Corona come testimonial: quando il mondo del vino è proprio alla canna del gas

Domanda: ma sarà poi ancora così convinta, la casa vinicola Gennaro Vini di Corleone, che, come riferisce qui il blog Dissapore, “anche la sola faccia di Corona basterà ad aumentare “il prestigio dell’azienda alle soglie del Terzo millennio” e che contribuirà non solo ad aumentare le vendite ma a farla entrare nel “salotto buono” del vino siciliano, dopo aver letto, fatelo anche voi, qui, su Il Giornale, questo articolo dedicato al “metodo” o meglio ancora “il lato oscuro” di tale Fabrizio Corona?
Che nel caso non lo conosceste (vedete foto sopra), come ha eloquentemente dimostrato di fare (o di voler tenersene alla larga), l’ex ministro Livia Turco, durante una puntata (vedete qui) del programma di Tetris, il programma che Luca Telese conduce ottimamente su La 7, sarebbe quel “discusso” personaggio, ex titolare di un’agenzia fotografica specializzata in gossip tra i principali protagonisti di quella che è stata chiamata “vallettopoli” ovvero una delle pagine più squallide della cronaca italiana (di quel mix tra spettacolo, sport, politica, imprenditoria e vippume vario) degli ultimi anni. Vicenda per il quale Corona é stato anche in carcere, salvo poi patteggiare e riacquistare la libertà…
Beh, se il mondo del vino, ovviamente stiamo parlando solo dell’azienda di Corleone, pensa che per risollevare le proprie sorti e acquisire “prestigio” si debba ricorrere, come testimonial, anzi come selezionatore di vini “per i suoi fans”, a figure(i) del genere, vuol dire che il vino italiano, una certa parte del vino italiano, è proprio arrivato alla frutta, anzi, è ridotto alla canna del gas o a guardare, in perfetto stile “giornalismo” gossip, dal buco della serratura…

69 pensieri su “Corona come testimonial: quando il mondo del vino è proprio alla canna del gas

  1. La cosa che maggiormente mi preoccupa è che questo ha pure dei fans ai quali sceglie il vino! Io a questo punto tiro fuori il coniglio dal cappello e chiedo a Cicciolina se le va di fare da testimonial per le mie aziende. Un colpo da maestro!

  2. Caro Franco,

    ho grande stima dell’onorevole Livia Turco ma nel caso specifico bisogna fare attenzione. Voler prendere le distanze da un personaggio del genere lo posso pure capire ma non conoscere gli episodi e le vicende che hanno riguardato quello stesso personaggio significa veramente vivere fuori dal mondo…

  3. Perchè ti scandalizzi? ad ognuno il suo stile, tutto qua. In ogni campo ci sono differenti fasce di mercato e gusti differenti. Sono certa che ci sarà un mercato che apprezzerà questa etichetta, come c’è chi ama i reality (grande fratello etc). Meglio ignorare questi orripilanti connubi e mettere tutte le nostre forze nel divulgare e promozionare ciò che amiamo e rispettiamo, la nostra cultura ed il nostro lavoro.
    Stai sereno, abbiamo bisogno di te e delle tue energie positive!

  4. Personaggi come quel signore (…parola grossa…) sono in cima alla mia personale “black list”.
    Fatta questa opportuna premessa, credo che non ci sia da meravigliarsi più di tanto per una scelta simile: già molto tempo fa, non c’era qualcuno che diceva “nel bene o nel male, purché se ne parli”?
    D’altra parte, basata ricordare le pubblicità provocatorie di Benetton e parecchi altri, per capire che si vuole scegliere un’immagine o un personaggio non perché rappresenti meglio di altri l’immagine di un’azienda, ma semplicemente perché più se ne parla e discute, bene o male, e più pubblicità si fa a quell’azienda (tra l’altro GRATIS…)

  5. Sono d’accordo con Giovanna. Come per tante altre cose che non condividiamo, che troviamo disgustose e profondamente sbagliate, il miglior atteggiamento è ignorarle, dedicando le nostre energie a quello che troviamo piacevole e bello. Quanto a Mister Corona, è incredibile quento un simile personaggio attragga soprattutto le ragazzine.
    Me ne sono reso ulteriormente conto quando al mio tabaccaio ho chiesto dei sigari Corona. Tre ragazzine che erano presenti hanno incominciato a fare gridolini ed a scambiarsi gesti di intesa. Di fronte alla mia perplessità mi hanno spiegato che il solo nominare il cognome del nostro Fabrizio le mandava in sollucchero. Sic!

