Zaia, sempre più propagandista del Prosecco. Ora basta!

Amici di Luca Zaia (ne avrà pure qualcuno, no?) diteglielo anche voi che il troppo stroppia e la misura è colma.
Fatelo per il suo bene, diteglielo (sperando lo voglia e possa capire) che un Ministro della Repubblica Italiana (non di un’immaginaria Padania) come è lui, titolare del dicastero delle Politiche agricole alimentari e forestali, deve curare tutti gli interessi della filiera agricola e non ridursi, come di fatto sta facendo, a testimonial, propagandista, press agent del suo amatissimo vino di casa, il Prosecco di quella Marca Trevigiana che gli ha dato i natali (è nativo di Bibano o Conegliano, la località cambia a seconda delle fonti) e che è il suo bacino elettorale.
Non passa difatti giorno o quasi che sul sito ministeriale oppure sul verde padano sito Agricoltura italiana on line, rivista telematica del Ministero, non di qualche organismo leghista, compaia una dichiarazione dove il prode Zaia ricordi all’universo mondo di tenere in grandissima considerazione, una sorta di priority, gli interessi dei viticoltori e degli imbottigliatori dell’area di Conegliano, Valdobbiadene e dintorni.
E di considerare di fondamentale importanza tutto quanto avviene in quel ridente (perché è oggettivamente bello, ma anche perché forse qualche volta si esagera con le ombre.. di Prosecco ovviamente) universo.
Si annuncia il Forum Spumanti d’Italia coordinato dal mio amico (amicizia nata quando lavorava in una zona vinicola d’eccellenza come la Franciacorta) Giampiero Comolli? Ghe pensi mì, parafrasando un cumenda milanese, ha prontamente detto Zaia, dichiarando al sito ministeriale, leggete qui, che “Il Forum Spumanti d’Italia è diventato l’appuntamento internazionale più importante del settore. Lo Spumante è ambasciatore del Made in italy enologico e del lavoro di tantissime imprese, ben 496.745 quelle vitivinicole. Dietro quel lavoro c’è il sacrificio, la passione e l’amore dei produttori per la storia e le tradizioni della loro terra che domani saranno giustamente celebrati”. Il Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia annuncia con queste parole la sua presenza, domani in Veneto, per l’inaugurazione, alle ore 11.30, a Valdobbiadene, presso Villa dei Cedri, del V° Forum Spumanti d’Italia, edizione 2009”.
Ma era solo una prima ombra, pardon, un aperitivo, perché una volta arrivato a Valdobbiadene ecco quello che Zaius, come ama chiamarlo il mio amico Alfonso Cevola, texano di origine italiana (ovviamente meridionale, con quel nome) ha dichiarato, come riporta l’agenzia Asca qui.
In verità era partito bene, sostenendo che ”il vigneto Italia é sotto attacco. Mi impegno personalmente a far passare nell’opinione pubblica quel principio di verità secondo il quale la responsabilità del vino negli incidenti stradali e’ davvero residuale”. Così il Ministro Luca Zaia, intervenuto oggi al Forum Spumanti d’Italia a Valdobbiadene, in provincia di Treviso. ”E per quanto riguarda l’aspetto finanziario, é necessario richiamare gli istituti di credito al dovere di dare una mano ai nostri produttori e, in genere, all’agricoltura italiana – ha aggiunto Zaia -.
Ho detto, e lo ripeto, che sostengo la proposta di dare i prodotti agricoli a garanzia bancaria. Ma ho detto anche, e ne sono convinto, che anche le banche devono assumersi il rischio di impresa”.
”La grande madre di tutte le battaglie – ha proseguito il ministro – é quella dell’identità dei prodotti. La stiamo combattendo in Italia, in Europa e in sede di Wto. Il cittadino consumatore, in Italia e in qualsiasi altra parte del mondo, ha diritto di sapere nome e cognome dei produttori e la storia che ha condotto quel prodotto fino al bancone dove lui lo acquista. Siamo contrari e resteremo fieri oppositori di tutte le politiche che tendono ad annullare le differenze per proporre ai cittadini un consumo indifferenziato che, qualche volta, mette anche a repentaglio la sua salute”.


