<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Mario Soldati dieci anni dopo</title>
	<atom:link href="http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mario-soldati-dieci-anni-dopo</link>
	<description>Il Blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Wed, 23 May 2012 21:34:45 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
	<item>
		<title>Di: Mario Crosta</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15288</link>
		<dc:creator>Mario Crosta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 08:53:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15288</guid>
		<description>Se avete un po&#039; di tempo e andate a vedere su You Tube anche altri spezzoni con Mario Soldati, anche con Gianni Brera, per esempio, o quello con il cacciatore atteso dentro la trattoria (molti sono bruciati con il vecchio archivio RAI tanti anni fa, purtroppo), penso che vi verra&#039; un groppo al cuore. Ho vissuto quei tempi quando ero bambino e devo dire che erano proprio cosi e Mario Soldati ce li fotografava con tanta semplicita&#039;, quella che poi rimane nelle menti dei bambini. 

Mi fa molto, ma molto piacere di constatare che siamo in tanti a parlarne (grazie a Franco che ce ne ha data l&#039;occasione), perche&#039; dovremmo tutti far tesoro proprio di quel tipo di giornalismo invece di farci irretire dalle sirene odierne, percio&#039; il fatto che siamo in tanti e&#039; per me una fonte di vera speranza per un miglioramento del mondo del vino che parta proprio da questa ritrovata umilta&#039;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete un po&#8217; di tempo e andate a vedere su You Tube anche altri spezzoni con Mario Soldati, anche con Gianni Brera, per esempio, o quello con il cacciatore atteso dentro la trattoria (molti sono bruciati con il vecchio archivio RAI tanti anni fa, purtroppo), penso che vi verra&#8217; un groppo al cuore. Ho vissuto quei tempi quando ero bambino e devo dire che erano proprio cosi e Mario Soldati ce li fotografava con tanta semplicita&#8217;, quella che poi rimane nelle menti dei bambini. </p>
<p>Mi fa molto, ma molto piacere di constatare che siamo in tanti a parlarne (grazie a Franco che ce ne ha data l&#8217;occasione), perche&#8217; dovremmo tutti far tesoro proprio di quel tipo di giornalismo invece di farci irretire dalle sirene odierne, percio&#8217; il fatto che siamo in tanti e&#8217; per me una fonte di vera speranza per un miglioramento del mondo del vino che parta proprio da questa ritrovata umilta&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Toselli</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15287</link>
		<dc:creator>Andrea Toselli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 07:58:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15287</guid>
		<description>Da buon ferrarese, come non ricordare il suo incontro con la Salama, la &quot;bomba atomica dell&#039;arte culinaria&quot;, secondo la definizione del mitico Tassi. 
Dopo questo primo approccio documentaristico, Soldati la descrisse con parole bellissime, da poeta.
http://www.youtube.com/watch?v=Y1D-kiwx2Tc&amp;feature=related</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da buon ferrarese, come non ricordare il suo incontro con la Salama, la &#8220;bomba atomica dell&#8217;arte culinaria&#8221;, secondo la definizione del mitico Tassi.<br />
Dopo questo primo approccio documentaristico, Soldati la descrisse con parole bellissime, da poeta.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y1D-kiwx2Tc&#038;feature=related" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=Y1D-kiwx2Tc&#038;feature=related</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Boldrini</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15286</link>
		<dc:creator>Paolo Boldrini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2009 07:25:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15286</guid>
		<description>Bellissima, quella con Vianello e Tognazzi...!
Grazie Mario Crosta. Hai ragione quando dici che non si vive solo di ricordi, ma quanto fa piacere ogni tanto tornare indietro nel tempo, anche se allora non ero ancora nato...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima, quella con Vianello e Tognazzi&#8230;!<br />
Grazie Mario Crosta. Hai ragione quando dici che non si vive solo di ricordi, ma quanto fa piacere ogni tanto tornare indietro nel tempo, anche se allora non ero ancora nato&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Crosta</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15285</link>
		<dc:creator>Mario Crosta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 18:22:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15285</guid>
		<description>Non sono capace di reistere. Eccovelo!

