Come ti trasformo tre cose importanti (sesso, vino e medicina) in una sola cosa. Inutile

Visti da Marte: e un bel chissenefrega?

Da una brillante pensata di Briscola, che una ne pensa e cento ne fa, nasce l’idea di questa rubrichetta “Visti da Marte: e un bel chissenefrega?”, che avrà la periodicità che solo lei potrà decidere in base al suo estro, dedicata alle eno-stupidate, che vengono periodicamente spacciate per cose serie ed interessanti, diffuse nel mondo del vino italico.
Una sorta di trash wine press review, di rassegna stampa del peggio che circola, peggio,che viene comunicato nel mondo enoico italiano, vista con gli occhi di una, Briscola, che ormai si è auto-esiliata su Marte.
Vi assicuro che vi divertirete. Intanto cominciate a sorridere un po’ con questo primo intervento, dedicato a… beh, ve lo lascio scoprire….
Oh, finalmente sappiamo anche noi a Marte come si fa: un bicchiere e mezzo di vino rosso e vedi il Paradiso. Lo sappiamo da quando siamo incappati nella notizia del Millennio, la scoperta medico scientifica per la quale, supponiamo, voi Terrestri avete investito finanziamenti, tempo e risorse professionali (bravi, bravi!): il resveratrolo giova al piacere sessuale della donna!
Ci chiedevamo infatti, noi quassù: “Ma com’è che si farà mai ad avere un buon orgasmo, una giusta passionalità, una corroborante soddisfazione?”.
Ce lo siamo chiesti per millenni, senza riuscire a darci risposte, notte e giorno ce lo chiedevamo, senza tregua. E mai e poi mai ci sarebbe venuto il guizzo genialmente terrestre di chiederci: “Noti una maggiore lubrificazione vaginale dopo un bicchiere di Chianti?”.
Soddisfazione eccitata a parte, qualche considerazione al riguardo della grandiosa e utilissima scoperta scientifica è d’obbligo. Con una premessa: noi siamo Marziani e abbiamo logiche diverse da quelle terrestri… forse.
Provare e riprovare

La ricerca scientifica, Galileo docet, parte dalla sperimentazione. Così 2398 donne del Chianti sono state sottoposte negli ultimi due anni a tre diversi studi riguardanti l’effetto del vino sulle prestazioni sessuali. Almeno così sembrerebbe, poiché sono ben tre gli studi citati nell’arco di due anni nel web, condotti da tre istituti di ricerca o medici diversi, su un campione sensibilmente diverso (800 il primo studio, 800 il secondo e 798 il terzo) di donne abitanti nella zona del Chianti. I risultati del primo studio sono leggibili in http://quintoquarto.simplicissimus.it/2007/09/vino-e-sesso-vanno-daccordo.html (datato 2007), il secondo in  http://www.essenzadisapori.com/news-vino/vino-e-sesso/ (datato 2008) e il terzo in http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=373537 , datato agosto 2009. Delle due l’una: o c’è qualcosa che non quadra nelle date e lo studio è sempre lo stesso riproposto mutatis mutandis, oppure non si era tanto sicuri del risultato se ogni anno il test è rifatto, sulle stesse 800 donne (o 798) chiantigiane.
La prima stranezza nasce da qui: se i tre studi sono uno solo, noi qui a Marte non abbiamo modo di verificarlo e intuiamo una certa confusione anche lì giù. Oppure le ricerche sono realmente tre, condotte su un numero strabiliante di soggetti. Che avrebbero, strabiliantemente, accettato.
I love Resveratrolo

Ci piacerebbe comunque sapere a chi è venuta l’idea, una volta per tutte. Nelle notizie riportate nel web sono 3 gli Istituti che potrebbero rivendicare la paternità del prestigioso studio. In ordine di tempo, con riferimento ai siti sopra indicati, essi sono dal 2007 ad oggi: l’Ospedale Santa Maria Annunziata di Firenze, l’Ospedale S.Maria Annunziata di Ponte a Niccheri, l’Università di Firenze. Chi dei 3?
Ci pare di capire che si tratti di Università di Firenze e Ospedale Santa Maria Annunziata fiorentino, che lo studio sia uno solo e che sia giunto agli onori della cronaca meno di un mese fa grazie alla pubblicazione sulla rivista “Journal of Sexual Medicine”.
Ci sorprende però anche un altro aspetto: macché emozioni, sessuologia, psicologia, ma che attrazione, fascino, carisma, amore poi neanche a parlarne, corteggiamento, ma va’!
Resveratrolo, ecco la spiegazione

