Boscareto resort: segno tangibile dell’amore per la terra o violenza al paesaggio di Langa?


A volte, ultimamente (forse starò invecchiando o forse non ho ancora imparato a “stare al mondo”), sono portato a chiedermi se le parole abbiano lo stesso significato per tutti o se invece, grazie alla libera interpretazione del testo che la nostra ricchissima e duttile lingua italiana consente, possa accadere che una cosa che a me sembra bianca e alta possa apparire nera e bassa ad un’altra persona.
Insomma, è mai possibile che un intervento architettonico che a me appare invasivo, eccessivo, assolutamente ingiustificato, ben poco rispettoso del paesaggio circostante, aggressivo, possa invece essere giudicato da un collega, che non è un carneade qualsiasi, come “un segno tangibile (e fruibile) della passione per questa terra” da parte di chi quell’intervento ha voluto? Elemento scatenante di questo mio interrogativo, per andare al concreto, è stato il recente, ormai ultimato e prossimo all’inaugurazione (a fine ottobre) Boscareto resort (osservare con attenzione le foto, anche quelle comprese sul sito Internet) che la famiglia Dogliani, proprietaria dell’azienda vitivinicola Beni di Batasiolo (vigneti in La Morra, Monforte d’Alba, Barolo, Serralunga d’Alba, Bricco di Vergne), ha realizzato in Strada Roddino 21 in territorio di Serralunga d’Alba.
Cos’è il Boscareto resort? Semplice, come si può leggere sul sito Internet dedicato, un hotel cinque stelle (“38 camere e suites di lusso”) collocato in “una cornice di 32 ettari di vigneti, di sinuose colline, di borghi e di castelli medievali”, e costruito in maniera tale da dominare imponente con il suo corredo di Spa, (ormai non c’è grande albergo degno di questo nome che non abbia la sua bella Spa – centro benessere), ristorante, vineria, bar, centro congressi, sale meeting perfettamente attrezzate, “la splendida, omonima collina”.
Collina che per chi non lo sapesse, come ci ricorda Alessandro Masnaghetti nella sua indispensabile carta delle vigne e delle cantine di Serralunga d’Alba, pubblicata nella serie di cartine denominata I cru di Enogea (visita qui il sito Internet relativo) comprende “tutta quella parte di vigneti che dall’omonima cascina arrivano sino al confine con il Falletto. Vigneti che possono essere a loro volte divisi in due nuclei: quello più alto, di proprietà della Batasiolo, e con esposizioni a ovest da un lato e tra sud e sud ovest dall’altro, e quello invece più basso, caratterizzato da una lunga e sottile striscia di vigneti la cui esposizione oscilla in modo regolare attorno al sud-ovest”.

Un vigneto, il Boscareto, definito di “grande estensione”, posto tra 300 e 440 metri di altezza, con vitigni coltivati “nebbiolo in netta prevalenza, barbera e dolcetto per la restante parte”. Bene, proprio nel vigneto Boscareto Batasiolo possiede, come dichiara il sito aziendale, 13,50 ettari di Nebbiolo da Barolo, oltre a circa 18 ettari a Moscato d’Asti e una piccola estensione a Nebbiolo Langhe.
Come si legge, “situato ad oltre 400 metri di altitudine sopra il paese di Serralunga è caratterizzato sul versante Sud-Est da un terreno ricco di marne argillose dalle quali si ottengono vini ricchi di estratto, alcolici, profumati, e sul versante Sud-Ovest da infiltrazioni sabbiose che alleggerendo la struttura del terreno lo rendono più adatto alla produzione di vini bianchi profumati”. Eppure, in una situazione di vigneto ottimale, con una posizione che rende il Boscareto, confinante con i vigneti Francia e Badarina, facilmente avvistabile da ogni angolo, sia da Roddino che da Serralunga, per tacere della vista sconcertante che si ha dai Gavarini a Monforte d’Alba, la proprietà di Batasiolo ha deciso, ovviamente con il parere favorevole del Comune di Serralunga d’Alba (e si è trattato di una decisione che è stata fortemente contestata anche da amici, di analogo orientamento politico, del Sindaco Luis Cabases: un nome su tutti, quello di Maria Teresa Mascarello), di costruire un hotel che oggettivamente, comunque lo si osservi, da qualsiasi posizione (guardate le mie fotografie a corredo dei testi per farvi un’idea e meglio ancora, se siete in Langa salite a Serralunga e percorrete la strada che da lì conduce a Monforte d’Alba e poi ditemi cosa ne pensate), appare come un intervento invasivo, non certo in armonia con il paesaggio di colline, boschi e vigneti circostante.
Un intervento che introduce un elemento estraneo, per quanta attenzione possano aver posto i Dogliani e l’architetto autore del progetto a mascherare, con alberi alti, l’imponente ampia volumetria, e che costituisce un ennesimo episodio di quel non rispetto del paesaggio di Langa, di quella volontà umana di modellarlo secondo personali estri e interessi, che rappresenta uno degli elementi più scoraggianti per chiunque percorra, con occhi bene aperti e da innamorato, la sacra terra del Barolo.

Ma tornando all’interrogativo di partenza, come ha giudicato e cosa ha scritto a proposito di questa realtà che modifica sostanzialmente l’aspetto paesaggistico di quella che dovrebbe essere una zona da rispettare e tutelare con amore, il giornalista Paolo Massobrio?
Nella sua rubrica “In vino veritas” apparsa sul numero di ottobre della rivista Terre del vino edita dall’associazione Città del vino, nell’articolo intitolato “Cosa insegnano i vignaioli generosi”, così annota a proposito di una sua recente doppia visita a Serralunga d’Alba: “dopo aver scorto le insegne di cantine famose, di osterie e di ristoranti, dalla parte opposta, passato in linea diretta l’antico castello sotto il quale il grande Teo Cappellano faceva il Barolo Chinato, oggi svetta un resort a cinque stelle lusso che porta il nome di Boscareto.
C’è una spa aperta al pubblico, una piscina coperta, una vineria, un bar, un albergo, un ristorante con una squadra di chef che provengono da Vissani, Perbellini, Il Pescatore di Canneto sull’Oglio e Cracco. A quel punto – dopo aver visto quei letti grandi e quelle vetrate che davano sui vigneti – mi sono immedesimato nei desideri di un turista americano. E lì ho capito che, certi imprenditori, in questo caso i Dogliani, titolari dei Beni di Batasiolo, hanno fatto tutto questo per lasciare un segno tangibile (e fruibile) della loro passione per questa terra”.

