Cugini milanisti e se… a Kakà li mandassimo noi, quei mercenari del pallone?

Per quanto vi sforziate di contarla su soave, e cerchiate di indorare la pillola con le parole dolci che gli dedicate sul sito Internet della vostra società, ammettetelo cari “cugini” casciavit, milanisti convinti di essere i primi della classe, i più bravi, i più buoni, i più belli: il vostro Riccardino, Ricardo Izecson dos Santos Leite, seppure educato come sempre, compito, tutto campo di calcio e chiesa (non dice di sé I belong to Jesus.?.) accettando (o scegliendo?) di trasferirsi al Real Madrid vi ha mandati… a Kakà!
Proprio come ha fatto, con la Beneamata, quello stravagante personaggio noto come Adriano Leite Ribeiro, scappato nel suo Brasile per ritrovare se stesso… e passare prontamente al Flamengo, come fece a suo tempo quell’altro traditore noto come Ronaldo, e come si appresta a fare, nella logica dei mercenari del calcio di oggi, anzi delle peripatetiche del pallone, il “signor” Zlatan Ibrahimovic, nonostante un contratto valido ancora per alcuni anni ed i milioni di euro che quel buonista di un presidente Moratti gli riconosce ogni anno, pagandolo come nessun altro giocatore al mondo.
Cari cugini e cari interisti e se una volta tanto li mandassimo noi… a Kakà quei cialtroni, non abbonandoci più, né per le partite allo stadio ne per quelle trasmesse via pay tv e costringendo i presidenti, in assenza di dané, a pagarli meno o a puntare su giocatori italiani, i Bergomi, i Baresi, i Maldini, i Totti, ma anche gli Zanetti, più attaccati alla maglia che al loro dannatissimo portafoglio?
Forza e coraggio casciavit, i Kakà, gli Adriano, gli Ibrahimovic passano, il Milan e l’Inter restano Milan e Inter anche senza di loro!           

0 pensieri su “Cugini milanisti e se… a Kakà li mandassimo noi, quei mercenari del pallone?

  1. La cosa peggiore è che Paperon dè Berlusconi, non ha fatto togliere dal sito internet dell’A.C. Milan la dicitura “club più titolato al mondo” non avendo nemmeno il pudore di scrivere POVERO CLUB PIU’ TITOLATO AL MONDO.

    Da un lato le peripatetiche del pallone, dall’altro un parolaio che non ha neppure il coraggio di assumersi le conseguenze elettorali delle sue azioni, annunciando come dovuto il passaggio prima dell’Election Day.

    Quale fiducia riporre in un uomo che ha il coraggio di mentire su questioni così residuali?
    La cosa più incredibile è che non sono neppure inkazzato, caro Franco, solamente triste. Anni fa ho dato le dimissioni da Forza Italia, quest’anno ho rinunciato ad un elezione sicura alla Provincia per non portare i miei voti alla causa di un centrodestra che non riconosco più, PURTROPPO NON SI POSSONO DARE LE DIMISSIONI DA TIFOSO!

    E’ stato peggio della cessione di Shevchenko, almeno lì l’ucraino ebbe il coraggio di assumersi ogni responsabilità, qui dobbiamo digerire dichiarazioni del tipo “Se fosse per me lo terrei” e dall’altro “sono andato via per aiutare il Milan”.
    Non ho neppure più un culo che possa essere preso in giro!

  2. bravo Beniamino e bravissimo anche per quello che scrivi – e condivido in pieno – su “papi”, sul presunto padrone d’Italia. Ma come, non aveva detto, basandosi su quella sua lettura della realtà che sono i sondaggi, che il 70 per cento degli italiani era con lui,e poi si ritrova solo con il 35% e poco più di voti? Tutti assenteisti, vacanzieri, tipi spiaggia, quelli che non l’hanno votato oppure gente, di centro destra, o di destra come me, che di una “destra” come quella del Partito del Leader, non vogliono più avere a che fare?
    E intanto i partiti di forte identità avanzano, in Italia come in Europa, mentre qui… Di Pietro prende l’8%… Povera Italia!

  3. Prepariamoci a salutare anche IBRA, il quale è stufo di stare all’Inter. TRoppe responsabilita’ per lui.Vuole uno squadrone dove nascondersi in caso di fallimento.

