Caro Sud, un pizzico di senso civico in più smonterebbe il folklore leghista!

La settimana scorsa ho avuto l’opportunità, per di più dall’osservatorio privilegiato di una permanenza di alcuni giorni in quella South Land che è la Puglia, di sentire quale effetto abbiano sulla gente del Sud alcune stravagantissime, lunari proposte, sicuramente colpa del caldo e di qualche colpo di sole, di parlamentari e ministri dell’attuale maggioranza di governo espressione del “partito del Nord”, la Lega.
Parlo delle “gabbie salariali”, ops, così definite inizialmente – leggete qui – ma poi trasformate in “buste paga parametrate al costo della vita”, perché la vita al Sud è meno cara – link – opera del ministro Calderoli e parlo dell’autentica “genialata”, una vera “perla” del capogruppo della Lega al Senato Federico Bricolo, di proporre una modifica dell’articolo 12 della Costituzione, che recita “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso”, con l’aggiunta delle parole “Ciascuna regione ha come simboli la bandiera e l’inno”, che ci porterebbe ad avere in aggiunta o in alternativa alla storica bandiera i vari vessilli delle diverse realtà regionali. Con tanto di inni cispadani, toscani, borbonici, ovviamente in omaggio al federalismo fiscale approvato dal Governo in carica.

