E Barack portò il Vermentino (from North Carolina not Sardinia) a Silvio…

Avviso agli eno-appassionati con pretese di sapere tutto o quasi tutto su quello che avviene nello eno-mondo. Urge aggiornamento nella vostra mappa delle località del vino.
Quando negli enoici conversari buttate lì, con nonchalance, il nome di Ronda, non limitatevi a pensare alla bellissima, suggestiva località dell’Andalusia, che lo scorso anno fu teatro della prima edizione del convegno internazionale Wine Creator (e più modestamente di un simpatico siparietto, diciamo di una bella discussione, en français, tra chi scrive ed il celebre journaliste du vin transalpino Michel Bettane, quello che vorrebbe insegnarci cosa sia il Barolo).
Grazie all’ottimo Tyler Colman, che sul suo wine blog cult Dr. Vino gli ha dedicato un post (leggete qui), qui nella nostra Italietta del G8 in via di (semi trionfale) conclusione, abbiamo scoperto che di Ronda al mondo ne esiste un’altra, non so se altrettanto fascinosa, addirittura negli States, nel North Carolina, e che a Ronda, NC, si produce vino.
Attenzione, non un vino qualsiasi, bensì the special wine, from Carolina, but also Italian, che il geniale inquilino della Casa Bianca, Mr. Barack Obama, ha pensato bene, con una trovata originale (complimenti al collaboratore che ha avuto l’idea) di portare in omaggio al “Prime Minister Berlusconi as a gift for the host of the G8 summit“.
Obama, scrive Tyler, “chose to present him with something he might never have had before, a gift of American wine! Specifically, a wine from the Vermentino grape grown in North Carolina’s Yadkin Valley made by Raffaldini Vineyards“.
Pensata originale quello di portare al Presidente del Consiglio, proprio lo stesso che lo definì “bello, giovane e… abbronzato“, del vino, per di più un vino prodotto da una winery sul cui sito si legge “Chianti in the Carolinas“, e i cui proprietari sono una famiglia, i Raffaldini, di origine italiana, mantovani per l’esattezza.
Non ho modo, a meno che il Berlusca non me ne giri a bottle, di sapere come sia questo Vermentino prodotto dai Raffaldini ed inserito in una gamma di vini dove altri vitigni italiani, Sangiovese, Montepulciano, Moscato, Pinot grigio, fanno bella mostra accanto a Malbec e Petit Verdot.
So solo, da quello che si può vedere dal sito Internet aziendale, che di questo vino, come diciamo noi in Lombardia, “ghe n’è pu“, è andato a ruba, perché sulla foto della bottiglia campeggia la scritta “sold out“, esaurito.
Vuoi vedere che è piaciuto così tanto a Silvio (e al Presidente della Repubblica Napolitano, anche lui destinatario di un omaggio di vini made in Usa) che Lui quel Vermentino from North Carolina, sul quale la stampa americana ha fatto una mezza gaffe sostenendo che “”The Vermentino grape is Sardinia variety so it’s native the the island of sardine”, l’ha prontamente ordinato tutto, al grido di “lo voglio quest’estate per i (le) miei ospiti a Villa Certosa, cribbio!”?

14 pensieri su “E Barack portò il Vermentino (from North Carolina not Sardinia) a Silvio…

  1. mi consenta Ziliani, ma secondo lei il Silvio, nel pieno delle sue attività varie a Villa Certosa (attività che contemplano, come si dice, svariate divagazioni…) avrà tempo e voglia di distinguere tra un Vermentino sardo, uno Toscano, uno ligure e magari uno corso ed il Vermentino from North Carolina omaggiatogli da Obama? Io ho seri dubbi e secondo me il Berlusca non é nemmeno il tipo che sa apprezzare il vino…
    Siccome lei é notoriamente berlusconiano, anche se fa la fronda e si atteggia ad oppositore, trovi il modo di mettersi in contatto con mister bandana e di farsi girare almeno un paio di bottiglie del Vermentino americano omaggiatogli al G8 da quel tipo “abbronzato” che siede alla Casa… bianca…

