Piccolo esercizio lessicale: dei “problemi” e della scorrettezza nel farvi accenno

Cari amici, lo so bene che è sabato, che giustamente state godendovi il vostro week end, che non vorreste essere scocciati, ma voglio ugualmente chiedervi un piccolo aiuto.
E’ una consulenza di tipo lessicale, filologico, interpretativo quella che vi domando, ovvero aiutarmi a capire il senso di una frase e ancora più precisamente della parte di una frase dove si parla di “problemi”.
La frase su cui vi sollecito lumi è la seguente: “Noi vogliamo bene a Carlo Bianchi “malgré lui”. Malgrado i suoi problemi. E le sue scorrettezze (verità parziali, parti di mail private rese pubbliche). E continueremo a volergliene”. Premetto che Carlo Bianchi è un nome di fantasia in luogo del vero nome che è stato utilizzato e che la frase non è stata inserita in una comunicazione privata, in una e-mail, ad esempio, ma pubblicata su un blog che può essere letto da chiunque abbia un accesso ad Internet.
Quello che vi chiedo è se la porzione di frase “malgrado i suoi problemi” si presti ad una interpretazione univoca, ad una lettura chiara, oggettiva, facilmente comprensibile da chiunque, o se invece sulla variegata natura di quei “problemi” si possa fantasticare, ci si possa scatenare nelle più libere e spericolate interpretazioni, magari pensando che quei “problemi” possano essere indifferentemente di natura fisica, finanziaria, morale, giudiziaria, psicologica, legati a questioni inerenti al lavoro, alla sfera affettiva o sessuale, alla vita privata o familiare o chissà che altro.
Ma che razza di “problemi”, più o meno confessabili, avrà mai Carlo Bianchi, si sentirà sicuramente di chiedersi il lettore di quella porzione di testo apparsa su un blog!
E secondo voi è lecito e corretto, ed etico, consapevoli che con questa vaghezza, con questo mantenersi nell’indifferenziato, nel regno del tutto è possibile, si possano scatenare le più diverse letture di quel giudizio, esprimersi su un blog nei confronti di una persona?
Vi prego, aiutatemi a capire, prima che per sceverare quei reconditi significati e la natura dei “problemi” cui si faceva riferimento, nonché accertare l’effettiva correttezza di un simile modo di scrivere, mi debba rivolgere, spendendo dei soldi per la loro consulenza, a persone che non sono solite occuparsi di psicologia o di filologia classica o di interpretazione dei testi, ma di cose molto più concrete che riempiono le cronache di questa litigiosa Italia dove l’imbarbarimento dei costumi è triste spettacolo quotidiano…

0 pensieri su “Piccolo esercizio lessicale: dei “problemi” e della scorrettezza nel farvi accenno

  1. non ho letto il testo, ma siccome mi ritengo persona fantasiosa, mi diverto a sbizzarrirmi sulle varie ed eventuali “problematiche”…..

  2. Caro Franco, la tua analisi non fa una piega e, come spesso accade, sono d’accordo con te. Anzi, trovo che se si vuol bene davvero ad una persona, malgrado tutto, lo si faccia a prescindere dai suoi “problemi”.
    Quanto sono preziose quelle persone che ti amano per quel che sei! Rare, direi.

  3. Accidenti! Ho provato a cercare il post “originale” (o è originario?) e non l’ho trovato. Sarà mica che a Bra ti hanno beccato con qualche fanciulla di nome Noemi, vero? Che magari beveva sangiovese “migliorato” coi vitigni internazionali, o nebbiolo “arricchito” con uve alloctone.

  4. Contribuisco con il mio contributo a questo gioco (?): “malgrado sia una persona impresentabile, infrequentabile, immonda, con vizi tali che in realtà ci sconsiglierebbero di volergli bene”.
    Poi ci spieghi l’enigma?