  6. eh no, qui non si tratta di fare pubblicità, gratis, a quell’azienda (i cui vini sono certo che non mi verrà mai voglia di assaggiare), ma di bollare una deriva, di volgarità e stupidità, che coinvolge, come tutta l’Italia (ed il mondo) il mondo del vino italiano. Se ricorrono a questi mezzi, come anni fa qualcuno fece con un calendario con ragazze poco vestite, siamo proprio alla canna del gas…

  7. se corona capisce di vini (che sono, potenzialmente, una cosa buona e seria) io capisco di astrofisica nucleare (esiste?).
    Gennaro ha fatto un autogol; non venderà neanche una bottiglia.

  8. Ma dai, Franco, ti scandalizzi anche stavolta come per le veline al Vinitaly? L’azienda voleva far parlare di sè e ci è riuscita (infatti ne stiamo proprio parlando) ingaggiando, con principesco ingaggio I suppose, un testimonial che del far parlar di sè (e degli altri intorno a sè) ha fatto un mestiere. Mica è una gran novità. E neanche un grande scandalo. Io lascerei da parte i moralismi e lascerei Corona e i suoi vini al loro destino. I quali vini, se hanno bisogno di Corona per essere conosciuti e apprezzati, forse tanto speciali non sono.
    Ridici sopra, questo è il mondo. Ti ricordi Catullo? “Saecli incommoda”!
    Ciao,

    Stefano

  9. o Tesi, rivendico la mia libertà di scandalizzarmi, di incazzarmi e di dire che questo mondo del vino, quello che ricorre ai Corona come testimonial e alle veline al Vinitaly, mi fa SCHIFO. So che sei uomo di mondo, e che in fondo non ti scandalizzavi tanto nemmeno per l’affaire Brunello (e spesso sei intervenuto invitandomi ad andarci cauto, a capire, ecc.) eppure, anche per le idee politiche e la visione del mondo che hai, che dici di avere, anche tu dovresti provare la mia indignazione. Che dico, la mia voglia di prendere, nemmeno tanto per modo di dire, il randello…

  10. non capisco le dinamiche della pubblicità. Resta il fatto che gli abbinamenti più azzardati risultano quelli più vincenti.
    non entro nel merito delle ripercussioni che questa azienda avrà nei prossimi anni, discuto di una scelta commerciale.

    corona: uomo di spettacolo, posti esclusivi, donne bellissime, intrighi, potere, lusso, sfarzo.

    come fai a biasimare questo produttore, o meglio, come fai a biasimare un reparto commerciale che sceglie questa strategia?

    in passato i comunicati stampa in cui veniva dichiarato: “nella cena di capodanno il presidente della repubblica sceglie (questo o quest’altro vino)

    la strategia comunicativa è analoga; il target differente

  11. Caro Arturi, la mia scelta è decisamente più nobile in quanto lei ci ha “insegnato molto” negli anni dell’adolescenza, ora che non può più per questioni d’età, le rendo il favore. 🙂

  12. Franco, il randello andava usato prima, se lo usi ora fai solo il gioco di chi vuole fare chiasso e attirare l’attenzione sul prodotto pubblicizzato. E sul Brunello non confondere le acque: io ho sempre richiamato alla prudenza, e la confermo, sul caso giudiziario e non sul principio. Non devo certo spiegare a te la differenza. Comunque non credo che indignarsi cadendo nelle provocazioni del marketing sia segno di coerenza ideologica. Credimi, risparmiamo i furori per cose più serie e non lasciamo che si servano di noi per fare affari. L’indifferenza (nostra) li seppellirà assai prima e meglio delle inutili crociate.
    Riciao,

    Stefano

  13. Buongiorno,
    ….. Che spettacolo, più mi addentro nella conoscenza dell’universo vino, più mi accorgo che lo stesso tocca (nel bene e nel male come in questo caso) argomenti a 360°.

    Ha perfettamente ragione sig. Ziliani ad inorridire di fronte ad una tale notizia, come bisognerebbe inorridire di fronte a tanti argomenti ed atteggiamenti che dovrebbero far vergognare al solo pensarli e trovo anche giusto palesare il proprio dissenso…. altrimenti è veramente finita se si fa finta di niente su tutto quello che non ci tocca direttamente.