Che si tratti di un “segno tangibile”, eccome, del loro passaggio, questo monumentale resort collocato nel cuore dei vigneti del Barolo di Serralunga d’Alba, non v’è dubbio.
Che realizzare in tal modo i “desideri di un turista americano” sia cosa buona e giusta (volevano fare vini per il gusto americano anche i pochi che anni orsono, premiati dalle guide, mettevano Cabernet, Merlot e Petit Verdot nei loro “Barolo” e “Barbaresco”, o quelli che hanno “taroccato” a Montalcino…) è tutto da dimostrare.
Ma siamo davvero certi, Paolo Massobrio, che tu ed io abbiamo osservato con lo stesso sguardo, e soprattutto la stessa mente e lo stesso cuore, quel gigantesco hotel tra le vigne?
E poi, ma siamo certi che non ci sia proprio un modo migliore, per un imprenditore veramente innamorato di questa terra, di dimostrarle la propria passione, il proprio attaccamento, che far calare l’ennesima colata di cemento, vetro e acciaio, visibile da ogni angolo, nel cuore delle vigne di Langa, per costruire una spa di gusto americano?
Voglio credere, perché so che sono ancora in tanti nella terra del Barolo a pensarlo, perché lo credevano e lo denunciavano (ricordate la loro solitaria azione, insieme a Beppe Rinaldi e a pochi altri, contro l’insediamento di Terre da Vino di fronte alla collina dei Cannubi a Barolo, mentre i capataz di Slow Food partecipavano tranquilli e senza battere ciglio alla cerimonia di inaugurazione?) quei “pericolosi “sovversivi” di Baldo Cappellano e Bartolo Mascarello, che ci sia un’altra via all’amore (sic!).
Una via, umana, buona, pulita e giusta, che non sia quella della cementificazione, seppur con l’alibi di attirare il turismo di alto livello e l’avallo della griffe dell’architetto di grido…

86 pensieri su “Boscareto resort: segno tangibile dell’amore per la terra o violenza al paesaggio di Langa?

  1. come diceva fantozzi a proposito della corazzata potemkin? ecco il commento è giusto quello.
    madonna che roba, l’architetto dovrebbe essere radiato dall’ordine
    francesco

  2. Caro Franco ,per me siamo alle solite.
    L’Italia ,attenzione non solo le Langhe ,fatica a capire uno sviluppo turistico lontano dal cemento. Non abbiamo capito che all’estero vogliono i casali , i castelli ,le belle ristrutturazioni della..nostra storia di cui per fortuna siamo molto ricchi.
    Al di la’ di queste considerazioni c’e’ la SPA-mania (finti luoghi ameni,le Spa vere sono le antiche Terme di cui siamo ben ricchi in Italia)che probabilmente e’ moda di un periodo.Per i tempi lunghi e per un turismo intelligente ci sono i nostri paesaggi , le nostre tradizioni e tutte le bellezze ambientali che ancora non abbiamo rovinato.
    Pensa a come si muove il Mondo! Facciamo le cose ..per gli americani quando invece dovemmo puntare a mercati ben piu’ globali.
    Abbiamo fatto i vini per loro e proprio loro dicono viva gli autoctoni!
    E’ sempre e solo un fatto di cultura .E la cultura la fai a scuola ma sopprattuto ..per le vie del mondo!
    Gli altri mantengono le cose di un tempo e noi vogliamo Riminizzare tutto …
    Non solo nelle Langhe e non solo nel vino..purtroppo!

  3. Oltre allo scempio di una preziosa collina, la costruzione non richiama neanche lontanamente una cascina della Langa. Evidentemente al Comune di Serralunga hanno chiuso entrambi gli occhi perchè facevano comodo gli oneri di urbanizzazione…

  4. Alcuni produttori di Serralunga con cui avevo parlato della cosa l’anno scorso non erano affatto dispiaciuti del nuovo ‘mostro’ langarolo, sembravano invece molto piu’ alterati per le parole di Beppe Rinaldi e di Maria Teresa Mascarello che avevano contestato pubblicamente la nuova costruzione in televisione.

  5. percorro spesso quella strada in bicicletta, ritengo che da Roddino a Serralunga si goda (godeva…) di uno dei più bei paesaggi di Langa, complimenti alla famiglia Dogliani e al Sindaco di Serralunga, sicuramente a mio avviso hanno lasciato un segno “tangibile” deturpando per sempre quel magnifico paesaggio! alla faccia del “Patrimonio dell UNESCO”….

  6. Caro Franco, in questi casi ci si domanda se pensavano di fare un’opera notevole? O se ne fregavano? Ma ho sempre in mente certi amministratori che pensano (tutt’oggi, quando ormai non si fa altro che ri-ripetere che il belpaese vanta paesaggi eccetera) che questo sia lo sviluppo. Alcuni forse in buona fede e candida ignoranza, altri perché “lo sviluppo(!)inizia con l’edilizia”.
    Sembra che a nessuno mai sia venuto in mente che si può costruire (certo che si può!) però pensando a dove, COME, quanto…
    E che se l’architetto bravo dovrebbe essere il primo a fare certe valutazioni (almeno quelle estetiche), l’amministratore pubblico, quando permette certi scempi dovrebbe essere chiamato in causa con un’azione di responsabilità.

  7. E’ l’ennesimo caso dove viene prestata piu’ attenzione al contenuto che non al contenitore, che definire invasivo e’
    gentile. Del resto le amministrazioni locali chiudono spesso un occhio nei confronti di chi vuole cementificare in grande nel loro territorio. Lo stesso architetto direi che avra’ poco da vantarsi

  8. Terribilmente brutto, un vero pugno nell’occhio. Ma chi è l’architetto che ha progettato un tale aborto. Se proprio dovevano fare qualcosa li, potevano fare una cosa più piccola, magari con sole 10 camere, nascosta dal verde, insomma le possibilità erano infinite. Quello lì è proprio un ecomostro nel vero senso della parola.