Bucce di acini rossi. Che bere provochi alterazioni, perlomeno virando verso l’allegria, era cosa che si sa dai tempi di Bacco in poi, non c’era bisogno di disturbare 2398 (oppure 800 oppure 798) donne viventi nel Chianti. Ricordante le Baccanti? Ve le immaginate come monache in processione quaresimale?
Navigando, navigando, abbiamo anche scoperto che già si parla di pastiglie al resveratrolo. Per la circolazione sanguigna o una specie di Viagra enoico? Perché? Or dunque: non si vuole togliere merito alle ricerche, ce ne guardiamo bene, ma chiediamo umilmente: “Cui prodest?”
Mai provato ad andare a cena con un uomo antipatico, brutto e malvestito? Pensate che basti scolarvi un fiasco di rosso, lì sui due piedi, per trasformare il rospo in principe?
Noi qui a Marte nutriamo seri dubbi: il rospo resta rospo, antipatico, brutto e malvestito. Ci sembra anche un tantino impudica (???) la terminologia delle varie fasi descritte in alcuni articoli, un po’ in stile caccia all’intruso.
I termini adottati come fasi sotto esame (si suppone che tali siano) sono: desiderio, lubrificazione, orgasmo, interesse, soddisfazione e dolore.
Sul tutto agirebbe il resveratrolo. Sul dolore??? Sull’orgasmo??? Ma guarda che coincidenza geografica…
Ulteriore quesito: perché il campione femminile  è stato individuato nel Chianti e non, magari, in Maremma o in Versilia, giusto per restare in Toscana? Perché non a Montalcino? O in Franciacorta e a Barolo? A Milano, a Battipaglia? Le donne non bevono da quelle parti?
Il campione va dai 18 ai 50 anni. Oltre i 50 il resveratrolo non funziona più? Infine, la domandona: quale vino rosso? Un Barbera, un Bonarda, un Brunello, un Barbaresco?
Attenzione che sul Brunello il resveratrolo è in fase di oscillazione, date le discussioni in corso, si sa mai che si vada a nuovo disciplinare e la buccia cambia. Se lo studio è stato condotto poi su un Brunello di annate “creative”, mi sa che è tutto da rifare (e farebbe 4).
Sarà mica un Chianti il vino somministrato al campione di 2398 (oppure 800 oppure 798) donne del Chianti???
Brisky
P.S.: ci piacerebbe tanto conoscere almeno una delle 2398 (oppure 800 oppure 798) donne del Chianti che si sono sottoposte al test. Avremmo tante, ma tante, domande da porle…
P.P.S: quanto è costata questa ricerca scientifica?
P.P.P.S.: perché i giornali e i giornalisti italiani non l’hanno inserita nella rubrica “… E un bel chissenefrega?”

0 pensieri su “Come ti trasformo tre cose importanti (sesso, vino e medicina) in una sola cosa. Inutile

  1. Credo che la cosa migliore, di fronte a queste notizie, sia quella di farci una bella risata sopra e poi una bella bevuta.
    Approfitto del tema piuttosto leggero (o da prendere per tale…) per suggerire a Briscola, intanto, di inserire i suoi pezzi preferibilmente…di Marte-dì, mi sembra il giorno più adatto…
    Un piccolo commento a questo genere di “notizie”: hai visto mai che adesso qualche signorina o signora decida di provare, e magari diventi più…Bonarda?
    Pensate che pubblicità una notizia simile può fare ad un vino che da un po’ di tempo si sta riscoprendo, come molti vini da vitigni autoctoni: la….Passerina…!!!
    Un saluto a Briscola!

  2. veramente un post bello… da leggere e da riderci sopra…
    @Paolo: altri doppi sensi? ne eri in vena!!
    bella questa rubrica, sarà utile a smascherare falcìsi miti costruiti dal pubblicare notizie sentite e storpiate in chissà cosa…
    be’, un appuntamento settimanale, al martedì, sarebbe carino… ma l’estro è estro… non si può comandare all’ispirazione dell’arte…
    un saluto

  3. Mi viene in mente – e all’associazione non è estranea l’attuale permanenza todesca dello Ziliani – una barzellettina, che circolava centocinquant’anni fa (chissà magari anche il signor B se la ricorda!), dove alle descrizioni (francofile) delle meraviglie erotiche legate allo champagne, un tedesco sbalordito chiedeva “ach so! e…zi potere fare anche con pirra?. Che Briscola perdoni l’intrusione, ma nel secolo e mezzo trascorso, la domanda è rimasta senza risposta.

