Radici 2009: eno-Puglia in grande crescita e degustazioni in grande allegria…

Scusate se sarò molto sintetico e mi limiterò a pubblicare i risultati ed una serie di foto scherzose, lasciando le analisi e le valutazioni sulla qualità dei vini degustati e sulle tendenze emerse ai prossimi giorni.
Sono però appena tornato a casa dopo tre giorni trascorsi in un autentico paradiso in quella magnifica terra di Puglia dove mi sento a casa mia e ho così tanti amici, che devo forzatamente riprendermi, acclimatarmi e riabituarmi -rassegnarmi al panorama diciamo molto meno romantico ed evocativo dei dintorni di Bergamo dove vivo, prima di ritrovare energie vere per scrivere.
Voglio però, reduce dalla mia seconda partecipazione, all’edizione 2009, la quarta della sua storia, di Radici – Festival dei Vitigni Autoctoni, la bellissima iniziativa organizzata
dall’Associazione ProPapilla con l’impegno di tre persone in gamba (oltre che delle care persone) come Nicola Campanile, Pasquale Porcelli, Enzo Scivetti, dare i risultati di due giorni di degustazioni che hanno visto le due giurie, quella tecnica e quella degli appassionati (qui la composizione di entrambe) degustare qualcosa come oltre 170 vini (bianchi base Bombino, Fiano e Fiano Minutolo, rosati del Nord e Sud Puglia, Aglianico del Vulture, quindi base Negroamaro, Primitivo, Uva di Troia, ed esprimere, come in ogni concorso che si rispetti (anche se questo vuol essere soprattutto un check up indipendente della produzione vinicola in Puglia e parzialmente in Basilicata), una serie di vincitori in ogni categoria.
Prima di darvi, di seguito, l’elenco completo dei premiati, secondo noi tecnici, e secondo gli appassionati (che quanto a conoscenza e passione per il vino non sono certo secondi a noi giornalisti e wine writer) voglio sottolineare, anche attraverso alcune foto un po’ scherzose, l’atmosfera scherzosa, all’insegna di un cameratismo (“compagno” vignadelmar, non preoccuparti che non stiamo parlando di camicie nere ma di un qualcosa che ricorda un po’ lo spirito di Amici miei…), di un piacere di stare insieme, di lavorare e divertirci in compagnia, di ironizzare su noi stessi e non prenderci troppo sul serio che ha regnato da sabato a lunedì notte quando ci siamo salutati e dati arrivederci…. Alla prossima “zingarata”, anche se ufficialmente si chiama degustazione o wine tasting.

Le foto, che ritraggono il “triangolo dei bermuda”, formato da Carlo Macchi da Poggibonsi, Giampaolo Gravina da Roma e dal sottoscritto, o ancora il trio di “ballerini davanti alla buganvillea” formato da sinistra da Luciano Pignataro, da un Carlo Macchi in tenuta hawayana e da Pasqualone Porcelli, o il quartetto dove ai tre bermudisti si è aggiunto quello stakanovista di Facebook di Pignataro, credo diano l’idea di come abbiamo lavorato sodo, perché 170 vini in due giorni non sono uno scherzo, ma come, cribbio!, ce la siamo spassata, tra bordo piscina, riso patate e cozze, orecchiette, parmigiane di melanzane e tante cose buone, nella pace di un posto, il Relais Melograno, che Baudelaire, se lo visitasse oggi, non potrebbe che definire da Invitation au voyage, dove “tout n’est qu’ordre et beauté, Luxe, calme et volupté”…

 

Ecco dunque i vincitori, per ciascuna delle categorie in concorso:

Vincitori Assoluti del Festival:
1)Polvanera – Polvanera 17 2006
2)Nicola Chiaromonte – Primitivo Riserva 2006
3)Pietra Ventosa – Primitivo Riserva 2006

