Onorevole Farina: i blog non deformano, si informi! (anche con suo figlio Tommaso).. .

Il giornalista Renato Farina, in questo articolo pubblicato su Il Giornale oggi, articolo che sostanzialmente condivido, nel discorso generale su questa trasmissione ed il suo conduttore, anche se con qualche riserva e distinguo, perché rifiutarsi di tramutare Michele Santoro in un “martire” mi sembra doveroso, parla della “famosa tecnica del blog” così definita: “si ritaglia e si incolla deformando, costruendo grugni grotteschi con parole vere. Ma questo va bene se si chiama satira, se no diventa falsificazione”.
Mi piacerebbe che i blogger, di ogni tipo, non solo food & wine bloggers, tra cui il figlio di Renato Farina, Tommaso, dicessero la loro.
Io a farmi trattare da “deformatore” della realtà non sono disponibile e che il deputato Renato Farina s’informi prima di dire delle sciocchezze.

0 pensieri su “Onorevole Farina: i blog non deformano, si informi! (anche con suo figlio Tommaso).. .

  1. Parlare con Farina detto Betulla di blog lo trovo inutile, non perchè di informazione non abbia competenza ma per essere stato al servizio dei servizi segreti (e quali servizi segreti) usando l’informazione per disinformare. Praticamente uno che in un altro paese , ovviamente dove il presidente del consiglio non è anche il datore di lavoro, un giornalista cosi’ avrebbe qualche serio problema.

  2. Ma non è che per caso intendesse la tecnica di Blob, inteso come programma di Ghezzi fatto appunto di copiaincolla? Forse un refuso?
    Se così non fosse sarebbe certo una generalizzazione un po’ qualunquista.
    Luk

  3. “È la famosa tecnica del blog. Si ritaglia e si incolla deformando, costruendo grugni grotteschi con parole vere.”

    Caro Farina, quello che Lei chiama “tecnica del blog” ha una lunga storia, e persino un nome in Inglese: Yellow Journalism, definito su Wikipedia come “a type of journalism that downplays legitimate news in favor of eye-catching headlines that sell more newspapers. It may feature exaggerations of news events, scandal-mongering, sensationalism, or unprofessional practices by news media organizations or journalists.”

    Vada ad informarsi, prima di diffamare una categoria, che, come quella dei giornalisti di carta stampata, comprende sia persone oneste e rispettabili che quelle che non sono ne’ l’uno ne’ l’altro.

    Cordialmente,

    Kyle Phillips

  4. Ieri sera ho preferito vedermi Genova-Juve (e ho avuto ragione: grande partita). Stasera vedrò Annozero, registrato. Per il momento mi limito a dire che gente come Renato Farina (radiato a ragione dall’ordine dei giornalisti, per non andare fuori tema non dico il perchè, ma è interessante) sarebbe più utile come autore di romanzi Urania (ha già dimostrato le sua capacità affabulatorie parlando di una misteriosa trattativa con Milosevic, fra le varie cose) per la sequela di fantascientifiche affermazioni che dissemina qua e là.
    Capisco che ci siano anche penne valide in quel de “Il Giornale”, ma sinceramente, per quanto mi riguarda, rappresenta esclusivamente il randello di diffamazione fascista di cui si sta servendo Berlusconi in questo periodo, per minacciare e zittire chi ne mette in dubbio l’agiografia. Ovviamente non parlo di Repubblica, o di Franceschini, ma di Fini e Boffo. Ergo, va letto per ciò che è. Non dico cosa perchè altrimenti diresti che sono offensivo, ma personalmente mi sento ogni giorno offeso come persona prima ancora che come italiano dalla presenza di certi “giornalisti” nelle fila di chi è abilitato a informare gli italiani. Sì, di pennivendoli indegni ce ne sono anche a sinistra, ma evitano l’olio di ricino per il momento.
    Io vedrò questa sera “Annozero”. Per curiosità Franco, tu che l’hai visto, che impressioni ne hai tratto?

