Ricchi, forse maleducati, ma non scemi… Sformatini e Cannonau e 7000 euro di vino

Visto che chi, per sua natura e data l’impostazione di quei blog, se ne dovrebbe occupare, non lo fa, vi segnalo io, per provare a farmi perdonare che in piena estate insisto a scassarvi i cabassisi ancora con Brunellopoli, due sfiziosità leggere più adatte al clima e alla situazione che discorrere di vini taroccati o non conformi a disciplinari che molti (guarda caso) considerano superati.
Letta ieri, sul Corriere on line, qui, la cronaca della festicciola (solo una trentina di partecipanti) che il Berlusca ha fatto nei giorni scorsi a Villa Certosa per il compleanno della figlia Marina.
Presenti i “fedelissimi” a partire dal mitico Emilio, direttore del TG 4 sino al chitarrista ex posteggiatore Apicella, ed il finale del pezzullo riferisce che la Signora Briatore, al secolo Elisabetta Gregoraci, “cotta dal sole di Por­to Cervo, gusta senza rimorsi gli sfor­matini del cuoco Michele, innaffiati sa­pientemente di cannonau”.
Bene si può sapere, di che razza di “sformatini” si trattava, non di verdure immagino, non di pesce, se ci bevevano sopra, con il caldo che fa anche nell’esclusiva (si dice così, no?) Sardegna, addirittura del Cannonau?
Noi che per deformazione mentale siamo curiosi di abbinamenti et similia e che oggi, su un proletarissimo, ma squisito piatto di farfalle con verdure (peperone rosso e giallo, zucchine e cipolle di Tropea) ho abbinato, con successo, un vino del Garda bresciano, una Igt Benaco Bresciano 2007, l’ottimo Incrocio Manzoni Lieti Conversari del Pratello di Vincenzo Bertola, vorremmo sapere se detto abbinamento sia eno-filologicamente corretto oppure no.
Seconda notiziola. Su Il Giornale – che a qualcuno non piacerà perché proprietà della famiglia di quello che propone Cannonau sugli sformatini, leggo – qui – che i calciatori dell’Inter e della Lazio, che sabato si sono affrontati a Pechino per la finale della Supercoppa (giuro che non conosco il risultato finale e che non voglio conoscerlo…) “si sarebbero comportati come “turisti di lusso che non hanno alcuna considerazione per il prossimo”.
E che solo per spese relative al vino avrebbero ”speso 70mila yuan (settemila euro, ndr)”, come “ha sostenuto Wang Bo, uno degli accompagnatori dei giocatori in una dichiarazione al quotidiano Notizie di Pechino”.
Bene, ammesso e non concesso che degli atleti, impegnati in una competizione che non sarà certo la fantomatica coppa con le orecchie, ma che era comunque un confronto ufficiale e con un minimo di prestigio, si siano potuti permettere, accanto al riso in bianco e alla carne ai ferri, un po’ di vino, sarebbe possibile sapere non tanto chi abbia ecceduto con i piaceri di Bacco (sospetto siano stati quelli con la maglia nerazzurra) ma quale tipo di vini si siano concessi?
Vini fermi o con le bollicine? Champagne, come immagino, o che altro?
In ogni caso, se davvero avessero bevuto bene, con gli ingaggi esagerati su cui possono contare possono permettersi anche i più grandi Château bordolesi e i premier cru di Borgogna, oltre ai soliti banali Super Tuscan con le quali le divette un po’ “zoccole” farebbero il bagno, si può sapere, magari dagli uffici stampa di Inter e Lazio, cosa si siano concessi, spendendo la non trascurabile cifra (trascurabilissima per loro) di settemila euro?
Così, per curiosità, per vincere il caldo che impazza e indulgere un poco all’eno-gossip…

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