Aggiornamento da Marte. Ancora a proposito del Brunello di Martalcino…


La settimana di ferragosto è in dirittura d’arrivo, ma su Marte non dormono, anzi, si preparano alla vendemmia del loro Brunello di Martalcino. L’ineffabile Briscola documenta l’attività in corso alla Cooperativa Dignitas e ci racconta…

Qui alla Cooperativa Dignitas ferve l’attività. I due topi stanno preparando le vigne alla vendemmia, 3 dei 4 gatti sono impegnati nel lavaggio della attrezzature.
Uno dei quattro si è inspiegabilmente interrato in cantina e urla da giorni “La mia coda, il cuore dell’Azienda! Tradizione e innovazione!”, cosa che né stupisce né spaventa me, i restanti gatti e i 2 topi, dato il clima teso prevendemmiale. Prima o poi uscirà, ne siamo certi, lui con la sua coda.
In quanto a “Tradizione e innovazione” l’ha mediato dalla Terra, dove nessuno può ritenersi à la page se non pronuncia il binomio, anche nelle varianti “innovazione nella tradizione”, “tradizione dell’innovazione” e via con il resto delle preposizioni semplici e articolate.
Noi di parole in -zione ne usiamo un’altra, che rende di solito tutti più felici, maschi e femmine di Marte… Ognuno ha i suoi gusti.
Qui a Marte s’è costituito però un Comitato, formato soprattutto dai nostri vicini di casa, da quando il gatto ha iniziato a urlare dal sottosuolo: scopo del comitato è di trovare il primo che s’è definito “tradizionalista innovatore” per valutare quale multa comminargli. Prima o poi ce la faranno.
Per non sembrare insensibili a tale progetto sociale, noi della Cooperativa abbiamo suggerito di cercare anche il genio del “ho il vino nel Dna”, “ha il territorio nei suoi cromosomi”, “la vigna è nel tuo codice genetico”, cosa che ci fa uno spavento da morire e vorremmo proprio conoscerli di persona quelli che nell’elica cromosomica si trovano dei gradi alcolici e zuccherini, un filare, una zolla, due tralci e un trattore, poveretti.
Tornando alla nostra vendemmia, abbiamo deciso i nomi dei vini. Quello bianco, fermo, un po’ misterioso ma tanto buono, immensamente buono, suscettibile anche di diatribe e riflessioni, un vino da meditazione pure, lo chiameremo “Dio”, che ci sembra un gran bel nome.
Quello rosso no, chiamarlo Dio ci sembrava poco elegante e politicamente scorretto. Lo chiameremo “Trinità”, essendo un uvaggio, e anche perché ci piace il film di pistoleri di relativo richiamo. Un vino esplosivo, insomma, che pensiamo di presentare in anteprima a Nicea la prossima primavera durante un evento che si chiamerà “Concilio”.
Tutti invitati, ovviamente, che ognuno dica la sua. Per il novello abbiamo pensato a “Ognissanti”, visto il periodo di immissione sul mercato e la necessità di avere un aiuto dall’alto per venderlo.
Infine, abbiamo rifiutato la proposta di partecipare con i nostri vini al G8987, quello che si tiene ogni anno a Nettuno, perché a noi di dar da bere a tutti ‘sti Ufo non importa assolutamente niente: i Saturniani, in particolare, bevono come delle spugne, con le loro 25 bocche a ventosa, capirai che immagine.
Se poi, per partecipare, dobbiamo pure pagare oltre a donare vino gratis, capirai che astutezza…
Il vino noi lo facciamo: è qui da provare; se piace, piace, se non piace, Amen, che è il nome dell’acqua che sgorga naturalmente dalla nostra terra e che imbottigliamo qui alla Cooperativa Dignitas. Amen, ovviamente, per far pendant con i nomi dei vini.
Siamo molto coordinati e continuativi, noi, quassù.
Many kisses, Brisky..

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