Perché non mi hanno invitato al Simposio del Gewürtraminer

Curioso come sono, dopo aver espresso – leggete qui – la mia sorpresa e anche un pizzico di rammarico per non essere stato invitato, come era accaduto sempre nelle precedenti edizioni, alla settima edizione del Simposio Internazionale del Gewürtraminer che si è svolto la scorsa settimana in quel di Tramin, ho voluto, sono testardo e un po’ curioso, lo ripeto, capire le ragioni di questa mancata convocazione ad una rassegna alla quale, nelle varie edizioni, avevo dedicato molti articoli.
Ho pertanto scritto a Franz Scarizuola, presidente del Verein Gewürztraminer, una mail: “Buongiorno Franz, sono Franco Ziliani, giornalista che lei conosce da diversi anni. Volevo farle una domanda. Parto premettendo che ognuno é giustamente libero di invitare ad una propria manifestazione chi vuole e di non invitare chi non vuole e quindi non contesto la vostra scelta di non invitarmi, quest’anno, al Simposio del Gewürtraminer che si é appena concluso, dopo che ero stato invitato due anni fa e avevo dedicato numerosi articoli alla manifestazione.
Vorrei solo sapere, da lei, quali sono stati i motivi che vi hanno indotto a non invitarmi, quali le ragioni per non avere preso in considerazione anche la mia persona. Le sarò grato di una cortese risposta”.
Nel giro di un’ora, dallo stesso Verein Gewuerztraminer ho ricevuto questa risposta, che essendo certo di non turbare alcuna privacy e non avendo nulla di personale, penso di poter pubblicare senza problemi:
“Egregio Signor Ziliani Grazie della Sua e-mail. Dato che l’interesse da parte di giornalisti nei confronti del Simposio é molto alto e come Lei sa la disponibilità organizzativa e finanziaria della nostra struttura è assai ridotta, abbiamo deciso di fare una “rotazione” delle persone invitate, in modo di dare la possibilità a più giornalisti di conoscere la nostra manifestazione. Cordiali saluti Franz Scarizuola”.
D’istinto, un po’ “fumino” come sono non ho potuto non rispondere scrivendo “egregio Signore, non posso che definire “geniale” la soluzione adottata. Meglio invitare giornalisti che si conoscono meno e del cui interesse per il Simposio e per il Gewürztraminer si deve ancora avere prova, che giornalisti, magari antipatici come Ziliani, che del Simposio hanno già scritto e dimostrato, in oltre vent’anni, di interessarsi del Simposio stesso e del vino di Termeno… davvero geniale, complimenti! cordiali saluti Franco Ziliani”.
A bocce ferme mi chiedo e soprattutto vi chiedo: devo prendere per buona questa spiegazione, oppure, pensando ad Andreotti, e magari ad alcune cose, non squisitamente vinose, sull’Alto Adige che avevo scritto su questo blog, quidevo concludere che a pensar male si fa peccato, ma spesso s’indovina? Certo che se passasse questa “idea” del turn over, manco fosse l’Inter di Mourinho, mi sa che il prossimo anno Alba Wines Exhibition, Benvenuto Brunello, l’anteprima del Chianti Classico me le sogno… E se le sogneranno anche i giornali, non sconosciuti, italiani ed esteri, cui collaboro…
Tanto per gli Scarizuola un giornalista, oppure un tipo qualsiasi che scrive o dice di scrivere di vino, magari per siti e giornalini letti solo dal parentado e dagli amici, vale l’altro…

37 pensieri su “Perché non mi hanno invitato al Simposio del Gewürtraminer

  1. non sarò fumino quanto Ziliani, ma turn over sì, turn over nò, personalmente
    tempo da dedicare a quel Simposio, in futuro, non ne troverei più.
    Brinderò, al Gewùrtraminer con maggior piacere, alla faccia di chi………
    non mi vuole, non mi merita.