    Sicuro che pubblicherai, vista la tua apertura e correttezza, Francesco

    • ero fuori casa e quando sono tornato a casa dovevo ancora cenare e temevo che mi bloccasse la digestione non ho visto Annozero. Però non mi sono “perso”, purtroppo, il finale con le vignette di Vauro. Se quella é satira, se quella é satira intelligente, se le battute, indegne e squallide, sulle bare dei nostri soldati caduti in Afghanistan, rappresentano qualcosa che possa essere preso sul serio, beh, allora io sono juventino, fan dei vini di Banfi e Frescobaldi, extraparlamentare di sinistra e sostenitore di Di Pietro.
      Santoro é un grande professionista e la sua trasmissione DEVE trovare posto nei palinsesti RAI (con tanto Vespa un po’ di bilanciamento ci vuole), ma che non si atteggi a martire, pagato a suon di milioni di euro, perché, anche se provano a ridurgli gli spazi e a provocarlo, sino a prova contraria può ancora, in questo “regime”, parlare in televisione e fare i suoi programmi a tema contro il governo. Cosa legittima, anche a me che sono di destra questo governo non piace, purché non sia, come spesso accade, un vero agguato mediatico, anche se confezionato in maniera tremendamente professionale e furba.
      A questo proposito segnalo un altro articolo, sempre apparso sul “famigerato” Il Giornale, che mi sento di sottoscrivere in toto: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=385379

  5. Come sai io non ho visto (stasera vedrò e poi obiettivamente ti saprò dire), ma se non hai visto come fai a dire di “sostanzialmente condividere, anche se con qualche riserva e distinguo” quello che ha scritto Farina?
    Farina, a parte la cantonata (mi auguro) presa riguardo i blog attacca e devasta una trasmissione a testa bassa, facendo di tutta l’erba (i protagonisti) un “fascio” (e ci sta bene, l’espressione) e soprattutto proseguendo a fare disinformazione. Una cosa su tutte, il virgolettato su Brunetta: SONO parole di Brunetta, SONO parole CONVINTE di Brunetta (che su alcune cose può pure aver ragione, ma non è il suo il modo giusto di esprimersi, visto che è “anche” un ministro), non estrapolate e mutate di senso. Per di più nei giorni in cui si scopre che ha truccato i dati sull’assenteismo e che tutti i suoi provvedimenti non saranno adottati perchè incostituzionali (studiarli bene prima no?!).

    Tornando all’aspetto del discorso che più ti/ci interessa, l’articolo di Farina lo definisce Farina stesso: “Si ritaglia e si incolla deformando, costruendo grugni grotteschi con parole vere”. Mi pare sia lui a farlo: basta ammirare l’assoluta accozzaglia di “fatti” che mette vicino, incapace peraltro di trarne una conclusione che abbia la minima valenza morale, etica o politica.

    So che certa gente bisognerebbe ignorarla, ma si fa fatica perchè poi ti fanno diventare seguace e difensore indefesso di Santoro. Santori mistifica? In questo momento valuto più utile al mio paese la sua mistificazione di quella operata giorno per giorno da certi EX giornalisti e giornalisti in attività.

    Si allega profilo del signore Betulla/Farina, dal sito dell’ordine dei giornalisti: http://www.odg.it/site/?q=content/renato-farina-radiato-dallordine

  6. Per inciso: faccio tutto un altro mestiere ora, ma i miei primi “stipendi” l’ho presi da cronista per tv e giornali locali. Articoli e giornalisti come questi sono stati uno dei motivi per cui ho lasciato perdere quello che ritengo tuttora, potenzialmente, il mestiere più bello del mondo.

  7. A prescindere dal fatto che non condivido le affermazioni di Farina, non si può generalizzare, mai. I blog non sono tutti uguali, ci sono quelli di professionisti, quelli di appassionati che si acculturano su questo o quell’argomento, quelli di ragazzi che si divertono a scrivere quello che gli passa per la testa, a volte senza rendersi conto che si trovano comunque su un terreno pubblico ecc.
    Non sono e non possono essere tutti uguali, quale che sia la critica che gli si può fare.

