Il Consorzio del Brunello comunica ai soci. Ogni commento è superfluo…


Giornata bellissima, intensa e ricca di insegnamenti, quella da me trascorsa, tra martedì 21 e la mattina di mercoledì 22 a Montalcino, prima di spostarmi a Sarteano e rimanere folgorato sulla via di Trinoro
Una luce stupenda, di quelle che ti lasciano con la bocca aperta e fanno sì che tu, “barolo-dipendente” e innamorato della Langa albese come di nessun altro posto del vino al mondo possa per qualche momento esitare, tentato quasi di giurare eterno amore anche a queste terre, incontri con vecchi e nuovi amici, visite a vigneti non più presi d’assalto dai cinghiali, ma ormai dai teneri caprioli (dico teneri pensandoli anche sotto forma di bocconcini cucinati a dovere…), ottimi vini degustati, ma che dico, bevuti e la felicità di trovarsi qui, proprio in questo particolare momento.
Passeggiare ieri mattina per il borgo, ufficialmente per approvvigionarmi di pane e altre squisitezze all’ottimo forno dei Lambardi, ma anche per il gusto di guardarmi intorno, fiutare l’aria e scattare qualche foto (anche quelle che corredano questo post), è stato delizioso, quasi una flânerie romantique, senza regole, ma non s-regolata, interrotta solo dal fatto che mi attendevano tre quarti d’ora di strada e un appuntamento che poi si rivelerà folgorante. Di quelli che non si dimenticano.
Inutile fare i nomi di chi ho incontrato in questa giornata fitta di impegni, di sensazioni, di parole, ma anche di silenzi, di sguardi estasiati, di profumi. Voglio citare solo un nome e un posto splendido, cui sono tornato non senza molta emozione, quello della cara Laura Brunelli, moglie di quel Gianni che se n’è volato via troppo presto, lasciando un vuoto incolmabile, ma il cui ricordo è così fortemente e nettamente vivo in tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo che è come se fosse ancora presente, se fosse lì per ritornare per dirci “oh bischeri v’ho fatto proprio un bello scherzo…”. Martedì sera e poi ancora ieri mattina a casa di Laura, in quella splendida casa – cantina con finestra sull’Amiata, è stato un momento magico, di quelli che ti ritemprano e ti danno forza per proseguire.
Per far sentire a Laura che le vogliamo bene e le siamo vicini e che vogliamo che prosegua quello che Gianni ha solo, diciamo per cause di forza maggiore, interrotto, e perché Montalcino sia finalmente degna di uomini che come Gianni ne hanno determinato la leggenda, costituito il tessuto connettivo, che è fatto di vini, ma soprattutto, di donne, uomini, sogni, ambizioni, speranze, e della traccia del loro agire che hanno lasciato sulla loro terra…
Tornando a noi, a quella Brunellopoli, di cui a qualcuno e ai suoi amici fa comodo dire che sono un “cantore”, come se a determinare quella vicenda fossimo stati noi giornalisti e non un insieme di spudorati, voglio mettere a disposizione della riflessione degli amici (e anche di quelli che amici non sono) che seguono questo blog, due documenti, due comunicazioni inviate in data 20 luglio, lunedì, dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino (le cui news più aggiornate del sito Internet risalgono a fine aprile 2009: per la serie completezza e tempestività dell’informazione…) “a tutti i soci”. Comunicazioni su carta intestata con tanto di logo consortile. Una del direttore Stefano Campatelli, quello che ha ricevutol’avviso della conclusione delle indagini preliminari per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio ed al falso ideologico in atti pubblici”;
una del Presidente Patrizio Cencioni.
Inutile, da parte mia, commentare, sono documenti che parlano da soli e fanno pensare e capire tante cose. Ad esempio che ora la palla, in un momento quanto mai decisivo, passa ai soci del Consorzio, ai produttori, perché siano davvero artefici della propria sorte, memori del detto latino faber est suae quisque fortunae e perché determinino il destino e della loro storica denominazione.
Come in fondo vuole esprimere la foto che apre questo post (la seconda è un’immagine eloquente degli effetti della crisi, con derive potenzialmente dannosissime) Montalcino più che di polizia avrebbe bisogno di pulizia, di moralità, di dignità (oltre che di cultura), di quell’assunzione di responsabilità, da parte dei produttori più seri e coscienziosi e veramente legati alla propria terra, di cui, ancora, non vedo purtroppo traccia. E che temo farò fatica a vedere.
Ma spero tanto, per loro, più che per me che sono solo un cronista del vino, di essere smentito. Dai fatti.