  2. Primo Aforisma di Briscola
    In tempi di crisi, il concetto avanzato di uguaglianza consiste nello scontentare tutti a turno.
    Many kisses! 🙂
    Briscola

  3. “Egregio Signor” Zialliani,

    la sua autostima supera di gran lunga quella del suo amico Murinho.
    Mi chiedo con quale ragione Lei si ritiene un giornalista d’alto rango. Sinceramente, ad eccezzione di questo blog (autocompiacente), non ho mai letto niente di così interessante tra le sue righe così sgrammaticate quanto senza grandi contenuti.
    Forse, e dico forse perchè non sono così pieno di mé (e pertanto mi metto in discussione), non pensa che sia giusto dare possibilità ad altre persone di poter assistere a tali eventi?
    Non pensa che se il parlamento Italiano desse più spazio ai giovani non ci troveremmo in uno stato così antico e fermo sul suo passato remoto?
    Dare possibilità a persone anche meno note ma non meno interessate (ha formulato un test per verificare il vero interesse?) ritengo sia cosa degna e giusta per permettere che non ci siano solo uno, nessuno o centomila Zilliani ma vi siano anche i Sangiorgi, i “Veronelli”, i “Masnaghetti” ed i “Falcone”… che magari si chiameranno Bianchi, Rossi e Verdi.
    Cordialtà
    Riccardo

    • Egregio Signor Riccardo, registro senza commentare il suo commento. Non so nulla di lei e una ricerca su Google ha rivelato che anche lei scrivebbe, anche se, sinora, non ho avuto traccia della sua attività. Libero di pensare quello che vuole di quello che io scrivo e della mia attività di giornalista che si svolge da oltre 25 anni.
      Le dico solo che prima di azzardarsi a definire quanto scrivo “righe così sgrammaticate quanto senza grandi contenuti”, io ci penserei due volte. Lezioni si possono accettare da tutti, anche da un Riccardo, ma non da uno sconosciuto o quasi (arrogante quanto basta) che scrive “eccezzione” con due zeta. Prima si ripassi grammatica e sintassi, poi, potremo discutere delle sue opinioni..

  4. Egregio signor ZIliani,

    ritengo che sugli errori di battitura ci si possa anche incappare visto e considerato che all’inizio avevo scritto Zialiani.
    Per quanto concerne la sua pochezza di contenuti mi rincresce sottolinearla con tale risposta nella quale evita di guardare la sostanza del mio commento non accettando le critiche alle quali ognuno è giusto si sottoponga -Murinho compreso-
    La sua pochezza è tale da dovermi chiamare per cognome quando mi ero semplicemente firmato con Riccardo e il cognome apparirebbe sulla mail che, benchè richiesta, non dovrebbe essere resa nota.
    Nessun problema ma, sinceramente, prima di arrampicarsi su lastre di ghiaccio mi risponda alla seguente domanda:
    “Se era così profondamente interessato al simposio, non vi poteva accedere attraverso il normale pagamento del biglietto (sempre che ci fosse un biglietto per i non invitati)??”
    Attendo una sua VERA risposta nei confronti di chi la legge e di chi come me scrive per passione e non per lavoro in quanto nella vita sarebbe un perfetto sconosciuto giocatore di Rugby ed Enologo.
    Riccardo Vendrame

  5. Vorrei spendere due parole in difesa del signor Ziliani, che conosco solo attraverso questo blog, quindi posso ritenermi assolutamente non di parte. Seguo questo blog da tantissimo tempo, e trovo il blog del signor Ziliani veramente interessante. Gli articoli sono spesso pungenti, e la qualità dei contenuti è superiore a quella di tanti altri blogs del settore. E’ vero, il signor Ziliani ha una autostima pazzesca di se stesso, è polemico all’inverosimile, e vuole spesso avere l’ultima parola nella discussione… ma questo è proprio il bello di Ziliani. Se non fosse così sarebbe di una noia impressionante. Complimenti per il blog!

  6. Caro Franco,
    mi permetto, se mai ce ne fosse bisogno, di spezzare una fiocina in tuo favore (leggendo lo scambio di edulcorate carinerie con il signor Riccardo). Pur avendo recentemente avuto da ridire, in separata sede, su alcuni punti di vista non condivisi, mi pare un poco oltre le righe l’attacco su stile e prosa della tua penna (a me non dispiace affatto).
    Mi permetto con l’occasione di riportare la questione sul simposio Traminer per allegare un paio di considerazioni di puro stile commerciale: a Roma il traminer sta rallentando le vendite pagando il fio di una eccessiva sovraesposizione capitolina come circa 20 anni fa fu per il FIANO di un famoso produttore, 10 anni fa per la falanghina, poi a seguire il morellino e buon ultimo il nero d’avola. La Capitale tira questi brutti scherzi, oggi alle stelle domani alle stalle, e probabilmente al simposio si aveva bisogno di gente che si sentisse “intorita in altari Deo”, magari senza una forte personalità e una capacità di giudizio incisivo: insomma gente “vergine” da condizionare in modo subliminale per “portare acqua” al mulino del Tramino.

