Lo confesso: sono un pirla! E’ solo una perdita di tempo replicare a chi ti diffama via blog


Cari lettori devo confessarvelo: sono proprio un pirla, un coglione, un emerito stupido.
Nonostante agisca in Internet da almeno dieci anni e ne conosca profondamente le luci e le ombre, il pregio legato alla libertà e spontaneità di espressione ed i limiti legati al fatto che chiunque, una volta in Rete, si sente libero di sparare a zero e di diffamare, magari trincerandosi dietro un conigliesco anonimato, non riesco a convincermi del fatto che la migliore risposta a certuni che si ritagliano un momento di protagonismo e l’impressione di essere vitali schizzando merda sul prossimo sia ignorarli. L’ho detto, sono così allocco che lascio che emerga il mio aspetto fumino, istintivo, incazzoso, su quello razionale e di fronte a certe provocazioni, che sono scoperte, volute, forse calcolate a tavolino, forse fatte per doppi fini, invece di ignorare, far finta di niente, perché certe uscite sono solo ragli d’asino che salgono al cielo, modalità internettiane di far prendere aria alla bocca, e replicare a certi tizi equivale solo ad abbassarsi al loro infimo livello, quel “boccalone” del sottoscritto non riesce ad avere sufficiente sangue freddo e self control, ma parte a razzo e risponde.
Mentre un bel silenzio, un totale ignorare quello che dicono certuni, con autorevolezza e credibilità pari a zero, e per di più trincerandosi conigliescamente dietro ad un nick name, sarebbe la sola risposta giusta. Secca, tombale, umiliante.
Ma il mondo del blog è anche il mondo del dialogo, anche nei confronti di persone che provano, con raro sprezzo del ridicolo, ad infangare la tua professionalità, con “argomenti” così deboli che si sbriciolano come un grissino.
Così, lo confesso, quel fessacchiotto del sottoscritto, di fronte al raglio di tale Simone e Zeta, definito dal responsabile del blog che l’ha ospitato come “un commentatore della prima ora che qui ha lasciato un centinaio di commenti”, invece di ignorare che in una discussione relativa alla mia partecipazione al dibattito sulla comunicazione sul vino via Internet organizzato per venerdì a Bra da Slow Food, quel tizio (che magari nella vita normale é una persona in gamba con tanto di professionalità a prova di bomba) avesse scritto, leggete qui, “Dall’alto del mio equilibrio, oltre che saggezza e non da meno modestia, posso solo affermare che Ziliani qualche battaglia giusta l’ha combattuta; gli sarà convenuto, ma l’ha combattuta. Non vado oltre”, ha stoltamente replicato.
Non solo con un commento dove dicevo “Signor Simone e Zeta: mi vuole spiegare, di grazia, in che cosa mi sarebbe “convenuto” combattere determinate battaglie (che lei bontà sua definisce “giuste”)? Vada oltre, perché altrimenti vado oltre io, perché mi sono rotto i corbelli di ricevere, su questo blog che erroneamente continuo a considerare amico, mentre invece non lo é, attacchi capziosi, allusioni, e robette del genere. Mi faccia capire, prima che le chieda di rendere conto di simili azzardate e calunniose affermazioni in altra sede. A lei e a chi ospita senza battere ciglio simili cose… Resto in attesa”, ma scrivendo direttamente al tipo, senza ricevere alcuna risposta, e soprattutto rivolgendomi al responsabile del blog, Massimo Bernardi e ai suoi principali collaboratori, Antonio Tomacelli e Fiorenzo Sartore, tre persone che da emerito idiota quale sono, e babbeo, consideravo degli amici.
Invece come sono andate le cose sono sotto gli occhi di tutti coloro che abbiano la compiacenza e la pazienza di andare su questo blog, che non voglio nemmeno nominare e che chiusa questa vicenda cancellerò dalla mia mente e dalle mie visite (i lettori di Vino al Vino sono così intelligenti e liberi che sapranno perfettamente come regolarsi, se continuare a leggere oppure meno) e di leggere i commenti, tra i quali spicca quella del senior editor di questo blog, che dice: “Nel caso specifico, questo significa che giuridicamente, non siamo obbligati a togliere il commento del lettore Simone e Zeta, che ha fatto arrabbiare Franco. Non fino a quando la Polizia postale ce lo chiede, a seguito di una querela. Ma non è per questo che il moderatore di Intravino non ha rimosso il commento. Lo ha fatto per due motivi. Nel merito, non gli è parso particolarmente offensivo. Forse è allusivo, ma è il genere di commento al quale un abile comunicatore del vino come Franco, risponde chiedendo chiarimenti e fornendo risposte. Se ci tiene. Invece, qui si fa un gran parlare di querele e avvocati. E se pensiamo che tutto deriva da un invito a un panel sulla comunicazione del vino, la situazione appare surreale. D’accordo, il panel è organizzato da Slow Food, che online, non è che abbia esattamente brillato per la comunicazione. Finora. Ma i comunicatori comunicano (cioè rispondono ai commenti) non querelano”.
Come potete vedere nemmeno l’ombra di una presa di distanza dal commento diffamatorio, secondo il quale mi “sarà convenuto” sostenere le battaglie che ho sostenuto (battaglie che mi hanno portato a guadagnare di meno, addirittura a perdere delle collaborazioni che duravano da una vita), nessuna scusa.
Taccio poi, perché la legge sulal privacy me lo impone, sul contenuto delle e-mail che ho ricevuto dal signor Bernardi dove addirittura al danno si aggiunge la beffa e dove non trovo alcuna traccia non dico del senso di quella “amicizia” che io, da pirla quale sono, pensavo mi legasse in qualche modo a quella persona, nessuna espressione di umana solidarietà verso un attacco tanto sciocco, proditorio e ridicolo. Ma comunque diffamatorio.

