Prova d’appello per i Brunello 2004 in London. Provvede The World of Fine Wine


L’ho già raccontato recentemente, leggetelo qui, come da Decanter sia arrivata una solenne mezza bocciatura dei Brunello di Montalcino 2004, che dovevano, così ci è stato detto, essere dei grandi Brunello e costituire la pietra angolare su cui edificare la rinascita del grande vino base Sangiovese del celebre borgo toscano dopo l’incidente di Brunellopoli o se preferite chiamarlo all’inglese del Brunellogate.
Grande degustazione, un corposo wine tasting di 157 Brunello 2004, ma se i numeri hanno un qualche significato, e le statistiche esprimono delle realtà, il palmarès dei risultati, che attribuisce il giudizio massimo di cinque stelle ed il Decanter Award, a solo 2 vini, ovvero una percentuale ridicola dell’1,2% del totale degustati, e quattro stelle, equivalenti al giudizio di “highly recommended. Very good to excellent”, a solo 21 altri vini, per una percentuale sul totale del 13,37%, ovvero una superpromozione da parte della rivista che riguarda solo 23 vini, ovvero il 14,65% c’è ben poco di che rallegrarsi.
Soprattutto considerando che 134 vini, ovvero la stragrande maggioranza, pari all’85,35 per cento, hanno ricevuto punteggi varianti dalle tre stelle di “recommended” ovvero good alla singola stella.
Allora, vogliamo provare a concedere una prova d’appello alla massima espressione del Sangiovese in terra toscana, ovvero del mondo?
A Londra, non nella sede di Decanter, ma in quella più piccola, ma frequentata da testine altrettanto pensanti, che è la redazione della più bella e raffinata rivista di vino del mondo, ovvero The World of Fine Wine, hanno pensato che era il caso di give another chance to Mr. Brunello, e di organizzare se non una rivincita, che tale non vuole in alcun modo essere, una nuova occasione di verifica della reale qualità dei Brunello 2004.
Non tutti, perché ci vorrebbero giorni e giorni, ma una selezione ricca e ragionata (fatta con la collaborazione di alcuni collaboratori esterni) di un’ottantina di Brunello di questa controversa annata.
Il confronto, meditato, com’è nello spirito della rivista, senza fare corse, dando ad ogni vino il giusto tempo per esprimersi, si terrà, giovedì 10 e venerdì 11 settembre in London, nella redazione della rivista, suddiviso in due giorni, perché con non più di quaranta vini a sessione si possa consentire ad ogni vino di giocarsi le sue carte, di aprirsi nel bicchiere.
E ai tre degustatori componenti il tasting panel, che rispetto a quello di Decanter è più coeso, formato da sole tre persone e non da una decina abbondante, e da persone che sicuramente conoscono i vini italiani e sono in grado di apprezzarne le caratteristiche e le peculiarità (cosa che non sempre a Decanter, quando si degustano i vini italiani, accade…), di svolgere al meglio il proprio dovere.
Ma chi si “sciropperà” gli 80 Brunello 80? Innanzitutto il più grande esperto di vini italiani di lingua inglese, Mister Nicolas J. Belfrage, Master of wine e autore di libri fondamentali quali Life Beyond Lambrusco (1985), Barolo to Valpolicella (1999) e Brunello to Zibibbo (2002), e del freschissimo di stampa The Finest wines of Tuscany and Central Italy,  e poi Roy Richards, wine importer nonché esperto di vini e appassionato di vini italiani.

Quindi, sicuramente il lato debole del trio, il vostro umile cronista, che ha in larga parte contribuito a selezionare i vini e che la mattina del 10 volerà da Bergamo a Londra per una full immersion tutta Londoner, per vedere di restituire, insieme a Nicolas & Roy, a Messer Brunello l’onore perduto.
Buone intenzioni che potranno avere seguito solo e soltanto se nel corso del nostro assolutamente blind (anonimo, cieco) tasting riscontreremo nei vini qualità tali da valere il nostro elogio. E punteggi, espressi in ventesimi, conseguenti a quel grande livello qualitativo che il Brunello dovrebbe ad ogni occasione mostrare.
Sono molto curioso, personalmente, di vedere come andranno le cose e quanti e quali vini conquisteranno il nostro plauso.
Una curiosità, quella di sapere un po’ come siano andate a grandi linee le cose, che voi invece dovrete tenervi sino al 15, perché giusto il tempo di tornare a casa l’11 sera, cambiare armi e bagagli, che la mattina del 12 da Londra e Montalcino dovrò, con enorme piacere, passare alle Langhe e al Roero, per quella serie di degustazioni, incontri, abbracci con l’amata terra del Barolo (e del Barbaresco), che mi aspetta e che ho già descritto qui.
Bye bye!

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