    Ti saluto cordialmente

    P.S.
    Come vado con la punteggiatura????

  7. Caro Ziliani, volevo scriverle prima a riguardo… un semplice consiglio:
    ma perde ancora tempo con gli “eccezzionali” Vendrame e con quelli del simposio? Ne ha fatto troppo una questione di principio. Ma se ne freghi allegramente e ci beva sopra… magari uno Château d’Yquem 😉

  8. in effetti ho notato anch’io che al Simposio del GwTraminer erano presenti giornalisti o similari che poco o nulla hanno a che fare con il mondo del vino. Qualcuno anche che non si è mai visto ad altre manifestazioni enologiche. Evidentemente per rotazione, saranno invitati chi segue calcio, arte, cronaca nera e magari, perchè no, gossip, oggi tanto di moda.
    Andrea Corsavino

  9. una delle ragioni che mi ha portato a seguire questo Suo blog, è propio perchè
    è diretto nel manifestare il suo pensiero, e si espone in prima persona, come
    nessuno! Siamo troppo abituati al politichese, lanciano i sassi, e nascondono
    le mani,dicono e non dicono,quando poi non capovolgono la tesi che sostenevano.
    Continui così Ziliani, mi fanno paura quelli che hanno solo certezze.
    Grazie dell’ospitalità

  10. Gentile sig. Ziliani,
    sinceramente non capisco la sua sterile polemica in merito al mancato invito al simposio del Traminer.
    Se era veramente interessato bastava prendere la macchina, raggiungere Termeno, pagare 10€ per l’ingresso (+ 5€ cauzione bicchiere)e degustare gli oltre 100 Gewurztraminer, come ho semplicemente fatto assieme ad un mio collega enotecnico.
    Leggendo le sue righe purtroppo capisco che anche lei forse fa parte di quella fetta di giornalisti che si muove solo su invito, pretendendo di non pagare nulla.
    Se mi interessa una cantina o meglio ancora una fiera enologica, prendo contatti e magari faccio pure dei sacrifici economici (come quest’anno al Merano Wine Festival)
    Cordiali saluti
    Vittorio (enotecnico)

    • Vittorio, prendo atto di quel che scrive. E’ un suo punto di vista che rispetto tranne quando definisce “sterile polemica” la mia. Sterile polemica un par de ciufoli, mi creda, visti alcuni personaggi che hanno pensato “bene” di invitare a Termeno questa “polemica” é più che giustificata. Per me e per altri lettori di questo blog. Saluti

  11. caro Ziliani,
    perfettamente d’accordo con Vittorio. sarebbe ora che vi consideraste meno eletti dagli dei e cominciaste a spendere di tasca vostra come tutti i normali mortali. Oppure i privilegi devono valere solo per voi? Abbiate un po’ di sana umiltà … Il vino non è materia diversa da mille altre che non godono di questo speciale trattamento e di tanta autocelebrazione. Se siete VERI appassionati di vini, pagate di tasca vostra come molti, moltissimi altri. E forse sarete considerati più autorevoli. L’Alto Adige, malgrado vari difetti come tutte le regioni, ha forse nella onestà una marcia in più ed è meno “italiana” nella politica dei favoritismi.Tra tanta prosopopea, ogni tanto una piccola autocritica non guasterebbe di certo. E se ne uscirebbe molto meglio …

    • signor Enzo, con questa frase, “sarebbe ora che vi consideraste meno eletti dagli dei e cominciaste a spendere di tasca vostra come tutti i normali mortali. Oppure i privilegi devono valere solo per voi?” si colloca nella pole position provvisoria per il commento più superfluo e privo di sostanza dell’anno, complimenti! Capisco che chi é stato invitato debba difendere la scelta, legittima, ma per me criticabile, degli organizzatori del Simposio, di puntare su “forze” nuove, su gente che magari scrive di vino, su blog e siti semi-clandestini, dall’altro ieri o quasi, ma suvvia, accusare il sottoscritto e altri colleghi giornalisti che fanno correttamente, senza fare marchette, il loro lavoro di comunicatori, parlando di “privilegi” é totalmente ridicolo, proprio come invitarmi a fare “una piccola autocritica”.. Quanto al non essere considerato “autorevoli” da lettori come lei, come dicono a Roma non me ne può fregare di meno. Mi stia bene

