Rinnovati i vertici del Consorzio Vini Valtellina: Emanuele Pelizzatti Perego vicepresidente


Una buona notizia dalla Valtellina: l’amico Emanuele Pelizzatti Perego, titolare, con la sorella Isabella e la mamma, dell’azienda Ar.Pe.Pe di Sondrio, fondata nel 1984 dall’indimenticabile Arturo Pelizzatti Perego, “che vi riversò il prezioso bagaglio di valori e conoscenze ereditato dalla sua famiglia – quattro generazioni di vignaioli che fin dal 1860 avevano prodotto ottimo vino di Valtellina”, è stato nominato, come si legge su Valtellina on line, vice-presidente del Consorzio Tutela Vini Valtellina.
E’ un bel segnale per i vignaioli di questa splendida zona vinicola, emblema della viticoltura eroica di montagna, ed una forma, in ogni caso tardiva, di “risarcimento” morale nei confronti di un’azienda e di una famiglia, e di un uomo, Arturo, che sono stati in qualche modo “osteggiati” negli strani ultimi vent’anni delle vicende vitivinicole valtellinesi, ma le cui visioni, ed il cui rigore morale nel difendere l’identità dei vini valtellinesi stanno avendo ragione. Come dimostra questa nomina, che sino a qualche anno fa sarebbe stata letteralmente impensabile.
Completezza dell’informazione m’induce a riferire che a Casimiro Maule, enologo della Nino Negri (alias Gruppo Italiano Vini) presidente per gli ultimi dodici anni dell’ente che dovrebbe rappresentare tutte le case ed aziende vinicole della Provincia di Sondrio, è succeduto, come nuovo Presidente del Consorzio, Mamete Prevostini, 42 anni, titolare dell’omonima casa vinicola di Mese.
Durante il suo mandato, che avrà durata di tre anni, Prevostini sarà affiancato da due vicepresidenti, Aldo Rainoldi in rappresentanza della categoria trasformatori ed Emanuele Pelizzatti Perego in rappresentanza della categoria viticoltori.
Il collegio di giunta sarà invece composto da cinque membri: il presidente e i due vicepresidenti cui si affiancheranno Pietro Bettini e Andrea Zanolari.
A tutti le felicitazioni di rito e gli auguri di buon lavoro e l’invito a difendere davvero, con le idee, con l’azione quotidiana, se necessario con le unghie e con i denti, l’identità storica dei vini valtellinesi, la loro eleganza e nobiltà, il loro essere unici, irripetibili ed inimitabili, ed il lavoro, davvero eroico, silenzioso, paziente, dei viticoltori di questo meraviglioso angolo di Lombardia, una delle poche terre al mondo dove il grande Nebbiolo (alias Chiavennasca) si esprime al meglio, innalzando il proprio canto della terra (e dalle pietre) al cielo.
p.s. questi i componenti del nuovo Consiglio di Amministrazione del Consorzio: Attilio Bertini, Pietro Bettini, Paolo Bombardieri, Davide Fasolini, Alfio Mozzi, Nicola Nobili, Emanuele Pelizzatti, Mamete Prevostini, Aldo Rainoldi, Andrea Zanolari, Marcel Zanolari.

0 pensieri su “Rinnovati i vertici del Consorzio Vini Valtellina: Emanuele Pelizzatti Perego vicepresidente

  1. Continua il rinnovamento dei Consorzi lombardi, mi sembra un buon segno.

    Un sincero augurio di buon lavoro a Emanuele e agli altri componenti del Consiglio d’Amministrazione.

    giuliano boni

  2. Speriamo ci sia una svolta rispetto al passato. E’ ora di produrre e produrre bene. Dico produrre perchè mi risulta che la trasformazione sia ancora troppo dominante in Valtellina e visti i risultati (vinacci pessimi e inbevibili oltre all’abbandono costante di zone terrazzate)sarebbe opportuno che si capisse una volta per tutte che, per un rilancio del settore in valle, è necessario che nascano nuovi produttori che finificano le proprie uve. Il contadino medio valtellinese è rimasto indietro almeno 50 anni. E non mi si venga a dire che i vini valtellinesi devono essere aciduli e non fruttati perchè così è la tradizione. Basta farsi un giro per i terrazzi e capire che vini acidi e aspri sono il risultato di tecniche di coltivazione arcaiche e di piante sovracariche.

    • mi sembra una valutazione eccessivamente negativa, che non condivido. Non é tutto oro quello che luccica in Valtellina, ma buoni vini, ad esempio quelli di Arpepe e Dirupi, non mancano di certo

    • Gianni, ultimamente non bazzico molto, purtroppo, l’amata Valtellina e non ho elementi per giudicare la sua affermazione di cui prendo atto. In effetti all’esterno non trapela molto e di cambiamenti sostanziali non mi sono accorto. Ma occorre dare tempo ai nuovi presidenti dei Consorzi, che non sono monarchi, ma sono alla testa di organismi collegiali dai meccanismi spesso farraginosi, che hanno tempi piuttosto lunghi. Un po’ di pazienza ancora credo sia necessaria…

  3. grazie della “political correct” risposta,
    ma vivendo in Valtellina mi sono accorto che purtroppo non e’ cambiato nulla…
    ma lasciamoli lavorare……

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