Dedicato ad un “amico”, dal cuore del Vulture dell’Aglianico

Ricordando questo post – leggete qui – ed il ruolo che questa coraggiosa produttrice, Sara Carbone, aveva avuto nell’aiutarci a smascherare un episodio di ordinario squallore, enomarchette a prezzi di saldo proposte da un tale che si spaccia per giornalista e che incredibilmente ancora s’incontra, invitato dagli organizzatori, in occasione di manifestazioni che vorrebbero essere serie e credibili, trovandoci a Melfi in Basilicata Luciano Pignataro ed io non potevamo dimenticare.
Naturale quindi, anche perché i vini sono buoni (e potrebbero esserlo anche meglio se il legno…, vero Sara e Luca?) e le due nuove cantine, quella moderna di vinificazione e quella antica, stupenda, recuperata e restaurata con gusto e misura, accoglienti, che noi, trovandoci a Melfi per Aglianica 2009, si programmasse una visita all’azienda Carbone.
E come è diventata ormai un’abitudine, dopo il lavoro serio e le eno-zingarate di Radici a Monopoli (vedere immagini qui), ci è sembrato ovvio, dopo aver degustato i tre Aglianico, il Terra dei Fuochi, il 400 Some e lo Stupor Mundi, ed il Fiano, che noi si chiedesse a Luca Carbone di ritrarci per immortalare fotograficamente il momento. E mandare un saluto, nel caso si fosse dimenticato di noi ad un “amico” lontano, uno che abbiamo già servito di barba e capelli e trattato, anche qui, come meritava…
Peccato che al momento di scattare la foto, invece di pronunciare il consueto cheese, non abbiamo pensato a fare un bel miao…

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