Un attacco al quale avrei, nel caso, dovuto rispondere solo con poche parole, dicendo “sì ho avuto convenienze nel prendere certe posizioni, può sembrare banale, ma ho avuto convenienze personali, con la mia coscienza, perché sono un pirla che non accetta compromessi, anche (forse soprattutto) quando mi converrebbe, e molto. sono proprio un pirla, e sono una rarità! perché quelli che illazionano si comportano ben altrimenti (sennò non farebbero illazioni)”.
Ma sono stato e sono un fesso, e nonostante il signor Bernardi, privatamente, ma non pubblicamente sul suo blog, mi abbia scritto “tu sei specchiato e puoi distruggere chiunque lo metta in dubbio”, ho replicato e ho minacciato, non per ridere, ma perché anche diversi lettori e amici, tra cui un paio di avvocati, mi hanno invitato a farlo, di adire a vie legali, di chiedere in tribunale a quel tipo e a chi, con tanta leggerezza e superficialità ha pubblicato quel commento, di spiegare, di portare prove circostanziate, documenti, del perché sostenere determinate battaglie, da solo, come un Don Chisciotte un po’ pirla, mi “sarà convenuto”.
Sono persuaso, così mi dicono gli esperti di legge, che avrei potuto vincere la causa e chiedere un bel risarcimento e rimpolpare il mio conto in banca che nonostante io conduca le mie battaglie per convenienza, come sostengono i commentatori anonimi, non è certo ricchissimo.
A differenza di quello di altri miei colleghi che, loro sì che sanno stare al mondo e decidono se scrivere o meno qualcosa, se fare i virtuosi nel gioco delle tre scimmiette, e candidarsi al premio lecchino d’oro, in base a ragionamenti di comodo e convenienza.
Ma l’ho detto, sono un pirla, un fesso, un, ancor non vecchio, rincoglionito e invece di fare quello che raziocinio a calcolo mi suggerirebbe, ho pensato di chiudere la vicenda, stendendo una pietra tombale su quel blog, sulle persone che lo animano, sul suo pilatesco responsabile, e di non adire, come avevo seriamente minacciato e come sarebbe buono pulito e giusto fare, a vie legali. Voglio essere coglione e pirla sino in fondo, per coerenza, per istinto, per gusto e senso estetico, per una forma di romanticismo, perché il solo pensiero di aver ancora a che fare con persone del genere, di dover relazionarmi con loro in tribunale mi causa nausea e orrore.
Mi basta la soddisfazione, morale (capiranno di che si tratta?) di aver raccontato esattamente questa vicenda e di aver offerto, a chi vuole capire, ragionare, tutti gli elementi per trarre le debite conclusioni e capire come il mondo di Internet e dei blog, seppure bellissimo, abbia ancora bisogno di crescere, di maturare una coscienza profonda, un senso di responsabilità, un’etica che ancora, lo dimostra bene questa brutta vicenda, ancora fa difetto in molti.