Vi lascio immaginare i commenti, dal divertito al vagamente incazzato, all’indignato dei miei amici pugliesi. E le perplessità circa la ventilata costituzione di una “Agenzia per il Sud” annunciata – leggete qui – dal presidente del Consiglio.
Altrettanto ovvio che stando al Sud ho cercato di farmi spiegare da loro cosa ne pensino del tanto chiacchierato – pasticciato e confuso – progetto di Partito del Sud, una specie di Lega meridionale, che dovrebbe tutelare, meglio di quanto faccia il governo centrale (pieno di quei “polentoni” di leghisti e con gli ex aennini ridotti al rango di tristi silenti ascari del Re Silvio e dei suoi voleri) e come vedrebbero l’idea di una Banca del Sud, di cui parla spesso, e sovente con intelligenza, di cui è sicuramente dotato, come di ironia, il ministro dell’Economia e delle finanze, il valtellinese Giulio Tremonti.
Anche in questo caso gli amici pugliesi non mi hanno aiutato a capire se queste due ipotetiche innovazioni, il Partito e la Banca del Sud, potrebbero fare al caso loro. E dare un po’ di costrutto all’ennesima puntata del dibattito sulla cosiddetta “questione meridionale“…
Per quanto bene voglia loro, per quanto abbia un po’ di sangue pugliese, essendo nativa di Erchie nel tarantino la mia nonna materna, fatico un po’ a capire, al di là delle loro indignazioni verso i folkloristici, pittoreschi, comici eccessi di quella Lega che è padrona e maggioritaria dove vivo, le loro proposte pratiche, le loro idee per un armonico rapporto – di collaborazione e non di sudditanza/sfruttamento – tra il Nord ed il Sud (dimentico la ridotta dell’Appennino, che si traduce in un vero e proprio “partito dell’Appennino” rappresentato da quel Centro Italia – Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche, ecc che costituisce ormai la sacca di sopravvivenza più forte di quello che rimane dell’ex sinistra comunista).
Tra realtà ognuna delle quali ha bisogno dell’altra, si integra e si armonizza con l’altra e solo degli autentici imbecilli, dei trogloditi privi di cultura, potrebbero pensare di rendere autonome, nel senso di ognuna completamente distaccata dall’altra.
Eppure, dicevo, anche se adoro scendere al Sud e quando ci sono non me ne tornerei più a Bergamo (“ma sta giò traditore di un mezzo terrone e turna no a cà!” diranno a questo punto i leghisti più trinariciuti!) ogni volta che scendo al sud colgo il senso di incompiutezza, quel fare a metà o non fare, quella rassegnazione, quel piagnisteo, quel lamentarsi senza fare poi molto per cambiare, che mi suona come una litania insopportabile.
Continuo a vedere (come al Nord del resto) la gente girare in macchina senza allacciarsi le cinture e parlare al cellulare senza auricolare, ragazzini in moto senza casco, paesi, che potrebbero avere un loro fascino, non perfettamente puliti, cumuli di immondizie abbandonati in aperta campagna, la segnaletica stradale che sembra risalga a secoli orsono, le strade dissestate, e tante altre cose che, oggettivamente, agevolano e favoriscono lo svilupparsi di quella mentalità nordica anti-meridionale che è sempre esistita, anche se in uno stadio più bonario, a livello di battute sui “terroni”, anche prima che nascesse la Lega e alla quale la Lega ha dato espressione politica.
Mi chiedo però, visto che siamo tutti in un Paese, un po’ sgarrupato, con politici non all’altezza e cialtroni sia a destra che a sinistra, che si chiama Italia, e che continua ad avere un Governo centrale, perché determinate regole di una banalità assoluta che vengono fatte applicare, senza che nessuno abbia nulla da eccepire, al Nord oppure in Europa, non vengano applicate pari pari anche al Sud.
Mi chiedo anche perché, ad esempio, quando parto dall’aeroporto di Milano Orio al Serio (alias Bergamo) con qualsiasi destinazione (Bari, Brindisi, Roma, Londra, Madrid) e abbia con me il mio notebook, a Bergamo al momento del controllo al metal detector mi venga chiesto di togliere il notebook dalla custodia e di accenderlo per verificare che sia veramente un p.c. portatile e non invece chissà cosa, e la stessa cosa, con maggiore severità e cavilli accada quando torni da Londra.
Ma non posso non chiedermi perché lo stesso elementare tipo di controllo, disposto da un protocollo preciso di norme, non sia stato applicato in giugno quando m’imbarcavo, per Bergamo, dall’aeroporto di Bari e la scorsa settimana, dall’aeroporto di Brindisi, dove un incaricato, alla mia precisa richiesta “devo accendere il notebook?” mi ha risposto “e perché mai?”… Sono piccole cose, dettagli – ma non solo il diavolo, ma le spiegazioni di molte cose stanno proprio nei dettagli… – che rivelano una difformità di comportamenti, un lassismo, un residuo di menefreghismo e di furbizia (vogliamo parlare dei taxisti che anche a Roma quando arrivi alla Stazione Termini o a Fiumicino tentano di depredarti con tariffe esagerate o dei ristoratori farabutti che fanno pagare cifre iperboliche a quell’animale da spennare che è il turista straniero?) che a tutti dovrebbe causare la nausea ed una volontà di cambiamento.
Che in alcuni, come me, diventa fastidio, insofferenza, arrabbiatura passeggera, con un pizzico di fatalismo, ma in altri genera stati d’animo e posizioni che al confronto l’ennesima “calderolata” o le trovate anti-sud del gerarchetto leghista di turno sono esempi di buon senso e prove d’amore per Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo e le sue genti.
Amici del Sud, perché non disarmare le arrière pensées ed i luoghi comuni e quel fondo di ignoranza becera, che costituiscono il serbatoio, oltre ad alcune poche valide cose, del “pensiero” e della “cultura di governo” leghista più deteriore (che ha pure dato e dà molti esempi di efficientismo e di buon governo in tante amministrazioni pubbliche al Nord), con un pizzico di amor civico, di assunzione di responsabilità, di energia positiva, in più?
Lo scriveva Luigi Sturzo nel lontano 1923: “Intendiamo bene: il risorgimento meridionale non è opera momentanea e di pochi anni, o che dipenda da una qualsiasi legge, o che venga fuori dalla semplice volontà di un governo; è opera lunga, vasta, di salda cooperazione nazionale; e che come spinta, orientamento, convinzione, parta dagli stessi meridionali”.
Provateci a darvi questa “convinzione” e vedrete che anche i fanatici dell’identità padana non potranno non volervi bene…
In fondo, tanti di loro che d’inverno vivono a polenta e pregiudizio anti-meridionale e che nelle chiacchiere da bar o da barbiere ululano contro i “terun”, non vengono già, stando un po’ più “schisci” nelle loro esternazioni, a fare le vacanze estive in Terronia?