qui: http://www.youtube.com/watch?v=hLNy8u-TjEQ&amp;feature=related

e qui: http://www.youtube.com/watch?v=CfSwYYx_XTY&amp;feature=related

ma &quot;forse&quot; anche qui (e sono pure certo che lui, lassu&#039;, con questi due stia gia&#039; sorridendo...): http://www.youtube.com/watch?v=E7v__vk8L6w</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono capace di reistere. Eccovelo!</p>
<p>qui: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=hLNy8u-TjEQ&#038;feature=related" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=hLNy8u-TjEQ&#038;feature=related</a></p>
<p>e qui: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CfSwYYx_XTY&#038;feature=related" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=CfSwYYx_XTY&#038;feature=related</a></p>
<p>ma &#8220;forse&#8221; anche qui (e sono pure certo che lui, lassu&#8217;, con questi due stia gia&#8217; sorridendo&#8230;): <a href="http://www.youtube.com/watch?v=E7v__vk8L6w" rel="nofollow">http://www.youtube.com/watch?v=E7v__vk8L6w</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ag</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15284</link>
		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 09:18:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15284</guid>
		<description>Gentile Bacillus, 
sono pienamente d&#039;accordo con lei. Conosco e amo quella fatica, quelle difficoltà e anche qualla competenza. Ed è in nome della competenza che le chiedo: ma la gioia della sfogliatura all&#039;alba, della vendemmia, oppure della svinatura o del primo travaso o della prima bottiglia stappata, quella folle volontà di analisi e di perfezione davvero non la arricchiscono dentro (per il portafoglio aspettiamo magari 10 anni)?
Un abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Bacillus,<br />
sono pienamente d&#8217;accordo con lei. Conosco e amo quella fatica, quelle difficoltà e anche qualla competenza. Ed è in nome della competenza che le chiedo: ma la gioia della sfogliatura all&#8217;alba, della vendemmia, oppure della svinatura o del primo travaso o della prima bottiglia stappata, quella folle volontà di analisi e di perfezione davvero non la arricchiscono dentro (per il portafoglio aspettiamo magari 10 anni)?<br />
Un abbraccio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15283</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 09:05:03 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15283</guid>
		<description>così sì che si fa capire e mi piace bacillus! un po&#039; meno quando racconta della sua sfoltitura alle foglie di Merlot (avrei preferito un&#039;altra uva, magari Sangiovese, Nebbiolo, oppure Aglianico...). Ora il suo discorso é chiaro e facilmente intelleggibile. Così interessante che, impegni e super lavoro vendemmiale permettendo, la invito a tornare a farsi vivo qui e commentare e raccontare la sua fatica, che é quella di tantissimi altri vignaioli italiani. E se vuole la prossima volta, invece di ricorrere ad un freddo nickname, si faccia riconoscere e si presenti con il proprio nome. C&#039;est plus facile: est c&#039;è mieux...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>così sì che si fa capire e mi piace bacillus! un po&#8217; meno quando racconta della sua sfoltitura alle foglie di Merlot (avrei preferito un&#8217;altra uva, magari Sangiovese, Nebbiolo, oppure Aglianico&#8230;). Ora il suo discorso é chiaro e facilmente intelleggibile. Così interessante che, impegni e super lavoro vendemmiale permettendo, la invito a tornare a farsi vivo qui e commentare e raccontare la sua fatica, che é quella di tantissimi altri vignaioli italiani. E se vuole la prossima volta, invece di ricorrere ad un freddo nickname, si faccia riconoscere e si presenti con il proprio nome. C&#8217;est plus facile: est c&#8217;è mieux&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15282</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 08:53:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15282</guid>
		<description>Ma davvero? Il mio linguaggio è incomprensibile, forse troppo retorico, pomposo? E davvero stavo parlando dei massimi sistemi? Eppure, nella mia condizione di contadino, mi illudevo di essere protagonista di un pragmatismo che, ahimè, sembra essere piuttosto raro. 

Ero perfettamente in tema. Forse non si era capito. Lo ripeto. La mia chiara intenzione era quella di contrapporre all&#039;eredità intellettuale di Soldati, (che di fatto rappresenta l&#039;humus sul quale si è sviluppata la cultura dominante), un modo diverso di guardare ed interpretare il nostro mondo.