Lettera del direttore del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ai soci “Cari soci, a seguito della comunicazione della Guardia di Finanza e delle notizie apparse sui media in questi giorni, ritengo opportuno intervenire in relazione alla mia posizione e a quella di due funzionari del Consorzio.
Il sottoscritto è indagato in merito all’applicazione del Piano dei Controlli. L’accusa che viene mossa è di aver permesso la commercializzazione di vini provenienti dai vigneti per i quali erano state emesse delle “non conformità lievi”, in relazione alla presenza di viti non rispondenti a quanto previsto dal Disciplinare di Produzione.
Secondo la Guardia di Finanza avrebbe dovuto essere emessa in via immediata una “non conformità grave”, da comunicare anche alle competenti autorità (Amministrazione Provinciale di Siena, Camera di Commercio di Siena, ICQ). L’interpretazione data alla norma, è stata quella di trattare tali situazioni come “lievi”, dato che con un sovrainnesto o con l’estirpazione è possibile ripristinare la situazione conforme: cosa peraltro avvenuta nella quasi totalità dei casi.
Il coinvolgimento dei due funzionari del Consorzio è avvenuto in quanto gli stessi si sono attenuti a tale interpretazione e alle disposizioni impartite. Tanto dovevo, rimango ovviamente a disposizione di tutti i soci per qualsiasi approfondimento o chiarimento.
Un cordiale saluto a tutti.
Il direttore Stefano Campatelli”.
Lettera del Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ai soci “Cari soci, come molti di voi avranno avuto modo di apprendere dai media, nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha comunicato di aver concluso le indagini sul Brunello di Montalcino e sulla produzione vitivinicola del territorio.
Le informazioni sono state fornite alla stampa e pertanto non possiamo che rimandare a quanto riportato dai media, non avendo il Consorzio ricevuto alcuna comunicazione ufficiale.
Come Presidente del Consorzio ho ritenuto di inviare alla stampa – nel pomeriggio di sabato scorso 18 luglio – un comunicato che troverete in allegato.
Voglio ribadire la necessità che tutti i produttori si impegnino a dare messaggi positivi in questo momento, dato che la conclusione delle indagini porterà ad un chiarimento delle varie posizioni e al superamento dell’attuale fase di difficoltà.
In merito al direttore e ai due funzionari del Consorzio, intendo rinnovare loro la fiducia, in attesa di conoscere gli sviluppi della vicenda giudiziaria nella quale sono coinvolti.
Ricordo che gli stessi non hanno più la responsabilità dei controlli già dal maggio 2008; tale responsabilità è stata infatti delegata al dr. Paolo Capretti. Per quanto attiene i controlli ricordo quanto già comunicato all’ultima assemblea, che secondo il nuovo OCM vino i Consorzi italiani non potranno più operare.
A breve l’ente Valoritalia (che in verità si chiama Valore Italia – nota di Ziliani) si occuperà della certificazione dei prodotti. Appena disponibili invieremo le informazioni operative.
L’occasione è gradita per inviare cordiali saluti.
Il Presidente Patrizio Cencioni”.