0 pensieri su “Caro Sud, un pizzico di senso civico in più smonterebbe il folklore leghista!

  1. Franco, le tue osservazioni sono come al solito pregnanti e rivelano amore per il Sud. Lo stesso che abbiamo tutti noi che ci lavoriamo. In questa sede è impossibile dilungarsi su un tema così complesso, ma gran parte della sostanza sta anche nei comportamenti individuali e nel totale disastro delle amministrazioni pubbliche locali. Tanto che sono arrivato alla conclusione che le elezioni andrebbero abolite nei paesi sotto i 10.000 abitanti e il posto di sindaco messo a concorso come si fa con i notai. Non a caso i comuni funzionano meglio quando sono commissariati.
    Uso questo spazio per richiamare l’attenzione degli amici che seguono il tuo blog sul disastro di Taurasi, dove è saltata la Fiera Enologica, episodio che è stata l’occasione per fare riflessioni simili alle tue. Con l’amaro in bocca
    http://www.lucianopignataro.it/articolo.php?pl=6225

  2. Amo il Sud e ho tanti amici di quelle parti. Ci ho passato per anni vacanze meravigliose ( a Porto Cesareo..); ho tanti fornitori del Sud e mi sono fatta un’idea. Non hanno le mezze misure. Il Sud è una zona grigia perchè o sono bravissimi, con una voglia di lavorare e una intelligenza imprenditoriale da far spavento, o sono pessimi, lassisti, furbastri, inclini a svicolare ad ogni regola e legge, seguaci del detto ” pane vieni che ti mangio”. Andarselo a prendere no di certo.
    Sotto l’ombrellone in spiaggia si parlava di lavoro, e i vicini ci prendevano letteralmente per i fondelli perchè pagavammo Inps, Enassarco, Irap, bollette varie a seconda dei nostri lavori: alcuni di loro erano impiegati da anni in Banche locali ed erano in nero!!!! In Banca!!!!!
    Laggiù tutto è un sistema diverso: lo Stato non solo non funziona, in troppi casi non c’è proprio!. Poi, ripeto, ci sono persone straordinarie, da rispettare profondamente: ma l’unica regola del posto è arrangiarsi, sopravvivere, trovare la soluzione dell’amico, dato che si da per scontato che solo così si campa.
    Lo Stato ha colpe enormi, responsabilità drammatiche: ad alti e altissimi livelli come nei singoli impiegati dei vari ufficietti che si sono imboscati perfettamente, succhiano quello che devono succhiare, e poi ci marciano come tutti. La gente ha colpe antiche, se le porta dentro, ma in tanti al Sud meritano ben altro: solo che lo Stato, quello di cui da 50 anni di parla, al Sud ha spedito montagne di soldi solo per sperperarne anche di più. Una vergogna senza fine. Il Trentino Alto Adige viene malvisto perchè si dice che ha troppi privilegi in quanto regione autonoma. Ma la Sicilia? La Sardegna? La Valle d’Aosta? Possiamo parlare di come si sono usate le risorse, di come si comporta la gente, o no?
    La rivoluzione parte sempre dal basso e da ogni singolo cittadino italiano – non semplicemente del sud – deve partire un senso di dignità e di disciplina che facciano rendere questo paese meno disastrato e in pericolo di quello che è. Non è storia di destra o di sinistra: è storia italiana.