  8. Per quanto riguarda l’altro articolo che linki posso anche darti/vi ragione: ci sono molte esagerazioni in giro.
    Rimane però il fatto che:
    1) Travaglio è andato in onda, sì, senza contratto però.
    2) Il fatto che a Fazio sia stato rinnovato in extremis è assurdo, visto che “Che tempo che fa” è una trasmissione con un’audience e uno share che Rai3 si sogna: importantissima a livello commerciale e di sponsor.
    3) Report andrà in onda senza copertura legale da parte dell’azienda per i giornalisti (se non sbaglio la questione è irrisolta).
    Più altre piccole “dimenticanze”, ma non voglio fare troppe questioni. In questo caso, condivisibile o no, dietro l’articolo di Tramontano c’è una coerenza e un’argomentazione, a differenza di quello di Farina.

    In sostanza: Tramontano ha alcune ragioni in linea generale, ma è bambinesco pensare che si ricorra (nuovamente, l’editto bulgaro c’è stato, o no?!) a una censura in senso stretto. Questo è il momento delle intimidazioni e del rendere il lavoro più “scomodo”, senza giungere a estremi che, in questo caso, provocherebbero sollevazioni internazionali ben più imbarazzanti di quelle che già ci sono. Ma la Rai di chi è? Quali sono i suoi scopi? La domanda da porsi è questa. La rai deve fare servizio al cittadino (e Report lo fa, in maniera splendida, degna della miglior BBC), Fazio fa audience e crea introiti pubblicitari all’azienda. Il solo dubbio che è aleggiato su queste 2 trasmissioni è un (ulteriore) segno di imbarazzante imbarbarimento della lotta politica in questo paese.

    Io capisco che la pensiamo diversamente, Franco, ma non credo che nessuno di noi due sia ingenuo al 100% 🙂

  9. In un paese in cui i giornalisti tv e stampa camminano sul filo del rasoio (basta ascoltarli a ‘Prima Pagina’, oggi, e averli ascoltati in tempi passati per rendersi conto che – quasi tutti – hanno paura di perdere il posto), certamente i blog rappresentano uno spazio sempre più esplorato dai lettori (non solo più dai navigatori) per avere notizie che non siano filtrate da convenienze, opportunismi, timori del potere(con la marcia in più dell’interattività).
    Anche se esiterei a definire ‘regime’ questo sistema, i condizionamenti pesantissimi sono sotto gli occhi dei (pochi, troppo pochi!!)lettori abituali di quotidiani.
    Persino il corrierone di De Bortoli pare caramellato.
    Allora i blog – soprattutto se affidabili – diventano fastidiosi, perché non si riesce (ancora) a controllarne i contenuti e possono scrivere cose molto scomode e sono vieppiù letti e seguiti (per non parlare dell’interattività).
    Perché c’è la faccenda della pubblicità; il vero nodo della questione. La pubblicità sul web apre finestre interessantissime alla comunicazione di aziende e prodotti, e non si tratta certo dei banner, che hanno fatto il loro tempo e se ne stanno là – come dei baccalà – a raccontarti che un prodotto c’è!
    Il futuro (del fatturato) è dietro l’angolo e gli attacchi ai blog si fanno, per minarne la credibilità.

    • cara Silvana, io personalmente degli attacchi al mio blog fatti da determinati personaggi me ne faccio un baffo, anzi, sai cosa dico, che me ne frego! Avere determinati “nemici” per me é solo un onore. E perdonatemi la citazione mussoliniana, ma la frase “molti nemici, molto onore” l’ho sempre considerata affascinante e continuo a giudicarla così oggi…

  10. Figurati! La frase “molti nemici, molto onore” è bella ed efficace. Ci sono altri (il nostro Presidente del Consiglio) poi che sottintendono citazioni di Mao al loro operato, come “colpirne uno per educarne cento” (vedi Boffo) 😀