0 pensieri su “Il Consorzio del Brunello comunica ai soci. Ogni commento è superfluo…

  1. Caro Franco, mi associo – con il cuore e con la mente – al tuo “forza Laura”, in ricordo di Gianni Brunelli, uomo generoso a cui io con la mia famiglia devo molto. Un uomo che ha lasciato tracce profonde, da vero interprete-protagonista di questa terra di cui era figlio. Ma vorrei anche aggiungere il mio “forza Laura” per te stessa, non solo in ricordo di Gianni, proprio perché Gianni voleva che così fosse, perché tutti i suoi pensieri – nei giorni del suo andarsene da noi – erano rivolti al futuro: di Laura, della terra ilcinese, del formidabile vino di cui anche a te – oh Franco Ziliani – ogni tanto ‘ti scappa di innamorarti’.
    Per il resto ci auguriamo tutti che Montalcino si regoli, e non nel senso deteriore dell’espressione!

  2. A volte l’uso acritico di frasi fatte produce risultati di involontaria tragicomicità: “L’occasione è gradita per inviare cordiali saluti” conclude la sua lettera il presidente Cencioni.
    “L’occasione è gradita”?! Ah, bon Dieu de la France…

  3. Qui a Marte ci chiediamo da chi sia composta Valoritalia.
    Ci chiediamo anche che fine faranno gli uffici di controllo già operanti presso alcuni Consorzi.
    Brisky

  4. Complimenti, Franco, per il tono dell’articolo, in particolare della prima metà. La metà seguente sono solo parole…
    Ho avuto la sensazione netta di un sincero e profondo affetto, per le persone care e anche per i luoghi (anche se, per i luoghi, mista a un po’ d’amarezza).
    Vorrei fare solo una piccola considerazione, a commento della frase riferita alla seconda foto, “un’immagine eloquente degli effetti della crisi, con derive potenzialmente dannosissime”. Credo che di crisi si possa parlare, purtroppo, non riferendosi in particolare alle vicende locali, ma alla situazione che stiamo vivendo.
    Se il vino, come molte altre cose, segue le regole del mercato, non dovrebbe meravigliare più di tanto una flessione dei prezzi medi di vendita: succede anche per le case, per molti prodotti agricoli, per il petrolio stesso.
    Forse suonerebbe più strana, o più dannosa, una “ingessatura” del mercato…

  5. Caro Ziliani, unendomi alle sue belle parole in ricordo del grande Brunelli le vorrei pero’ muovere un piccolo appunto.
    Le lettere che il Presidente e il Direttore del Consorzio scrivono a noi produttori sono corrispondenza privata. Credo che sia poco elegante, da parte sua e da parte del produttore che con regolarita’ gliele gira in copia, pubblicarle sul blog.

  6. gentile Riccardo, la ringrazio innanzitutto per il suo intervento qui. E’ raro, purtroppo, che produttori di Montalcino lo facciano firmandosi e uscendo allo scoperto. Quanto al suo rilievo, garbato, sono persuaso di non aver infranto alcun codice di eleganza pubblicando le lettere ai soci del direttore e del presidente del Consorzio. Non vengono citate circostanze coperte da alcun segreto istruttorio o rivelate chissà quali verità “inconfessabili”. E poi a me interessava far capire il tono e le parole utilizzati, lo stile di questa comunicazioni. E queste cose interessano ai veri “padroni” del Brunello, che sono i consumatori di tutto il mondo. Quanto al produttore che mi gira queste comunicazioni, devo correggerla: non un produttori ma diversi produttori di Montalcino che infrangono la consegna del silenzio (stavo per dire dell’omertà…) e riconoscendo il mio ruolo di comunicatore, con spirito di servizio, in questa triste vicenda, ritengono opportuno tenermi informato e informare, mio tramite, i consumatori…
    cordialità

  7. Qui a Marte funziona che, se io ricevo una lettera e decido di renderla pubblica, non infrango alcun codice poiché sono uno dei due soggetti interessati (mittente – destinatario).
    Sarebbe stato molto significativo, ad avviso di noi Marziani, se il Consorzio ne avesse ricavato un Comunicato Stampa e l’avesse inserita nel proprio sito Internet.
    Ma noi siamo Marziani, si sa 🙂
    Brisky
    P.S.: sto ancora aspettando le risposte alle nostre domande.