    Fabio Italiano

  9. … appena due anni fa’ ho camminato , con Caterina , queste vigne, ricordo che era una domenica mattina.Ricordo bene di essere rimasto sbalordito nel vedere cosa stava nascendo…mi sono meravigliato che tutto ciò poteva avvenire tranquillamente in un posto che per tutti gli appassionati del vino ,del nebbiolo e in particolare del barolo rappresenta un qualcosa di magico.Al ritorno sulla strada , lungo la quale avevamo posteggiato la macchina abbiamo incontrato un famoso produttore che si è fermato per salutarci e a lui abbiamo chiesto notizie su cosa stesse nascendo … abbiamo letto sul suo volto come una ferita, il rammarico e la rassegnazione… ancora poche parole e ci ha salutato lasciandoci lì…. increduli.
    Stasera vedendo le foto abbiamo capito che la colata di cemento è stata ben più invasiva e lacerante di quanto già allora si poteva intuire!!!
    Incredibile…

  10. Buongiorno Sig. Ziliani !

    ….oggettivamente una vergogna !! Purtroppo il commento di Massobrio non mi stupisce: non è il primo della serie e non sarà l’ultimo…

  11. E’ inutile far tanti giri di parole: quell’hotel è brutto e basta.
    E’ la pietra tombale su tutte le illusioni di Langhe patrimonio dell’umanità:tanti convegni, tanti discorsi, tanti sacrifici che non sono serviti a niente. Questa è l’Italia, questa è la Langa. Prosit.

  12. Caro Franco,

    da qualche anno ormai mi reco in Langa periodicamente per l’amore che mi lega ormai a quella terra, alle sue persone a ai suoi vini e tutte le volte mi trovo a percorrere le strade dalle quali tu hai preso quelle foto.
    Che dire, fin da due o tre anni fa, quando ancora quel resort era in costruzione, con i miei compagni di viaggio ci siamo trovati a esclamare “ma che mostro sarà mai quello! chi può aver avuto il coraggio di commettere questo scempio?”.
    Un commento esagerato? Forse. Tuttavia anche a vederlo adesso, a opera conclusa, l’impressione forte di un qualcosa di “estraneo” rimane.

  13. Tralasciando ogni commento (scontato per chiunque mi conosca) riguardo al “gesto d’amore” dei Dogliani e all’articolo di Massobrio, continuo a chiedermi fino a quando la gente di Langa – produttori in testa – assisterà indifferente o rassegnata allo scempio della propria terra. Di sicuro posso dire che “Il grande Teo Cappellano” (Teo?) è stato citato davvero a sproposito da Massobrio: Baldo avrebbe certamente guardato con un misto di sarcasmo, rabbia, disappunto e disillusione in direzione del resort. Povera Langa.

    • caro Marco, trovo anch’io decisamente fuori luogo e a sproposito la citazione del nostro carissimo indimenticabile Baldo in quel contesto. Sappiamo come la pensava Cappellano e sarebbe stato in prima linea a protestare contro questo elemento invasivo e fuori luogo nel cuore dei vigneti del Barolo di Serralunga d’Alba. Attendiamo sempre, fiduciosi, che il Sindaco Cabases si faccia sentire…

  14. Questo dice Massobrio:
    “Abbiamo assaggiato il timballo di peperone cuneese con lingua di vitella e salsa di acciughe, i tortellini con la robiola di Roccaverano, il piccione in tegame con verdure croccanti e la strabiliante pasticceria di Marlene Puddu. Che soavità, che posto fantastico!”
    http://www.clubpapillon.it/paolo2.php?id=1176

    Comunque non ci lasciamo mancare nulla, anche a Vergne, gli amanti del golf, trovano pane per i denti.
    Vendono anche appartamenti e forse anche il tutto.
    http://www.jt-firstimmobiliare.ch/web_scheda.php?id=134

    • grazie per la segnalazione Loris, da quello che Massobrio ha scritto ho la conferma che abbiamo guardato al Boscareto resort con occhi, e soprattutto con cuore e pensieri diversi… O forse al Resort l’hanno paracaduto, portato in elicottero di notte, e non ha avuto modo di accorgersi di quale ferita al paesaggio circostante il mega hotel abbia arrecato…
      Quanto ai produttori di Serralunga, ho inviato un po’ a tutti loro il link al mio post di ieri e ad oggi, a parte il meritorio intervento di uno di loro, Maurizio, che ha scritto “quell’hotel è brutto e basta.
      E’ la pietra tombale su tutte le illusioni di Langhe patrimonio dell’umanità:tanti convegni, tanti discorsi, tanti sacrifici che non sono serviti a niente. Questa è l’Italia, questa è la Langa. Prosit
      ” (ed io non sono stupito conoscendolo come persona di cultura, sensibile ed intelligente, abituato a dire quello che pensa), tutti gli altri, evidentemente ancora impegnati con la vendemmia o con le vinificazioni, non hanno avuto tempo per dire la loro. Chissà se ci faranno conoscere il loro pensiero, come il catalano sindaco di Serralunga d’Alba Luis Cabases?

  15. e realmente brutta in punta a una collina una costruzione del genere , visto che hanno speso tanti soldi poteva almeno essere costuita con meno impatto ambientale. il problema e che non credo sia abusiva, ha sicuramente tutti i vari permessi,e questo il grande problema!!!!

    • Non diciamo scemenze! Ha tutti i permessi possibili, e super in regola, ma quello che fa incazzare (sì, proprio incazzare, perdonatemi il “francesismo”) é che in pieno 2009, quando si guarda all’impatto ambientale anche per costruire un garage, per innalzare di un piano una palazzina bassa, dell’impatto ambientale, rovinoso, che questo mega hotel, pardon, Resort, ha sull’ambiente circostante, non ci si é curati in alcun modo. Talibano, dirà qualcuno, perché mi scandalizzo, m’indigno, non abbozzo e non mi concentro solo sulla buona tavola (ma chi se ne frega!), per questo autentico sfregio arrecato al sacro panorama della Langa del Barolo? E non mi si dica che di sfregi ce ne sono già altri, perché personalmente io mi sono incazzato anche per questi e sono sempre stato, io di destra, dalla parte di quei “sovversivi” di Bartolo Mascarello, Teobaldo Cappellano, Beppe Rinaldi, Maria Teresa Mascarello. Non ho ancora imparato a stare al mondo, non ho ancora capito che aria tira…

