Worcester sauce: un saporito nuovo wine blog si affaccia nella blogosfera

Stuart George

Stuart George

E’ con grande piacere che saluto l’ingresso nella blogosfera di un caro amico, una delle persone che più mi hanno aiutato ad inserirmi, da collaboratore italiano e membro dell’editorial board, nella piccola ma calorosa famiglia di quella che io (ma anche tanti altri ormai…) considero la più bella rivista di vino del mondo, The World of Fine Wine.
E’ stato proprio lui, il 35enne Stuart George, a farmi sentire veramente a mio agio, ospitandomi ogni volta che salivo a Londra, per le degustazioni di vini italiani organizzate dalla rivista, nel suo appartamento colmo di libri e dischi (da Nick Drake al jazz alla musica classica) e coordinando perfettamente, da bravo tasting editor, la raccolta dei vini, il servizio in blind tasting, l’elaborazione dei dati frutto delle valutazioni date dai componenti dei vari panel tasting.
Un caro amico Stuart, appassionato dell’Italia e dei suoi vini, che per i casi della vita, perché ogni tanto cambiare e mettersi alla prova fa bene e dà nuovi stimoli, ha da poco lasciato, dopo cinque anni, TWFW, per abbracciare un’attività di giornalista free lance.
Cosa ha fatto Stuart, dopo essersi guardato intorno per capire come muoversi e aver programmato una serie di viaggi di studio che nei prossimi mesi lo porteranno dalla Borgogna agli States (al suo attivo ha già viaggi e soggiorni in Australia, Nuova Zelanda e Sud Africa e regolari puntatine in Francia, oltre ad essere stato vincitore nel 2003 della Young Wine Writer of the Year competition) per dire al mondo del vino che nonostante tutto “ehi ragazzi, la vita continua, sono ancora qui!”?
Come tanti wine writer di lingua inglese (ma anche italiani) ha pensato bene di creare un proprio wine blog, battezzato, in onore alla sua terra d’origine, il Worcestershire, nientemeno che Worcester sauce, dal nome di quella celebre salsa Worcester “creata nel 1837 da Sir Marcus Sandys ex Governatore del Bengala, che chiese ai farmacisti di Worcester, John Lea e William Perrins di riprodurre la ricetta di una salsa assaggiata durante il suo soggiorno nelle Indie che gli era piaciuta molto”.
Wine and other stuff, vino e altre cose il sottotitolo di un blog che parlerà di vino con quell’approccio intellettuale e curioso che ha sempre contraddistinto lo stile di Stuart, precisione e documentazione rigorosa, dati e numeri, ma anche la capacità di guardare al vino senza barbose seriosità.
Tra i primi post pubblicati sul blog di Stuart segnalo (leggete qui) questa puntigliosa cronaca della prima verticale di  Vermentino nero di quel bel personaggio che é Pierpaolo Lorieri (alias Tenuta Scurtarola a Massa) mai tenuta, svoltasi, per i misteri del caso, o per l’intraprendenza di un altro amico, Andrea Balzani, sommelier e selezionatore di vini italiani ed esteri, che ha pensato bene di organizzarla in London lo scorso 16 giugno, nel celebre locale La Fromagerie.
Un percorso a ritroso dal 2006 sino al 1999 per scoprire i pregi ed il mistero di un vino rarissimo, che non molti in Italia conoscono.
Un forte bravo a tutti e al buon Stuart, che ho contribuito ad introdurre alle delizie del Barolo e del Brunello di Montalcino, i migliori auguri di ogni successo, per il suo blog e per la sua attività di scrittore del vino.

0 pensieri su “Worcester sauce: un saporito nuovo wine blog si affaccia nella blogosfera

  1. Ho assaggiato il Vermentino nero, assieme ad altri vitigni poco conosciuti (es. la Pollera, nella versione passita), una decina di anni fa, a Viareggio, in occasione di una degustazione di prodotti locali, organizzata a latere del Congresso AIS. Il ricordo è sfumato nei dettagli, ma fortissimo per il gradimento del prodotto (pur molto giovane) da parte dei presenti.
    Sarebbe davvero auspicabile una maggior attenzione, volta alla salvaguardia di questi prodotti di nicchia, analogamente a quanto ha fatto Franco, citando il blog di Stuart, anche da parte di qualche altro giornalista nostrano, troppo spesso distratto dai soliti noti.

  2. Ho assaggiato il Vermentino nero, assieme ad altri vitigni poco conosciuti (es. la Pollera, nella versione passita), una decina di anni fa, a Viareggio, in occasione di una degustazione di prodotti locali, organizzata a latere del Congresso AIS. Il ricordo è sfumato nei dettagli, ma fortissimo per il gradimento del prodotto (pur molto giovane) da parte dei presenti.
    Sarebbe davvero auspicabile una maggior attenzione, volta alla salvaguardia di questi prodotti di nicchia, analogamente a quanto ha fatto Franco citando il blog di Stuart, anche da parte di qualche altro giornalista nostrano, troppo spesso distratto dai soliti noti.

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