  12. @Ziliani,
    ma lei è capace di rispondere senza insultare? O fa proprio parte del suo DNA? Continua però a non dire, nè a me nè ad altri, perchè NON vuole pagare per assaggiare dei vini??? Continua a sfuggire…. A Lei poi può anche non importare il mio commento, ma ad altri magari si. Il suo è un blog aperto o solo un posto dove esprimere i suoi livori reconditi e nemmeno tanto?

    • livori reconditi “un fico secco”. E qui chiudo, perché con lei ho già perso fin troppo tempo. Quanto al blog, certo che é aperto, ma é il mio blog, e non sono certo qui a farmi insultare, porgendo cristianamente la guancia, da persone come lei. Auf wiedersehen…

  13. @Ziliani,
    perfetto!! Ha dimostrato perfettamente il suo modo di affrontare qualsiasi critica. O con me o tutti al diavolo. veramente un magnifico esempio da seguire!! Complimenti. Ed ancora non ha voluto rispondere alla faccenda “quattrini”… E non mi sembra proprio di offenderla chiedendo perchè non vuole pagare l’ingresso ad una degustazione….Ha un concetto dell’insulto molto, molto particolare. Se trova una parola d’insulto me lo dica. O per lei è insulto tutto ciò che non è una lode alla sua perfezione? Bye bye … Si tenga pure ben saldo il SUO blog, nessuno vuole rubarglielo, stia tranquillo!!!

  14. @ Ziliani
    ringrazierei i Signori, Riccardo – Vittorio – Enzo, per i caldi suggerimenti,
    per l’assiduo interessamento ai temi che pone il Suo blog.Un doveroso saluto.

    Lino

    P.S. Non c’è peggior sordo, di chi non vuol sentire.

  15. Credo che in ogni maniera abbiamo dato a Ziliani amichevoli consigli sui toni e sui silenzi assoluti da usare verso certi contestatori , di qualsiasi livello . Ma lui lo sa e gli piace essere così . Io se ricevessi l’invito a comprare i vini di cui scrivo professionalmente – chiaro , non per commerciarli -risponderei che m’è andata bene , figuriamoci se la vita mi avesse spinto a scrivere di auto o gioielli .

  16. @Franco Ziliani: Seppur abbia un eccesso di autostima, seppur sia un po’ più permaloso, con il passar degli anni, seppur sia a volte suscettibile, seppur sia troppo infastidito quando si critichino gli eventi a cui tiene, seppur non ami che si tocchino “le sue donne”, seppur scrive che il Sassicaia è un grandissimo vino anche se gli piace molto meno del Barolo, seppur quando ti stringe la mano lo fa in modo un po’ femminile e distaccato – ma queste sono tutte comprensibili umane debolezze – io, che lo leggo da dieci anni, dico continui così, spontaneo e non omertoso, schietto e appassionato, oggettivo descrittore dei vini e delle emozioni che suscitano. Certo, di qualcosa dovrà pur vivere, non potrà inimicarsi la gran parte degli operatori, ma personalmente a me fa un gran favore nel descrivere le annate dei vari vini e le degustazioni, senza sottometersi al voler di un qualunque editore, non avendo il tempo ovviamente per poter aggiornarmi sul mondo enologico, nel proporre piccole realtà sconosciute. Indi …peccato che non sia andato a Termeno, i 10 Euro glieli avrei dati io, il giudizio sul Yquem…non aiuta i comuni mortali.

    • Consumatore, come fa a sapere come io stringa la mano se non ci conosciamo? Quanto a Termeno, non é questione di 10 o 20 euro, che non mi mancano, ma di principio. Non vado di certo ad una manifestazione cui invitano altri giornalisti o presunti tali (e di presunti tali ce n’era più di uno…) e non me che ho 25 anni, non 25 giorni, di esperienza…

  17. Caro Franco,
    Che bei tipi intervengono su ‘sto blog.
    E tu, che invece di seguire il mio consiglio di scrivere “le mani sul vino”, ti dai da fare a rispondere agli zetaioli…
    Se il libro non lo vuoi proprio scrivere, almeno inaugura un corso di lingua scritta (francese incluso, ad usum di quelli che manco fossero Smilla in piena nevicata).
    Ma sintassi e (addirittura!) ortografia a parte (e il francese pure), forse sarebbe utile che tu spiegassi agli intervenendi che:
    se uno recensisce libri non se li va a comprare; se recensisce auto riceve le auto in prova dalle case produttrici – per giorni, ovvero per il tempo utile a provarle -.
    Eccetera.Si chiama “il mestiere del giornalista”.