  16. massobrio per dire quel che ha detto non doveva essere molto lucido, per avere gli occhi così velati da non cogliere la realtà!
    A naso, e pur con tante oscenità, dico che qui in toscana (LR 1/2005) un simile scempio non l’avrebbero mai autorizzato…ma neanche il “giometra” di paese, via, ma un rendering lo hanno approntato e fatto vedere in comune?
    purtroppo so anche la risposta, ed è questo che sgomenta. Penso che questa ciofeca finirà sui libri come fulgido esempio di ciò che l’architettura non deve essere. fossi un turista fuggirei a gambe levate, ma come si fa…

  17. L’aspetto dall’esterno e orrendo ma all’interno dicono sia splendido. Io non ci sono ancora stato. Sicuramente arrivando a serralunga si nota subito la presenza dell’hotel. Penso che l’idea del sindaco di acconsentire al progetto sia stata quella di sperare che una struttura di questa scala portasse avanti il nome del paese di Serralunga.

    • c’é modo e modo di, come dice lei, “portare avanti il nome del paese di Serralunga”. Quello scelto dal Sindaco e dall’Amministrazione di Serralunga, che ha dato il parere favorevole alla costruzione di questo mega resort, é il peggiore. Come il modo peggiore di reagire a questo post é il silenzio, assordante, del Sindaco e degli amici produttori di Serralunga. Tutti impegnatissimi in cantina, nessuno collegato ad Internet in questi giorni… E tutti attentamente abbottonati, allineati e coperti… Mi sembra di trovare, nella Langa del Barolo che amo, un atteggiamento che non mi piace e che ho conosciuto, in questo ultimo anno e mezzo, in un altro celebre borgo del vino italiano, indovinate quale…

  18. Sicuramente i produttori a cui LEI HA MANDATO UNA MAIL PER AVVISARLI DEL SUO POST sono tutti impegnati con le ultime raccolte dei Nebbioli, con i rimontaggi, con le follature, con le svinature delle barbere, con i lavori tra i filari e, anche se avessero tempo per esprimere il loro parere, ritengo che la cosa migliore sia ignorare il resort, tanto nulla cambierebbe e, prima di paragonare La Langa a Montalcino, ci pensi bene, che qui sono due cose differenti!!!!!

  19. Caro Franco,
    non mi tiro certamente indietro. Mi conosci e sono sempre disponibile a metterci la faccia e a dire cosa penso. L’ho dimostrato più volte.
    Volevo semplicemente trovare il momento per scrivere in tranquillità.
    E non perché tu mi pungoli.
    Non dare patenti di “abbottonati” a priori…

  20. Caro Franco,
    niente è più fatale al nostro territorio che l’indifferenza delle persone che ci vivono.Mi auguro che la sempicità sia più importante della tecnologia.Mi auguro che l’accoglienza in Langa abbia il cuore antico.

  21. come si fà a favorire il turismo,distruggendo l’ambiente,perchè
    di questo si tratta,dire quella è ferita vuol dire minimizzare.
    Perchè la terra,non dobbiamo scordarlo,l’abbiamo in prestito.
    Ai fratelli Dogliani,dico vedete di rimediare dovè possibile.
    Perchè a quella lacerazione,bisognerà pur porre un rimedio.

  22. come si fà a favorire il turismo,distruggendo l’ambiente,perchè
    di questo si tratta,dire quella è ferita vuol dire minimizzare.
    Perchè la terra,non dobbiamo scordarlo,l’abbiamo in prestito.
    Ai fratelli Dogliani,dico vedete di rimediare dovè possibile.
    Perchè a quella lacerazione,bisognerà pur porre un rimedio.

  23. non si riesce a credere come la creatività degli architetti e il potere del denaro riescano a creare dei veri e propri insulti a madre natura.
    è impossibile non vederlo passando in auto ma non posso che compatire chi lì ci vive e non si tratta del vicino di casa, ma di tutta la vallata, centinaia di abitazioni che lì si affacciano e tutte le mattine svegliandosi non possono più godere delle ricchezze del territorio, perchè ingiustamente è stato devastato
    ecomostro,ospedale degli anni ’60, colonia della costa romagnola degli anni ’40…si sprecano i paragoni.
    tutto questo obrobrio di giorno, ma di notte?…nemmeno il buio della notte riesce a nascondere il terribile casermone, perchè un altro architetto (penso scelto con lo stesso criterio del primo) ha cercato di illuminarlo quasi a giorno con un tappeto di faretti, lanterne, lumini (da assomigliare anche ad un cimitero)e oltre c’è solo da dire…Assurdo!

  24. Cara Valentina Dogliani,
    bel regalino che ti ha fatto il tuo papà!! Sei sicura che il tuo sia un contribuire a migliorare il turismo sulle colline del vino?? Che a parer tuo mancava? Ma dai! Abito in Langa, sono amante di questa terra,già distrutta negli anni 60/70 da speculatori edilizi. Mi chiedo com’è possibile che ancora oggi, ci possano essere licenze edilizie che consentono costruzioni come il “BOSCARETO RESORT”. Ogni angolazione da cui lo guardi è terribile, i quattro piani che si innalzano su una delle più belle colline di Langa sono indice di una devastazione del territorio.
    Mi rivolgo a tutta la famiglia Dogliani per dirvi che siete stati proprio BRAVI….BRAVI…!

  25. Evidente ossimoro quello di Massobrio, forse ingenuamente dimentico del costante impegno di mio padre nel sociale, inteso come pubblico beneficio, e nella instancabile ricerca dell’artigianalità e qualità.
    Mi permetterei infine di aggiungere quanto riportato su Papillon, numero 57, pagina 71:
    “Non abbiamo parole, non abbiamo aggettivi, per descrivere la bellezza del Boscareto Resort, un gioiello di attrattiva internazionale creato dalla famiglia Dogliani in mezzo ai vigneti di Serralunga d’Alba […]”. Cosa aggiungere…
    Giacché qui in zona pare che i soldi accumulati non abbiano giovato al buongusto, speriamo nell’intervento divino (o ad una autorevole incarnazione) che metta un limite all’umana – anzi langhetta – onnipotenza.