  11. Caro Franco, hai espresso con molta onestà e compostezza le tue opinioni, e di questo ti ringrazio.
    Un piccolo chiarimento: Renato ha un blog “in costruzione”, di cui prima o poi comincerà a occuparsi. Il bersaglio della sua critica non sono i blog nel loro complesso, ma solo i blogger che, coperti da anonimato che Franco definì giustamente “conigliesco” (e che fin troppo spesso diventa canagliesco), ne approffittano per destreggiarsi in autentici esercizi di diffamazione. So benissimo che la pensa così. Per cui, Franco, puoi stare tranquillo. Uno come te, che si firma nome e cognome, che esprime un reale pensiero non per il gusto di diffamare come altri pusillanimi della blogosfera minore, non è certo in questo novero. E, credo, nessuno di quelli che hanno scritto qui.
    Caro mr. Phillips, si tranquillizzi pure anche lei: lui non ce l’ha col mondo dei blog in blocco, ma coi blogger canaglia, con gli avvoltoi, coi veri farabutti furbi e presuntuosi, quelli che dall’alto del loro nulla vorrebbero dar lezioni camuffate da opinioni.

    Tuttavia, mi sento in dovere di esprimere grande amarezza per quel che hanno scritto alcuni lettori. Quello che dice Capacchione, che stimo per averlo conosciuto via facebook e che considero un amico, è giusto per un 40%, più o meno. Gli consiglio una lettura: “Alias Agente Betulla”, edito da Piemme, in cui si può leggere, più o meno, com’è andata una vicenda la cui verità è stata svelata solo in parte. Rendo merito a Fabio di aver comunque precisato che bene o male d’informazione ha competenza: Renato ha viaggiato in 118 Paesi (credo, forse qualcuno di più, poco importa) per fare il suo mestiere, è stato in Iraq durante la prima guerra del Golfo, in un albergo senza luce né acqua; è andato a cercare Ratko Mladic in Bosnia. Insomma, ha avuto trent’anni di carriera vera, reale, non certo da “scaldasedie”, come dicono (non qui) quelli che poco conoscono il mestiere, se non attraverso qualche descrizione oleografica.

    Un abbraccio a tutti.

    • ringrazio Tommasone, alias Farina jr., del suo civilissimo intervento. Se poi, Tommaso, il tuo babbo, l’onorevole Farina, volesse intervenire direttamente e dire la sua, sarei molto lieto e credo lo sarebbero i lettori, di pubblicare un suo commento. Incidente a parte, su cui so poco e sul quale dovrei documentarmi e leggere il libro che tu citi, io ricordo Renato Farina come eccellente giornalista nei suoi anni di collaborazione al Giornale, mentre non ho avuto modo di seguirlo a Libero

  12. Il chiarimento di Tommaso, relativo all’anonimato nell’utilizzo dei Blog, ovvero “quelli che dall’alto del loro nulla vorrebbero dar lezioni camuffate da opinioni” lo appoggio in pieno. Capita spesso (troppo spesso) anche qui nel variegato mondo del vino che anonimi “saccenti” rompano le balle sparando a zero senza averne le competenze, denigrando il lavoro altrui sulla base del nulla. Sarebbe interessante un commento anche del babbo…

  13. Ripeto una cosa già scritta in altra sede.
    Fermo restando che non si contesta, nè si potrebbe, la serietà, la levatura della carriera di Renato Farina, accade, sovente e senza che ciò debba essere considerato offensivo, ma semplicemente un fatto naturale dovuto al passar del tempo, che le arterie si induriscano, che la propria elasticità mentale venga un pò meno, che proprio in virtù delle innumerevoli esperienze maturate si giunga a giudizi tranchant senza avere una chiara ed ampia visione del merito su cui si ci si esprima, di conseguenza si debbono accettare le critiche, anche aspre, che ne possano derivare.
    Magari la grandezza del passato riemerge, uno spirito autocritico induce alla riflessione e si può rimediare, correggere o riformulare quanto scritto o detto in precedenza.
    Che ne dice Tommaso ne parla con il suo stimatissimo papà?