  3. Purtroppo dire queste parole, da meridionale come sono io, non è mai facile, ma credo che alcuni modi di essere di “noi” meridionali, non si modificheranno mai. In gran parte del meridione, e soprattutto dalle mie parti (Messina), l’essere arroganti, il prevaricare sugli altri, il guardarsi in cagnesco, il non rispettare le cose comuni, sono ormai modi di essere troppo radicati in gran parte della popolazione. E non parliamo dei politici, che vivono solo di clientelismo spicciolo.
    Sono tornato nella mia terra dopo essere “scappato” al Nord, ma non è facile…

  4. BANCA DEL SUD, AGENZIA PER IL SUD..non sono di certo istituti di nuova ideazione, ma argomenti triti e ritriti e soprattutto falliti in precedenza,che ci hanno lasciato le famose “cattedrali nel deserto”, anni e anni or sono…chiunque abbia una minima cognizione di politica economica lo sa…..penso che i ministri debbano andare a ripassare un po’ di appunti dell’universita’…
    Credo che siamo in grado di andare avanti da soli….anzi, abbiamo piene capacità, originalità, intelligenza e SOPRATTUTTO PREPARAZIONE, per poterlo fare.
    Purtropo ci contraddistingue, come dice Franco, un po’ di mancanza di civiltà..ma credo che quella regni ovunque in Italia, L’AUTOCOMPIANGIMENTO E L’INCIVILTA’ è una caratteristica tipica della stragrande maggioranza degli Italiani….sia del Nord che del Sud.
    LE GABBIE SALARIALI, se le tenessero loro, E’ UNA IDEA GIA PORTATA IN PORTO A FOGGIA, ESISTE GIA, ed è servito alle aziende a portare un po di lavoro a Foggia, ma non di certo per mero assistenzialismo, ma PER DIMEZZARE IL COSTO DEL LAVORO!
    Comunque se queste vengono per PORTARE LAVORO da queste parti, potrebbero pure essere utili…ma sappiamo gia’ che..le “nostre parti” sono allettanti, per la disponibilità di spazi, per LA PROFESSIONALITA’, e per la DISPONIBILITA’ DI MENTI PENSANTI!
    I MANAGER, LAUREATI SPECIALIZZATI e anche GLI OPERAI SPECIALIZZATI, stanno al sud, non dimentichiamocelo…un sacco di ragazzi vanno a Milano e con lo stipendio riescono a malapena a vivere, SE LA GABBIA SALARIALE PUO’ SERVIRE A DARE VITA DIGNITOSA A QUESTI RAGAZZI, BEN VENGANO.

    Oserei chiedere come mai, per avere una risposta esaustiva da un ente pubblico, Inps, Inail o Province per l’impiego, devo sempre chiamare Bologna, o Pavia, o Parma…:)
    … Visualizza altro
    Forse forse il principio declamato da Franco è vero?

    E noi belli addormentati, continuiamo a dire, “ma come sono razzisti”! SVEGLIAAAAAAAAA!

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    Ps.il maiuscolo è usato da me per dare enfasi:-) non per cafoneria.

    Un abbraccio a Franco.
    Con stima.

  5. E’un argomento troppo complesso per un blog come questo , per giunta di tutt’altro argomento . Ma una cosa mi dà molto fastidio di voi , caro Franco e purtroppo tutti gli altri che date alcuni torti ai singoli cittadini meridionali : il signor Stato , se fossimo abitanti del sud e scrivessimo con la stessa libertà che usiamo sui vini sui potenti della società del Sud , ci garantirebbe la comoda sicurezza che abbiamo al Nord ? considerato che dopo il genocidio lo spopolamento del Sud causa espatrio per motivi economici è il peggior crimine che si possa commettere verso una popolazione , qualcuno ha mai avuto rimproveri da muovere alle masse di lavoratori che si sono trasferite , tanto per dire , in Germania e Svizzera , trattate per lo più a calci in culo ? In altra sede potrei continuare pagine a dimostrare che prima di chiedere , lo Stato , le stesse risposte , deve garantire le stesse condizioni . Ancora esempi , non voglio difendere Berlusconi , anche se lo voto , ma per togliere la spazzatura in Campania ha mandato l’esercito , e c’è riuscito , checchè ne dicano i sinistri . Il primo passo da compiere è l’intervento sulla piccola criminalità diffusa , i grossi si ammazzano fra loro , che impedisce il petrolio del Sud , la stagione turistica da aprile a novembre . Poi critico Berlusconi , invece di mettere miliardi in un inutile ponte , impianti con gli stessi soldi una solida organizzazione turistica . Criticare i difettacci della società del Sud , dove lo Stato manca e il singolo deve arrangiarsi , oltre che sbagliato mi sembra crudele .