    Dai scrivi il libro e prendi nota di quanti estimatori hai (tutti qui a sopportare le tue feroci ‘ripassate’).
    Ho letto anche il simpatico commento (quasi affettuoso) de @ilConsumatore, qui sopra…ma chi sono le “tue donne”?

  18. @Silvana,
    la Sua visione del giornalismo è molto legata ad una certa interpretazione italiana ed a certi settori. Io ho lavorato una vita nel mondo della scienza e durante i congressi in giro per il mondo venivano spesso molti giornalisti. Ma mai nessuno è stato pagato! D’altra parte devono già essere pagati da chi li manda e non da chi li riceve. E’ interesse loro avere occasioni per scrivere e pubblicare articoli.Se un giornalista non ha qualcuno che ne dirige le operazioni, non penso sia un vero giornalista…ma un battitore libero. Ovviamente questo trascende il piccolo mondo del vino e di questo blog. Purtroppo in Italia siamo così abituati ai favoritismi per chi potrebbe fare pubblicità che prendiamo come ovvia e normale questa situazione che è profondamente anomala in altri settori ben più importanti nel contesto generale. Ho visto giornalisti fare salti mortali pur di assistere a certe sessioni di lavoro e sicuramente non venivano pagati, anzi … era già un successo per loro poter partecipare. Se in certi settori commerciali si invitano i “giornalisti” pur che parlino degli eventi, è segno di limitatezza degli eventi e non certo un dato di fatto da generalizzare. Poi ovviamente ognuno mantiene le proprie idee. Comunque l’insulto latente che traspare sempre nelle risposte di questo sito è già un segno di mancanza di vera professionalità.

  19. @Ziliani,
    prendo spunto dal bellissimo articolo sulla Liguria, appena uscito, per ribadire il mio dispiacere quando vedo che il mondo del vino, che dovrebbe essere improntato alla gioia, all’amicizia, alla cultura, viene troppo spesso ridotto a polemiche (spesso sterili o mirate), a recensioni più o meno favorevoli e spesso guidate da interessi. Da questo punto di vista, Lei è sicuramente un gradino più in alto, dato che ha rifiutato di seguire le mode (e questo lo apprezzo molto). Purtroppo la voglia continua di polemizzare e di mostrarsi “migliore” rovina in parte le sue indubbie capacità che spesso mi fanno leggere con piacere i suoi giudizi e mi indirizzano verso nuovi produttori. Non ultimo Fausto De Andreis che io giudico un vero maestro sia di vino che di pensiero. E sono ben contento che anche Lei lo apprezzi, conoscendolo da molto tempo. Sarei veramente lieto che Lei smussasse certi toni supponenti e litigiosi, e si calasse ancora di più e soltanto nelle emozioni e nella cultura del vino. Penso che un taglio con le polemiche, spesso del tutto personali, darebbe un tocco di classe ancora superiore alle sue indubbie conoscenze del mondo del vino. E, se me lo permette, una ricerca di maggiore colloquio e non di insulti più o meno latenti. Ho avuto discussioni con giornalisti quali Augias, Angela, Bocca, ecc., ma mai, anche di fronte a idee completamente diverse, sono stato zittito o mandato al diavolo perchè non la pensavo come loro. Il mondo del vino meriterebbe di sicuro maggiore riflessione e maggiore istinto di sdrammatizzazione. Anche chi non è esperto come Lei ha diritto di esprimere le proprie idee sia sul vino che sul modo di affrontarlo… Cordialmente

