Al Consorzio del Brunello la trasparenza continua ad essere un optional.

A proposito della scelta della nuova agenzia di comunicazione

Con qualche difficoltà ho anch’io alla fine ricevuto il comunicato stampa (che potete leggere anche qui) della nuova agenzia incaricata di occuparsi della comunicazione del Consorzio del Brunello di Montalcino.
Difficoltà perché, vedi caso, com’era già puntualmente accaduto con i primi comunicati emessi dalla precedente società incaricata, la mitica Barabino & Partners, di cui a Montalcino si ricorderanno soprattutto per quanto è costata la sua consulenza, non certo per i “risultati” raggiunti, anche questa volta, ovviamente sempre perché si trattava del primo lavoro fatto insieme al Consorzio e ci sono stati dei problemi, a differenza da altri colleghi giornalisti, cui il comunicato era regolarmente arrivato, a me, nonostante al Consorzio del Brunello di Montalcino non sia proprio uno sconosciuto, non era misteriosamente pervenuto.
No problem, prendiamo dunque atto, con gioia, della nuova strategia di comunicazione del Brunello, che Francesco Arrigoni su Web Wine Food, irresistibilmente definisce alla romana “ndo cojo, cojo”, e rallegriamoci come fa il presidente del Consorzio Patrizio Cencioni dell’inizio delle operazioni di raccolta delle uve per il Brunello dell’annata 2009.
Anno, si legge nel comunicato, “durante il quale la zona di Montalcino ha affrontato con grande determinazione la situazione di crisi economica mondiale, che sta coinvolgendo tutte le realtà vitivinicole, sia del vecchio mondo, sia dei nuovi paesi produttori”.
Prendiamo atto anche dell’arrivo, incaricata di comunicarci tutte le notizie da Montalcino, quelle belle e quelle meno belle, della nuova società, la Spencer & Lewis, il cui motto, come si legge sullo stringatissimo sito Internet, è “tell me what you sell and I will make sure that people come to buy (Mark Spencer 1932), ovvero “dimmi cosa vendi e stai certo che la gente accorrerà a comprarlo”, che definirei un aggressivo programma di mercato, ma vorrei fare una domanda.
Se non sono troppo indiscreto, si potrebbe sapere con quali criteri sia stata scelta dal Consorzio, dal Presidente, dal Consiglio di amministrazione, dal Direttore tuttora in carica (a proposito: che fine ha fatto una lettera, firmata da parecchi produttori, con la quale si chiedevano esplicitamente le sue dimissioni? In quale cassetto è finita, oppure chi l’ha trasformata in un aeroplanino di carta svolazzato via dalle finestre della sede consortile?)?
Si può sapere se i diretti interessati, quelli che pagano, i produttori associati, siano stati… associati e coinvolti, se sia stato chiesto il loro parere in merito, se abbiano valutato la soluzione Spencer & Lewis insieme ad altre soluzioni sicuramente richieste e pervenute in Consorzio?
Da quello che ho saputo, sentendo alcuni produttori (i soliti “delatori” che non si rifiutano, anzi, si ostinano a  parlare con il sottoscritto) pare proprio che la scelta di questa nuova agenzia di comunicazione sia stato, anche per loro, un fulmine a ciel sereno, un fatto compiuto, qualcosa di deciso, sarebbe interessante sapere da chi e in base a quali indubbie caratteristiche di professionalità e di particolare validità, anche economica, di questa soluzione, senza che la base, i produttori, venissero ascoltati.
Ma sto sicuramente sbagliando, chi mi ha riferito così ha capito male e sono certo che il Consorzio e, anche se direttamente parte in causa, la nuova agenzia di comunicazione del Brunello, vorranno sicuramente fugare questi dubbi… Non è il momento, questo, della trasparenza totale e della comunicazione senza reticenze?

11 pensieri su “Al Consorzio del Brunello la trasparenza continua ad essere un optional.

  1. carissimo franco,
    è vero che anche questa nuova agenzia di comunicazione ha ottenuto un contratto da oltre 250mila euro all’anno, come barabino&partners?
    è possibile sapere che tipo di servizi si sono impegnati a fornire?
    è vero che anche questa agenzia (italiana?) è stata scelta dal traballante direttore?
    è possibile sapere quali sono i professionisti del vino che devono comunicare con noi, che scriviamo e parliamo di brunello da……(metti tu una cifra: 25 anni può andar bene?).
    ti aspetto a roma 🙂

  2. Buongiorno Sign. Ziliani,
    non so tante cose ma molte altre le conosco bene. Per esempio non conosco neanche io i criteri di scelta della nuova agenzia, ma so che il loro contratto è circa 7 volte più basso di quello precedente.
    Per ora hanno comunicato solo la nuova vendemmia e, oltre agli articoli visti sui giornali, ho visto anche un’intervista di Cencioni sul Tg3.
    Mi faccio anche io tutte le sue domande, ma allo stesso tempo cerco di guardare ai risultati, che in un momento come questo sono proprio quello che ci serve.
    Il tempo saprà darci le nostre risposte.

    • Giulio se quello che sostiene fosse vero, ovvero che il nuovo incarico all’agenzia di comunicazione costa molto meno di quello dato alla precedente agenzia, sarebbe una buonissima notizia, ma non cambia i termini della questione: i soci del Consorzio sono stati informati tempestivamente di questa scelta o é stata presentata loro a giochi fatti? Sono queste le risposte che attendo, e mi sa che attenderò inutilmente, dal Consorzio…

  3. Si, oltretutto credo che sia un contratto molto più corto (Secondo le mie fonti si tratta di un contratto di circa 30 mila euro… euro più, euro meno), visto che a maggio dovrebbero esserci le nuove elezioni del consiglio.
    La sua domanda è legittima, ma credo che la posizione del Consorzio a riguardo (e ribadisco del consorzio, e ribadisco credo…) sia quella di rispondere a questa domanda se posta direttamente da un suo consorziato.
    Comprendo comunque tutte le perplessità emerse. Molte sono anche le mie, ma non fasciamoci la testa prima di essercela rotta…

    • forza allora associati, soci del Consorzio del Brunello, non lasciate che sia solo quel rompic….i dello Ziliani a fare le domande che dovreste fare voi! Grazie a Giulio, che ho ragione di pensare, da come scrive, che sia un produttore, e possa essere uno di quelli che le famose domande le potrebbe fare, no?

  4. Pingback: VinoPR » Blog Archive » Evita la strategia di comunicazione ‘ndo cojo, cojo

  5. Se la Spencer & Lewis comunicherà come ha fatto in precedenza la mitica Barabino & Partners, allora non vedremo molti comunicati stampa in circolazione. Dopotutto anche il loro sito non “comunica” proprio nulla. Anche il loro motto è vecchio, e stravecchio. Ma sono matti lì al Consorzio del Brunello di Montalcino? Con la stessa cifra (30.000 euro) avrebbero potuto assumere, a tempo pieno, un persona del posto, anche giovane, in grado di crivere i comunicati stampa, le varie news, inondare il web di video, foto, podcast, etc. etc.

  6. Salve,quindi mi chiedevo non è solo una questione di sovraproduzione ,ma anche di come il consorzio deve gestire la situazione di eccedenza oppure mi chiedevo il consorzio si deve rinnovare nelle sue attività per far fronte a queste eccedenze,quindi non si torna alla situazione iniziale cioè al prima brunellopoli.
    Salve,la ringrazio per i chiarimenti

  7. Pingback: Vinitaly 2010, Verona 8 – 12 Aprile 2010

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