigato dell’Albenganese, come i cinque terre, i colli di luni,e così via. Il vero neo del vino Ligure come ha brillantemente evidenziato Franco a Camogli è che è poco E quindi spesso bisogna fare lo sforzo di venirlo a scoprire in zona. Per il resto, senza volermi ergere a difensore di chi non ha bisogno di difesa , la Liguria C’è !

  3. Caro Marco , grazie per l’attenzione , sono per metà ligure quindi può immaginare il tifo e il dispiacere , ma confermo , i Dolceacqua degni sono pochi e del restante in genere si può dire : piacevole . A simili estensione e terroir ( a spanne naturalmente )nessun paragone lecito , ad esempio , con l’Alto Adige . Ringrazio anche Franco per aver difeso i vini della mia terra , ma in quel momento che altro poteva dire ?

  4. Flaminio, ho difeso ed elogiato i vini liguri non perché, conformisticamente e con fare politicamente corretto, in quel momento mi trovavo, ospitato e premiato, in Liguria, ma perché amo quei vini, credo in loro, li trovo spesso ricchi di un fascino unico. E, come ha ricordato Marco Rezzano, grazie agli assaggi “guidati” che ho fatto insieme a lui e ad Alex Molinari, ho avuto vecchi e nuove conferme, con autentiche rivelazioni – non posso non citare en passant i vini della piccola azienda Le Rocche del Gatto di Albenga – di cui conto di scrivere, qui e altrove, molto presto

  5. Caro Franco , usando poche parole corro sempre il rischio di essere frainteso , non sapevo quali fossero i suoi motivi ma chiunque in occasioni simili , minimo per cortesia che non è parente di diplomazia , dice bene . Un conto è il fascino , il mio paesino è Ceriana , in collina sopra Sanremo , dove scopro i vini di autentici contadini , nonchè gli oli . Un conto è la classe . Vent’anni fa’ adoravo i Pigato naturali di Bruna , col fondo , e ne parlava solo Veronelli , li ho riassaggiati ora puliti e abbonati ai tre bicchieri , se li beva chi vuole . Poi se uno vuol difendere per forza una tesi trova sempre i vini d’appoggio , però Liguria vs Alto Adige come finisce ?

  6. chi mi conosce, e lei che mi legge con assiduità, sa bene che non parlo mai bene per conformismo o quieto vivere, e che se c’é da criticare non mi tiro indietro anche se ci sono obblighi di cortesia
    Il confronto Liguria – Alto Adige non finisce in alcun modo perché a mio avviso non comincia nemmeno, non essendo proponibile un confronto tra queste due terre, nonché zone vinicole. Troppo diverse tra loro, per millanta motivi, per poterle paragonare e confrontare

  7. Caro Flaminio,
    la tua visione mi sembra un po’ obsoleta… Lo Spigau delle Rocche del gatto non è solo fascino di vini contadini, ma un vero fuoriclasse, in grado dicompetere con ben più blasonati vini d’oltralpe e dell’alto adige. Ma non è il solo… che dire dei vermentini dei Colli di Luni ? Giacomelli, Lambruschi, la pietra del focolare, … E poi De battè che comincia ad avere un seguito non indifferente. Il rossese è il vino che è .. (anni fa una certa azienda lo vendeva più caro di un grande barolo… basta inserirlo nei suoi giusti binari…schiava per rimanere in alto adige o poco di più). Ma sui bianchi molto si sta muovendo e nella giusta direzione. io sarei molto più positivo!

  8. Caro Enzo , non immagini come vorrei avere torto marcio . In qualsiasi cantina , privata , di esercizio , la percentuale di vini liguri ? Oltre ai nomi che ricordi quanti ti senti di aggiungerne ? Perchè in tutte le guide , da anni , le pagine e i voti della Liguria finiscono in un battito ? Una battuta . Anni fa’ un enologo/ristoratore mette un vigneto sulle rive dell’Oglio , in provincia di Cremona , chardonnay e cabernet mi sembra . Buoni entrambi . Zona di pregio ?

  9. E’ un peccato che in così pochi conoscano bene il rossese; anche tra gli esperti, anche tra coloro che frequentano la riviera, il rossese resta un mistero. E’ un vero peccato perché il rossese è un grandissimo vino, e i produttori cominciano solo ora a esserne consapevoli.
    Provate ad assaggiare qualche bottiglia adeguatamente invecchiata, magari decennale (magari alla cieca vicino a qualche chianti blasonato di pari annata, o anche vicino a qualche nebbiolo à la page), di Testalonga, Mandino Cane, Femminella, Foresti, Terre Bianche, ma anche le attuali produzioni di Anfosso e Maccario. Andate tra i vicoli di Dolceacqua per cercare i tanti sconosciuti artigiani dl rossese e dopo, ma solo dopo, scrivete pure che vale poco.
    Luk

  10. @Flaminio
    Non capisco come conciliare il rimpianto per i pigato “con il fondo”, diversi da quelli (per fortuna) puliti attuali di Bruna, e il paragone con l’Alto Adige, che si distingue in genere proprio per la pulizia e ineccepibilità tecnica dei suoi prodotti (senza considerare che non vinificano vermentino).
    Luk

  11. Caro Luca , il “fondo” era solo per richiamare il modo diverso , se vuoi definirlo “sporco” va bene , ma con anima caratteristica , il paragone con Alto Adige non per la qualità dei vini , a questa stregua nessun paragone sarebbe possibile , variano sempre vitigno , terreno , altezza , storia , etc , ma per la ben diversa attitudine dei produttori . Tra l’altro , bevi un vino tecnico dell’AA e ha un timbro , la tecnica di Falesco , per fare un nome , non mi interessa .

  12. Caro Flaminio,
    il mio stupore era dovuto più che altro al fatto che conoscendo un po’ Bruna e il suo modo di lavorare, mi resta difficile considerare i sui vini senza anima. Criticabili quanto vuoi, ma mi sarei aspettato piuttosto per “eccesso” di estrazione che per carenze. Sai certamente che con De Andreis Bruna pratica una macerazione fermentativa sulle bucce, anche se più limitata rispetto a Fausto, e questo da ben prima che la moda dilagasse tra i vini “naturali”.
    Luk

  13. Caro Luca ,
    Sono assolutamente d’accordo con te. il Rossese e la sua terra sono una magia. Sono una magia le vigne di Soldano e quelle sù,sulla strada alta di Dolceacqua, paesaggi struggenti che ti rubano l’anima. Profumi,colori,luci,pendenze,vegetazione puramente Ligure, che segnano senza compromessi i caratteri di questo meraviglioso vino. Sono stato “educato”al rossese da pochi anni, ma in breve tempo ho imparato a conoscerlo nei suoi aspetti più intimi, ad apprezzare i produttori e i giovani come tu sai hanno capito tanto , tantissimo,a respirare il fascino aspro e antico che trasmettono quei borghi, l’austerità e la genuinità di quelle genti.
    Il Rossese , moltissimi rossese racchiudono tutto questo,cavalli pazzi,senza mezzi termini, ma che emozione! Quelle beva nervosa e profonda che ricorda tanto il precipizio di una vigna e il mare làggiù in lontananza che vigila. Credo Luca che tu abbia ragione è un vero peccato che troppo spesso anche gli adetti ai lavori non vadano oltre. il vino ligure in generale merita di più.Vogliamo raccontare le cinque terre ? o la zona dei colli di luni?…..

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *