Cinqueterre Schiacchetrà riserva 2005 Forlini Cappellini

Non lo vedrete, salvo sorprese “gamberesche” dell’ultimo minuto, che “a pelle” mi sembrano improbabili, questo bel volto di contadino sano sui palchi delle premiazioni a ritirare i trofei e gli attestati che le varie guide assegnano ai produttori di quelli che, teoricamente, dovrebbero essere i migliori vini dell’anno.
La Liguria e le Cinque Terre, si sa, non attirano particolari attenzioni e consensi da parte dei degustatori e per monitorare bene le piccole e spesso eroiche produzioni di questa zona splendida occorre trottare, darsi da fare, girare tra vigneti di montagna spesso con clamorosa vista mare e ripide zone collinari. E dimenticare di essere in una delle più meravigliose zone turistiche italiane e concentrarsi veramente su vini che necessitano di una particolare sensibilità per essere apprezzati appieno.
Ho così pensato, come un piccolo, personalissimo, parziale “risarcimento” morale, di rendere omaggio ad un’azienda e ad un vino che reputo uno dei grandi gioielli non solo del vino locale, oppure di quello ligure, ma dell’Italia del vino tutta, e ad una di quelle piccole, miracolose, tenaci, aziendine a carattere familiare, un padre e una madre dai capelli bianchi, un figlio che opera a part time tra cantina e vigneto, che a mio avviso formano il tessuto connettivo, la forza del vino italiano e alla fine saranno loro, più che i colossi e le Grandi Aziende tanto care ai giornalisti di regime, a salvarlo dal disastro. L’azienda, attiva da poco più di vent’anni, è la Forlini Cappellini creata nel 1998 a Manarola, uno dei gioielli di quelle Cinque Terre che sono tutte un gioiello, da Germana Forlini e dal marito Alberto Cappellini (il simpatico, orgoglioso, tenace contadino e vignaiolo della foto) e oggi portata avanti anche dal figlio Giacomo.
Esemplare, costantemente tra i migliori in assoluto, il Cinque Terre, ottenuto dal classico uvaggio autoctono di uve Bosco, Vermentino e Albarola, ma addirittura strepitoso il loro Cinqueterre Schiacchetrà, vino passito dolce e liquoroso, di cui producono con antica sapienza e certosine attenzioni un quantitativo confidenziale, proposto solo nella versione riserva “per poter assicurare al vino – come annota l’amico Antonello Maietta nella scheda dedicata all’azienda nel suo splendido, imperdibile libro Vini di Liguria VinidAmare, un adeguato periodo di maturazione e di affinamento”.
Vino assoluto, splendente, magico, affinato per due anni in piccole botti da 100 litri, di quelle solitamente usate per l’aceto balsamico tradizionale, la cui edizione 2005 credo costituisca un esempio meraviglioso e calzante della grandezza che può raggiungere questo antico, raro, prezioso vino dolce ligure.
Oro ambrato il colore, con una leggera unghia granata brillante e luminosissima, si propone subito con un naso ampio, caldo, maturo, carezzevole e suadente, di grande intensità e densità aromatica, con le sue note classiche e solari di albicocca, canditi, fichi secchi, uva passita, cedro, macchia mediterranea, frutta secca e mandorle in particolare, profumi mediterranei, eppure freschissimi, con quella nota salina precisa che dà eleganza, nerbo, personalità e carattere inimitabile al vino.
E poi quale meraviglia al palato, che modo signorile, discreto, garbato di conquistarlo, con quella carezza vinosa calda e avvolgente, con quella materia ricca che viene ravvivata e mantenuta in costante tensione da un’incredibile vena tannica, da quel gioco calibrato dolce-salato-poi ancora dolce, ma senza eccessi, che ti soggioga quasi per la sua ricchezza, con quella persistenza, quella vena lunghissima, salata, nervosa, viva, da vino della roccia, da vino che respira il mare, che è una meraviglia, un sogno…

0 pensieri su “Cinqueterre Schiacchetrà riserva 2005 Forlini Cappellini

  1. Non penso che il signor Cappellini se la prenderà a male ha il volto di chi coltiva la vigna, parla con i suoi tralci ed, al massimo, è interessato acchè i suoi clienti apprezzino i suoi sforzi. le guide, guidano sempre meno persone.

  2. Ha ragione Andrea, quella del sig. Cappellini è un’immagine che sta diventando sempre più rara.
    Mia moglie ed io abbiamo una cara amica a La Spezia, e ogni volta che passiamo a trovarla non rinuncio a farmi un giretto per le Cinque Terre, per ammirare quel paesaggio semplicemente spettacolare!
    Da “appassionato di vigne e vigneti”, poi, rientro a casa sempre con qualche bottiglia di Cinque Terre e di Sciacchetrà, per continuare a sognare e avere negli occhi il ricordo di quelle terrazze incantevoli…

  3. Ah lo Sciacchetrà che fa rima con gioventù e mi ricorda il mare di Vernazza, quando si faceva il bagno di notte ed era aprile. E si tornava a riva luccicanti di plancton a bere Sciacchetrà tremanti di freddo.

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