Vincitori per batteria:
Vino Bianco da vitigno autoctono secondo classificato – giuria appassionati:
Cantele – Alticelli 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono secondo classificato – giuria tecnica:
La Marchesa – Il Quadrello 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono primo classificato – giuria appassionati:
Polvanera – Aùva 2008
Vino Bianco da vitigno autoctono primo classificato – giuria tecnica:
I Pastini – Rampone 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono secondo classificato – giuria appassionati:
Santi Dimitri – Aruca 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono secondo classificato – giuria tecnica:
La Marchesa – Il Melograno 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono primo classificato – giuria appassionati:
Rivera – Pungirosa 2008
Vino Rosato da vitigno autoctono primo classificato – giuria tecnica:
Paolo Leo – Fuxia 2008
Nero di Troia secondo classificato – giuria appassionati:
Agricola Tarantini – Petrignana 2007
Nero di Troia secondo classificato – giuria tecnica:
Fujanera – Arrocco 2008
Nero di Troia primo classificato – giuria appassionati:
Santa Lucia: Riserva le More 2006
Nero di Troia primo classificato – giuria tecnica:
Valle dell’Elce – Essenziale 2008
Negroamaro secondo classificato – giuria appassionati:
Candido – Duca D’Aragona 2003
Negroamaro secondo classificato – giuria tecnica:
Palamà – Mavro 2007
Negroamaro primo classificato – giuria appassionati:
Apollonio – Divoto 2001
Negroamaro primo classificato – giuria tecnica:
Cantine Menhir – Salice Salentino 2007
Primitivo secondo classificato – giuria appassionati:
S. Maria del Morige – Settantasei 2007
Primitivo secondo classificato – giuria tecnica:
Fatalone – Primitivo Riserva 2000
Primitivo primo classificato – giuria appassionati:
Morella – La Signora 2005
Primitivo primo classificato – giuria tecnica:
Ferri – Purpureus 2007
Aglianico del Vulture secondo classificato – giuria appassionati: Lucania – Grifalco 2006
Aglianico del Vulture secondo classificato – giuria tecnica: Lucania – Grifalco 2006
Aglianico del vulture primo classificato – giuria appassionati:
Cantine del Notaio – La Firma 2006
Aglianico del vulture primo classificato – giuria tecnica:
Macarico – Aglianico del vulture2006

0 pensieri su “Radici 2009: eno-Puglia in grande crescita e degustazioni in grande allegria…

  1. Saluto con piacere l’amico Pasquale Porcelli, un vero portabandiera. Ciao Pasquale, questa mi è sfuggita, ma alla prossima non mancherò, visto che sto per essere “pensionato” dal lavoro attuale. Non ho però i calzoni corti, e l’AIS non li prevede, almeno mi pare, in nessuna divisa. Che dici, me li taglio da solo? Ciao a tutti.

  2. Mi preme dire che i vostri fisici statuari messi in bella mostra a bordo piscina hanno fatto emettere molteplici languidi sospiri alle turiste ospiti nella struttura.
    Da parte mia, per evitare momenti di femminile isteria collettiva, ho volutamente evitato di mettermi in costume……. 🙂
    Ciao

  3. Giovanni, nun t’allargà. Servono esperti di vino, giornalisti e degustatori di riconosciuta esperienza (e disponibilità a divertirsi), non simpatici “cazzeggioni” del vino come te… 🙂

  4. E stato un piacere Franco ,rivederti a Monopoli, chissà se a Luglio magari ci si rivede a Gavardo.
    Mi ha colpito parecchio e capisco anche la ragione , (conoscevo anche io Cosimo Taurino)durante il tuo intervento mentre ricordavi con poche e semplici parole tutto quello che ha fatto tra gli anni 70 ,80 per la Puglia enologica.
    Mentre illustravi tutto questo,non ho potuto fare a meno di notare nel tuo intervento,una grande spontanea e sincera commozione,e forse e stata una mia impressione anche se ero un pò distante, per un piccolo istante le tue frasi stentavano a venir fuori.
    Lo sai che scrivo pochissimo in generale,ma questi momenti di pura e semplice passione per il mondo del vino,e degli uomini che esso rappresenta,nonostante tutto mi fanno ritornare prepotentemente ad essere innamorato di questo mio lavoro da quasi 20 anni.

  5. hai visto bene Giulio: come racconterò mi sono proprio commosso ricordando l’indimenticabile Cosimo. Anche se la commozione andava insieme ad una sorta di indignazione per l’inspiegabile assenza di qualche rappresentante della famiglia… Ma avrò modo di esprimermi, anche su questo…

  6. grazie per avermi fatto vedere il Gravina in versione estiva…pensavo che degustasse con il pile bordeaux anche d’estate……