    Grazie.

  14. bene Stefano, preferisco dare testimonianza pubblica del mio schifo e della indignazione, anche a rischio di essere definito, da un amico come te, quale Don Chisciotte “delle inutili crociate”, che far finta di niente e fingere indifferenza. Che vuoi, so’ fatto così e a 53 anni ‘un mi cambia nessuno, magari solo un'”offerta indecente” di qualche milionata di euro, che mi cambi la vita e mi induca a stare zitto e cambiare registro o darmi al giardinaggio, visto che tutti abbiamo un prezzo (come mi ricordò il “buon” Ezio Rivella nel corso del nostro dibattito sul Brunello)…
    @ Davide
    lei scrive “Corona: uomo di spettacolo, posti esclusivi, donne bellissime, intrighi, potere, lusso, sfarzo”, certo, ma anche, aggiungerei io, é cronaca, giudiziaria, anche ricatti, espedienti, uso disinvolto del potere, indagini della magistratura, un lungo periodo passato in galera, l’ex moglie che prende pubblicamente le distanze da lui…
    E’ questo il tipo di testimonial che vuole quell’azienda? Bene, e a noi i vini di quel tipo di azienda non interessano, la politica di marketing di quelle aziende ci fa orrore e ci teniamo a dirlo, come cronisti del vino, a chiare lettere. Don Chisciotte, utopista, certo, ma… me ne frego!

  15. Dai, Franco, stai prendendo cappello e questo mi preoccupa…io ho detto “inutili crociate” e mica “Don Chisciotte”. Anche in questo caso, tra le due cose ne corre. Resta il fatto che il biasimo morale verso Corona e i suoi clienti Gennaro è direttamente proporzionale all’efficacia della loro strategia mediatica, che infatti sta riuscendo e ti spinge a indignarti. E poi, scusa, che c’entra il far finta di niente? Se uno dovesse incupirsi per tutte le cose insopportabili che vede la mattina quando si alza, sarebbe suicida prima di arrivare alla colazione. Io invece amo lasciare alla sua miseria la “folla dei ringhiosi” (citazione d’epoca che ti esorto a decrittare) e cioranianamente ignorarli (con disprezzo).
    Nun te la piglia’…

    Stefano

  16. Non capisco i commenti scandalizzati , ottima pubblicità per un’azienda sconosciuta . Tutti abbiamo diritto di vivere , senz’altro a tanto presentatore corrisponderà tanta vinicola . I Corona per campare devono produrre qualcosa . A me fa molta più paura le recensione organolettica di certe bottiglie su riviste specializzate .

  17. Stefano, citando Emil Cioran e la “folla dei ringhiosi” ti sei riscattato, anche se le “inutili crociate” le fanno i Don Chisciotte. E poi sai che ti voglio bene, fratello interista!

  18. Già che ci siamo l’ “ottima” casa vinicola Gennaro potrebbe lanciare una linea (livello popolare) utilizzando il mitico tappo a “corona” e così chiuderebbe il cerchio…meglio riderci su!

  19. Qui a Marte non abbiamo capito di cosa si stia parlando…. di un certo Corona? Boh! 😉
    Però a noi piace quello stile di comunicazione, che fa tanto terrestre. Non è che uno per vendere il vino, presenta il vino, no no: presenta un tale che, a sua volta, propone ai suoi amici un vino. Ci dicono che quel certo Corona faccia il fotografo e noi ci chiediamo: bevendo il vino sponsorizzato, vengon meglio i negativi? Mah!

    Many kisses! 🙂
    Briscola

  20. bellissima Angelo l’idea dei vini con tappo…a Corona!!! 😉
    quanto all’azienda siciliana, visto che il Corona di negativi se ne intendeva, hanno pensato bene di scegliere, come testimonial, un esempio negativo…

  21. Valeria e Mery, certo che siete d’accordo su questa iniziativa. I vostri indirizzi di posta elettronica indicano che avete a che fare con l’azienda che ha scelto il Corona come testimonial… Ma allora ditelo chiaramente, no?

  22. Però… adesso entrano in scena anche i “compari”…!!!
    Anzi, le “comari”.
    Pensiamo solo a quante bottiglie l’azienda venderà perché molti vorranno assaggiare quel vino “per curiosità”. Non è piacevole doverlo ammettere, ma funziona così… e i pubblicitari prima e gli opportunisti (vorrei usare altri termini, ma preferisco tacere) poi lo sanno benissimo.