Sono un enotecnico, ho lavorato diversi anni in aziende vitivinicole piccole, medie, grandi, ora porto avanti una piccola azienda vitivinicola di mia proprietà. Il vino lo faccio e pure lo bevo. Stamattina, alle sei, ero in campagna a sfoltire un po&#039; di foglie sul Merlot. E mentre ero lì pensavo a quanto è distante il mondo di Soldati da quello vero, reale, concreto. Altro che “massimi sistemi”. Forbici in mano e piedi nell&#039;erba bagnata dalla rugiada. E poi c&#039;è tutto il resto: crisi del settore, politiche di sviluppo rurale folli ed incomprensibili, mercato dominato da tendenze modaiole ed autodistruttive, consumatore appassionato ma disorientato, mal informato, preso in giro. No, non sto dicendo che è colpa sua. Ma ci rifletta, Ziliani.

Quanto agli argomenti ed alle idee che posso addurre a sostegno della mia posizione, mi rendo conto che l&#039;è dura. Ho letto della sua “verticale” di Chateau d&#039;Yquem. Esperienza, fantastica, la invidio da morire. Complimenti sinceri. Qui in studio, alle mie spalle, conservo gelosamente il vuoto di una degustazione tra colleghi di un Yquem &#039;85. Era il 1995 e ricordo ancora l&#039;incredibile ricchezza di aromi di quel vino, l&#039;espressione complessa ma allo stesso tempo equilibrata e raffinatissima, la lunghissima persistenza in bocca, quasi a voler rivendicare per il più lungo tempo possibile la propria incontestabile grandezza. Emozione stupenda. Perché “frutto della vita e del lavoro dell&#039;uomo”. 
Per questo, quando leggo che quel vino è il risultato di “una sapienza artigianale prima che scientifica, per rischiare e portare a casa risultati che appartengono al mondo della magia, dell’alchimia, della meraviglia”, metto mano alla fondina della pistola...