22 pensieri su “Lo confesso: sono un pirla! E’ solo una perdita di tempo replicare a chi ti diffama via blog

  1. Sono scioccato dalle risposte fornite da Massimo Bernardi alla mia indignazione per le allusioni perpetrate su Intravino, e soprattutto per le motivazioni addotte alla mancata presa di provvedimenti in merito.
    Sono un appassionato di vino, dilettante, ma ho la bontà di leggere molto e di scrivere poco, quando non sono preparato (e anche quando lo sono, se so di essere ripetitivo su concetti espressi da altri). Così leggo Vinoalvino, Intravino (è meglio dire “leggevo”, in questo caso, forse), Do Bianchi, Lavinium, Pignataro e altri col piacere di imparare, che pian piano si è trasformato nel piacere di leggere firme dietro cui ci si aspetta di trovare persone: immaginiamo, diamo un volto… e magari anche una voce.
    Invece squallore. Senso di squallore. Questo ho provato seguendo la questione “incriminata”, su Intravino. E’ incredibile come dei professionisti permettano al primo venuto (ah no, ha fatto un centinaio di commenti!) di mettere in dubbio la professionalità e la correttezza di un collega (di un amico, mi pare di capire) senza colpo ferire.
    Ne ho parlato un po’ con amici appassionati, sia “reali”, sia “virtuali”… e proprio non si capisce il senso di un comportamento di questo tipo.
    Ma si fanno congetture… e non sono simpatiche.
    Franco (mi ostino a darti del tu, anche se non ti conosco di persona, sulla base di quanto ho scritto sopra… del “rapporto”, anche virtuale, che si stabilisce), spesso leggo tue opinioni “extra-vino” con cui non mi posso minimamente trovare d’accordo, e nella vita “reale” magari ci faremmo delle sonore litigate parlando di politica, ma nel tempo mi sono reso conto che c’è un qualcosa che ti rende quasi (quasi, per fortuna) unico nel mondo-web: la tua schiettezza e trasparenza, senza compromessi. E quelle, se si hanno, non si barattano con nulla: nè con un divano più comodo, nè con un portafoglio più gonfio. A costo di sembrare antipatici e di non rinnegare il proprio carattere “incazzoso” (lo ammetti tu stesso).
    …Questo mentre magari altri, per avere maggiore visibilità e autorevolezza (è quella l’autorevolezza? Il lasciare che si insulti un collega per dimostrare che si è “forti” e che si lascia libertà di espressione? Non è la mia definizione di autorevolezza) gettano alle ortiche l’oggettività e l’educazione.

    Non so. L’unica cosa davvero “pratica” di cui mi rendo conto è che per difendere un diffamatore si gettano alle ortiche sinergie importanti, di quelle che creano discussioni propositive e conoscenza. E amicizie, a quanto leggo, ma quello non è affar mio.

    Chiedo scusa agli altri lettori di Vinoalvino per questo lungo panegirico, magari esagerato, ma davvero mi sono trovato spiazzato di fronte a quanto scritto su Intravino. Mi sono state date risposte pacate, ma davvero insoddisfacenti. E a questo mondo pensare che chiunque di noi può trovarsi in una situazione simile ci rende più vicini.

    E questo è quanto.

  2. Certe volte veramente faresti bene a moderare sul serio i commenti che ti scrivono, eliminandone alcuni prima di pubblicarli. Questo blog, il tuo modo di scrivere e il tuo giornalismo “d’inchiesta”, come nel caso di Brunellopoli, è troppo importante e prezioso per essere sporcato da certi coniglietti rampanti. Come disse Virgilio a Dante:” non ti curar di loro, ma guarda e passa.”.

