Settimo Simposio internazionale del Gewürztraminer: vengo anch’io? No, tu no…

Apprendo casualmente da una nota trovata su un sito Internet di cui non posso certo dire di essere un assiduo frequentatore ed un convinto sostenitore, che “tutto è pronto a Termeno/Tramin per il settimo Simposio internazionale del Gewürztraminer“.
Oh poffarbacco, Gewürztraminer, Termeno, Alto Adige, stanno forse parlando di quella varietà di uva e di vino, di quella località, di quella regione alle quali per quasi vent’anni ho dedicato decine e decine di articoli, e di una manifestazione, il Simposio, di cui penso di aver seguito, su sei edizioni sinora svolte, non meno della metà?
Stanno forse parlando di quella manifestazione (leggete qui) che si svolgerà da giovedì 9 a sabato 11 luglio nella heimat des Gewürztraminer, in quella Tramin dove un tempo, evidentemente, non oggi, avevo molte conoscenze e, forse, qualche amico?
Evidentemente si stanno riferendo all’incontro “tra aziende vitivinicole internazionali, buyers, esperti del settore enologico e delle bevande alcoliche, consumatori interessati al mondo del vino e amanti di cibi prelibati” che avrà luogo, “con Gewürztraminer di altissima qualità, provenienti da 4 continenti” in degustazione, “nella splendida cornice del Castel Rechtenthal e della Casa Civica di Termeno dove “gli ospiti potranno partecipare a degustazioni guidate di Gewürztraminer e a lezioni di cucina, per ricevere nuove impressioni da questo vino che risulta sempre più vincente a livello mondiale”.
Come recita il sito Internet dedicato della manifestazione, redatto in tedesco, ma anche in italiano, il programma è come sempre, come avevo sottolineato due anni fa, in sede di presentazione, e poi, ad edizione conclusa, di bilancio dei due giorni trascorsi, tra assaggi, seminari, trovate un po’ ad effetto, a Tramin, molto ricco, adatto a soddisfare i gusti, anche i più originali ed esigenti, di tutti coloro che vogliono fare una full immersione nel mondo, profumato e speziato, del Gewürztraminer.
Informazioni, queste, che ho inserito ad uso e consumo degli appassionati di questa tipologia di vino, un po’ modaiola ed in grande spolvero.
Per me, nonostante le passate presenze, l’articolo, una pagina intera, dedicato alla scorsa edizione, su The World of Fine Wine, la presentazione sul sito dell’A.I.S., l’angolino del castigo destinato ai reprobi, visto che da parte della nuova agenzia incaricata (ad ogni edizione si cambia responsabile) della comunicazione stampa (la scorsa volta era affidata ad un’energica fraulein tedesca residente a Roma), non sono stato ritenuto meritevole di ricevere un comunicato. Fosse pure scritto in alt deutsch o in aramaico. (qui un’intervista video al presidente dell’Associazione che organizza il Simposio).
Per consolarmi di questa situazione in cui mi sento un po’ l’Enzo Jannacci che canta “vengo anch’io? No tu no“, ho pensato, non potendo degustare la solita sfilza di Gewürztraminer sudtirolesi, e gli altri provenienti da Alsazia, Germania, Austria, Nuovo Mondo, ivi compresi quelli, che a me piacciono particolarmente della Hofkellerei di Willi e Gerlinde Walch, mi sono stappato, avendone ricevuta una bottiglia proprio in questi giorni, un vino dove il Gewürztraminer non è protagonista da solista come accade quasi sempre nei vini prodotti a Termeno, Appiano, nonché, con ottimi risultati, in Valle Isarco, bensì concorre, in trio, a determinare le caratteristiche di un prodotto che non avrei mai pensato potesse essere non solo tecnicamente ineccepibile, ma anche buono e dotato di una propria personalità.
Lo premetto, non sono di quelli che di fronte ad un vino prodotto in grandi quantità storce il naso contrapponendogli, per default, solo gioielli da boutique del vino prodotti in quantità limitatissime riservate ad happy few. Ammiro, come innegabile fenomeno imprenditoriale, i grandi risultati raggiunti da aziende che fanno volumi e sanno vendere (e non svendere) sui vari mercati.