Per ora mi fermo qui. Vi lascio al vostro mondo. La prossima settimana si inizia: e sarà di nuovo sudore, fatica, preoccupazione, incazzature e poca soddisfazione. Ma tant&#039;è. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma davvero? Il mio linguaggio è incomprensibile, forse troppo retorico, pomposo? E davvero stavo parlando dei massimi sistemi? Eppure, nella mia condizione di contadino, mi illudevo di essere protagonista di un pragmatismo che, ahimè, sembra essere piuttosto raro. </p>
<p>Ero perfettamente in tema. Forse non si era capito. Lo ripeto. La mia chiara intenzione era quella di contrapporre all&#8217;eredità intellettuale di Soldati, (che di fatto rappresenta l&#8217;humus sul quale si è sviluppata la cultura dominante), un modo diverso di guardare ed interpretare il nostro mondo.</p>
<p>Sono un enotecnico, ho lavorato diversi anni in aziende vitivinicole piccole, medie, grandi, ora porto avanti una piccola azienda vitivinicola di mia proprietà. Il vino lo faccio e pure lo bevo. Stamattina, alle sei, ero in campagna a sfoltire un po&#8217; di foglie sul Merlot. E mentre ero lì pensavo a quanto è distante il mondo di Soldati da quello vero, reale, concreto. Altro che “massimi sistemi”. Forbici in mano e piedi nell&#8217;erba bagnata dalla rugiada. E poi c&#8217;è tutto il resto: crisi del settore, politiche di sviluppo rurale folli ed incomprensibili, mercato dominato da tendenze modaiole ed autodistruttive, consumatore appassionato ma disorientato, mal informato, preso in giro. No, non sto dicendo che è colpa sua. Ma ci rifletta, Ziliani.</p>
<p>Quanto agli argomenti ed alle idee che posso addurre a sostegno della mia posizione, mi rendo conto che l&#8217;è dura. Ho letto della sua “verticale” di Chateau d&#8217;Yquem. Esperienza, fantastica, la invidio da morire. Complimenti sinceri. Qui in studio, alle mie spalle, conservo gelosamente il vuoto di una degustazione tra colleghi di un Yquem &#8217;85. Era il 1995 e ricordo ancora l&#8217;incredibile ricchezza di aromi di quel vino, l&#8217;espressione complessa ma allo stesso tempo equilibrata e raffinatissima, la lunghissima persistenza in bocca, quasi a voler rivendicare per il più lungo tempo possibile la propria incontestabile grandezza. Emozione stupenda. Perché “frutto della vita e del lavoro dell&#8217;uomo”.<br />
Per questo, quando leggo che quel vino è il risultato di “una sapienza artigianale prima che scientifica, per rischiare e portare a casa risultati che appartengono al mondo della magia, dell’alchimia, della meraviglia”, metto mano alla fondina della pistola&#8230;</p>
<p>Per ora mi fermo qui. Vi lascio al vostro mondo. La prossima settimana si inizia: e sarà di nuovo sudore, fatica, preoccupazione, incazzature e poca soddisfazione. Ma tant&#8217;è. <img src='http://www.vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15281</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 12:49:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15281</guid>
		<description>bacillus, può tradurre in italiano comprensibile a tutti, a me per primo, quello che ha scritto, di modo che si possa eventualmente replicare e aprire un dibattito su quanto sostiene? Le ricordo che il post era su Mario Soldati dieci anni dopo, non sui massimi sistemi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bacillus, può tradurre in italiano comprensibile a tutti, a me per primo, quello che ha scritto, di modo che si possa eventualmente replicare e aprire un dibattito su quanto sostiene? Le ricordo che il post era su Mario Soldati dieci anni dopo, non sui massimi sistemi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15280</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 12:02:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15280</guid>
		<description>Ma per ora lasciamo pure stare il dettaglio tecnologico (o pseudo-tecnologico) che, come appare evidente da tempo, per un certo “parlar di vino” risulta non solo ostico, ma decisamente avulso dal contesto del dibattito. Tanto più, quindi, lasciamo stare la dimensione scientifica del rapporto tra l&#039;uomo e la natura, aspetto che da sempre trova pesanti opposizioni ideologiche sotto le più svariate forme.
Tornando alla questione filosofica che scaturisce dal ricordo di Soldati, mi chiedo in quali casi, storicamente, si sia potuto assistere ad una evoluzione della condizione dell&#039;uomo adottando concezioni di vita che si rifacessero al passato. Forse mi sbaglio, ma non è mai successo che intere società o sistemi economici più o meno estesi abbiano manifestato processi evolutivi adottando mentalità e culture passatiste, ovvero affidandosi ad idee che trovavano giustificazione nel passato, ma che nel presente non avevano ragione di esistere perché diversi erano i contesti.
Da quella che era la società rurale anche nel solo primo dopoguerra ad oggi, ne è passata di acqua sotto i ponti. Sono cambiate le esigenze, sono cambiate le dimensioni (oggi nel mondo siamo molti di più), è cambiata la circolazione delle idee. E contemporaneamente si è enormemente evoluta la nostra conoscenza dell&#039;Universo. Oggi siamo più consapevoli di quello che siamo, di come siamo fatti, di come possiamo migliore noi e l&#039;ambiente in cui viviamo.
Chi rifiuta questa nostra condizione e questo stato della nostra conoscenza, vuole mettere la testa sotto la sabbia perché non è dotato della curiosità per il nuovo, perché cerca soluzioni semplicistiche (quelle che appunto vengono dal passato) evitando accuratamente di affrontare le difficoltà per quelle che sono. In questi atteggiamenti c&#039;è soprattutto una clamorosa mancanza di idee.

Nel mondo della produzione vinicola nostrana, in particolare, la tendenza è chiara ormai da tempo: siccome mancano le pulsioni verso l&#039;innovazione, si cerca di distaccarsi dall&#039;omologazione adottandone un&#039;altra. Cos&#039;è, infatti, il bio se non un altro ammasso nel quale gettare il cervello (a spese della collettività, tra l&#039;altro)?