  23. Diciamolo: Franco, se dovessi scegliere non avrei dubbi, preferisco te! E comunque ti metterei solo sui vini a base nebbiolo, tranquillo.

  24. Franco, per principio non faccio scommesse, ma una cosa do per
    certa scommettere su di te si vincerà poco,ma non si perde mai.
    @ Mery e Valeria, (consigliate sì un cavallo) ma di razza!

  25. Franco, per principio non faccio scommesse, ma una cosa do per
    certa scommettere su di te si vincerà poco,ma non si perde mai.
    @ Mery e Valeria, (consigliate sì un cavallo) ma di razza!

  26. Disclaimer: Le mie personali considerazioni in questo commento non sono in alcun modo riferite alla ditta in questione perche’ non la conosco e non ho mai degustato il loro vino.

    Io non mi scandalizzo, anzi e’ l’ennesima dimostrazione di come sia consistente questo mondo. (Vedi anche http://vinoalvino.org/blog/2009/06/italiani-soliti-noti-nella-power-list-di-decanter.html )
    Gente che guarda il Grande Fratello, ammira Paris Hilton oppure sogna la carriera della velina secondo voi andra’ a comperare una bottiglia di Cappellano oppure una di quelle prodotte da ditte che cavalcano il trend con un marketing discutibile ?
    Se la Hilton producesse dell’acqua sporca etichettata vino DOC sono sicurissimo venderebbe molto di piu’ che certi vignaioli che spendono anima e corpo e anni di vita nelle loro vigne per produrre del vino di qualita’.

    Sinceramente, e’ piu’ o meno vignaiolo o per ricollegarmi al titolo dell’articolo “piu’ o meno alla canna del gas” chi sceglie un marketing utilizzando una persona conosciuta alla massa oppure una casa vinicola che sulla carta e’ “piu’ tradizionale” ma produce un vino ad “immagine e somiglianza” dei vini decantati da quelli come Robert Parker con l’unico scopo di venderli bene?
    Il fine non e’ lo stesso ? La qualita’ magari no…
    Meglio vendere vino (qualita’ ovviamente da verificare) con tecniche di marketing discutibili che vendersi.
    Quante ditte italiane si sono vendute per conquistare una fetta di mercato negli States…..ma mentre i vignaioli dei nuovi mondi non hanno niente da perder a seguire il trend, noi ogni volta che ci vendiamo buttiamo centinaia di anni di storia dalla finestra.

    E’ inutile continuare a girare intorno al palo. I numeri sono numeri.
    In USA i consumatori (definitely not very opinionated) seguono gente come Robert Parker e dopo lui chi verra’. C’e’ chi segue i Robert Palker, chi le icone mediatiche/hollywoodiane, chi le pornostar (noi siamo persino riusciti a portarne una in Parlamento) utilizzate dalle case produttrici per pubblicizzare il loro vino.
    Questo discorso vale per il vino come per le macchine e qualsiasi prodotto in commercio.
    Magari sperate in nuovi mercati emergenti con consumatori piu’ “attenti” ?
    In Giappone dove c’e’ un forte shifting di mercato dal o-sake al vino non bevono di certo il buon prodotto del vignaiolo onesto che rispetta la natura ma il vino “trendy” creato dai burattinai di questo sistema. Ed e’ per questo che un banalissimo e squallidissimo Beaujolais di quarto grado viene stravenduto a 40 euro a bottiglia.
    Benvenuti “o noi quattro+ gatti nostalgici” in questo mercato “standardizzato” dove la “fuffa” conta più della sostanza.
    Io direi che alla canna del gas sono i consumatori che spendono fior fior di quattrini per vini (e non solo) mediocri….e non lo sanno!

  27. Qui a Marte abbiamo una proposta.
    Se il Signor Corona è nella posizione di dar consigli ai suoi fans sulle scelte di vini, vuol dire che è un esperto di vini. Perché dubitarne? Ci piacerebbe molto fruire della conduzione di una degustazione da parte sua. Se fosse una verticale, ancor meglio, così potremmo apprendere caratteristiche d’annata ed evoluzione. Noi Marziani siamo disponibili ad atterrare dove ci sarà indicato, con il teletrasporto è un attimo. E’ sempre bello imparare qualcosa di nuovo.