    • forse non mi sono spiegato bene: é normale che si scriva in un post, riferendosi ad una ben determinata persona, di cui viene fatto nome e cognome, si arrivi a scrivere che ha dei “problemi” senza specificare di che natura siano e consentendo pertanto tutte le congetture possibili? Secondo me no, ma volevo conoscere il vostro punto di vista

  5. Premetto che forse non ho capito bene la questione, ma in generale ritengo che qualunque persona ha i suoi problemi. Se si parla di una persona in internet dicendo che ha dei problemi, si dice una ovvietà. Io ho tanti problemi e se qualcuno me lo dice non mi preoccupo, anzi cerco di migliorarmi individuando la causa dei problemi.
    Altra cosa però è se si scrive che una persona ha problemi in tono ironico e con cattiveria.
    Il contesto è essenziale per capire il senso.

  6. ci sono i Toscani,mezzi Toscani(così diceva di essere Fanfani)
    ed i quaquaraquà!Lasciali perdere questi ultimi, hai tutto da
    guadagnare e,nulla da perdere,sono dei poveri miserabili.
    Io ci berrei sopra,non Champagne,facendo roteare il bicchiere
    come una centrifuga,ma il Franciacorta vista la concomitanza.

  7. Mi sembra il modo più scorretto di ostentare sentimenti e nel contempo fare pesare il fatto che ” quei problemi ” siano diventati insopportabili.
    Ipocrisia pura.

  8. Caro Franco, lo sport nazionale oggi, quando si parla o si scrive di chiunque, è costituito da quella che in altri tempi veniva definita “venticello”.

    Chiarisco meglio il mio pensiero. Sarà capitato un pò a tutti, specialmente a chi opera nel commercio, di chiedere notizie, per esempio, su una persona a gente che si ritiene di conoscere e che magari con quella persona ha avuto rapporti. Bene! Ho sempre aborrito coloro i quali, in maniera assolutamente ipocrita esternavano il proprio giudizio in questo modo: “Assolutamente una bravissima persona, corretto, compito, preciso……….però, sai, con me non e successo nulla, ma ho sentito che ultimamente…………sai fidarsi e bene non fidarsi è meglio.

    In forma estesa, questa è la esplicazione dei “problemi”. In un paese in cui, dal Presidente del Consiglio in giù, alle accuse non si risponde più con i fatti,che magari dimostrino una condotta specchiata, bensì con altre accuse quasi che la propria immoralità venga giustificata dall’altrui, cosa si pretende?

    • caro Beniamino, ma quel venticello aveva un nome ben preciso, quello di “calunnia”…. Mi chiedo se anche in questo caso, nei confronti di Carlo Bianchi, si tratti di calunnia oppure solo di un episodio di maleducazione. E di ben poca correttezza…

  9. Mi viene in mente un detto che mia moglie, ogni tanto, rispolvera quando se ne presenta “l’occasione”: a lavare la testa agli asini ci si rimette tempo, acqua e sapone.
    Anche io, se un tale avesse detto o scritto una frase del genere nei confronti di Carlo Bianchi, bene avrebbe fatto a chiedergli opportuni chiarimenti, come hai fatto tu, per interposto Bianchi, Franco.
    Salvo poi rendermi conto, come credo tutti i lettori con un minimo di buon senso, che la sua risposta, sullo stesso blog, è semplicemente (si fa per dire…) irritante.

    P.S.: ancora più strano…sono magicamente apparsi su quel blog anche i miei due interventi. Che qualcuno, di là, abbia letto qualcosa su questo blog…?! Potenza della rete…!

  10. Posto che invitarti ad ignorare le manifestazioni da te ritenute di livello infimo sembra cosa vana, provo quest’altra: perche’ tu sostituisci con uno pseudonimo il nome e il cognome realmente impiegati sul blog in questione? Perche’ questo anziche’ essere ignoto non ha invece, nelle tue parole, un nome e un link? Perche’ opporre a tanta obliquita’ altra obliquita’ anziche’ una bella dirittura?