C&#039;è poco da fare. Il mondo enoico nazionale (e quello agroalimentare in generale) ha bisogno di una scossa per svegliarsi dal torpore. C&#039;è bisogno di riprendere con forza un percorso di innovazione per  difendere l&#039;enorme, preziosissimo patrimonio che la nostra terra e la nostra virtù ci hanno fino ad ora donato. C&#039;è bisogno di evolvere perché gli altri non stanno fermi e prima o poi ci travolgeranno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma per ora lasciamo pure stare il dettaglio tecnologico (o pseudo-tecnologico) che, come appare evidente da tempo, per un certo “parlar di vino” risulta non solo ostico, ma decisamente avulso dal contesto del dibattito. Tanto più, quindi, lasciamo stare la dimensione scientifica del rapporto tra l&#8217;uomo e la natura, aspetto che da sempre trova pesanti opposizioni ideologiche sotto le più svariate forme.<br />
Tornando alla questione filosofica che scaturisce dal ricordo di Soldati, mi chiedo in quali casi, storicamente, si sia potuto assistere ad una evoluzione della condizione dell&#8217;uomo adottando concezioni di vita che si rifacessero al passato. Forse mi sbaglio, ma non è mai successo che intere società o sistemi economici più o meno estesi abbiano manifestato processi evolutivi adottando mentalità e culture passatiste, ovvero affidandosi ad idee che trovavano giustificazione nel passato, ma che nel presente non avevano ragione di esistere perché diversi erano i contesti.<br />
Da quella che era la società rurale anche nel solo primo dopoguerra ad oggi, ne è passata di acqua sotto i ponti. Sono cambiate le esigenze, sono cambiate le dimensioni (oggi nel mondo siamo molti di più), è cambiata la circolazione delle idee. E contemporaneamente si è enormemente evoluta la nostra conoscenza dell&#8217;Universo. Oggi siamo più consapevoli di quello che siamo, di come siamo fatti, di come possiamo migliore noi e l&#8217;ambiente in cui viviamo.<br />
Chi rifiuta questa nostra condizione e questo stato della nostra conoscenza, vuole mettere la testa sotto la sabbia perché non è dotato della curiosità per il nuovo, perché cerca soluzioni semplicistiche (quelle che appunto vengono dal passato) evitando accuratamente di affrontare le difficoltà per quelle che sono. In questi atteggiamenti c&#8217;è soprattutto una clamorosa mancanza di idee.</p>
<p>Nel mondo della produzione vinicola nostrana, in particolare, la tendenza è chiara ormai da tempo: siccome mancano le pulsioni verso l&#8217;innovazione, si cerca di distaccarsi dall&#8217;omologazione adottandone un&#8217;altra. Cos&#8217;è, infatti, il bio se non un altro ammasso nel quale gettare il cervello (a spese della collettività, tra l&#8217;altro)?</p>
<p>C&#8217;è poco da fare. Il mondo enoico nazionale (e quello agroalimentare in generale) ha bisogno di una scossa per svegliarsi dal torpore. C&#8217;è bisogno di riprendere con forza un percorso di innovazione per  difendere l&#8217;enorme, preziosissimo patrimonio che la nostra terra e la nostra virtù ci hanno fino ad ora donato. C&#8217;è bisogno di evolvere perché gli altri non stanno fermi e prima o poi ci travolgeranno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: bacillus</title>
		<link>http://www.vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15279</link>
		<dc:creator>bacillus</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 21:45:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2009/06/mario-soldati-dieci-anni-dopo.html#comment-15279</guid>
		<description>Ecco, provo, se possibile, a tornare sul tema che avevo proposto nel mio primo intervento. Lo faccio riprendendo i suoi interventi, Ziliani, che mi pare contengano più di qualche motivo di perplessità. In quelle sue righe, infatti, a fronte di argomentazioni poste senza alcun livore ed alcuna passionalità, c&#039;è stata chiaramente una reazione emotiva, limitata solamente ad etichettare come “ideologica” e “scientista” la mia posizione, mentre ci si è ben guardati dall&#039;entrare nella sostanza della questione.
Ovvero. Qual&#039;è la reale essenza della pratica agricola e della produzione degli alimenti (vino compreso)? La “qualità” di un prodotto alimentare è in funzione di una tradizione storica, di una misteriosa sapienza, di una “magia” o è il risultato di una più o meno straordinaria concomitanza di fattori di cui magari se ne conosce l&#039;identità solo in minima parte? Che ruolo ha la Natura (in quella che è la sua accezione comune) nel determinare questi risultati? Oppure tutto può essere ricondotto alla capacità dell&#039;uomo di analizzare, discriminare, selezionare, forzare processi, fenomeni, entità che l&#039;universo ha creato a prescindere da una finalità?
E poi, cos&#039;è veramente, questa Natura? Si tratta di un&#039;entità ben definita, organica, funzionale, causale, oppure è semplicemente un artificio creato dalla mente dell&#039;uomo?