  8. Caro Franco , io il vino lo conosco , poco , solo dal punto di vista del consumatore . Ma non mi sembra lieve una situazione che per essere sanata ha sufficienza da “sovrainnesto o estirpazione” . Cosa peraltro avvenuta nella “quasi(???)totalità dei casi” . Sulla secretazione(?) delle due lettere , d’accordo se è uno scambio tra complici , tra operatori che usano il pubblico , come la docg , è ridicolo .

  9. Anche noi quà, sul più modesto Pianeta degli Allocchi, ci poniamo le stesse domande su chi popolerà Valore Italia. Mi auguro che la italica e gattopardesca tendenza a cambiare tutto affinchè nulla cambi, non abbia il sopravvento sulle necessità di pulizia e correttezza. Del resto, il personale di base che operava i controlli presso molti dei consorzi di autotutela potrebbero essere impiegati ugualmente. L’importante è che qualcuno vegli affinchè certi personaggi non abbiano accesso ai posti di comando.

  10. Nella lettera del Presidente del Consorzio mi pare di notare un passaggio centrale, forse l’unico periodo che non sia parte dei convenevoli di apertura e di chiusura, quindi forse quello che racchiude il reale contenuto della lettera:
    “Voglio ribadire la necessità che tutti i produttori si impegnino a dare messaggi positivi in questo momento, dato che la conclusione delle indagini porterà ad un chiarimento delle varie posizioni e al superamento dell’attuale fase di difficoltà.”
    Cosa significa? Cosa significa, in particolare, la necessita’ che i produttori si impegnino a dare messaggi positivi, DATO CHE la conclusione delle indagini portera’ a un chiarimento e al superamento eccetera?

  11. Filippo… forse laggiù temevano che la conclusione delle indagini portasse a un oscuramento delle varie posizioni e all’arretramento dell’attuale fase di difficoltà? 😉 Su, su, è una lettera pour parler, poiché non si può tacer, ma nemmeno parlar. Quindi si prendono tot parole dal prontuario del “Dire/Non dire”, un tot di punti, un tot di virgole e l’uvaggio è fatto. Secondo disciplinare 😉
    Brisky
    P.S.: ciao fratelli del Pianeta degli Allocchi! Vedo che la mia domanda sta diventando intergalattica! Chissà se qualcuno dà la risposta…

  12. Non finirò mai di stupirmi perché in questo paese ogni volta che una magagna salta fuori si fa appello alla privacy.
    Il Consorzio è un ente di natura pubblica e collettivo che con il privato ha in comune l’essere ossimoro.
    Una comunicazione di un consorzio non costituisce affatto elemento da tutelare con la privacy

    • Luciano, a te che sei uomo del Sud non sembra che questi richiami alla “privacy”, alla riservatezza, al silenzio siano piuttosto “omertosi”? A Montalcino leggono tutti – o quasi – quello che scrivo su Brunellopoli, ma come vedi su questo blog sono ben pochi ad avere il coraggio civico di esporsi…

  13. Ha fatto benissimo a pubblicare le due lettere signor Ziliani. Facendolo non ha infranto alcuna regola. In fin dei conti se diversi produttori gliela hanno girata… vuol dire che desideravano vederla pubblicata sul suo blog :). Per quanto riguarda la seconda foto concordo con quanto detto da Paolo Boldrini. Inoltre aggiungerei che, la crisi interessa praticamente tutta l’Italia del vino, e non solo Montalcino. Tuttavia se le cantine di Montalcino non si daranno da fare (leggasi comunicazione e marketing) ne pagheranno le conseguenze. I vini di Montalcino sono mediamente piu’ cari, e il caso brunellopoli non li aiuta di certo, e la crisi inoltre e’ lontana dall’essersi sfogata come affermato dal Premier. Certo probabilmente ci saranno delle eccezioni anche a Montalcino, con le cantine vuote perche’ i vini sono stati tutti venduti… almeno spero. Purtroppo ci vorranno anni prima che la crisi possa essere considerata superata, soprattutto per il panorama vitivinicolo in generale.