Però, una volta osservato questo, con toni vagamente petriniani, il promoter prosecchista non ce l’ha fatta più ed eccolo, visto che era ospite al Forum Spumanti d’Italia, arrivare al dunque:
”Per quanto riguarda spumanti e prosecco – ha continuato Zaia -, siamo qui a riaffermare la leadership mondiale della produzione italiana in un mercato sempre più difficile. Mai come ora, le istituzioni devono collaborare attivamente con i produttori per acquisire nel mondo spazi nuovi, incrementare i consumi e affermare la forza del prodotto italiano.
Gli ultimi dati sulle esportazioni ci dicono che siamo sulla buona strada: nel 2008 i vini spumanti hanno registrato un incremento dell’export del 14 per cento, pari a 1,3 milioni di ettolitri, la migliore performance degli ultimi dieci anni in termini quantitativi. E in termini di valore e’ il miglior risultato di sempre, con 444 milioni di euro ed una progressione dell’11 per cento su base annua”.
Ormai é lanciato e incontenibile, e magari favorito da un calice di Cartizze, eccolo sottolineare tutto felice che ”Non solo, contemporaneamente sono diminuite notevolmente le importazioni di vini spumanti, specie dalla Francia: ciò significa che gli italiani ormai preferiscono lo spumante e il prosecco al cugino francese, lo Champagne.”
Sarebbe già da oggi le comiche, da dichiarazione di guerra da parte del C.I.V.C. definire, con totale sprezzo del ridicolo “cugino francese del Prosecco” lo Champagne, roba che nemmeno il presidente della Pro Loco di Bibano (con tutto il rispetto) si sognerebbe, ma il finale conferma che non davanti ad un ministro delle Politiche della Repubblica Italiana ci si trova, ma ad un politico, provinciale, che si occupa prevalentemente degli interessi, di bottega e di collegio elettorale, della sua zona.
Come un perfetto addetto stampa ecco sottolineare che “anche i numeri del Prosecco sono eccellenti: la produzione del 2008 è di 160 milioni di bottiglie, per un valore al consumo superiore ai 650 milioni di euro. é inoltre un vino che ha un forte appeal all’estero, visto che oltre il 40 per cento della produzione (70 milioni di bottiglie) viene esportato. Proprio per questo stiamo lavorando a livello internazionale perché il nome ”Prosecco’ rimanga di uso esclusivo delle zone di produzione italiane. Sono convinto che la recente DOCG sia un elemento di forte positività che, anche grazie alla capacità e alla creatività dei nostri produttori, ci aiuterà a imporre un pezzo importante del Made in Italy nel mondo”.
Roba da non credere…
Oddio, in anni recenti al dicastero già dell’Agricoltura abbiamo già avuto dopo i Pecorariscanii che bastava grattare il verde e veniva fuori il rosso, oltre che la scarsa competenza e qualche coinvolgimento in indagini, anche un ministro pugliese, peraltro ben introdotto e rispettato a Bruxelles, che diciamo curava con attenzione gli interessi del Salento e di una grande Cantina cooperativa nella quale era piuttosto coinvolto, ma questo non basta a giustificare l’atteggiamento così scopertamente filo veneto e Marca Trevigiana di un ministro che dovrebbe dedicare pari attenzioni non solo al Prosecco ma anche alle sorti dei vini siciliani (in grande difficoltà), della Puglia, della Campania e della Toscana. Anche di quel Brunello di Montalcino a proposito del quale volle creare un Comitato di garanzia del cui operato e della cui utilità attendiamo ancora notizie.
Come ho già osservato altrove, intervenendo a commentare un post dall’incongruo titolo di “Spumante batte Champagne” che sembrava dettato da Zaia, credo che l’espressione “spumante batte Champagne” sia significativa e congrua come dire “vini rossi italiani” battono Romanée-Conti o Château Petrus. E che per “battere” (in quale battaglia, guerra, disfida?) lo Champagne, lo “spumante” debba schierare l’intera Armata Brancaleone con le bollicine, cose nobili e analoghe come metodologia produttiva allo Champagne, ovvero Franciacorta Docg, Trento Doc, metodo classico dell’Oltrepò Pavese, dell’Alto Adige e di altre zone d’Italia, e tante altre ancora che con lo Champagne c’entrano come i cavoli a merenda, come Prosecco, Asti, Moscato d’Asti, più le tantissime tipologie spumanti e frizzanti di altrettanto tantissimi vini italiani bianchi.
Ma che ad accreditare, pro domo Prosecco, un confronto, incongruo, tra cose, storie, tradizioni, terroir, troppo diversi, e quindi imparagonabili, sia un Ministro della Repubblica Italiana (al quale farebbe bene un corso accelerato sul vino per capire come Spumante sia una definizione di nessun significato), trovo sia veramente ridicolo e che confermi che la politica, oggi, sia troppo spesso appannaggio di personaggi la cui preparazione, senso dello Stato, serietà, lascia troppo a desiderare. Povera Italia (del vino e non solo)!
p.s.
dopo aver scritto, ho scoperto, da un comunicato stampa ricevuto nel pomeriggio di venerdì 9, che il buon Zaia ne ha pensata un’altra. E’ proprio ora di fermarlo, leggete qui:
“Forbici alla mano, guanti e cassette per partecipare alla prima vendemmia DOCG partendo dalla collina simbolo del territorio, il Cartizze.
Per festeggiare la DOCG i produttori di Conegliano Valdobbiadene, rappresentati dal Consorzio di Tutela, non hanno voluto una conferenza stampa ma hanno chiesto una vera e propria vendemmia con un ospite d’eccezione: il Ministro Luca Zaia in persona.
Venerdì 11 alle ore 11, infatti, a Cartizze si riuniranno i 160 produttori del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore per festeggiare con il Ministro Zaia il passaggio da DOC a DOCG ( Denominazione di Origine Controllata e Garantita), che rende il vino di queste colline l’unico spumante in  Veneto a fregiarsi della qualifica di “top” d’Italia, riservata a sole 41 aree.
Il passaggio dalla doc alla docg è un momento importante e richiede consapevolezza e unione da parte di tutto il Distretto.
Per questo motivo, si è scelto di rafforzare lo spirito di squadra facendo condividere un momento di festa straordinario all’intera comunità dei produttori, formata da 160 aziende spumantiste, 2913 viticoltori, 250 enologi e 1500 addetti ai lavori.
Durante la vendemmia il Ministro Luca Zaia dimostrerà ancora una volta di essere molto vicino al mondo produttivo e, assieme ai viticoltori del territorio, contribuirà alla raccolta dei grappoli destinati a dare un vino speciale. Dopo la raccolta, infatti, queste uve saranno usate per produrre una cuvèe speciale, che sarà aperta in occasione del Vinitaly per il “deblocage” del DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore. Ciò avverrà presso lo stand del Consorzio di Tutela e ci auguriamo che, anche in questa occasione, a stappare la bottiglia sarà proprio il Ministro Luca Zaia”.