  3. Caro Franco, piu’ che internet potrebbe usenet, in termini di vaccinazione contro certe cose. soprattutto il peso da dare all’anonimo. Un abbraccio

  4. Beh Franco, ricorderai, in un commento al post della degustazione in piscina ti avevo detto la mia : “Io non avrei raccolto”.
    Un caro saluto,
    Francesco

    Ps: Non mi sento willy willy pecker, ma te lo avevo detto.

  5. Ma non mi pare che sia la prima volta che – in modo più o meno viscido – qualcuno ‘butta lì’ una battuta che, se la facessero su di lui, inzaccherandolo appena appena, si rivolterebbe come un basilisco.
    Mi sembra, Franco Ziliani, che tu – davvero pirla! – dimentichi spesso la classifica dei valori, in vigore in questo (beh non solo in questo, certamente!) Paese.
    Primo: i soldi, non importa come fatti e a che prezzo, ma i soldi, anche a costo di dar via l’anima.
    Poi, mi sembra, non ti sei accorto di un’altra cosa.
    La gente che compone il cluster (non saprei come definirlo altrimenti) più interessante per i vini di alta gamma – e sono persone con capacità finanziarie anche molto diverse tra loro, ma tutte con lo stesso gusto per … il buon gusto – è sempre alla ricerca “della verità”, sempre di più. (Si tratta di un pubblico prezioso, sempre più prezioso, di questi tempi difficili; un pubblico che va curato come un bebè). Dicevo, va alla ricerca della verità e sa che difficilmente la trova, perché spesso chi scrive “bene” di un prodotto (ma anche, per esempio, di un politico) ha un preciso interesse a farlo. Un interesse di bottega, e non voglio insistere sulla povertà intellettuale che induce a ciò.
    Quello su cui vorrei attirare la tua attenzione è che a furia di dedicare energie e neuroni a questo blog – GRATIS – l’hai fatto diventare un affidabile strumento d’opinione; così affidabile (non c’è la pub!!!) da divenire ingombrante.
    “Come mai lo Ziliani si dedica a ciò?” si domanda la gente “sarà mica così holione da farlo senz’interessi, ovvìa”.
    Ecco, quello che devi fare – bruciando il Bossi-pensiero sul nascere – è inaugurare un glossarietto e una delle parole lumbard che devi tradurre subito è
    “pirla”= “holione”.
    L’altra cosa che devi fare è aspettarti provocazioni – soprattutto nei pubblici dibattiti – tese a farti perdere le staffe (quindi credibilità).
    E piccoli schizzi di merda, come quello lì, che ti ha rovinato la merenda.

  6. Voglio intervenire perchè conosco tutti gli attori di questa vicenda.
    Liberi di depennare Intravino dai vostri siti preferiti. Ritengo la cosa però sciocca. Questa levata di scudi tra guelfi e ghibellini mette in secondo piano l’interesse comune, ovvero il vino. Bernardi&C. hannno si il dovere di controllare i contenuti dei commenti ai post, ma non certo quello di censurarli. ( per carità, soprattutto visto il periodo!!). L’amicizia di cui parla Franco è in realtà una stima professionale, io non confonderei i due piani. Davvero non credo che Franco possa ritenere Massimo Fiorenzo o Antonio dei “veri amici”. Sono , siamo innanzitutto, persone – chi più chi meno – che si occupano di una passione. Quindi, a mio parere, non dovrebbe aspettarsi una difesa a prescindere. Il loro interesse è innanzitutto Intravino, le visite al blog e i contenuti. Il blog, come altri canali, non dovrebbe essere una piattaforma di insulti e spesso questi nascondono l’incapacità di argomentare, ma in tutta onestà non mi pare che Simone e Zeta sia un anti-ziliani e posso assicurarvi che non è uno della prima ora. Sul discorso degli insulti aggiungerei poi che Franco nel termpo ci è andato giù duro contro Andrea Gori e nessuno dei suoi commenti è stato censurato, pure essendo Andrea uno degli editor di Intravino.
    Faccio una previsione: è probabile che con queste righe, Franco decida di depennare anche me. Se così fosse pazienza. Io, al contrario, continuerò a leggere il suo blog
    buona giornata a tutti