  14. Dal 1° agosto i controlli che svolgevano i Consorzi dovranno passare ad enti “terzi” (è quanto era stato chiesto per anni da alcuni poveri produttori inascoltati). Valore Italia sarà uno di questi enti terzi. Peccato che la società sia emanazione di Federdoc, ovvero della associazione che raccoglie gli stessi consorzi di tutela che fanno i controlli attualmente. Il dubbio è che si prendano per ogni DOC le strutture dei Consorzi deputati ora ai controlli, con le stesse persone e, soprattutto, gli stessi dirigenti, le si chiamano Valore Italia Struttura decentrata Regione XY, ed ecco fatto l’ente di certificazione “terzo”.
    Speriamo almeno che in Italia si applichi integralmente la disciplina europea che indica la necessità di una concorrenza fra gli enti certificatori, in modo che i produttori possano scegliere. Non sarà la soluzione ideale ma sarebbe sempre meglio della situazione vigente. Perlomeno sulla terra. Su Marte non so.

  15. Insomma, ma che barba questa Guardia di Finanza sempre tra le balle! Ma è possibile che non si facciano un pò gli affari loro, sempre a ficcare il naso in cantina, quasi quasi telefono al Papi e con un decreto la facciamo abolire….

    • essendo in Toscana, é più facile che telefonino al baffetto, al lider Maximo, o al Presidente della Regione, a qualche parlamentare PD ex PCI, con i quali a Montalcino c’é sicuramente gente, anche nel mondo del vino, che ha un filo diretto… o millanta di averlo…

  16. degli ultimi sviluppi dell’affaire Brunello si stanno occupando diversi wine writers & wine blogger negli Stati Uniti:
    Su VinoWire Jeremy Parzen
    http://vinowire.simplicissimus.it/2009/07/23/brunello-consortium-director-defends-actions-while-president-names-new-auditing-firm/
    Ancora Jeremy Parzen su Do Bianchi
    http://dobianchi.wordpress.com/2009/07/23/not-everything-coming-up-roses-in-montalcino/
    Alfonso Acevola su On the wine train in Italy
    http://acevola.blogspot.com/2009/07/bunuel-on-brunello-ballo-finale.html
    e Tyler Colman sul suo wine blog cult Dr. Vino
    http://www.drvino.com/2009/07/23/anthony-dias-blue-bloggers-tasting-panel-exposure-package/

    Ma non era una piccola vicenda della provincia italiana, lo scandalo del Brunello?

  17. …non c’entra niente….ma è vero che il consorzio vino chianti classico vuole il blocco delle vendite (credo all’ingrosso)del vino ..x salvare il prezzo di mercato..?? se è vera la notizia ,apparsa oggi su una emittente privata ..cosa è ..un ennesima (più o meno giusta) …dimostrazione di……” potere consorziale”??

  18. Buon giorno a tutti. Vorrei segnalare che da “vecchio” (non per età, ma per numero di presenze negli ultimi anni) frequentatore di Montalcino e delle sue meraviglie, certe “offerte” come quella testimoniata dal Franco Ziliani, più da discount che da enoteche di piazza, vicoli, stradine o quant’altro, a Montalcino putroppo le ho sempre viste. Non so però se questo sia più segno di una crisi economica generalizzata, o piuttosto di una crisi qualitativa (voluta o no) che proprio a Montalcino, dove meno me lo aspetterei, tira fuori certe stranezze…

  19. Ah si? e dove se li metterebbero i circa, malcontati, 300mila ettolitri equivalenti a una quarantina di milioni di bottiglie? Caro Chiantigiano, se non lo sai tu….che ci vivi in the Chiantishire chi lo dovrebbe sapere? Chiediamo a Briscola eventualmente…magari li spediscono sulla prossima mission to mars. Saluti