  14. Qualunquismo?? Quello di Feltri che infama Boffo per una vicenda di 5 anni fa (non poteva farlo prima??) oppure che minaccia di pubblicare un dossier su Fini (attenzione non pubblica ma minaccia di farlo) e via via discorrendo…
    Oppure quello di Farina che accusa i sostenitori di Grillo chiamandoli feccia, popolino e… mi fermo quì!!
    Come ha dichiarato nell’intervista trasmessa giovedì su Annozero il Direttore de “il Giornale”: non è Feltri ad essere berlusconiano, è Berlusconi che è feltriano… (non dimentichiamo l’inquadratura al busto del Duce guarda caso proprio sulla scrivania di Feltri)….
    Qualunquismo?? Povera Italia….!!

  15. Come sempre la verità stà nel mezzo… Feltri ha giustamente pubblicato un inchiesta su Boffo. E fin quì tutti d’accordo. Sono i modi e le fonti tipo la pubblicazione di alcuni stralci di una fantomatica “velina” ANONIMA e di dubbia provenienza….senza contare che con cinque anni di tempo per pubblicare la notizia e creare uno scandalo il diretur de il giornale abbia proprio scelto di farlo all’alba del giorno dopo il “richiamino” di Boffo al caro Premier chiedendogli una maggiore sobrietà (mica gli ha chiesto di rispondere alle domande di repubblica o di spiegare agli italiani la funzionalità del lodo Alfano o di chiarire la sua posizione rispetto alle escort messe quà e là nelle liste per le comunali….etc etc).
    Quindi, a parer mio, tutto ciò suona come una “infamata”…
    Ancor di più se si dimenticano tutti gli scheletri nell’armadio dell’ editore de Il Giornale.
    Sig Ziliani son di destra anch’io ma non mi riconosco in questa italianissima “destra” che usa mezzucci (intesi come colpi bassi….non che Il Giornale sia un mezzuccio, tutt’altro ci sono molte firme validissime in quel quotidiano), censure e “porta a porta”….;-)
    Cosa direbbe il Maestro Indro?

  16. Ciao Tommaso,
    Scusami per il risentimento, ma per puntualizzare, tuo padre dice “È la famosa tecnica del blog. Si ritaglia e si incolla deformando, costruendo grugni grotteschi con parole vere.”
    Senza distingui, ed e’ questo che mi ha dato noia. La prossima volta, che sia piu’ preciso, e magari dica la tecnica di un certo tipo di giornalismo, dato che si trova spesso anche nella carta stampata.
    Sono d’accordo con te che chi tenta di celarsi dietro l’anonimato valga ben poco (sempre che identificarsi non equivalga a firmare la propria condanna a morte, come successo per alcuni coraggiosissimi giornalisti russi). In situazioni piu’ normali, se si ha un pensiero e’ bene dirla a testa alta e guardando la gente in faccia. Si risulta anche molto piu’ credibili a farlo.
    A proposito, fare un blog in totale anonimato non e’ poi tanto facile. Ne sa qualcosa Rosemary Port, la cui identita’ e’ stata svelata da Blogger in seguito alla causa per diffamazione intrapreso da Liskula Cohen, vittima di una campagna di denigrazione su un blog non firmato. Adesso la Port sta facendo causa a Google, che avrebbe violato la sua privacy ottemperando all’ordine del giudice di rendere pubblico il nome del diffamatore della Cohen. (!)

  17. @ Tommaso
    scusa vedo solo ora la tua domanda..
    Per quel pezzo devi spulciare i video di beppe grillo vecchi di 1 o 2 anni (forse di più). Se non sbaglio era una trasmissione rai e quella era la risposta ad una domanda passata poi in secondo piano.. mi ricordo solo che mi aveva colpito parecchio perchè era una forte presa di posizione alla Facci….non alla Farina. Spero di essere stato esaustivo.
    Ora rispulcio anch’io se lo trovo batto un colpo.
    Saluti

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