Alesia Universal Wine Festival O della vera storia dell’assedio di Alesia

Mi punge vaghezza che sia ispirato a quanto è successo nei giorni scorsi à Bordeaux, con la “rassegna off” che presentava la presunta “crème des Producteurs italiens” collocata – pour épater qui? – proprio di fronte al vasto stand espositivo di Vinexpo, con tanto di discussioni, risse e colluttazioni, e ammissioni pubbliche di “flop” il sempre ironico e divertente apologo sull’Alesia Universal Wine Festival proposto dall’ineffabile e inimitabile Briscola…
Buona lettura mes amis! f.z.

Era l’inizio dell’anno 52 a.C. quando il Publicus Scriba dell’Ente Fiera di Borgogna emise il primo comunicato sulla 330esima edizione dell’Alesia Universal Wine Festival.
Com’era d’uso a quei tempi presso i nostri padri, il Publicus Scriba, che oggi chiameremmo Ufficio Stampa, era stato selezionato fra i collaboratori del giornale locale, L’Alesiae Ululatus, l’Urlo di Alesia, affinché potesse garantire la circolazione di informazioni fra chi le informazioni le aveva già. Che non si sapesse in Vandea o in Bretagna quanto la Borgogna andava organizzando. Inoltre, i panni sporchi si lavano in casa, mogli e buoi dei paesi tuoi, e via dicendo.
In più, un Publicus Scriba locale, se vuol continuare ad essere locale, deve pur mangiare: due capponi e un otre di vino comperano qualsiasi tabula, rasa o meno che sia.
Trattandosi però di un Wine Festival universale, il Publicus Scriba era stato costretto a farlo sapere anche altrove e la notizia, ahimé, era giunta oltre la Gallia, sino a Roma.
All’epoca, a Roma sulla Gallia la pensavano in modo ambivalente, fra interventisti e neutralisti. Cosa ci fosse in Gallia, da quanto si sapeva, era presto detto: gente che diceva di essere di origine Celta, anche se poi non sapeva spiegare chi fossero i Celti, mezzi cacciatori e mezzi selvaggi, rozzi insomma, fra colline, boschi, paludi, montagne, neve, nebbie, umido e freddo. Così la pensavano i detrattori dell’intervento, semplificando.
Gli interventisti, invece, sostenevano in primis che se si vuol fare un Impero non è che si può arrivare a Viterbo e fermarsi lì: bisogna andare oltre. Oltre quanto? Oltre il Po, ad esempio. E lì erano arrivati. Ma poi era scattata la smania e, su su, si era arrivati oltre le Alpi.
La notizia dell’Alesia Universal Wine Festival, però, gettava una nuova luce sulle motivazioni della conquista. Ragioni di carattere commerciale, che non credessero quei Galli di essere i migliori nell’orbe a produrre vino. Soprattutto, ragioni di carattere promozionale, che non pensassero di essere i migliori a organizzare eventi.
Ce l’avevano, forse, ad Alesia un stadio per bighe e lotte fra gladiatori? Avevano forse in progetto di importare leoni? Sapevano cosa fosse un Fescennino? Domande retoriche, che i Romani si ponevano l’un l’altro a dimostrazione che quelli d’Alesia organizzavano cose, ma non lo sapevano fare.
Fu allora che, il gruppo dei VPV, i Vici Parvuli Vafri, (furbetti del quartiere), ebbe una grandiosa idea: organizzare un fuorifestival di Alesia, a due passi dal festival ufficiale. Si fecero mandare costi di stand e degustazioni e poi si presentarono a Giulio Cesare, spiegandogli che un affronto simile non era tollerabile: dare soldi a quattro pennuti, oltre a far loro la grazia di arrivar sin lassù, con bottiglie, vettovaglie, tende per la notte e, soprattutto, botti di vino che in Gallia non s’era mai visto? Ma che è? E dove sta l’orgoglio patrio? E Roma caput mundi?
Un po’ titubante, Cesare prese qualche giorno di tempo per decidere se partire, armi e carriaggi, oppure no. Ma il VPV, intanto, si diede da fare, contattando un bel po’ d’aziende latine.
Inviò loro un’epistola, che più o meno diceva così: “Ad Alesia fanno quel che sapete, ma noi abbiamo deciso che possiamo fare anche meglio, a prezzi ridotti. Peraltro, glielo faremo sulla porta d’ingresso. I vini li selezioniamo noi, in base a chi paga la quota di partecipazione, poi diciamo che sono i migliori vini del mondo. A far decidere Cesare fu un editoriale pubblicato dall’Alesiae Ululatus verso metà marzo.
Nell’editoriale, tale Aste Rix presentava un confronto orizzontale fra rossi gallici e rossi latini, propendendo per i primi. Nel finale dell’articolo, il Rix profetizzava: “Verrà un giorno, che persino i bianchi della Gallia stupiranno il mondo con le loro bollicine”. Che detto in latino fa: parvulas bullas.
Col senno di poi, le parole del Rix suonano come una previsione di Champagne, ma col senno di allora suonarono diversamente, anche perché non c’erano allora né lo Champagne né la Champagne, chiamata come tale. Le bullae, a Roma, come si sa, erano piccole sfere d’oro che portavano al collo i bambini nati liberi, non servi, non schiavi.
Che il Rix incitasse alla guerra? Che i Galli fossero pronti a difendere la propria libertà, in barba ai Romani?
Alcuni membri del Senato ne discussero vis à vis con Cesare. Il quale, come prima mossa licenziò il Senatore all’Agricoltura, che non aveva saputo tener sotto controllo cotanti fermenti di insana autonomia, poi creò una decina di commissioni per la salvaguardia dell’origine del vino latino, poi una trentina di sottocommissioni, due comitati, otto segretari e sei ministeri senza portafoglio.
Per tutti stabilì una congrua ricompensa, che prosciugò le casse romane e fu fra le cause di quanto accadde nel 44 a. C., a mano di tale Bruto. Infine chiamò l’esercito e partì alla volta di Alesia. Il resto è storia.
Ma quello che passò alla storia come assedio, fu in realtà il tendone del VPV, piazzato davanti alle porte della città. Così si narra, almeno, qui a Marte.
Many kisses!
Briscola

0 pensieri su “Alesia Universal Wine Festival O della vera storia dell’assedio di Alesia

  1. CARO FRANCO SONO UN ASSIDUO LETTORE DEL BLOG, E POICHE’ LEI DOVREBBE TROVARSI NELLO SPEZZINO,COLGO L’ OCCASIONE PER CHIEDERE UN SUO PARERE SUI VINI DEI COLLI APUANI(POCO PIU’ DISTANTI) E SE HA GIA’ SCRITTO AL RIGUARDO PRECEDENTEMENTE.
    IO SONO NATO A PONZANO MAGRA VICINO SARZANA E CONOSCO MOLTO BENE AZ S CATERINA , IL MONTICELLO, LAMBRUSCHI, BOSONI(!),ECC…
    MARINA DI CARRARA 26/06/2009

    CORDIALI SALUTI

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