    Au revoir! 🙂
    Briscola

  28. Grande commento Gianni!
    Ho pensato le stesse cose… per fortuna per quanto mi riguarda, da vignaiolo, mi rimane solo il mio vino senza veline e senza apparenze per sopportare questo stato di cose schifose!

  29. Secondo me non dobbiamo certo lamentarci se anche certi settori del “mondo vino” sono attratti da quei figuri…daltronde Corona è solo una piccola parte delle porcherie che l’enstablishment televisivo ci propone da anni ed anni, in continuazione, seguitando a ritenere noi “consumatori” del tubo catodico dei perfetti decerebrati..e, mi spiace dirlo, non ne ha tutti i torti.
    Se, come dice il Signor Ziliani, i decerebrati consumatori si munissero di nodosi randelli e ne “cantassero quattro” agli “Sciur Padrun” della TV, esigendo Cultura, notizie ed informazione attendibili, approfondimenti storico-scientifici, enogastronomia e trasmissioni che divulghino le eccellenze, in ogni settore produttivo, del Bel Pese, non sarebbe meglio?
    Se noi (mi ci auto-includo sapendo già di far torto a chi ne fa parte davvero) addetti ai lavori del vino e se coloro che lo sono anche più di noi, si dessero seriamente da fare per imporre televisivamente il settore vitivinicolo italiano di cui c’è da andar fieri – mi chiedo nuovamente – non sarebbe meglio?
    Io dico: certo che lo sarebbe !

    Purtroppo però il mondo (e necessariamente anche quello del vino) va esattamente al contrario (oh, un sarà mica una sorta di contrappasso?) e quindi siamo bombardati da “La pupa e il secchione” l’ “Isola dei Famosi”, il “Grande Fratello”, telegiornali e presunti “approfondimenti” (leggi “Porta a Porta” ed altri) che campano mesi (anni, a volte!) su casi giudiziari a cui, personalmente – per dirla come il Mascetti – “importa una s**a”, su litigi da pianerottolo che neppure nelle periferie più sciatte, su discorsi a vanvera e gossippate che al solo pensiero farei una strage.
    (apro e chiudo parentesi – è inutile che poi le persone si meraviglino che i giovani siano sempre fuori di casa, che si ubriacano, che fanno tardi, si drogano e poi muoiono come mosche…se in tv passassero “roba buona” – per dirla come ne direbbe qualche mio coetaneo di uno spinello – magari i ragazzi farebbero meno i bischeri a giro perchè avrebbe da seguire quella certa trasmissione interessantissime che ti tiene incollato al divano)
    E siccome l’unico metodo che io, povero consumatore catodico decerebrato nonchè presunto ed abusivo “addetto ai lavori” del “mondo vino”, ho per combattere l’enstablishment e l’escrementume da esso prodotto il non parlarne…lo faccio e quindi me ne frego se la scelta di questa azienda è stata Corona.
    Io ho il mio cerebro ben funzionante – che che ne pensi l’enstablishment – che ragiona ancora e con tutti ineuroni e le sinapsi al loro posto, agili e scattanti e quindi prendo a braccetto l’apice culturale della regione dove son nato e vino tutt’ora e dico:
    “Questi non hanno speranza di morte,
    e la lor cieca vita è tanto bassa,
    che ’nvidiosi son d’ogne altra sorte.
    Fama di loro il mondo esser non lassa;
    misericordia e giustizia li sdegna:
    non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

  30. Buongiorno.
    Oh “santo” mercato ti prego, liberaci sì da chi sceglie testimonial di tale infimo livello, ma anche da quelli che vantano puzzi di stalla e piattezza come pregi.
    Sempre sia lodata conoscenza e competenza.
    Buona giornata.

  31. Come direbbe un mio caro amico docente universitario “il cattivo gusto,purtroppo,regna imperante in questo mondo”…Credo che non ci siano altre parole,il successo e i fan di Corona sono l’espressione di una grossa fetta della nostra società ormai priva di valori e di capacità di critica.

  32. Non male la quantita’ di commenti a un post originantesi da Corona… Segno che bene o male la scelta di usarlo come testimonial e’ destinata ad essere coronata da successo.
    Condivido abbastanza l’invito all’ignoremus diramato da Tesi. Anzi, dedicherei a questa vaporiera che ansimando fuggia, i noti versi conclusivi della poesia carducciana:
    “…
    Ma un asin bigio, rosicchiando un cardo
    rosso e turchino, non si scomodo’:
    tutto quel chiasso ei non degno’ d’un guardo,
    e a brucar serio e lento seguito’.