    • risposta, doverosa, a Paola e Roberto. Speravo che a rispondere, in mia vece, fosse qualche lettore, invece, probabilmente sono tutti partiti per mari e monti (io verso i monti salirò domani…) e quindi tocca a me replicare alle simpatiche punzecchiature di questo duo. “Notoriamente berlusconiano”, anche se “frondista”, non penso proprio di esserlo, se essere berlusconiani significa plaudire a tutte le variegate (stavo per dire variopinte) iniziative del nostro Premier. Io non plaudo all’uomo, che antropologicamente non mi piace, e spesso rimprovero al Berlusca quello che, esagerando, strumentalmente, dice la sinistra, ovvero curare, molto bene i propri interessi. Non mi piace, anzi, mi fa orrore (eufemismo) l’operazione PDL che ha portato ad insano matrimonio due partiti dalla storia, dall’identità, dalla cultura diversi, anche se A.N., per i miei gusti si era già fin troppo democristianizzato. A differenza di qualche collega, che i contatti con il PDL e prima con Forza Italia, li coltiva, con grande abilità e ottimi, dal punto di vista del fatturato, risultati, non ho alcuno contatto né con i berlusconiani, mentre tra gli ex A.N. ho qualche antica conoscenza e frequentazioni, che risalgono a long time ago.
      Quanto al “franco tiratore” pantofolizzato, beh, se non sono da franco tiratore, del 2009, le cose che ho scritto tutto lo scorso anno – e che mi sa dovrò tornare a scrivere – su Montalcino, le cose relative all’Enoteca di Siena, pardon, Italiana, e le tante cose che si leggono solo su questo blog, beh, allora vuol dire che non capisco più nulla o che qualche lettore si diverte, legittimamente, a sfruculiarmi. Ma non sono cambiato ed é sempre intatto, per dirla con il Foscolo, “quello spirto guerrier ch’entro mi rugge”…

  2. come Franco, lei che continua ad innalzare come una bandiera la sua indipendenza, e la lontananza dal mondo politico, si fa dare impunemente del “berlusconiano che fa la fronda e si atteggia d oppositore” e non reagisce? Ma allora é vero che il franco tiratore di una volta ha messo le pantofole e si é seduto in poltrona con un plaid sulle gambe…

  3. direi che quella dell'”abbronzato” Obama (per il quale “tifo”) è stat una bella e buona, ancorchè geniale, come ben detto da Ziliani, presa per i fondelli, come a dire: hai visto caro il mio Berlusca..anche noi sforniamo Chianti e Vermentini “in the Carolinas”…le vostre DOCG (che?), DOC (che?) e IGT (che?) ve le potete anche mettere..ehm…insomma..lì!
    Credo che questo episodio la dica lunga sulle denominazioni e soprattutto in questo periodo, durante il quale voci di corridoio e di uccellini mi fannpo sapere dell’intenzione di sfornare un nuovo marchio che sarà…nientepopòdimeno che…Italia!

    e fu così che venne toccato il fondo (in gergo popolare, tipico di noi viareggini marinai, culo) della bottiglia!

    Ric.

  4. Un colpo al cerchio ed uno alla botte. Mr.Obama ha omaggiato il nostro Presidente della Repubblica di una rara bottiglia di Octagon (taglio bordolese della Virginia,sic!)
    di Barboursvilel Vineyards. Ma lo sapeva che è di proprietà Zonin? Que finesse! Buone vacanze allora Mr.Pantofola.

  5. La cosa che mi fa sorridere è che il Presidente degli Stati Uniti regali al presidente del consiglio italiano una bottiglia di vino pseudo-italiano fatto in america: non suona un po’ come una presa per il ass? E’ come se un africano regalasse a un russo una bottilgia di vodka fatta nello zaire (per assurdo).
    A me sembra proprio una presa in giro come per dire: “Beccati sto vino, testina, che è meglio del vostro”. Spero non si offenda nessuno, si sta chiaccherando ovviamente.

    @Franco: ma quali mari e monti… qua bisogna lavorare e tappare i buchi della crisi!

  6. Ciao Franco e tutti,

    A funny story, yes. But while the Vermentino gift is accurate, President Obama actually gave it officially to Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, not Prime Minister Berluscsoni.

    I hear that it’s much easier to select a gift for Napolitano anyway since Berlusconi can get whatever he wants delivered to him poolside…

  7. Mi pare che bisognerà abituarsi all’idea. Stufi di chardonnay, pare che americani e australiani stiano guardando con grande interesse al vermentino, che meglio si adatta alle calde California e Barossa Valley. Le prime bottiglie già ci sono e prima o poi…..
    North Carolina invece mi sorprende, mah.
    Luk

  8. Caro Franco scusa sai, ma quel “faticherò” per voi chevorrdì?
    Faticare vuol dire farsi 15 annate di Brodoletto di Minchiatura doc, semmai. Anyway, divertiti lo stesso.

    • Ah Solarò, visto che non sa cogliere la voluta ironia di quel “faticherò”, le consiglio la visione di qualche film di Woody Allen e la lettura dell’opera omnia di Wodehouse, così tanto da familiarizzare un po’ con quel sense of humour che le sfugge… 🙂

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