Aglianico del Vulture Eleano 2004-2005

In procinto di ritornare, dopo la partecipazione all’Aglianica Wine Festival di inizio settembre, in Basilicata, ho pensato di proporvi (voi le leggerete quando mi troverò già nella terra del Vulture) le note di degustazione di due annate del vino che maggiormente mi ha colpito, nei miei assaggi, che non hanno la pretesa di essere sistematici e completi, fatti durante i due giorni trascorsi tra Barile, Melfi e Rionero.
Premetto subito che non si tratta di un vino mediatico, di quelli coccolati, a volte non si capisce bene perché, dalle guide (ne ho in mente una in particolare, cantina suggestiva, proprietario simpatico e appassionato, ma vini devastati dall’eccesso di legno…), ma di un’azienda nata solo nel 1991, che oggi possiede cinque ettari di vigneti situati nella rinomata zona di Pian dell’Altare in agro di Ripacandida, e che produce due Aglianico, uno dei quali mi piace nettamente più dell’altro e un piccolo quantitativo di un eccellente moscato denominato Ambra.
Sto parlando della “Eleano” s.n.c. nata per iniziativa di Nino Calice e Rino Grieco, entrambi appassionati di vigna e convinti sostenitori della bontà dell’Aglianico del Vulture.
Come si legge sul loro sito Internet, attualmente la “Eleano” è gestita da Rino Grieco, dalla figlia Francesca e da Alfredo Cordisco, che accomunati dalla spiccata passione per la viticoltura e il buon bere, curano personalmente la produzione vitivinicola.
Il vino che mi ha colpito, anzi ampiamente convinto è l’Aglianico del Vulture Eleano, da uve Aglianico provienti dall’areale di Pian dell’Altare a 600 metri di altezza, ovviamente su terreno vulcanico. Vino le cui scelte di vinificazione – convinto come sono che occorra liberare il Vulture dalla barrique e dai suoi eccessi – mi trovano totalmente d’accordo, visto che il vino fiore, ottenuto da spremitura soffice delle migliori uve, viene affinato dapprima, per un anno, in acciaio e poi in botti di rovere di media capacità. Dopo aver gustato, a pranzo, all’accogliente agriturismo La Villa, a Melfi, una vecchia annata 2000 ancora in piena forma e godibilissima, ho avuto modo di gustare, in sequenza, il 2004 ed il 2005, trovando nell’Eleano l’Aglianico del Vulture che vorrei sempre trovare: complesso, ricco di nerbo, segnato e percorso dal tannino del frutto ma godibile.
Splendida la complessità aromatica del 2004, con una grande vibrazione del frutto, fragrante, dotato di una sicura grazia espressiva, con note di prugna, ciliegia, rabarbaro, sottobosco, china, accenni minerali e di grafite, a rincorrersi agili, mentre al palato il vino si presentava, animato dallo stesso dinamismo, succoso, salatissimo, percorso da un tannino presente ma non aggressivo, e al palato saporito, largo e verticale.
Il 2005 era ancora più fitto e compatto, con un bouquet aromatico tendente al selvatico dove la prugna, le more di rovo si sposavano a sfumature nitide di alloro, rosmarino, pepe nero, tabacco e cuoio, macchia mediterranea, pelo di selvaggina.
Saldissima la struttura tannica al palato, con un tannino al gusto di liquerizia quasi “stile Serralunga”, una materia fitta e polputa che ha ancora bisogno di tempo per distendersi appieno e decontrarsi, il tutto in una cornice, consueta, di mineralità, freschezza, ricchezza di sale, nerbo deciso.
Questo sì (ce ne sono altri, intendiamoci, tipo quelli di D’Angelo, il Vignali della Cantina di Venosa, il Terra dei Fuochi di Carbone) che è l’Aglianico del Vulture che mi piace!

0 pensieri su “Aglianico del Vulture Eleano 2004-2005

  1. Franco trovi anche in me un grande fan dell’aglianico, lontano dagli eccessi commerciali di altre ben più note varietà che hanno raddoppiato i prezzi in 10 anni.

    A me è piaciuto tantissimo l’aglianico La Firma di Cantine del Notaio; l’annata che ho assaggiato era un 2004.

    Ho avuto la fortuna negli ultimi due mesi di stare a Monaco di Baviera per lavoro e, visto che siamo in aria di Oktoberfest, e magari molti di voi capiteranno da quelle parti, colgo l’occasione di segnalarvi due wine bar coi fiocchi:

    – Walter & Benjamin http://www.walterundbenjamin.de/
    – Garibaldi Bar http://www.garibaldibar.de/

    Franco, quand’è che fai un post sui Nebbiolo alternativi (Valtellina Superiore, Gattinara) perché ci dobbiamo svenare sempre per bere Nebbiolo? 😉

  2. Francesca e Alfredo,sono Gianni il padre di Simona,mi trovo sul vostro sito e mi trovo daccordo con Franco Ziliani per quanto detto a proposito del vino da Voi prodotto.
    Ne ho bevuta una bottiglia regalatami da simona e l’ho trovato ottimo.
    Complimenti! Vi auguro un grande successo e nello stesso tempo Vi invidio perche’ e quello che farei se solo potessi tornare indietro.Buone Feste fatte – Gianni

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