  4. Va be’, se proprio insistete…
    A Briscola potrei rispondere che, a una donna che si trovasse ad “andare a cena con un uomo antipatico, brutto e malvestito”, se non altro dopo uno o due bicchieri quell’uomo potrebbe apparirle…un po’ meno Brut…!
    E a proposito di pastiglie al resveratrolo:
    sembra che sia già allo studio finalmente il Viagra enoico anche per l’uomo, a base di resveratrolo da monovitigno… ovviamente Cannonau…!!!
    Non mi stuzzicate, sennò me ne vengono in mente altre…

  5. Da Marte, un aggiornamento sulle ricerche gastromedicoenoicoscientifiche terrestri: http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/altrenotizie/visualizza_new.html_1648113381.html

    Questo il testo:
    BERE VINO E LIQUORI PROTEGGE DALLA DEMENZA SENILE
    SYDNEY – Chi consuma quantità lievi o moderate di alcool in vecchiaia riduce il rischio di Alzheimer o di altre forme di declino cognitivo. Lo indica uno studio dell’Australian National University, che ha elaborato i dati di 15 studi internazionali, fra cui ricerche su oltre 10 mila persone.
    Secondo il rapporto, pubblicato sull’American Journal of Geriatric Psychiatry, nelle persone sopra i 60 che consumano a settimana fra uno e 28 bicchieri di vino o di birra, o bicchierini di superalcolici, il rischio di Alzheimer si riduce del 30% rispetto agli astemi. Il rischio di demenza vascolare si riduce del 25% e quello di altre forme di demenza del 26%. E il divario è lo stesso sia fra gli uomini che fra le donne.
    Non è chiaro perché un consumo limitato di alcool offra tali benefici, scrive l’autrice dello studio, Kaarin Anstey del Centro di ricerca sulla salute mentale dell’ateneo. L’ipotesi è che i benefici siano legati sia all’effetto protettivo dell’alcool nel ridurre le infiammazioni e le malattie cardiache, sia all’interazione sociale associata al bere. “Sappiamo che alcuni dei fattori di rischio di malattie cardiovascolari sono simili ai fattori di rischio di demenza”.
    Nella prossima fase, la ricerca esaminerà gli effetti del consumo moderato di alcool nelle fasi precedenti della vita, e quali tipi di alcool diano maggiori benefici.

    Qui a Marte ci chiediamo se per voi sulla Terra
    1) 28 bicchieri di vino alla settimana o altrettanti di superalcolici, che fa 4 bicchieri al giorno, sono un uso lieve o moderato. Alla faccia… Passi forse per il vino – dipende da che vino – , ma 4 “bicchierini” di vodka al giorno da noi confonderebbero l’Alzehimer con il Ballo del Quaquà.
    2) Cosa significa 15 studi internazionali fra cui ricerche su oltre 10.000 persone? Fra cui cosa? Sono ricerche su persone o fra cui c’è dell’altro? Vedi un po’ che tornano le 2398 chiantigiane…
    E com’è che l’hanno testato? Hanno preso 10.000 individui oltre i 60 anni e gli hanno fatto bere 4 bicchieri al giorno di vodka per un tot di anni per vedere l’effetto che fa? Hanno chiesto a soggetti con Alzehimer quanto vino bevono di solito???
    3) riscrivo testualmente la frase che già di suo è una risposta alle precedenti domande: “Non è chiaro perché un consumo limitato di alcool offra tali benefici, scrive l’autrice dello studio, Kaarin Anstey del Centro di ricerca sulla salute mentale dell’ateneo”. Faccio notare “sulla salute mentale DELL’ATENEO”. Concordiamo.
    4) sul ruolo positivo dell’interazione sociale (chi non beve in compagnia o è un ladro o è una spia?), vorremmo capirci qualcosa in più, perché spesso il consumo “lieve” di 4 superalcolici al giorno deriva più dalla solitudine che dall’attività sociale.
    MA UN BEL CHISSENEFREGA?
    Brisky
    P.S.: anche il mio gatto marziano sa che un uso moderato di vino ha effetti positivi sulla salute, se moderato. Ma se gli dicessero che bevendo vino spunterebbero due nuove code, non si sa come, non si sa perché, ma avevamo una tastiera lì davanti e non sapevamo che scrivere, si metterebbe a ridere, altroché dirlo in giro… Ma lui è un gatto marziano.

  6. Notizia interessante per Briscola e per tutti i marziani:
    secondo una nota ANSA di ieri, un’ennesima ricerca dal titolo, pressapoco, “Psicologia: vino, dimmi quale scegli e ti diro’ chi sei” sembra voler aprire una nuova strada verso la conoscenza profonda dell’uomo (e magari anche della donna) attraverso la lettura dei tarocchi… ops, delle uve scelte dalle cavie.
    Richiesta: se continua così, posso prenotare un biglietto per il prossimo aereo per Marte…?

  7. Ciao da Marte a Paolo! L’abbiamo letta e pensiamo che esiste una sola spiegazione: in Australia, luogo della interessantissima ricerca, devono aver finito i canguri. Ecco perché hanno tanto tempo da perdere… Qui a Marte c’è sempre posto!!! 🙂
    Brisky

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