  20. @ Chiantigiano qualunque
    Per correttezza di informazioni si parla di un provvedimento che blocca il 20% delle vendite del prossimo vino atto a divenire Chianti Classico 2009 per due anni. Motivazione: fronteggiare la crisi.
    Da parte mia aggiungerei solo la mia proposta come ho scritto nel Post:
    http://caparsa00it.blog.dada.net/post/1207104650/Torniamo+alla+Riserva+dopo+tre+anni%2C+per+favore%21#commentil

    Senza dare giudizi in merito, è vero che la crisi sta colpendo duro.

  21. Vede Ziliani ( e Pignataro),
    scrivere sul suo blog non e’ un obbligo ne un dovere civico. Il mio commento sulla poca eleganza non vuole essere ne omertoso ne mafioso, pertanto questi infelici commenti li rispedisco al mittente.
    Contesto il fatto che qualche produttore Le giri i file delle comunicazioni private inviateci dal consorzio e Lei con un bel taglia/incolla le pubblichi sul blog.
    Non mi sembra una cosa carina ecco tutto, poi le e’ liberissimo di pubblicare quello che vuole siamo in democrazia. La mafia Pignataro e’ altro e qui vivaddio non ce l’abbiamo

    • Riccardo le consiglio di imparare a leggere e rileggere e capire quello che scrivo prima di fare accuse gratuite come le sue. Per sua norma non mi limito ad un banale esercizio di copia e incolla come lei dice. C’é tutto un anno di articoli su Brunellopoli e sull’omertà di tanti produttori ilcinesi a dimostrarlo.
      Saluti

  22. Qui a Marte pensiamo al presente, essendo il futuro un’ipotesi o il solito alibi, se vuoi.
    Nel presente chiediamo: quanto costa mediamente una bottiglia di Chianti destinata al mercato americano? E commentiamo così alla risposta che arriverà, primo esempio siderale di un commento a una risposta che non c’è ancora: qui da noi, per tamponare una crisi cerchiamo di non crearla. Ma noi siamo Marziani, si sa…
    Many Kisses! 🙂
    Briscola

  23. gentilissimo Cianferoni,questo….”blocage”del 20% sarà una ”mazzata”(spero limitata) x i piccoli produttori di uva ”atta a divenire chianti classico”costretti,loro malgrado,a vendere la propria uva ”sotto vendemmia”….;quest’anno prevedo già ulteriori ”lamenti degli acquirenti di uva” pronti ad abbassare ulteriormente il prezzo dell’uva rinforzati dalla scelta ”consorziale dei grossi”,quella appunto del ”blocage”…;potrei prevedere inoltre che ,quando il vino sarà pronto ad essere”certificato” (non prima del 1° ottobre 2010 e seguenti)”il blocage”POTREBBE ….”sparire ”(sospendere la…sospensione)e quel 20% sarà chianti classico a tutti gli effetti…meno x quel ”disgraziato semplice produttore di uve”che si vedrà …”gabbato” forse dal ”potere consortile” ….

  24. Vorrei chiedere al ”padrone di casa”di dedicare un posts sull’argomento ”blocage chianti classico”(con relativo consorzio che lo ha promosso),primo ,ma credo non ultimo, e forse anche di una lunga serie …solo se lo ritiene necessario..grazie

  25. bellissimo il tuo commento politico su montalcino. Baffone impera e nessuno dei 250 imbottigliatori ti scrivera’. nemmeno i secessionisti.
    ciao mirco bindi-medico in pensione

    “essendo in Toscana, é più facile che telefonino al baffetto, al lider Maximo, o al Presidente della Regione, a qualche parlamentare PD ex PCI, con i quali a Montalcino c’é sicuramente gente, anche nel mondo del vino, che ha un filo diretto… o millanta di averlo…

    Scritto da Franco Ziliani, il 23 luglio, 2009 at 18:30

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