    • molto semplice caro Filippo, non voglio nominare quel blog e quella persona che si é rivolta a me in quella maniera nella quale intra-vedo ben poca “amicizia”, ma piuttosto un modo di fare, nei miei confronti, assolutamente scorretto. E poi mi bastava lanciare un segnale, cogliere cosa pensassero i lettori di questo blog, di quel comportamento, di quel pubblicamente alludere genericamente a miei “problemi”, quando in mail privata l’autore mi ha detto invece a quale tipo di “problemi” invece si riferisse. Quello che va chiarire in privato si preferisce mantenere misteriosamente allusivo in pubblico, sul suo blog? Che stravagante (eufemismo) comportamento…

  11. Che non volessi nominarlo l’avevo appunto notato. Chiedevo il perche’, ma non voglio insistere.

    Effettivamente sembra che in questo paese ci sia una curiosa nozione di privacy: appena si fa il nome esplicito di qualcuno, a qualsiasi proposito che non inizi e finisca con un elogio plateale, la reazione istintiva e’ quella di considerare la mera citazione quasi come una diffamazione.

    • il perché é semplice: perché mai dovrei fare il nome, che comunque é facilmente rintracciabile (diversi lettori di questo blog hanno capito di chi si tratti), della persona che si é comportata in maniera tanto scorretta nei confronti del mio amico Carlo Bianchi? A me basta porre il problema della sua scorrettezza, non tanto metterlo all’indice, che a quello, credo, ci abbia pensato già da solo con il suo comportamento…

  12. Franco, chi ama il vino su internet segue Ziliani (anche altro ovviamente). Alcuni suoi “amici” sono “golosi” di amanti del vino che “cliccano” sul web. Sono voraci e la torta di Ziliani fa molta “acquolina”. Sono golosissimi anche delle “ciliegine” di Ziliani, i vari commentatori che molto professionalmente scrivono su vino al vino, gente con nome e cognome, mica nomini a caso. Eh si, quelle ciliegine che i padroni della torta fanno tanto in fretta a mettere, pescando a caso dal dizionario dei nomi. Dicono che sui blog è tutto lecito ma anche sul web le regole della vita sono le stesse e se le parole non bastano a farle rispettare, aimè esiste solo un’altro sitema, equo con tutti, la legge.

  13. Personalmente ritengo una frase del genere molto chiara ed intuibile con la sua allusione cattivamente ironica di “problemi” che porta, per natura umana, a fantasticare sulle peggio cose…. Mi trovassi al posto del signor Carlo Bianchi mi riterrei offeso, oltre che considerare l’autore dello scritto un maleducato che non ha il coraggio di dire apertamente (naturalmente con i dovuti modi) quello che pensa su di me senza lasciar, così, nulla al caso ed evitando fraintendimenti.

  14. Caro Ziliani, la seguo da anni perchè condivido la sua passione per il vino (oltre a quella per la Beneamata) ed apprezzo la sua competenza e la sua manifesta indipendenza. Ritengo inevitabile, per un personaggio come lei, farsi molti amici, ma anche non pochi nemici (e questo, nel suo mestiere, è un merito). Ora, se posso trovarle un difetto, non me ne voglia, è di cacciarsela un po’ troppo con chi in qualche modo le porta qualche attacco. Dia retta a me, lasci perdere, li lasci cuocere nel loro brodo…noi assidui frequentatori del suo blog continueremo a frequentarlo e ad apprezzare, e quasi sempre condividere, lo spirito delle sue battaglie. Siamo in grado comunque di valutare il peso di qualche frase o di qualche comportamento non proprio cortese nei suoi confronti…al massimo penseremo “quella peste dello Ziliani ha scassato gli zebedei (e ne avrà avute le sue buone ragioni) anche a questo qui od a qualche suo amico”. Con stima e simpatia.

    • grazie del suo consiglio Angelo (già dato peraltro da altri amici e lettori di questo blog: ma io zuccone…): vedrò, una volta per tutte, di farne tesoro. Anche se leggere che poi si scrive che il mio amico Carlo Bianchi ha dei “problemi” senza precisare di che “problemi” si tratti e di che natura, fa girare veramente a me… gli zebedei…