  6. E come potevo esimermi caro Franco. Mi conosci, conosci la mia storia personale e politica, sai dei miei 14 anni passati in Forza Italia, dell’entusiasmo investitoci e del triste abbandono quando il dux decise, (senza grande opposizione per la verità), che i candidati al Parlamento se li decideva lui ad Arcore (e gli altri a Botteghe Oscure o nel Loft del PD) e poi ancora su un predellino della sua auto decise che F.I. si trasformasse magicamente in PdL. Io ho capito che il Berlusca non era uomo del Sud e che ne sfrutta solamente i voti, quel giorno in cui, da Bruno Vespa, con una piantina dell’Italia alle spalle in bella mostra che indicava i percorsi autostradali non si accorgeva che alla fitta rete che attraversava tutto il Nord, si contrapponeva quella specie di deserto dei tartari autostradale del Sud, con quei pochi tratti esistenti che sappiamo in che stato sono (vedi Salerno Reggio).
    La cosa più triste è che il Cavaliere Mascarato qui con il SUO solo partito, prende PIU’ che PDL E LEGA INSIEME AL NORD.
    Il problema del nostro modo di essere, caro Franco, non potrebbe essere risolto neppure da un esperto di psicanalisi storiografica (materia inventata all’uopo ora da me) ci provo succintamente:
    – Secoli di dominazioni e di invasioni subite;
    – Ondate di emigrazione che hanno portato via da qui i più intraprendenti (io da solo conosco centinaia di pugliesi emigrati con mio padre negli anni 60, lui (mio padre) è tornato qui, gli altri hanno quasi tutti fatto fortuna lì da te a Milano o in Germania o in Inghilterra o negli USA per non parlare dell’Australia. Oggi, il più sfigato che conosco io ha fatto il Segretario Comunale a Milano ed ha due figlie brillanti commercialiste ma annovero Petrolieri altamurani, proprietari di catene di ristoranti, alti funzionari dello Stato, Notai, Costruttori Edili etc. etc.) Spesso, purtroppo, chi è rimasto era meno capace ed ancora più spesso ha fatto fortuna in politica o è diventato un inefficiente membro della amministrazione locale.
    – Infine, la nostra atavica incapacità di fare squadra che tu ben conosci anche nel nostro settore.
    – Certo, quando leggo che il Sud ha drenato più risorse del Nord mi girano i cabasisi di Montalbano, tutta la Cassa del Mezzogiorno ha gestito meno risorse di quante ne siano state investite di sole strade, reti e telecomunicazioni nel Nord Italia, direi che sarebbe il caso di finirla.

  7. Il problema potrebbe essere questo: sentirsi del sud e autodiscriminarsi. Noi abbiamo bisogno di valorizzazione. Patrimonio culturale, enologico,gastronomico…..la mentalità imprenditoriale agricola che poco si sposa con quella commerciale. Noi NON dobbiamo far diventare le ns Aziende industrie. Ma gli imprenditori Proprietari delle Aziende dovrebbero acquisire la mentalità industriale. A volte alcuni produttori dovrebbero avere il coraggio di delegare maggiormente,per poi controllare, modalità considerata base essenziale dell’essere imprenditori. Fa piacere vedere il “padrone” a capo dell’Azienda, ma il suo ruolo deve restare nelle pubbliche relazioni e nel controllo. Spero di non aver trasecolato….