    • carissimo Augusto, grazie del tuo intervento, che ci ricorda con piacere, anche se lo conoscevamo, l’impegno e le idee del tuo carissimo babbo, l’indimenticabile Baldo, e quello che pensava e avrebbe detto, una volta finiti i lavori, di quello che altri, guardandolo chissà con quali occhi e quale cuore, definiscono “un gioiello di attrattiva internazionale”…
      Intanto, annunciato telefonicamente due giorni fa, ma non ancora arrivato – Serralunga d’Alba é lontana – il pensiero e le riflessioni su questo resort dell’ex Sindaco di Serralunga Luis Cabases.
      Intanto da parte dei produttori di Serralunga, tu e Maurizio a parte, un clamoroso silenzio. Si tratta forse di un caso di silenzio-assenso?

  26. Credo – da geologo che da anni si occupa di progettazione ambientale – che i “paesaggi del vino”, seppure in un contesto naturale, siano quanto di più artificiale sia possibile vedere. Le stesse Langhe sono il frutto di una intensa antropizzazione del territorio, che ha determinato scelte “innaturali”: le tecniche colturali e ancor di più la monocoltura, hanno permesso – in alcuni areali – l’innescarsi di condizioni di rischio e di franosità diffusa, con notevoli potenziali di innesco di fenomeni di versante.
    Ma qui abbiamo toccato veramente la follia: questa non è deturpazione di un paesaggio, questa è baggianata bella e buona, che può convincere un americano ipovedente durante una visita notturna…!
    Purtroppo tanti altri esempi in Italia: entrate nel porto di Olbia all’inizio della vostra vacanza in Sardegna e buttate l’occhio verso l’ecomostro che domina l’aeroporto.
    Anche questa volta non se ne sentiva il bisogno…
    Sono tra quelli che continuano a vedere le Langhe come patrimonio dell’umanità !

  27. Eccomi, finalmente.
    Caro Franco, non certo per la tua ironica e pressante richiesta di intervento, ma per l’onestà intellettuale che mi si riconosce e che anche tu hai avuto modo in questi anni di verificare, sono qui per fare alcune considerazioni. Sottoscrivendo, ovviamente, come da mia abitudine, con nome e cognome, anche perché l’unica cosa che non mi piace dei blog è il nascondersi dietro ad un nickname per lasciare andare le pizze sulle facce altrui in modo un po’ meschinello.
    Posso cominciare con un aneddoto?
    “Basta con gli alberghi a cinque stelle per clienti danarosi!” tuonò, all’inizio delle fondamenta, un produttore di Barolo (con parenti qui sopra tra i commenti).
    Caspita! Per un uomo di sinistra come il sottoscritto, sentire un emulo della Rivoluzione d’Ottobre e della lotta di classe, mai sopita, pronunciare con tanto vigore un simile anatema, mi provocava addirittura una lacrimuccia di commozione.
    Ma era demagogia spicciola, ahimé! Non era, purtroppo, un modo per scaldare le masse e marciare verso il sol dell’avvenir… Tra l’altro non mi sembra che ci siano molti alberghi del genere, ovvero di grande lusso, nel territorio di Langa e Roero. A parte Santo Stefano Belbo, che è altro rispetto a Boscareto, non ci sono analoghi esercizi nel raggio di duecento chilometri.
    LA MEMORIA – Chi è che si ricorda cosa c’era su quel poggio prima del nuovo albergo? C’era una cascinaccia brutta, ristrutturata negli anni Settanta sullo stile “repubblica dei geometri”. Era piena di amianto, aveva portici sorretti da pali color rosso Ferrari, era formata da quattro corpi disomogenei, aveva due silos puntati verso il cielo che sembravano i serbatoi di uno Shuttle sulla rampa di lancio di Cape Canaveral.
    Chi dice che quella collina è stata rovinata o è peggio dello smemorato di Collegno, oppure è in mala fede. Allora era veramente brutta, oggi ognuno può dire la sua.
    IL PROGETTO – Sia chiaro: fin dall’inizio ho sempre creduto e ho voluto l’albergo. Non ho l’abitudine di andare dove il vento tira, sono abituato a discutere e anche a cambiare opinione, ma su questa cosa penso di avere agito bene. Nei dieci anni da sindaco (e almeno 7/8 da presidente della commissione edilizia comunale) credo di essermi mosso con buon senso. Ricordate com’era il centro storico di Serralunga alla fine degli anni Novanta? Pressoché morto e con molte case in pessime condizioni di manutenzione. Ebbene, il mio primo atto fu il taglio del 50% degli oneri per ristrutturare l’esistente. Oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti e le case ancora in stato precario sono già avviate al restauro e, soprattutto, all’utilizzo vivo, al ritorno di persone che ci stanno dentro.
    In questi anni abbiamo adottato un sistema informale di verifica di cosa si voleva fare in campo edilizio, proprio per arrivare a garantire ai cittadini di poter vedere esauditi legittimamente i propri desideri (ovviamente quelli che si potevano esaudire e non cose fuori dalle normative). Ma anche per ottenere dagli stessi cittadini garanzie che non scappassero le cose di mano, come era avvenuto nei decenni precedenti.
    Così è stato per l’hotel di Boscareto. Una attenta verifica, nel corso degli anni, di come si sviluppava il progetto, mattone per mattone. Inutile confermare, e lo dici pure tu, che è tutto in perfetta regola come da normative vigenti.
    Piace? Non piace? E’ assolutamente soggettivo come il Beauborg a Les Halles e, per venire più vicino, Piazzale Valdo Fusi a Torino.
    I PREGI TURISTICI – Elenco stringato: un ristoratore universalmente riconosciuto a livelli altissimi; una struttura per un mercato che non conosce crisi; un indotto su Serralunga di primaria importanza.
    I PREGI SOCIALI – uno su tutti: 50 posti di lavoro, a regime 70. Fanno schifo?
    I VANTAGGI PER LA COMUNITA’ – Anch’io avevo un piccolo fondovalle, considerato area artigianale dal piano regolatore, da “sfruttare” nel rispetto delle normative.
    Però mi vanto di non aver costruito un capannone in dieci anni e che l’unico in costruzione (un’altra cantina che ci tiene a scrivere Serralunga in etichetta) ha tutte le prescrizioni possibili per mitigare l’impatto.
    Noi sindaci ingordi di ICI ed oneri?
    Non stava nelle mie corde, sennò avrei fatto quanto descritto sopra. Però è anche vero che la Batasiolo ha lasciato al Comune una cifra di oneri che permette al mio successore di dormire sonni tranquilli in materia di bilancio per almeno altri tre anni, mentre i Comuni in genere non vivono in modo tranquillo.
    Mi chiedo: avete mai amministrato un comune? O un’altro ente? O un’azienda? E avete mai amministrato un comune dove il reddito è determinato dalla produzione vitivinicola che, essendo agricoltura, non paga ICI?
    A Serralunga ci sono 30mila turisti l’anno che arrivano per i nostri produttori . Ebbene pisciano nei cessi pubblici, si siedono sulle panchine pubbliche, lasciano rifiuti nei cestini pubblici, arrivano in auto o in pullman sulle strade pubbliche.
    Attenti, non è una accusa ai produttori: la colpa è dello Stato che ha strutturato così il sistema.
    E noi sindaci (io ex da quattro mesi) i soldi per tutto quello che ho descritto li dobbiamo trovare. Batasiolo, tra l’altro una delle 25 aziende che hanno voluto a Serralunga almeno una vigna per la qualità della sua terra che esprime il Barolo migliore (vero Franco?), ha “restituito” molto a chi gli ha dato il successo. Non come il produttore “bolscevico” di prima che prende e porta a casa.
    Volete risolvere il problema delle finanze comunali? Chiedete tutti allo Stato l’otto per mille del Barolo… o un’altra percentuale dell’IVA delle docg, delle doc, delle dop. L’Italia, paese del mais ottofile, del cappero di Pantelleria, del Castelmagno, del Barolo e del Brunello, potrebbe risolvere in questo modo il finanziamento corrente dei Comuni che producono il successo del made in Italy nel mondo.
    CONSIDERAZIONI FINALI – La questione Unesco? Non l’ho dimenticata, ovviamente. Né il Comune, né la Regione, né la Provincia, bensì un ente terzo (coordinato dal Politecnico) ha tracciato, dopo attente verifiche sul campo, i confini della core zone del Barolo.
    Di Serralunga, unico comune, non è rimasta fuori una sola zolla. Tutta la terra tra le due Tallorie, Roddino e i capannoni di Alba dopo la rotonda poco prima del Gallo, fa parte della proposta di candidatura. Qualcosa vorra pur dire…
    Infine, caro Franco, con Baldo ne abbiamo parlato e la sua opinione la conosco molto bene. Eravamo amici e lo siamo rimasti perché ne abbiamo parlato a lungo. E lui non era persona da compromesso. Forse ha capito le mie ragione, magari non condividendole, ma mi ha considerato onesto sulle mie posizioni, senza mettermi nel girone dei cattivi.