  7. L’anonimato dietro cui si nascondono certe insinuazioni e’ gia’ indice di vigliaccheria, percio’ chi ti infanga senza avere il coraggio di presentarsi non credo che possa trovar credito fra i lettori. Invece chi pubblica le insinuazioni allusive di un anonimo e non ne prende le distanze fa anche una figuraccia. Dovrebbero esser proprio loro a chiedere all’anonimo, di cui conoscono l’IP, delle spiegazioni. Prima della pubblicazione oppure dopo, eliminando il commento fino a chiarimenti esaustivi. Ma questo e’ uno stile che a qualcuno evidentemente manca. Mi fa dispiacere che sia mancato a persone che credevi amiche. Il mondo pero’ e’ anche questo. Tu quoque, Brute, fili mi!

    • Mario, conoscono il nome e cognome di questa persona, come lo conosco io. Difatti ieri sera ha scritto a me una mail ma non ha ritenuto opportuno intervenire sul blog dove aveva postato il suo commento. L’ho già detto e poi voglio davvero chiudere: la figura peggiore in questa vicenda non l’ha fatta quella persona, che forse, dico forse, potrebbe anche essersi espressa male, ma l’autore di quel blog, i suoi collaboratori, che, ha ragione in questo Francesca Ciancio, che non depennerò dai miei contatti e che se incontrerò saluterò, sbagliavo a considerare degli amici. Non lo erano. Non lo sono. E per uno solo, Antonio, mi dispiace molto, perché continuo a considerarlo una cara persona…

  8. Allora sarebbe il caso che l’anonimo si presenti e si spieghi. Uscire dall’anonimato e ammettere di essersi espresso male sarebbe umano e darebbe alla vicenda una conclusione positiva, anche esemplare. Per quanto riguarda lui. Per cio’ che invece riguarda gli altri, mi fa sempre dispiacere che sia mancato lo stile a persone che credevi amiche.

  9. @ VignereiManonPosso: ciò che si esprime con nome e cognome, prendendosene la responsabilità, chiaramente, senza mezzucci e fare allusivo è soggetto a dibattito, aperto e schietto.
    Ciò che si esprime con un nickname qualsiasi, nascondendosi, lanciando il sasso e nascondendo la mano, in maniera equivoca e diffamatoria io lo chiamo pattume.

    E chi modera una qualsiasi bacheca/blog/forum ha il dovere di vigilare sulla chiarezza degli argomenti e degli intenti di chi dice cosa. Pena il vedere screditata, in primis, la propria credibilità e col rischio di vedere messa in dubbio la propria buona fede. Un editor poi fa le sue scelte e usa i suoi criteri, e si prende la responsabilità di come queste vengono percepite da lettori.

    Io la vedo così. Tutti i punti di vista sono degni di considerazione, ma i paragoni che tu poni nell’intervento non mi paiono affatto calzanti.

    Poi, ognuno pensa e fa quel che vuole. Giustamente.

    • e poi la signorina VignereiManonPosso “dimentica” una differenza sostanziale: che io mi sono limitato a criticare, anche aspramente, con pedagogica ferocia, il suo amico e le cose che scriveva e faceva, a mio avviso (ma non sono il solo a pensarlo, anche all’interno dell’A.I.S.) molto discutibili, non ho, come invece ha fatto il lettore dal cui commento i responsabili del blog non hanno preso le distanze, sollevato dei dubbi sull’onestà e la totale assenza di interessi (dimostrare il contrario, please!) delle mie battaglie. Ma forse sulla lucidità della valutazione prevale l’amicizia per quel personaggio…

  10. Molto schietto e sintetico…..
    Il sig. Franco e’ (mia personale opinione dopo aver frequentato il suo blog) una persona vera ..con tutte le consequenze che ne comporta.
    Io seguo principalmente il suo blog per questo e non perche’ sto cercando un guru dei vini oppure una persona con le mie stesse opinioni, eno-gusti oppure la solita eno-info standardizzata.
    Di fantocci in questa societa’ ce ne sono fin troppi.
    Chi ci perde in queste “situazioni” sgradevoli e’ sempre la persona vera, gli altri ci sguazzano come pesci nell’acqua.
    ..e quindi mio consiglio…lasciamo squazzare i pesci nella loro vasca e tiriamo avanti perche’ ci stiamo perdendo il mondo intero