  33. Qui a Marte pensiamo una cosa.
    I commenti, numerosi, non sono segnale che l’operazione di comunicazione sia riuscita: in comunicazione commerciale non vale il detto “purché se ne parli”. Di che? S’è parlato di Corona, mica del vino o dell’Azienda. Se produco rubinetti e gli altri parlano di fragole, significa che ho sbagliato tipo di comunicazione. Quando ci si affida a un “testimonial”, lo si sceglie perché il suo volto o le sue parole forniscono un plusvalore al prodotto, ne sono garanzia in base a competenza nota e credibilità settoriale riconosciuta. Le veline, il cantante, la porno star, la Banda Bassotti e i Puffi blu non sono riconosciuti e riconoscibili esperti di vino. E non è solo una questione di “categorie” più o meno alate: anche Einstein non c’azzeccherebbe come testimonial di un vino (forse di un vino relativo…? :-), ugualmente Rubbia e la Montalcini. La notorietà di Corona non è certamente dovuta alla sua conoscenza vitinicolo-enologica. Si è, banalmente, sbagliato nella scelta strategica di comunicazione, ancor prima di ogni valutazione sul personaggio in sé.

    Many kisses! 🙂
    Briscola

  34. ha ragionissimo Briscola: la quantità dei commenti a questo post “donchisciottesco” e da “inutili crociate” come direbbe il mio amico Tesi, non dimostra che l’operazione commercial-mediatica sia riuscita, ma che ci sono, deo gratias, ancora molte persone in Italia che non si rassegnano a “furbate” del genere e che sentono l’esigenza di manifestare, come me, la loro indignazione. Questo mondo del vino fa orrore!

  35. Strano non siano comparse etichette raffiguranti “Il Pacciani e i compagni di merende”, o forse mi sono perso qualcosa!!!!!
    Quel patinato mondo del vino è “tutto chiacchiere e distintivo” e “sotto il vestito niente”. Lo dico con parole prese da film per non dirlo nel linguaggio corrente e fiorito delle mì parti.
    Che pena…….. che pena……..

  36. Qui sulla Terra il sottoscritto pensa che sia per lo meno arbitrario decretare che quando ci si affida a un testimonial, lo si scelga perche’ il suo volto o le sue parole forniscono un valore in piu’ al prodotto (il plusvalore, eventualmente, lasciamolo stare perche’ dubito che c’entri con l’argomento). Ancora piu’ arbitrario mi sembra ipotizzare che tale volto e tali parole siano garanzia di quel prodotto “in base a competenza nota e credibilita’ settoriale riconosciuti e riconoscibili”. Gli eserciti di testimonials presi dal mondo del cinema e dello spettacolo sono li’ a smentire un simile assunto. Forse che Nino Manfredi buonanima possedeva competenza nota e credibilita’ settoriale nel campo del caffe’? O che lo stesso possa dirsi di Bonolis? Forse che il compianto Amedeo Nazzari possedeva le stesse qualita’ nel campo degli aperitivi alcolici? Oppure Sharon Stone? O George Clooney? Mi pare che se c’e’ qualcosa di abbastanza sistematico, e’ semmai l’esatto contrario: ben raramente si sceglie a testimonial di un prodotto un pallosissimo esperto riconosciuto nel settore. Unica eccezione forse l’eventuale scelta di testimonials piloti di F1 per reclamizzare un’auto, scelta questa che sarebbe pero’ un autogoal da un punto di vista etico (per l’ovvia associazione velocita’-auto reclamizzata, proprio non felicissima da un punto di vista dell’educazione stradale).
    No, la scelta di un testimonial serve biecamente a solleticare le pulsioni del potenziale acquirente, ovviamente all’interno del target scelto. Felicita’ o meno della scelta, semmai, e’ proprio secondo quest’ultimo criterio che andrebbe sindacata: e’ la propria scelta coerente con il target individuato? E’ il target individuato correttamente?
    La quantita’ di commenti in questo thread potra’ anche non significare che l’oggetto di discussione ha la capacita’ di non risultare indifferente ai piu’, ma ne dubito. Soprattutto, pero’, dubito che essa quantita’ stia a dimostrare il livello (anche solo potenziale) di resistenza esistente nel paese a operazioni del genere. Ribadisco al contrario che, al pari dell’argomento principe della passata campagna elettorale, ossia Noemi, questa scelta di marketing mostra come chi gestisce la comunicazione ha ormai in mano un meccanismo ultracollaudato e di sicuro funzionamento che garantisce il successo della prima (e ultima, ahime’) operazione fondamentale della dialettica in questo paese: la scelta dell’argomento di “discussione”. Scelta che chi, come noi peones, non gestisce la comunicazione, e’ purtroppo condannato a subire.