Ma non avrei mai pensato, pur avendo già dedicato, qualcosa come nove anni fa, su A tavola (ripubblicato poi l’anno dopo su WineReport) un ritratto a questa celebre azienda, che volendo parlare di un vino dove entra in gioco anche il Gewürztraminer, sarei finito, come mi accingo a fare ora a scrivere, positivamente, di un vino della Santa Margherita.
Quanto meno di quella parte del grande brand veneto creato nel 1935 dal conte Gaetano Marzotto, che agisce in Alto Adige con il marchio Kettmeir e nel confinante Trentino.
Invece questo Luna dei Feldi 2008 Igt Vigneti delle Dolomiti, originale “trittico” di Chardonnay, Müller Thurgau e Gewürztraminer provenienti, da “una selva di roveri a forma di mezzaluna disegnata da un’ampia ansa dell’Adige”, dove “i detriti alluvionali avevano a poco a poco cancellato il bosco e lo stesso letto dell’Adige si era spostato a oriente, lasciando una terra ricca e fertilissima, riparata a nord ed esposta a sud” mi ha convinto. Vino interessante, proveniente dall’areale di Roverè della Luna, da vigneti chiamati Feldi, di altitudine variante tra i 150 ed i 600 metri, su terreni di origine fluviale-morenica di medio impasto, allevati a pergola trentina e cordone speronato, con una densità d’impianto tutt’altro che moderna variante dalle 2000 alle 4000 piante ettaro, da uve che vengono raccolte a fine agosto prima metà di settembre per Chardonnay e Müller Thurgau, a fine settembre/inizi ottobre per il Traminer, con vinificazione separata delle uve, fermentazione e affinamento in acciaio, malolattica compiuta solo per il Gewürztraminer, non per Chardonnay e Müller Thurgau.
Un vino che mi ha sorpreso positivamente per la sua armonia d’assieme, che davvero, come si legge sul sito aziendale, “propone distintamente i molteplici e peculiari caratteri tipici delle singole varietà”.
Colore paglierino brillante di bella intensità e vivacità con riflessi traslucidi, mostra una buona consistenza e grassezza calibrata nel bicchiere. Il naso è complesso, piacevole, di immediata presa, con una componente aromatica accentuata dove spiccano il muschiato leggermente dolce del Müller Thurgau, la spalla e una certa corposità e ricchezza di frutto dello Chardonnay e le note varietali, tipicamente speziate, con agrumi, cannella, ginger, litchi, accenni di rosa e frutta esotica, ma anche sfumature geraniose, ed il calore del Gewürztraminer. Il tutto in una cornice aromatica di apprezzabile ampiezza.
Anche la bocca mostra buona ricchezza, dolcezza calibrata, con un’insospettabile acidità fresca che dà nerbo al vino, che si dispone ampio e caldo sul palato, una buona piacevolezza del frutto e una vena nervosa, sapida, quasi minerale che dà equilibrio e rende questo Luna dei Feldi 2008 non solo tecnicamente ben fatto, ma di buona personalità e carattere, con quel giusto quid di speziatura e vivacità aromatica ed un interessante gioco dolce salato.
Non saranno i vini, spesso un po’ ostentatamente spettacolari, grassi, con residui zuccherini furbetti, che monopolizzano i giudizi delle italiche guide  e vedono note aziende di Tramin, alcune delle quali coinvolte nell’organizzazione del Simposio, primeggiare.
Ma resta un vino più che corretto, ideale, “con i piatti a base di pesce, di frutti di mare e crostacei non molto elaborati”, ma adatto anche alle carni bianche ed alle verdure.

2 pensieri su “Settimo Simposio internazionale del Gewürztraminer: vengo anch’io? No, tu no…

  1. Mi ha fatto piacere leggere quest’articolo, e con sorpresa ho visto la citazione della video intervista a Franz Scarizuola che ho pubbicato su Agorà Magazine. Un saluto e … se ci vediamo a Tramin…

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