Se non ci si cala con umiltà in questi ambiti della conoscenza e della visione del mondo, Ziliani, non si può arrivare ad una conclusione nel giudicare certe “filosofie” formulate dall&#039;uomo. Che possono essere appunto quelle del biologico, del biodinamico o, nel caso particolare, dei vini “naturali” (qualunque cosa voglia dire questa espressione).

Ma mi dica, Ziliani, dove trae origine la sua diffidenza? Essa si manifesta per qualche motivo solo nei confronti dei soggetti che nella sua esperienza lei ha identificato come “scientisti”, oppure esiste un&#039;avversione già nei confronti della scienza e della tecnologia come tali a prescindere dalle loro implicazioni pratiche specifiche? 
Ovvero. Lei crede veramente, per dire, nella validità di pratiche esoteriche come la “dinamizzazione”, o l&#039;utilizzo del “cornoletame”, oppure nell&#039;attenzione nei confronti delle “fasi lunari”, che non hanno mai e poi mai avuto dimostrazione scientifica?

Ma forse non sarà mica che per lei, (e ciò sarebbe ancora più grave), il concetto di “scienza” sia antitetico a quello di “passione”? Non staremo mica scherzando, no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, provo, se possibile, a tornare sul tema che avevo proposto nel mio primo intervento. Lo faccio riprendendo i suoi interventi, Ziliani, che mi pare contengano più di qualche motivo di perplessità. In quelle sue righe, infatti, a fronte di argomentazioni poste senza alcun livore ed alcuna passionalità, c&#8217;è stata chiaramente una reazione emotiva, limitata solamente ad etichettare come “ideologica” e “scientista” la mia posizione, mentre ci si è ben guardati dall&#8217;entrare nella sostanza della questione.<br />
Ovvero. Qual&#8217;è la reale essenza della pratica agricola e della produzione degli alimenti (vino compreso)? La “qualità” di un prodotto alimentare è in funzione di una tradizione storica, di una misteriosa sapienza, di una “magia” o è il risultato di una più o meno straordinaria concomitanza di fattori di cui magari se ne conosce l&#8217;identità solo in minima parte? Che ruolo ha la Natura (in quella che è la sua accezione comune) nel determinare questi risultati? Oppure tutto può essere ricondotto alla capacità dell&#8217;uomo di analizzare, discriminare, selezionare, forzare processi, fenomeni, entità che l&#8217;universo ha creato a prescindere da una finalità?<br />
E poi, cos&#8217;è veramente, questa Natura? Si tratta di un&#8217;entità ben definita, organica, funzionale, causale, oppure è semplicemente un artificio creato dalla mente dell&#8217;uomo?</p>
<p>Se non ci si cala con umiltà in questi ambiti della conoscenza e della visione del mondo, Ziliani, non si può arrivare ad una conclusione nel giudicare certe “filosofie” formulate dall&#8217;uomo. Che possono essere appunto quelle del biologico, del biodinamico o, nel caso particolare, dei vini “naturali” (qualunque cosa voglia dire questa espressione).</p>
<p>Ma mi dica, Ziliani, dove trae origine la sua diffidenza? Essa si manifesta per qualche motivo solo nei confronti dei soggetti che nella sua esperienza lei ha identificato come “scientisti”, oppure esiste un&#8217;avversione già nei confronti della scienza e della tecnologia come tali a prescindere dalle loro implicazioni pratiche specifiche?<br />
Ovvero. Lei crede veramente, per dire, nella validità di pratiche esoteriche come la “dinamizzazione”, o l&#8217;utilizzo del “cornoletame”, oppure nell&#8217;attenzione nei confronti delle “fasi lunari”, che non hanno mai e poi mai avuto dimostrazione scientifica?</p>
<p>Ma forse non sarà mica che per lei, (e ciò sarebbe ancora più grave), il concetto di “scienza” sia antitetico a quello di “passione”? Non staremo mica scherzando, no?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