    Luis Cabasés

    • grazie a Luis Cabases, Sindaco uscente di Serralunga d’Alba, per questa sua articolata e appassionata difesa del progetto di riqualificazione del paesaggio del Boscareto che si é concretizzato, a suo dire, in questo mega Resort… Io continuo a pensare che il paesaggio li si possa riqualificare diversamente…

  28. Luis Cabases ha espresso molto bene quel che voleva dire. Ho solo un appunto da fare, quella frase su Serralunga che “esprime il Barolo migliore (vero Franco?)”. Forse voleva dire Monforte, vero?

  29. caro Fiorenzo, forse scomodare Ovidio è un po’ esagerato e comunque io non sono né debole, né ho cattive inclinazioni.
    Semplicemente punti di vista differenti e un impegno verso la propria comunità. Buon senso, presumo tu abbia letto…

  30. Caro Luis, leggo che sta cominciando a rispondere a ciascuno dei commentatori e le auguro percio’ un bel dibattito, sereno, fruttuoso, come ci si attende da un bel blog come questo. E grazie per la dritta…

  31. Caro ex sindaco mi spiego meglio…..
    …Esiste una parola che condivido, “deregulation”, elegante e terribile: è quel processo per cui si eliminano le regole e le restrizioni al fine di incoraggiare le operazioni che il mercato richiede. Nel suo nome però, non si può rinunciare all’attenzione e alla difesa del paesaggio. Come sindaco, come amministratore comunale, avrebbe dovuto fare gara con la bellezza e soprattutto con la difesa di un paesaggio. La Langa è un monumento ai vignaioli, sono loro i veri protagonisti di questa terra e quindi mio caro sindaco andava difesa dai “barbari”.
    In ogni caso una vecchia battuta dice: i medici nascondono gli errori sottoterra, gli architetti dietro gli alberi, ma questo vedo è già stato fatto …..ora basta aspettare cinquant’anni che i cipressi crescano……

  32. Caro Franco,
    siamo passati da una casaccia stile “repubblica dei geometri”, ad un Resort stile DUBAI in piena Maremma…..e tutto questo, rispettando rigorosamente le normative vigenti in Serralunga (parola di sindaco ormai pensionato)…
    Davvero ottimo lavoro a chi ha ideato e a chi ha approvato l’unico sito di elite e lusso nel raggio di 200 km (a detta loro)…con così tanta unicità bisognava prendere qualche consenso in più e su questo blog non ci sono grandi difese e apprezzamenti…

    • beh per avere quei consensi basterebbe interpellare quei colleghi che, invitati all’inaugurazione del Resort, hanno poi raccontato in toni estatici di quale mirabilia si trattasse, senza accorgersi, manco fossero ciechi, di quale offesa la mega costruzione alberghiera arrechi all’ambiente circostante. Ma loro sì che sanno stare al mondo e hanno capito tutto, come vanno le cose…