  37. Proposta : invece di partire dal Cielo partiamo dal basso (cioè da noi,razza umana). I Corona non hanno diritto di lavorare e se sì quale lavoro e chi lo stabilisce ? Tornando al supposto Cielo proprio tutti quelli che spacciano bottiglie sono al di sopra di qualsiasi Corona ?
    Sintesi : siamo nell’età dell’oro , viva la libertà per tutti . Ciascun Tutti è ovvio , si qualifica con la propria vita .

  38. Aldo Grasso ha ragione…il vino è una cosa troppo importante da lasciare nelle mani dei sommelier!…e poi a che serviamo noi quando ci sono Corona e Vespa a fare comunicazione del vino!!!!!!!!!!!!!????

  39. Buongiorno,
    mi sortgono spontanee due domande:
    a) il target di questi vini e di questa azianda vitivinicola
    b)l’ autostima di quest’ azianda

    Renzo

  40. Caro Franco, nella vita non si sa mai chi ti capita di conoscere; a me è capitato di conoscere Corona – nonché suo padre Vittorio (che non c’è più ma è stato anche un collega) e il fratello Francesco, compagno di liceo di uno dei miei figli – a proposito del quale posso consegnare a questo spettabile blog un vero e proprio scoop: Corona Fabrizio CONOSCE BENE IL LATINO!
    Egli infatti ha frequentato le lezioni di un noto (e bravissimo) insegnante di lettere milanese, insieme a un mio parente stretto il quale è disposto a testimoniare sulla bravura di FC, nella materia succitata.
    Erano almeno due anni che attendevo di fare questa scandalosa rivelazione su Fabrizio Corona e finalmente ne è capitata l’occasione, ma non ricordo più perché si parla di lui a vinoalvino.org!

  41. Noi a Marte la pensiamo così.
    1) Fa caldo, è quasi estate, anche sulla Terra supponiamo, quindi molte cose si spiegano da sole.
    2) Meno male che Corona sa il latino, quesito che ci ponevamo da anni e che non osavamo formulare. Adesso ci sentiamo sollevati e più sereni. Ma in quanto all’ugrofinnico come se la cava?
    3) Che gli attori pubblicizzino i caffé e le attrici le mutande, a noi tocca come un granello di sabbia la pelle di una balena. Scusate, siamo insensibili, è una questione di spessore d’epidermide. Ma noi siamo Marziani, si sa.
    4) Per il vino, no: pazzescamente, amiamo leggere articoli, commenti, suggerimenti e segnalazioni di chi riteniamo più esperto di noi. A volte condividiamo, a volte no. Ma una voce autorevole ci sembra più significativa di quella di qualsiasi showgirl analfabeta di cultura enoica. Ops… analfabeta di cultura enoica forse è offensivo? Ok, diciamo “diversamente esperta”, così siamo tutti più contenti e politicamente corretti.

    Many Kisses! 🙂
    Briscola

  42. Booo non capisco tutta questa critica per Corona e la sua scelta di firmare un etichetta di un vino, scusate ma esiste anche questo reato di “testimonial del vino”?

    Booo…. che discorsi inutili, e che dire allora di un campione come Del Piero che fa la pubblicita dell’uccellino…bahh.

    Ogni azienda puo scegliere qualsiasi testimonial che vuole… siamo in un paese libero, e se la Cantina Gennaro ha scelto Corona come testimonial avrà i suoi buoni motivi.

    Poi se Corona è libero e non sta in carcere, non prendetevela con lui, ma con chi ci comanda, criticate la magistratura che in Italia fa acqua ops… vino da tutte le parte.