19 pensieri su “Zaia, sempre più propagandista del Prosecco. Ora basta!

  1. …volevo solo ricordarti che fino a poco tempo fa c’era Viviana Beccalossi che, facendo bene il suo lavoro, ogni giorno incensava la Franciacorta. Per favore Ziliani lascia lavorare chi ne ha voglia. Anche per chi ti legge la misura è colma!!!!

    • colma di che Signor Rovetta? Mi spieghi, si spieghi, ci faccia capire. E, per favore, so io quello che devo scrivere senza che lei o altri mi dicano, in maniera più o meno intimidatoria, che “la misura é colma”… Cosa succede se vado avanti, che mi mandate le ronde padane? 🙂

  2. Beh dopo la Bresso testimonial dell’Asti, ora Zaia (già vedendosi come governatore della sua regione)promuove il Prosecco. E noi aspettiamo Martini, che nonostante il cognome, promuova…
    Certo che BerSani potrebbe fare campagna elettorale sul tema…o no?

  3. Dopo il ministro con gli stivali di gomma (Zamberletti) il ministro con le forbici (Zaia).
    Non è da farne un dramma se il suo bacino di utenza e la sua visone del mondo è grande quanto la zona di produzione del Prosecco e più di li non va.

  4. Io capisco che le radici non si dimenticano e che un’occhio di riguardo possa essere rivolto alle proprie radici, ma trascurare sempre e tutto il comparto nazionale vitivinicolo che non sia quello veneto è un’errore politico. Zaia dovrebbe vendemmiare, simbolicamente, in ogni regione d’Italia, altrimenti rischia di rimanere isolato e perdere anche il potere politico. La visione d’insieme in un dicastero così importante come quello del Ministero del’Agricoltura è una necessità. Per il bene di tutti.

  5. …eppure è strano che Zaia propagandi solo il “suo” Prosecco.
    A giudicare dal suo colore preferito, dovrebbe privilegiare forse…il Verdicchio, o magari il Trebbiano Verde, magari proveniente dalla zona di…Verdello

  6. Simone e Zeta… non entro nella questione di ciò che dice il Ministro (anche per me, trevigiano, spesso esagera) ma sul fatto che il Prosecco non sia buono è cosa tutta da vedere.
    Se voi ne avete sempre e solo bevuto di cattivo significa che vi siete arresi ai marchi commerciali.
    Peggio per voi

  7. Ziliani, noto che che hai cambiato decisamente idea su Zaia.

    Zaia è un ministro pessimo che rischia seriamente di far rimpiangere il suo predecessore.

    • mai cambiata idea, ho sempre avuto, su Zaia, la stessa “considerazione” che esprimo in questi ultimi post. Appena nominato mi sono augurato che, come tecnico, avesse a cuore e conoscesse i problemi dell’intero mondo agricolo italiano. Ora, avendolo visto all’opera, e avendo notato come abbia a cuore prevalentemente gli interessi del suo bacino elettorale, rischio davvero di rimpiangere il suo predecessore Paolo De Castro.

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