  20. Cara Silvana,

    io sinceramente recensisco vini e commento partite di rugby.
    Visito le cantine prendendo appuntamento e pago il biglietto per le partite di rugby sia che si tratti della Benetton campione d’Italia sia che si tratti del Rugby Udine.
    Essere invitati, o ricevere bottiglie in omaggio, per me è una “leggera” fonte di corruzione, un modo per comprare l’opinione positiva di chi scrive.
    Famosa è la diatriba fra Sandro Sangiorgi e Daniele Cernilli sulla puntata di Report del Settembre 2004.
    Il primo, ora direttore della rivista Porthos, ma all’epoca collaboratore del Gambero Rosso, aveva “denunciato” pubblicamente che una cantina inserzionista aveva preso dei voti superiori alla vera qualità del vino proprio perchè pagava la pubblicità all’interno della guida “I Vini d’Italia”.
    Questo gli causò ovviamente la querela da parte del direttore Cernilli.
    Causa tra l’altro ancora in corso… per 1.000.000 di euro di risarcimento!!!!!!!!! (se non vado errato, cmq cifre molto sostenute)
    Per la serie “Do e Ricevo”…
    L’intransigenza di un giornalista, a mio parere, deve partire proprio da qui.
    Principio o meno, se una cosa interessa, la si segue.
    10 o 20 euro, pago e giudico.
    Visito e giudico.
    Osservo e commento.
    Essere invitati per dover giudicare è sinceramente troppo, troppo comodo.

  21. C’è una misura in tutto – gentili @enzo e @Riccardo – e certo ci possono essere “inviti” che configurano ben altro. L’ho visto per anni quaranta nel mondo dei media e in altri..
    Pure il nostro ospite – mi ricordo – ha in diverse circostanze ‘sbianchito’ uomini e situazioni che gridavano vendetta.
    Ma qui Franco Ziliani ha semplicemente constatato che in luogo di invitare giornalisti esperti, cioè in grado di dire OGGETTIVAMENTE pane al pane (eccetera), il presidente del GT ha invitato personaggi più blandi e meno reliable. Così almeno deduco.
    Sta di fatto che se una casa editrice vuole che il libro x sia recensito, lo invia a un certo numero di giornalisti – non per blandirli – ma per metterli in grado di dare un giudizio.
    Se una casa automobilistica deve far conoscere le performances di una nuova auto, ne mette a disposizione un certo numero ad altrettanti giornalisti per un periodo tot, affinché la provino.
    Alle sfilate di moda, ad esempio, il parterre è fatto di giornalisti/e della moda. Invitate e coccolate: tutte corrotte? Assolutamente no.
    Altro è quello che succede di continuo – e non solo per il vino – con inserzionisti pubblicitari che premono sull’editore affinché escano notizie positive, benevole, edulcorate, su aziende, prodotti, situazioni borsistiche. E non solo.
    Quando Ziliani parlerà positivamente di un vino mediocre, solo perché il produttore l’ha ‘coccolato’, sarò la prima a scandalizzarmi.
    @enzo: un giornalista DEVE essere il dipendente di un giornale? Un giornalista non può essere un libero professionista e collaborare a più testate, secondo le proprie competenze?

    • Silvana, ti ringrazio per la tua difesa appassionata. Non posso però non chiedermi se questa tua difesa non possa essere strumentalmente utilizzata da qualche “fenomeno” (avevo in mente un’altra espressione, ma mi sto sforzando di ascoltare gli inviti alla moderazione tuoi e di Cozzaglio…), che magari salterà su sostenendo che mi difendi solo perché sei la mamma – e che mamma tosta, ora capisco perché le figlie possano essere come sono, ma anche il babbo avrà pur fatto la sua parte, no? – delle gemelle Padovani, alias le “contadine” di Fonterenza, che sono intervenute poco prima di te su questo blog.
      Non escludo che ci possa essere – il mondo é pieno di maligni e di gente che vede tornaconti laddove c’é solo stima e un intellettualmente onesto apprezzamento del valore e dei meriti delle persone – qualcuno che possa arrivare a tanto. Ma me ne farei un baffo e archivierei quest’eventuale uscita come una bischerata da poveri di spirito. Punto e basta