    Ciao … grande CORONA .. ottima scelta quella dell’ ETICHETTA VINO GENNARO

    Ciao ciao

  43. chiudo i commenti a questo post riportando parzialmente il contenuto di un commento che é arrivato e dice” pregiatissimo dott. Ziliani puo contattare il sig Gianni Gennaro al 333…. che le potra dare tutte le delucidazioni in riguardo prima di scrivere tante ighiozie”.
    Ho scritto all’azienda in oggetto per avere conferma che fossero davvero loro, come appariva dalla mail indicata, gli autori di questo commento, ma non ho ricevuto alcuna risposta.
    A chiunque abbia scritto, voglio solo far notare che “ighiozie” o idiozie le ha scritte solo lui/lei, con un commento la cui stupidità si commenta da sola…

  44. buon giorno,
    leggo i vostri commenti e mi viene da ridere e capisco che non capite niente di vino e niente di marcheting
    ma parlate senza senzo contro corona e contro l’azienda vinicola di cui collaboro
    voglio farvi delle domande:
    avete assaggiato i vini? credo di no ma li giudicate male.
    sapete quanto investe l’azienda per avere un ottimo prodotto?
    sapete quanto investe l’azienda nell’immagine visiva del prodotto?
    sapete quanto investe l’azienda nel marcheting?
    avete prove per condannare corona? credo di no ma ne parlate per sentito dire.
    se sarebbe un delinquente non starebbe i prigione? io penso di si, voi siete al di sopra di tutto e magari ne sapete piu di me
    sapete i numeri che fa l’azienda?
    sapete le richiese in piu che a l’azienda con corona testimonial?
    intanto voglio ricordare che l’azienda vinicola gennaro e l’unica azienda vinicola in italia con un testimonial
    poi potrei solo consigliarvi di assaggiarlo e se il prodotto e scarso vi lascio liberi di commentarlo
    ricordo che l’azienda produce vini per la ristorazione e non tavernello
    ed i prezzi sono molto modici
    date un senso alle parole che scrivete prima di scriverle
    distinti saluti

    • simpatico produttore che vuole insergnarci il “marcheting”, le consiglio di tornare a scuola, alle elementari, dove le insegneranno – quantomeno ci proveranno – che ha si scrive con la h. Quanto al suo testimonial, contento lei, contenti tutti, ma non venga qui a darci lezioni di niente, grazie

  45. noi magari se facciamo qualche errore di grafica ma sappiamo fare il vino
    e conosciamo il marcheting
    io della persona che incarna lei da giornalista non ho mai sentito parlare al di fuori di questo blog
    potrebbe avere lei i riflettori puntati come corona!!!!!

  46. E´vero che l’appunto é fatto alla scelta del testimonial e non ai vini ed é anche vero che salvo ha un approccio un po´casual all’ ortografia ed alla grammatica italiane, ma la sua difesa (“avete assaggiato i vini ?” prezzi modico etc) ha una sua dignitá che non sarebbe giusto non onorare.

    Perché salvo non manda una campionatura in degustazione a Franco Ziliani ? che magari su questa cretinata di blog poi ci racconta le sue impressioni ? Vai a sapere : magari scopriamo che il testimonial é stato ben scelto, magari i vini sono meglio o peggio del testimonial…..

    • Carlo, la tua idea sarebbe anche simpatica e avrei potuto anche rilanciarla, se il virtuoso dell’ortografia e della grammatica non continuasse ad inviarmi mail piene di insulti che ho naturalmente girato alla polizia postale e al mio avvocato perché possano occuparsi, doverosamente, di lui…

  47. ma! come si può pensare di prendere come testimonial un Corona?. Non so se avete visto una sua intervista in cui diceva di non capire prorpio nulla di vino, lo beve perchè gli fanno simpatia i proprietari..ahh cavolo che bel testimonial e che bella pubblicità! Ho bevuto i loro vini al Vinitaly e devo dire che li ho personalmente trovati di bassa qualità e scadenti e dal prezzo troppo elevato..non penso nemmeno di comprarlo se lo vedo allo scaffale o in una lista di vini al ristorante.
    P.S. non si scrive marcheting ma MARKETING – senzo ma SENSO

  48. e ora che il corona è stato condannato a 3 anni e 8 mesi, chi farà il nuovo testimonial?
    Cercasi nuovo soggetto con denucia per estorsione a piede libero per lanciare nuova campagna pubblicitaria.

  49. Pingback: I vini della “farfallina” firmati da Fabrizio Corona. Il mondo del vino alla canna del gas | Blog di Vino al Vino

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