Verticale di Yquem, prime impressioni


Siccome sono un po’ “bastardo dentro”, invece di raccontarvi come ho trovato i vini – quello lo farò nei prossimi giorni – voglio darvi alcune prime impressioni, per immagini, della magnifica verticale di Yquem (2005, 2004, 2001, 2000, 1997, 1989, ma anche e soprattutto 1950 e 1934, mais oui!) che ho fatto ieri nella magnificenza, tutta baudelairiana, dell’Hotel Perla a Corvara in Alta Bal Badia.
Del resto c’é poco da dire, la grandezza, quand’é autentica, come in questi casi, é difficile da raccontare: é un brivido, un’emozione infinita, una misura aurea senza fronzoli.
Proprio come Château d’Yquem, una leggenda, un mito secolare fatto vino…

0 pensieri su “Verticale di Yquem, prime impressioni

  1. Buongiorno,
    credo di poter ompremdere l’emozione per un grande evento come questo.
    Conosco bene Corvara, conosco l’Hotel La Perla e quello che ha fatto e fa Michil per il vino e la gastronomia.
    Tutto eccezionale per qualcosa di epocale come può essere aprire una bottiglia del 1934, di un vino che non ha eguali.
    Potrai dice “io c’ero” e conservare l’esperienza dentro di te.
    Potresti dare delle informazioni tecniche per descrivere al meglio l’annata del 1934, grazie.

  2. Qualche anno prima dell’avvento dell’euro, un americano mi regalò uno Yquem 1997: lo aveva pagato 1.000.000 di lire.
    Lo bevvi e veramente apprezzai la raffinatezza e delicatezza di questo vino: un’emozione.
    Oggi non conosco le quotazioni di questo vino, ma credo che se qualcun’altro non mi fa questo regalo dovrò rinunciare di godere una seconda volta…
    🙂

  3. Pingback: Vino al vino » Blog Archive » Ah, dimenticavo, alla Perla c’era anche lo Cheval Blanc…

  4. Ciao Franco,
    It was a very good weekend indeed. I quite enjoyed the unconventional mountainous setting (did anybody think of the high altitude effect on the wines?). The wooden barn was the most original tasting venue for Yquem’34.
    Yquem’01 certainly merits all the praise that was lavished on it, and ’05 impressed me quite a lot as well. ’89 and ’97 both make a great drinking proposition for now. Lighter ’04 isn’t likely to last long, but nonetheless there is a definite Yquem imprint on it. ’50 seems to have evolved faster than expected. And the coup de coeur has got to be 1934. An amazing experience.

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