  22. Caro Franco, in un blog si gioca allo scoperto: un gioco che a me piace molto, perché ho imparato a non avere paura.
    Ebbene sì, sono la MAMMA!
    Ma io sono io, e sono soprattutto una che fa un altro lavoro. Ben diverso (forse più facile) di quello delle figlie. Forse è bene ricordare che sono anche mamma di GIORNALISTA (ma quanti figli ha, questa qui!?). Ed è proprio perché ho un figlio giornalista (lui sì, dipendente di una nota testata) che sono intervenuta quando ho letto dei commenti out of the blue, a proposito di etica dell’informazione.
    Inoltre, mi sono permessa di intervenire tranquillamente anche perché tu (mi pare) non sei responsabile delle valutazioni di Decanter, sino a prova contraria…
    Ma il tuo commento mi ha dato da pensare,
    Diomio, viviamo proprio in un paesucolo dappoco se tu pensi che qualcuno possa fare certe illazioni. Soprattutto conoscendomi. Ma soprattutto conoscendo le mie figlie (che non la mandano a dire neppure a mammà, tanto sono simpatiche e cordiali!!!)

  23. @Silvana,
    ripeto che sistono comunque giornalisti che pagherebbero in proprio pur di poter raccontare e studiare certe situazioni. Questo è quanto capita in altri campi. Ben vengano i giornalisti autonomi, ma perchè devono essere “coccolati” e riveriti? Non credo proprio che abbiano bisogno sempre e comunque di essere invitati gratis. Non è certo in quel modo che si guadagnano da vivere. E allora? Perchè non partecipare come gente normale e poi scrivere, spiegare, lottare ecc. ecc. ? Per far leggere un libro “valido” , per far circolare notizie interessanti di per sè, è così necessario essere invitati? Quando si fa per passione e per amore di divulgazione, non ha nessuna importanza avere privilegi particolari. Nè è così grave se qualcuno ha ottenuto dei favori al posto tuo. L’importante è quello che sarà estratto dall’evento e sarà reso pubblico.La sopravvivenza si ottiene con i frutti della propria opera. Probabilmente abbiamo vissuto in ambienti molto, troppo diversi!! Comunque, è sempre bello poter discutere senza scendere sul piano personale. Un vero divulgatore dovrebbe saperlo fare. Non crede? E qui c’entra poco o niente la capacità di apprezzare o descrivere un vino. Qui stiamo facendo chiaramente un discorso ben più ampio e articolato….

  24. @enzo,
    mi sembrerebbe scortese non risponderle (leggo ora il suo intervento).
    Da sempre vivo tra (o a stretto contatto con) giornalisti, e non solo con quelli di cui sono parente.
    Come in tutte le categorie ce ne sono di meravigliosi (alcuni eroici) e ce ne sono di terribili… In mezzo trovo profili di tutti i generi.
    Inoltre, certo, c’è anche il giornalismo d’inchiesta, che viene fatto su un tema specifico, sull’onda di qualcosa che appassiona.
    Ma eccoci totalmente fuori tema….

  25. @Silvana,
    troppa presunzione e insulti gratuiti per chi la pensa in modo diverso non fanno certo parte del bagaglio di chi dovrebbe fare opera di divulgazione e di punto di riferimento. Io scrivo molto sull’astronomia, ma non mi sognerei mai di mandare al diavolo chi mi pone interrogativi anche spiacevoli. E non sono nè mi dichiaro giornalista. E’ solo questione di umiltà culturale. Una parola troppo poco conosciuta al giorno d’oggi
    Comunque terminiamo pure qui questo OT (o come si chiama in gergo)
    cari saluti

  26. Un consiglio, mai lamentarsi di essere esclusi. Vendi parole e far buon viso a cattivo gioco deve essere il motto di ogni venditore.
    E poi scusa, servono idee nuove e non mi sembra che servano lauree e diplomi per riportare le emozioni su blog o su carta.
    Mi sembra una polemica sterile e sinceramente fai una figura un po misera.

    Non mi offendo se non pubblichi questo commento e mi scuso per la sincerità dimostrata. ovviamente rimango a tua disposizione se vorrai ribattere, ma sei abbastanza grande da capire che la risposta di franz è corretta.

    • lo pubblico volentieri invece questo commento, che ovviamente non condivido, ma rispetto perché tutto sommato espresso in maniera civile. Una precisazione sola: anche se “vendo” parole non sono un venditore Tony…
      Quanto alla figura “misera” per me l’hanno fatto quelli che con il pretesto – ridicolo – del turn over (che non so come si scriva in tedesco) non invitano quelli che sull’Alto Adige – Sud Tirolo hanno scritto cose, non relative al vino, che non hanno gradito…

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