Per evitare “un altro caso Tocai” ecco la mega-Doc del Prosecco

Intervista a Cristina Coari, autrice di Bye Bye Tocai

Evitare “un altro caso Tocai” é stata una delle parole d’ordine preferite, (leggete qui) ripetute da fior di addetti ai lavori e parti in causa per spiegare la recente misura di ampliare e fare diventare interregionale la zona di produzione del Prosecco e di legare il nome di questa nuova Doc al nome geografico di Prosecco, località in provincia di Trieste, per evitare lo scippo del Prosecco ormai in atto in tutto il mondo.
Scippo ad opera di vini che riportano in etichetta il nome Prosecco prodotti dall’Australia alla Romania.
Il richiamo al Tocai, alla “guerra” persa con l’Ungheria che ha portato i viticoltori del Friuli Venezia Giulia a rinunciare alla storica dizione di Tocai friulano per il loro bianco simbolo e a ribattezzarlo Friulano, mi ha fatto tornare in mente un eccellente e puntiglioso lavoro Bye Bye Tocai che appunto a questa vicenda risoltasi male per i colori italiani aveva dedicato lo scorso anno, pubblicandolo per la piccola casa editrice Senaus di Udine la giornalista e sommelière goriziana Cristina Coari (nella foto), oggi impegnata nel mondo del vino come responsabile delle relazioni esterne di un’azienda vitivinicola del Collio.
La guerra del Tocai tra storia e cronaca il sottotitolo di queste oltre 170 pagine ricche di date, dati, documenti, un volume di grande interesse e utilità i cui temi dominanti, il peso del vino italiano e dei suoi rappresentanti nel consesso politico ed economico internazionale, gli intrecci tra politica, economia, finanza che hanno portato il Tocai friulano a non potersi chiamare più Tocai, le incerte scelte strategiche del mondo del vino friulano e italiano, meritavano di essere nuovamente presi in esame e considerati.
E’ per questo motivo che ho pensato di chiedere all’autrice di raccontarci come sia nato questo volume, e se davvero pensa che le scelte maturate sulla vicenda del Prosecco siano quelle giuste per evitare che l’Italia del vino venga ancora una volta sconfitta. Il tutto in una lunga, ma credo molto interessante intervista che ho pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S. e che potete leggere qui

0 pensieri su “Per evitare “un altro caso Tocai” ecco la mega-Doc del Prosecco

  1. Che tristezza, la solita furbesca soluzione all’italiana…
    C’è un solo modo per salvaguardare le produzioni italiane ed evitare un altro caso tocai.
    E cioè: valorizzare la denominazione di origine e non il nome del vitigno.
    Perché non promuovere e valorizzare il Conegliano e Valdobbiadene DOC?
    Perché non educare il consumatore a chiedere al ristorante non “un prosecchino” ma un “conegliano e valdobbiadene”?

    Invece si sceglie la scorciatoia di allargare la zona di produzione, rischiando di depauperare il valore percepito dei vini di qualità della zona.

  2. Perchè? Perchè ad un ristoratore furbetto conviene un prosecchino da 1,50 € che non un Doc che per ragioni da disciplinare, costa di più! e i produttori si adeguano… che schifo

  3. @Mah
    Volente o nolente Prosecco è il nome che tutto il mondo conosce. E’ inimmaginabile mettere mano alla ricostruzione di un altro “marchio” su scala planetaria.
    Luk

  4. Le scorciatoie portano tanti voti e siccome siamo un paese di furboni ci meritiamo le DOC allargate, magari fino a Lampedusa. Ecco la spiegazione: finchè metteremo al governo degli incompetenti, avremo soluzioni per incompetenti.
    Come è andata a finire con le quote latte? Tutto risolto! Macchè, si ricomincia da tutto da capo. E allora….

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