I vini rosati: un’opportunità per il nostro Paese. Gli esempi di Veneto e Puglia

Convegno sabato 31 a Conegliano
Che quella dei vini rosati sia, per il mondo del vino italiano, una grande opportunità da cogliere, è una cosa che il sottoscritto scrive, ribadisce, evidenzia, ripete sino ad essere un po’ ripetitivo, da molti anni ormai.
Ben prima che scoppiasse la cosiddetto “rosati – mania” e che molti, improvvisamente folgorati sulla via del rosé, scoprissero quanto fosse bello, piacevole, divertente, e rispettoso dei dettami del food friendly, ovvero di quella compatibilità del vino con il cibo, di quella sua capacità di abbinarsi armoniosamente e di esaltarlo, di cui in questi anni di ubriacature ideologiche e di vini “da guide” si era perso spesso traccia.
Da rosé aficionado della prima ora, non potevo pertanto perdermi una delle prime serie riflessioni, a 360 gradi, sui vini rosati, che finalmente sono state organizzate in questo strano Paese che non ha ancora capito che se in UK i rosé wines sono la tipologia che cresce costantemente più di qualsiasi altra, da 4-5 anni, sarebbe il caso di fare qualcosa di serio e di organico per intercettare questo trend, e non lasciare libero spazio di mercato a discutibilissimi e non certo fantasmagorici rosé provenienti dal Nuovo Mondo e da chissà dove che poi finiscono per dominare le degustazioni di importanti riviste di lingua inglese.
Per questo motivo sabato mattina, 31 ottobre, alle 9.30, sarò in prima fila, nell’Aula Magna della filiale dell’Università degli Studi di Padova a Conegliano (via Dalmasso) per la tornata che l’Accademia Italiana della Vite e del Vino, in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova, la Regione Veneto, la Città di Conegliano e il CRA – Viticoltura Conegliano, sul tema, quanto mai stimolante, “I vini rosati. Un’opportunità per il nostro paese. Esempi di Veneto e Puglia.
Come dichiara Antonio Calò, Presidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, “ogni tornata dell’Accademia costituisce un importante momento di approfondimento. Lo scopo di questa quarta tornata è quella di focalizzarsi sull’importanza dei vini rosati, cercando di sfatare il concetto per cui questa categoria di vini è spesso sottostimata e poco considerata.
I vini rosati hanno specifiche tecniche e caratteristiche qualitative di tutto rispetto ricoprendo una posizione di prestigio nel panorama vinicolo; in questo modo, l’Accademia persegue pienamente il proprio obiettivo principale (che è anche quello per il quale è stata istituita, 60 anni fa, dall’allora presidente della Repubblica, Luigi Einaudi): rappresentare un punto di confronto e di discussione ma soprattutto di riferimento per tutto il mondo della vite e del vino”.
Al convegno di sabato mattina a Conegliano prenderanno parte i seguenti relatori:
Rocco Di Stefano: Tradizione e innovazione nei vini rosati;
Claudio Giulivo: I vitigni per i vini rosati nel Veneto;
Donato Antonacci: I vitigni per i vini rosati in Puglia;
Raffaele Lovino: Il colore dei vini rosati nell’Italia meridionale;
Roberto Zironi: La vinificazione dei vini rosati;
Vicente Sotés: Vicente Sotes, professore di Viticoltura dell’Università politecnica di Madrid L’esperienza spagnola sui vini rosati;
Vasco Boatto – Luigi Galletto: Le prospettive di mercato dei vini rosati.
Credo proprio che sarà una bella occasione per imparare qualche cosa di più sui rosati, riflettendo sulle esperienze maturate in una capitale com’è la Puglia, e su quanto, in tempi più recenti, si è cominciato a fare in Veneto, oltre che in un Paese estero a buona tradizione di rosati come la Spagna.
Va ricordato che quest’anno l’Accademia Italiana della Vite e del Vino celebra il sessantesimo anniversario della propria fondazione, essendo stata costituita il 30 luglio 1949 dal Comitato Nazionale Vitivinicolo con decreto dell’allora Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, ed eretta a Ente Morale il 25 luglio 1952.
L’Accademia attualmente comprende 555 membri suddivisi tra Onorari, Ordinari, Corrispondenti italiani, Corrispondenti stranieri e Soprannumero. Ciascuna categoria è a numero chiuso.
Per informazioni:
contattare la Segreteria Accademia Italiana della Vite e del Vino, tel. 0553215200, 3358304926 oppure 02 48013658

0 pensieri su “I vini rosati: un’opportunità per il nostro Paese. Gli esempi di Veneto e Puglia

  1. Che strana coincidenza.Proprio ieri sera, ho avuto un accesa discussione sul Rose durante un aperitivo in triennale dove hanno servito un Rose’.
    Devo dire la verita’ che ho ancora molti pregiudizi su questo vino, sulle modalita’ con cui viene fatto e sulle caratteristiche erganolettiche.
    Ma assaggiandoli si capisce un po’ di piu’…percio’ spero che a Conegliano segua anche una degustazione. E’ difficile convincere a parole soprattutto I winelowers, quelli che parlano di vino ma che in fondo non lo amano!
    Lo posso dire perche’ anch io ero cosi’. Pieno di pregiudizi su tanti vine, su tanti prezzi…invece I’ll rose’ e’ un esempio di edonismo…ti piace?e allora e’ buono!

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