  11. Andrea è stato appellato nei modi più balordi ( troppo lunga sarebbe la lista dei link)attaccando spesso non solo il professionista ma anche la persona. Non tocca a me difendere il Gori. Riesce a farlo bene da solo. E sono perfettamente lucida e rivendico l’amicizia che a lui mi lega ( di certo non è su un blog che vado a spiegare il perchè e il per come). Detto questo vorrei tornare a leggere di vino ed è per questo che non abbandonerò il tuo blog
    ….per la cronaca mi chiamo Francesca Ciancio, il mio Nik lo uso non per nascondermi ma per esprimere tutte le volte un desiderio

  12. Capisco umanamente l’amarezza di Ziliani nel ricevere insinuazioni sulla sua onestà intellettuale ma credo che voler dividere di qua i buoni, di là i cattivi sia eccessivo e, certo non ho letto le e-mail di Bernardi, ma credo che anche lui abbia le sue ragioni nell’essersi comportato come ha fatto.
    Stimo Lei Ziliani e gli autori di Intravino e Dissapore e continuerò a leggervi tutti e due sperando che Lei cambi idea e torni ad animare il dibattito anche di là.
    Un’ultima cosa, L’uso del nickname non implica sempre la volontà di nascondersi, è una cosa divertente della “vita virtuale” darsi un altro nome. Io uso questo da tempo immemorabile per assonanza al mio cognome.
    Con stima

    Carmine Capacchione

  13. Caro Franco,
    arrivo tardi ma…arrivo!
    E’ gia’ tutto finito ,o quasi, e questa e’..la cosa buona.
    Altra cosa buona,caro franco, il fastidio che Tu dai per l’autorevolezza delle cose che dici (perche’ non sei figlio di nessuno)e la forza che stai acquisendo in tanta gente ,come me, che guarda il vostro mondo dalla strada, attraverso la vetrina.
    Vino al vino ,l’ho gia’ detto, per me e penso la mia generazione (che e’ poi la tua )e’ come….la vecchia TV 7.Ci credi,vuoi coninuare a crederci..ecc
    Molti degli altri (quasi tutti i blog viniferi)hanno…sponsor,padrocini ecc.
    E quelli come me lo hanno capito da un pezzo!
    Non incazz Franco, in fondo e’ meno “corrotto” quel signore che chiede i soldi e rischia che salti fuori facile.
    Troppe volte pensiamo che la prostituzione vera sia quella….per le strade. Quelle sono solo le piu’ disperate.
    Hai capito che per me…il mondo del vino e’..come il mondo normale ?
    Non sprecare ENERGIE..e salute!
    Pinco

  14. Non capisco… che strano…
    Mi è passato per la mente di inserire un breve commento all’ultimo intervento del fantomatico S&Z su Intravino, questa mattina. Pochissime parole, inutile precisare per nulla irriguardose o offensive verso chicchessia.
    Fino ad ora mi risulta non sia ancora stato inserito. Ho voluto fare la “prova del 9” inserendo due frasi a commento di un altro articolo (www.intravino.com/primo-piano/regoliamo-i-vini-naturali/), verso le 14: risultano inseriti commenti successivi, ma non i miei.
    Franco, tu che sei esperto di blog e internet, possono capitare questi…malfunzionamenti della rete…?!?

  15. Caro Franco,

    Non voglio strascicare oltre questo dibattito altrimenti si rischierebbe di renderlo ancora più grande e più pesante. Se mi posso permettemi di darti un consiglio, te sei forte della tua integrita, della tua professionalità, della tua etica, ma farsi scivolare le cose addosso, di tanto in tanto, porta grande sollievo e dà una grande lucidità.
    Vai per la tua strada sicuro come hai sempre fatto, la ragione torna sempre in dietro quando meno te lo aspetti.
    Con affetto e stima

  16. senti hai ragione ad incazzarti penso che però i tuoi commenti e giudizi sono molto importanti e fondamentali quindi forse il mondo del web sarà sempre così oppure no ,comunque e meglio passare oltre

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