Heri dicebamus: la settimana di Vino al Vino (12-19 luglio)

Settimana molto vivace, nonostante il caldo feroce e afoso sofferto da chi è restato in città e la voglia diffusa di staccare tutto e andarsene in vacanza, dimenticando per qualche giorno la Rete, gli enodibattiti via blog, per dedicarsi agli ozi campestri, quella appena trascorsa su Vino al Vino. Impegnato a Corvara in Val Badia ad apprezzare l’ineffabile eleganza, la classe inimitabile, di una serie di annate di Château d’Yquem, ho rischiato di dimenticarmi che a Corvara non c’era solo Yquem, anche lo Cheval Blanc
A risvegliarmi dall’enoico sogno è bastata l’uscita presuntuosa di un gruppo di aziende della Valpolicella secondo le quali il loro sì che è Amarone d’arte, mentre gli altri sarebbero Amarone “coca – cola”..
La settimana è poi proseguita con il grande interrogativo che riguarda tutti i produttori di Langa: Barolo e Barbaresco 2006: annata da saltare o da custodire gelosamente in cantina?, con digressioni su un Simposio del Gewürztraminer dove vige il turn over tra gli invitati, con la questione, un po’ comica, del progetto di legge (o decreto legge?) che prevede Sommelier con tanto di certificazione statale.
Si è poi passati ad un animato Dialogo con Michel Bettane (il più importante giornalista francese enoico) sui vin de terroir, e alla vicenda del Brunello 2004 bocciato da Decanter.
Il tempo di concedersi una pausa, sorseggiando un Pigato che fa… Baccan, ed ecco, fulmine a ciel sereno, in una mattina di sabato di metà luglio, la notizia dei primi rinvii a giudizio per Brunellopoli, doppiata poi dalla pubblicazione dei nomi delle aziende coinvolte.
Beh, tra misteriosi problemi tecnici e commentatori vari che vorrebbero insegnarmi cosa deva scrivere (e cosa no) e con quale linguaggio deva farlo, mica male come settimana, no?

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