  15. Caro Franco, certo che il tuo nome fa sempre notizia e da abili comunicatori hanno fatto diventare il tuo dibattito a Bra uno scoop che inevitabilmente gli ha dato visibilità e portato un sacco di nuove visite sul loro blog. Fin qui nulla di male, ognuno comunica come può e come vuole, ma, come già qualcuno qui ha scritto, anche nel web come nella vita ci sono delle regole. Tu Franco non hai nulla da dimostrare se non quello che ti ha portato ad essere la persona onesta e leale quale sei e chi ti conosce lo può testimoniare senza timore di smentite, la cosa che più mi ha dato fastidio è la sensazione della regia (sicuro che smentiranno) negli interventi sotto al loro post, un assente importante (forse era all’estero o in piscina?… :o) un altro amico che non si schiera e fa commenti ironici e di circostanza…insomma di naturale ho visto ben poco. Questa volta il capo branco ha parlato per tutti e si è tolto qualche sassolino dalle scarpe…Vedi Franco, consolati, pensa quanti soldi hanno dovuto spendere in telefonate per accordarsi tra di loro, tu, da solo come sempre, quei soldi li hai risparmiati. :o)
    C’è sempre un lato positivo in tutte le vicende.
    Con infinita stima,
    Barbara.

  16. Gruppo. Loro saranno anche un gruppo…
    Ma non e’ meglio soli, Franco, piuttosto che mal accompagnati?
    Hai molti piu’ amici di quel che sai e di quel che credi, questo e’ poco ma sicuro. Basta leggere gli ultimi commenti di gente che non sapevi nemmeno che esistesse e che tifasse perfino Inter. E ce n’e’ sempre di piu’.
    Pero’ ci sono dei momenti in cui e’ da solo che ti prendi la briga di iniziare una tua battaglia. Se c’e’ qualcuno al tuo fianco, ben venga. Ma se non c’e’ nessuno te la sei comunque sempre iniziata da solo e non guardi in faccia a nessuno, chi ti sta contro, chi ti sta al fianco. Per te conta il giusto, la posizione giusta, non lo schieramento. Percio’ avrai sempre accanto un sacco di gente che ti legge, anche se questa gente non te lo scrive ne’ ti dira’ mai che sta dalla tua parte. Non sarai mai solo. Adesso te lo dico io, ma soltanto perche’ ho una faccia di tolla un po’ piu’ evidente di tante altre che te lo direbbero anche, ma non hanno le dita sulla tastiera quando occorre averle. Pero’ lo pensano. Quindi bando alle ciance, continua ad andare per la tua strada che speriamo s’incroci di nuovo con la mia e va bene cosi. L’importante e’ abbracciarsi quando ci si rivede. Stai benissimo nella foto che ti ha scattato il nerazzurro leninista Carlo Macchi, molto meglio che in quella dove paventi un ciuffetto di capelli che non c’e’ piu’. Aggiorna la foto “L’autore”, dunque, mascherina!

  17. Caro …Carlo Bianchi hai tutta la solidarietà, coloro che utilizzano allusioni generiche hanno (forse….) lo scopo di colpire più in profondità… senza però assumersene le responsabilità… .

  18. Caro Franco, invece x me è proprio calunnia, l’allusione vaga a “problemi” non meglio specificati è la peggiore delle calunnie esplicite perchè lascia intendere senza assumersi la responsabilità di quello che si dice o scrive.

    Ma, come vedi, “the long winding road” che è la vita ci riserva sempre sorprese.

    Tu a Bra? qualche anno fa te lo saresti mai immaginato?

    Il re del politically scorrect a casa degli ex ARCIGOLA?

    Serietà e costanza non pagano subito ma alla lunga pagano e quand’anche non dovessero pagare la coscienza è lì a posto, il conto in banca meno ma che importa se si riesce a vivere dignitosamente?

  19. Beh, caro Beniamino@, in effetti è mobbing. Alcuni/e di noi sanno bene di che si tratta, magari ne sono anche vittime, talvolta.
    Si tratta di ‘diminuire’ poco a poco una persona, rosicchiandone la credibilità e/o l’autorevolezza, in modo più o meno esplicito, talvolta (non questa, che Ziliani cita!)anche in un modo che può apparire ‘garbato’, a volte buttando lì una battuta che ci si affretta poi a smentire o ‘addolcire’.
    E’ un reato, penale. Di solito commesso da chi ha molti interessi ma pochi argomenti a loro sostegno e ancora meno palle (quelle che voi chiamate zebedei).

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