  7. Rimango entusiasta tutte le volte che ascolto o leggo Franco Ziliani. Innanzitutto quando parla di vino, sull’Inter un bel pò mi lascia perplesso…Ma che volete è il gioco delle parti…soprattutto quando dall’altra parte c’è un bianconero come me. E sono entusiasta quando sò che viene a parlare di vino giù da noi in Puglia e non perdo occasione per andare ad ascoltarlo. Ad esempio il passaggio su Taurino mi ha ricordato che anche in Puglia, soprattutto in passato, si è stati capaci di fare grandi vini. Devo però sottolineare come un po’ mi ha stupito sentire i nomi dei vincitori della giuria tecnica, soprattutto conoscendo i gusti diciamo classici, vedi brunello e barolo, del signor Franco. E per classici mi riferisco alla storia dei produttori, al loro modo di condurre le vigne, rispettare i vecchi disciplinari e le operazioni di cantina.Lo dico perchè conoscendo un pò i vini pugliesi attuali e i loro produttori, alcune scelte non le ho condivise.Sed “De gustibus non disputandum est”. Tuttavia ringrazio ancora Ziliani per la visita e spero si possa ripetere presto.

  8. Grazie Alberto, troppo gentile, sono quasi confuso dai suoi apprezzamenti…
    Non resti stupito dai risultati, perché anche se mi sono trovato in larghissima sintonia con gli altri componenti della giuria tecnica, soprattutto con gli italiani, non ero io solo a giudicare i vini e non ero certo in grado, con i miei soli punteggi, di poter determinare vincitori e vinti…
    Comunque, in attesa di tornare, next week, a dire la mia sui vini che mi sono maggiormente piaciuti e quelli meno, le segnalo la mia ampia valutazione di tendenze e stili che sono emersi nel corso degli assaggi, espressa in questo articolo http://www.sommelier.it/archivio.asp?ID_Categoria=8&ID_Articolo=1596 che ho pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S.

  9. Grazie Signor Franco per la risposta e le ribadisco i miei personali apprezzamenti. Mi fiondo a leggere le sue valutazioni. A presto.

  10. Salve ancora Franco. Ho appena letto le sue valutazioni generali sulle degustazioni effettuate e devo dire che mi trovo assolutamente d’accordo con lei sul Nero di Troia che anche secondo me ha bisogno di qualche supporto che sicuramente non è il legno, sulla eccessiva ricerca di internazionalità della maggior parte dei rosati da nord a sud Puglia e sul grande carattere soprattutto in termini di freschezza nei primitivi di Gioia del Colle. Purtroppo devo dissentire da lei solo su alcune valutazioni riguardo al negroamaro che personalmente ritengo il vitigno migliore di Puglia, l’unico in grado di dare, come benissimo ha fatto in passato, grandi vini in alcuni casi anche da invecchiamento. Ricordo alcune strepitose bottiglie di Notarpanaro di Taurino 1994 e 1997 bevuti di recente che erano ancora strepitosi e che mi hanno dato l’ennesima dimostrazione di quanti grandi vini toscani siano stati fatti per anni con le nostre uve. Naturalmente è superfluo poi citare i vecchi Patriglione di Taurino e Graticciaia di Vallone limitati forse solo dai prezzi un pò alti che per pregiudizio, i vini pugliesi non possono avere. Ed è proprio riguerdo ad uno dei negroamari che lei ha citato tra i migliori, peraltro vincitore della giuria tecnica, che non mi trovo affatto d’accordo. Infatti secondo me, aldilà del buon bilanciamento e dei profumi molto sviluppati, cercati e ben trovati, trovo che il Salice Salentino di Cantine Menhir sia troppo moderno e internazionale, quasi americaneggiante per intenderci, per rappresentare al meglio la storia di quel vitigno. Comunque come già detto De gustibus non disputandum est, quindi la ringrazio ancora e magari la prossima volta che viene in Puglia la inviterò io personalmente ad assaggiare qualche vecchia bottiglia di buon negroamaro.
    A presto.
    alberto

  11. per favore Alberto, lasciamo stare i fuoriclasse del Negroamaro, i grandi vini di ieri e di oggi come il Graticciaia (degustato la scorsa settimana un 1994 da Mille e una Notte) e di ieri come il Patriglione, di cui serbo un ricordo commosso e ho ancora in cantina qualche bottiglia di 1990 che conto di stappare presto alla memoria – ad agosto saranno dieci anni dalla sua scomparsa – una bottiglia…

  12. Assolutamente d’accordo. Mi unirò idealmente al brindisi magari con l’ulimo 1997 che conservo gelosamente in cantina. Grazie ancora e alla prossima, spero presto, chiacchierata. alberto

  13. Grandi degustazioni, turiste allupate, bagni in piscina, i pedalini di Big Luciano, il trio Bermuda: cos’altro mi sono perso? Mannaggia lla Marina!

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