  8. Purtroppo la discussione si incanala nelle consuete favole . Il meridionale è sfortunato , però è intelligentissimo , sarebbe capace ma è un asociale etc . Sturzo è un grande ma nessuno , oggi , vive come ai suoi tempi . Il problema del Sud va affrontato nella struttura che nell’epoca moderna cambia velocissimamente . La Tv ha fatto capire in un attimo la stessa lingua a tutti , internet è un miracolo etc . Non pretendo , mai , di avere ragione perchè lo sostengo io , qualcuno però risponda alla domanda che ho fatto prima : noi che facciamo liberamente a pezzi chiunque , Berlusconi in testa , se vivessimo a Corleone criticheremmo con la stessa libertà i potenti del luogo etc etc ?

  9. Sono nato a Varese, ho seguito incuriosito i primi passi della Lega vent’anni fa, prima di accorgermi -prestissimo- che erano un branco di furbastri che avevano trovato il canale giusto per non far nulla vivendo sulle spalle della comunità (Roma Ladrona, e sono finiti a farne parte…un esempio su tutti)dando in cambio solo nomi troncati (Vedano Vedà, Malnate Malnà ecc ecc) sui cartelli e ridicole feste in dialetto. Premessa per non essere accusato di vetero-leghismo. Da due anni ora vivo e lavoro nel profondissimo Sud. E scusate ma non lo capisco. Qui l’unico modo di andare avanti sembra fare il furbastro e vivere di sussidi (quelli europei o regionali a fondo perduto sono una manna!)fregando sempre e comunque il prossimo. Al di là delle generalizzazioni qualche esempio: fondi per rilanciare l’ortocultura e/o l’agricoltura? Presi a 4 mano e sapete come sono finiti? Non un nuove serre, trattori, miglioramenti nella rete di irrigazione… No, macchina nuova, seconda casa da affittare poi (in nero e a costi salatissimi) a baluba del Nord che si fanno rapinare (qs anno meno…) per 10 giorni di sole, ecc ecc ecc. Tanto nessuno controlla. Già, perché lo Stato dov’è? A Varese dove ho vissuto bastava che mettessi una cassetta della posta non regolare e il vigile di paese veniva a sanzionarti, qui costruisci un ristorante al posto (e con i fondi elargiti per) di 1 magazzino agricolo e va tutto bene!!!!!!!!
    Qs è il Sud, inciviltà degli autoctoni e latitanza dello Stato. E lo dico con il dolore di chi ha lasciato tutto per vivere il sogno di lavorare e abitare a Sud. Se poi volete possiamo stare qui a parlare del secondo Feudalesimo del Meridione, della cesura del Mediterraneo, del perché Mafia e Camorra sono cresciute mentre la Teppa è stata resa inoffensiva… Ma la realtà è c he sì, esitono 2 Italie e quella Meridionale non sembra voler mai cambiare

  10. Caro Bardamu , per favore inverta e ritocchi i termini della sua conclusione , latitanza dello Stato e come ovvia conseguenza libera iniziativa senza troppi controlli di alcuni “autoctoni” . Ma lei ha esattamente ricordato cosa succede ,in genere , al Nord per una cassetta delle lettere non regolare . Se di colpo cessasse lo Stato anche da noi cosa succederebbe ?

  11. ennesimo articolo pieno di pregiudizi del tipico figlio di meridionali che disprezza i meridionali. Il Sud non esiste..ci sono diverse realtà nel meridione..tutte diverse tra di loro. Perchè non ha messo le foto dell’aeroporto di bari e dell’aeroporto di brindisi? avrebbe fatto vedere ai polentoni che i due aeroporti pugliesi sono più belli e più puliti dell’aeroporto di Bergamo..troppo facile mettere una foto relativa a dei cartelli che indicano salerno e reggio e quindi poco c’entrano con la Puglia..troppo facile far vedere il cartello arruginito..io in Puglia in 19 anni non l’ho mai visto| vivo al Nord e sento bergamaschi bestemmiare ogni due secondi e vedo donne del nord istruite e colte che si ubriacano..E’ questa la civiltà? la invito a fare un bel reportage sulle strade intorno a Milano piene di prostitute, rom e degrado ..o sulla speculazione edilizia dei tanti casermoni della brianza…

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