Benaco Bresciano Lieti Conversari 2007 Pratello

Come si resiste, gastronomicamente parlando, al grande caldo calato sulla terra padana che opprime i giorni e le notti di quelli che, per vari motivi, sono rimasti a casa?
Innanzitutto mangiando cose leggere fresche e stuzzicanti, dove anche la componente colore, che dà allegria e piacere di cibarsi, ha il suo ruolo.Tanti piatti freddi dunque, con il prosciutto (crudo) e melone come un must, e tanta verdura, in insalata, ma anche, se si dispone di una signora cuoca come la gentile Signora che mi sopporta (e supporta) da tanti anni, verdure trasformate in ingrediente di molti piatti, in primis pasta – di cui non potrei assolutamente fare a meno.
Pasta che può essere tranquillamente anche gustata fredda, giusto il tempo di toglierla dal frigo qualche tempo prima, perché non sia ghiacciata e non ti resti sullo stomaco, e perché se ne possano apprezzare meglio gusto, equilibrio e profumi.
Una di queste preparazioni, tutt’altro che semplici, perché presuppongono diverse cotture delle verdure utilizzate e l’attenzione a far sì che i singoli gusti non solo si amalgamino bene, ma perché se ne colgano distintamente le caratteristiche ed il contributo all’insieme, è stato questo gustosissimo piatto di farfalle con zucchine, peperoni (gialli e rossi, ma niente forza Roma…), cipolle di Tropea e scalogno (qui immortalato alla bell’e meglio, non siamo su Viaggiatore gourmet Altissimo ceto e nessuna pretesa di fare food styling, da Valentina) che ho veramente apprezzato tantissimo.
E sul quale ho rotto un “silenzio” vinoso che, non guardatemi male, visto che non siamo su Scherzi a parte ma su Vino al vino, durava da qualche giorno, perché quando i 30 e più gradi imperversano ci manca solo di aggiungere calore a calore con il contributo dell’alcol.
E quindi si va via ad acqua, quando la trovo l’acqua che bevo più volentieri, quella salata ed effervescente naturale che viene dalla Basilicata, da quella Basilicata dove scenderò per due volte in settembre, dapprima per l’Aglianica Wine Festival e quindi, tra fine settembre e inizio ottobre, per il Congresso dell’A.I.S.
Ma davanti a questa pasta, ai suoi profumi, non ho potuto vincere la tentazione non solo della gola, ma quella di Bacco, e seguendo un filone aperto positivamente da un altro vino della stessa zona e della stessa azienda, il Garda bresciano/Valtenesi, di cui ho già scritto qui, mi sono nuovamente affidato ad un bianco dell’azienda Pratello di Vincenzo Bertola, questa volta non ad un Riesling renano, ma al frutto di quel sapiente incrocio tra Riesling renano e Pinot bianco che corrisponde al nome di Manzoni bianco o Incrocio Manzoni.
Lieti conversari
il nome di questa Igt Benaco Bresciano, 2007 l’annata, ed una tecnica di produzione che prevede, secondo lo stile di Bertola e del suo bravo enologo Nico Danesi, maturazione tardiva delle uve in campo, macerazione pellicolare a 6/8 gradi variante da 24 a 36 ore, fermentazione dell’80% del vino in acciaio e di un 20% in barrique per tre, quattro mesi.
Il risultato non è dissimile, forse addirittura più convincente, in termini di equilibrio e piacevolezza – contagiosa – di beva, davvero un ottimo easy to drink wine, dal Riesling renano 2002 qui celebrato.
E del resto questo Incrocio Manzoni, cui è riservato addirittura un interessante e completo sito Internet, da visitare qui, è un’uva bianca di primario valore, che sta offrendo più che convincenti prove un po’ in tutti gli areali dove è stato sperimentato, aromatica ma senza gli eccessi di aromaticità di alcune varietà aromatiche come il Sauvignon ed il Gewürztraminer.
Ma vediamolo questo 2007 del Pratello, consigliato dall’azienda in abbinamento a pesci di lago (come mi piacerebbe provarlo sul leggendario carpione del Garda!) ma perfettamente useful sulle farfalle con verdure di mia moglie.
Colore paglierino verdognolo vivo multiriflesso con una leggera vena oro, è subito molto vivo, pimpante, fitto, ben strutturato, ma elegante alla prima “snasata”, dove mostra il suo carattere secco, moderatamente e piacevolmente aromatico, per poi sviluppare note di fiori secchi, fieno, accenni di mandorla, cedro, biancospino, e poi una vena speziata, un controllatissimo accenno macerativo e chiudere con una vena minerale fresca di grande precisione.
La bocca è altrettanto asciutta, sapida ed incisiva, con quel carattere “lacustre” che hanno i migliori vini gardesani, e quel nerbo preciso e senza concessioni, che si apre via via largo, profondo, con ampiezza e salda struttura (impercettibile una nota tannica), ma soprattutto saporito, di bella soddisfazione e persistenza e perfetto equilibrio, tra pienezza di sapore, materia ricca, acidità ben calibrata e freschezza.
Gran bel vino, di quelli che rallegrano e invitano – sempre moderatamente – a bere in questa calda estate 2009…

0 pensieri su “Benaco Bresciano Lieti Conversari 2007 Pratello

  1. Il carpione caro Franco, anche se ne troviamo sempre meno, possiamo preparartelo quando vuoi. Sull’abbinamento nutro non poche perplessità. Talmente delicato e particolare il gusto di questo meraviglioso salmonide che per non rovinarlo e gustarlo al meglio, mi verrebbe da dire ( come disse tempo addietro il Maestro Gualtiero), sorseggiate semplicemente acqua freschissima.
    Un caldissimo saluto.

    • Penso che il carpione possa andare benone con qualche bianco spagnolo, della Galizia, con una sapidità ed un nerbo e un’acidità, merito dell’Albariño e dei terroir delle Rias Baixas, di quelli che mi fanno uscire di melone…

  2. Caro Franco, da ieri 20 agosto è ufficialmente aperta la pesca del carpione, e ,se vuoi, non aspettare settembre vieni subito. Io l’ho mangiato ieri sera, eccccccezzzzionale.
    Fai il bravo, io sono sempre presente, sempre in ferie ma senza vacanze. Ciao

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