  4. A Cremona dopo 35 anni il centrosinistra ha perso la Provincia e in Comune è al ballottaggio. Un potente potere è crollato, finalmente.
    La forza della democrazia è il cambiamento perchè la debolezza è negli uomini, non nelle idee. Quindi adesso io sono felice e spero nel futuro.
    I Kakà, gli Adriano, i papi se ne vanno: restano Milan, Inter e tutti noi, con tutte le cose che abbiamo fatto col nostro lavoro. E con la voglia di essere migliori.

  5. Franco, mi piace, metto la firma. Ritengo che l’Inter e l’altra squadra di Milano di cui non mi viene al momento in mente il nome siano comunque vittime della frenesia della campagna abbonamenti. Della serie: ci vuole il nome eclatante per radunarne di piu’. Come tutti gli interisti sani di mente, alle partite di Coppa si va allo stadio un bel po’ prima. Si vedono giocare le primavere, a volte anche i pulcini e ti assicuro che ci si diverte di piu’ che con la prima squadra. Le geometrie di gioco sembrano quelle del Real Madrid, che in questo rimane la squadra meglio allestita al mondo, una vera scuola del calcio. Ti riconosco una sacrosanta ragione: i fenomeni vanno allevati in casa. E ce n’e’ tanti, ma tanti davvero. Anche la Roma ha fatto i suoi errori quando oltre a Pecchia si compro’ Nakata (mise in campo nakatapecchia…), quindi le cattive abitudini ormai sono epidemiche. Gli va data una calmata. Dove devo mettere la firma?

  6. Voglio infierire , quanti gol Ibra ha fatto in Champion’s ? in quante partite italiane decisive è stato decisivo ? invece contro le squadre scarse è il più spettacolare al mondo . Riuscissero in quella mia povera società di matti a venderlo a 70 milioni !

  7. Anche 65, purche’ se ne vada. Con Ronaldo e Adriano e’ stata la stessa storia: pim, pum, pam, “vogliamo andare in una squadra dove si vince” e poi si vendono invece per cinquemila lire ad una squadra che pero’ non vince di piu’ dell’Inter dov’erano trattati da re. Pellegrini, mercenari, saranno anche capaci di fare dei bei palleggi, di infiammare per una giocata spettacolare, ma da li a definirli dei fuoriclasse ce ne passa…
    Di veri signori come i Facchetti, “i Bergomi, i Baresi, i Maldini, i Totti, ma anche gli Zanetti, più attaccati alla maglia che al loro dannatissimo portafoglio” ce ne sono in tutte le piccole squadre dal vivaio attivissimo che onorano lo sport a Milano e dintorni. Accendiamo un cero a San Peppino Prisco e a San Nereo Rocco. Largo a questi ragazzi che portate a Viareggio e poi scompaiono perche’ obbligati a passare la palla a chi non se la sa guadagnare e la pretende per via dell’ingaggio sponsorizzato da una marca di yogurt o di lenticchie!

  8. Da gaudente casciavit, che dirti. Kakà ha fatto bene ad andarsene: passa per martire che si è immolato alla causa (risanare il bilancio del Milan in rosso…mi viene da ridere, come se fosse mai stato in attivo), va a vivere a Madrid (che non è Milano, tanto meno Manchester), va a guadagnare ancora di più. Da tempo non credo più alle bandiere nel calcio.

  9. Da milanista convinto credo che fosse giunto il momento di cambiare….ma forse non così tanto!
    Kakà lo avrei portato a Manchester con anche un paio (anche 3!) di mazzette di 500€ in tasca (se l’offerta era reale…),non per il non riconoscere la forza e il talento del giocatore,ma almeno non andavo a rinforzare una teorica (purtroppo,sig!) concorrente alla coppa!!
    Per i cugini interisti (sarà,ma il nome io lo ricordo) la situazione con LO SVEDESE (di questa persona invece il nome mi sfugge…)e Maurino è un pochino complessa….si sono rivelati solo attaccati al soldo (tralasciando le sicure qualità di entrambi) e fanno a cazzotti con i nomi citati….che però se andiamo a vedere bene bene i vari Facchetti,Baresi ecc. ecc. in 40 anni di calcio formano 1 o al massimo 2 formazioni….purtroppo!!

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