  33. ANSA) – TORINO, 28 OTT – Nel cuore delle Langhe, sulle colline di Serralunga d’Alba, dove una volta c’era un cascinone disastrato, nasce il Boscareto Resort Spa. Lo ha realizzato la famiglia Dogliani, che per la sua costruzione ha voluto l’architetto romano Pietro Masson. Una struttura moderna, essenziale, elegante e anche un po’ avveniristica per una zona abituata, come ha sottolineato Masson, a persiane rigorasamente in legno, balconi in ferro battuto, meridiane colorate e cosi’ via. Non e’ stato facile convincere le amministrazioni locali e i responsabili a queste modernita’: la struttura e’ infatti in buona parte in vetro e materiali innovativi, ma molto bene incastonata nel paesaggio. ”Non bisogna avere paura del moderno quando e’ di grande qualita”’, ha detto la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, intervenuta oggi all’inaugurazione del resort con altre autorita’, tra cui i senatori Enzo Ghigo e Tommaso Zanoletti. ”Questa e’ una struttura di eccellenza – ha aggiunto la Bresso – in grado di attrarre un turismo esigente e alla ricerca di idee nuove”. L’albergo, un cinque stelle Lusso, 10.000 metri quadrati circondati da vigneti di moscato e nebiolo, ha 39 stanze di cui 9 suite, una spa spaziosa, giardini all’interno e all’esterno. Ogni locale, compresa la splendida piscina, si affaccia sulla valle. L’eleganza dell’ambiente si accompagna all’eccellenza della cucina, diretta da Gian Piero Vivalda, uno dei cuochi piemontesi piu’ apprezzati. Per il Boscareto Resort oggi e’ stata anche una giornata di solidarieta’ per le zone terremotate d’Abruzzo: l’Orchestra Sinfonica Abruzzese, diretta dal maestro Vittorio Antonelliani, ha infatti tenuto un concerto di musica classica e pop con l’accompagnamento del solista Gio’ di Tonno, amato interprete nel ruolo di Quasimodo nella versione italiana del musical Nostre Dame de Paris di Riccardo Cocciante.(ANSA) http://www.ansa.it/turismopiemonte/notizie/notiziari/turismo/20091028010134969447.html
    28/10/2009 01:01
    caro Franco, loro si che sanno stare al mondo e hanno capito tutto,come vanno le cose……

    • tutta gente che evidente é stata paracaduta sul Resort o ci é arrivata in piena notte e non ha potuto accorgersi di come quella costruzione c’entrasse con il circostante paesaggio di Langa come i cavoli a merenda…
      Discorso che vale anche per i politici, di diverso colore, che hanno dato la loro “benedizione”, politicamente corretta, a questo “capolavoro”… E a Serralunga d’Alba i miei amici produttori continuano a tacere, come se la cosa non li riguardasse… 🙁

  34. Il paesaggio di Langa e Roero che, parzialmente, ambisce al riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco, è stato più volte violentato con il cemento.
    Le costruzioni, infatti, in questi luoghi, dovrebbero essere realizzate riducendo al minimo l’impatto ambientale.
    I capannoni, per lo meno quelli attivi, sono necessari per sostenere l’occupazione, ma alcuni di essi dovrebbero essere costruiti con un poco più di etica e di rispetto nei confronti dell’ambiente.
    Anche perchè la bruttezza di certe costruzioni si nota di più proprio grazie alla orografia di questo territorio, in larga parte collinare.

  35. Bisogna riconoscere che la vecchia costruzione de Il Boscareto aveva, grazie al tipo di estetica a basso impatto ambientale, un altro genere di rapporto con il paesaggio circostante.

  36. Per Franco e Fiorenzo,
    peccato che la foto del link che voi indicate sia in campo stretto e non riguarda tutto il luogo edificato, procuratevi foto complete e non fuorvianti, perché poi gente come Simone (come leggo…) ci crede.
    Caro Ziliani a te fa piacere tenere la situazione in continuo conflitto.
    Comunque io non tuono, come dici, ma parlo e mi confronto. Ma a te fa piacere prendere per i fondelli le tue vittime…

    • egregio ex sindaco, capisco che lei faccia fatica a difendere le sue posizioni, ma non si permetta di scrivere, come si é permesso di fare, che mi fa “piacere prendere per i fondelli” le mie “vittime”, come lei le chiama. Io puntualizzo e incalzo e difendo le mie idee, che su questa vicenda, ed il parere di molti lettori intervenuti mi conforta, la pensano come me e non certo come lei. Questo per la precisione. Libero lei di giudicare non invasivo l’impatto del Boscareto resort. Libero io e libero chi guarda di non essere né ciechi, né muti

  37. Caro ex sindaco, Totò le direbbe “Sindaco, nessuno vuole farla fesso, non c’è bisogno” o preferisce, “Sindaco, ma mi faccia il picere!”

  38. Io non faccio assolutamente fatica a difendere le mie posizioni. Sul modo di trattare le sue “vittime” – ed era un appunto ironico – sono vecchio del mestiere più di lei e basterebbe vedere il nostro carteggio privato di questi anni… Ma lei – visto che passa dal tu al lei con facilità a seconda del suo umore – è fatto così…

  39. caro fiorenzo la tua risposta a una mia considerazione, pacata, con opinioni comunque legittime, che si possono o non si possono condividere e, in merito alla foto, mi dispiace per te, assolutamente inconfutabile perché tutti quelli che passavano sanno cosa c’era in quel posto fino a tre anni fa, dimostra la tua intenzione di essere soltanto “contro”. Hai la tua lavagna dei buoni e dei cattivi. Goditela.
    Per Simone invece, visto che anch’io sono langhetto. Non intendevo, come mi pare, darti nessuna patente di ignorante. Però sii onesto e racconta esattamente cosa c’era su quella collina. Sai, io sono robusto, ho una grande pancia. Però se mi fanno una foto di schiena sembro magro. Quindi lo stesso vale per le foto tagliate. C’erano quattro immobili in quell’area, nella foto ce n’è solo uno…

    • benissimo Luis, ammettiamo pure che in quell’area, come sostiene, gli immobili fossero quattro, e che la cascina fosse brutta . Ma é una valida scusa, il fatto che nell’area del Boscareto ci fosse una cascina in cattivo stato, per giustificare l’intervento che é stato fatto ora e che solo un cieco non può giudicare invasivo del paesaggio di questa zona per il qualcuno avrebbe la pretesa di chiedere la tutela dell’Unesco? Siamo seri, per favore…

  40. caro ex sindaco è proprio vero sono contro. Tu, l’architetto romano Pietro Masson, la fam.Dogliani, vi siete presi una colossale “sbronza” per il nuovo. Lo chiamate “futuro” tale da mandar fendenti verso un’intera area incapace a trovare casa per l’elite. Sapete cosa vi dico: il nuovo è qualcosa che per definizione ha vita breve, che nasce brilla e declina in fretta. Questo non lo dico io perchè vi sono contro, questo è come va il mondo. Con questa risposta vorrei concludere definitivamente questa accalorata discussione, spero per voi di essere io totalmente in torto, perchè quando un imprenditore ha il coraggio di fare investimenti di questa natura merita un grandissimo successo.

  41. Al collega Paolo Massobrio è piaciuto davvero molto il Boscareto Resort e la mole di questa costruzione inserita nel particolare contesto dei vigneti di Serralunga d’Alba non sembra in alcun modo infastidirlo né apparirgli, come appare a me, eccessiva.
    Lo dimostra il fatto che ieri, 26 novembre, sulla sua notizia annunciasse: “Oggi pomeriggio alle ore 16,00 al Boscareto Resort di Serralunga d’Alba (Cn), Paolo Massobrio e Paola Gula presentano la GuidaCriticaGolosa al Piemonte 2010 e i nuovi libri di Papillon. All’appuntamento, con i protagonisti del gusto della Provincia Granda sarà presente il presidente della Provincia di Cuneo, Gianna Gancia”. Mentre oggi, sempre sulla notizia del giorno che diffonde via e-mail, dedica la sua rubrica Il Vino ad un Barolo prodotto dall’azienda i cui proprietari sono gli stessi che hanno ideato e costruito il mega hotel – ristorante – Spa. Leggete “E’ l’eccezionale Barolo “Vigneto Corda della Briccolina” 1996 prodotto a Serralunga d’Alba (Cn) da Beni di Batasiolo (tel. 0173.50130). Un vino eccezionale, dal colore rubino tendente all’aranciato; al naso il bouquet è curioso e ricorda sentori terziari di cioccolato (il bonet), tartufo, liquirizia, con l’innesto della viola tipica del nebbiolo che non cede in intensità e persistenza. Un grande Barolo, equilibrato come vuole la sua annata, di corpo, con la tannicità perfettamente integrata all’alcolicità e all’ acidità, i tre caposaldi di un un grande vino, forieri di altri anni di invecchiamento. Una bottiglia dell’annata in commercio costa sui 54,00 euro”.
    Sarò forse io a sbagliare trovando francamente eccessiva e fuori posto la volumetria di questa mega struttura?

  42. Anch’io. Ho letto Zanetti e immagino gia’ cosa succedera’ a Torino. Il Mago e l’Alpino stanno gia’ rivoltandosi nella tomba per l’eccitazione…

  43. Immagino che tutti coloro che hanno speso parole così accese per criticare una struttura innovativa e molto elegante ma di sicuro per pochi (prezzi e raffinatezza) abitino in casolari senesi o in ville di travertino e pietra di langa..ma purtroppo sono quasi consapevole che i più dimorino in qualche bel palazzone (da me definiti colombaie) anni ’70 siti in tutta Alba.. e non solo.
    A me hanno insegnato che criticare per criticare o per ottenere il consenso non è cosa bella..peggio ancora se per invidia. non mi sembra che ci si debba scaldare così tanto parlando patriotticamente di paesaggio deturpato.. Solo che l’invidia è una brutta bestia… mi viene in mente la favola della volpe e l’uva…anche indicata.. beh se qualcuno volesse spingersi oltre il blog, il populismo ed internet e volesse recarsi al boscareto o in altre attuali costruzioni langarole (Conterno etc) e visitarle appieno (possibilità in “euri” permettendo) rimarrebbe abbagliato.. se poi il budget permette solo pane e salame beh verso Santa Rosalia o Roddino una panchina potrebbe fare al caso vostro (oh..caxxo anche quelle di cemento)fate una cosa, nostalgici del GERBIDO, RECATEVI A PEZZOLO VALLE UZZONE.

    • complimenti Paola: un commento, il suo, di rara intelligenza… Ma da chi trova “molto elegante” il Boscareto resort e ti accusa di essere “invidioso” perché fai notare che é un “eco-mostro”, cosa aspettarsi?

  44. Brava Paola, complimenti!I palazzoni lasciamoli ad Alba, in langa si poteva e si doveva costruire meglio. Proprio come sulle colline senesi. E tutte le innovazioni erano lo stesso possibili!

  45. Sig. Franco non si aspetti molto da me perchè non trovando (a differenza sua) gusto nella polemica non intendo protrarre a lungo la mia permanenza sul suo blog. Ad ogni modo non mi ha parlato di casa sua, vorrei recensirla intelligentemente, pertanto voglia comunicarmi se si tratta di un palazzotto epocale o di una cascina riattata secondo i canoni del tempo..
    Mi rammarica una cosa di lei intesa come persona: un uomo che ha l’età di mio padre mi trova intelligente se fomento la sua boriosità letteraria (labor limae molto accurato per altro) e, peggio ancora, solo se condivido il suo spirito polemico e anche un po’ becero con commenti che rileggendoli poco hanno di intelligente. Non volevo darle addosso, facendo un giro su fb e sul blog stesso ho imparato ad apprezzarla perchè essendo per mia natura molto sensibile, provo tenerezza per le persone frustrate e che cercano consensi populistici. Detto questo non si aspetti altro, anzi di già che siamo quasi a Natale mi comunichi cab e iban che le omaggio una giornata appagante nell’ecomostro che tanto a cuore diffama.
    ps: sui palazzi blu nada?

  46. La ringrazio, anche se posso risultare sarcastica e tutt’altro che simpatica , la mia era semplice ironia. Sono fatta così. mi scuso per il frustrato, magari solo un po’ di stress accumulato (eheh).
    Per Carlo: car(l)o Carlo BUON PER LEI!

  47. Poche settimane fa sono stato in langa in localita S Anna , Monforte dAlba da dove si gode una vista splendida della langa, ma purtroppo macchiata da uno scempio come il Boscareto resort che non ha niente che a vedere con il resto del paesaggio.
    Perche non obbligare questi signori a un intervento di mitigazione. Tranformando l’ esterno del complesso con sembianze di cascinale langarolo o castello?
    Un ottimo esempio e l’ agriturismo La Torricella di Monforte d’Alba dove una palazzina in stile anni 70-80 e stata completamente riconvertita esternamente in un casale langarolo con un ottimo risultato per il paesaggio circostante.
    Cordiali saluti

    M. Falco

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