Il Moige e… come si chiama?, non saranno d’accordo, ma ecco anche qui la foto di Intravino sotto accusa…


Solidarietà doverosa e convinta

Mi ero ripromesso e l’avevo anche annunciato (nessuna mania di grandezza, si tratta sempre solo di scaramucce tra bloggers), consapevole che il mondo ed il blog sarebbero perfettamente andati avanti anche senza i miei commenti, che tra l’altro a volte sembravano essere sopportati più che graditi, di non intervenire più sul blog Intravino di cui è responsabile, circondato da un drappello di collaboratori tra i quali pensavo di avere (per qualcuno lo penso ancora) di avere degli amici, Massimo Bernardi.
Naturalmente mi é capitato ancora di visitarlo, per abitudine e perché trovo sempre stimolante leggere quello che scrivono Antonio Tomacelli da Cerignola, e qualche volta lo stesso capo “capo-cordata” ed un paio di collaboratori.
Così sabato scorso, visitando il blog, attirato da uno di quei titoli ad effetto che costituiscono uno dei migliori atout di Bernardi, “Perché incoraggio la Rifondazione novellista”, mi sono imbattuto in un post (datato venerdì 23) su un tema, il Novello, che pensavo tutt’altro che irresistibile e assolutamente non in grado di suscitare polemiche.
Bernardi, autore del post, invitava a considerare il 2009 come “una sorta di anno-zero del Novello”, e a dargli “l’ultima possibilità”, evitando di ripetere gli errori che ne hanno determinato il declino, primo tra tutti un livello qualitativo tutt’altro che irresistibile, il fatto, che, ad esempio, all’assaggio sapessero “tutti di lampone e acetone e lacca”. Mi divertiva l’idea di una Rifondazione Novellista pur non essendo in alcun modo consumatore di vini novelli.
A catturare la mia attenzione però, più che il post, o la fotografia, scaricata dal sito Jpg.it, che lo illustrava, l’immagine di una donna e di una bambina con due bicchieri in mano contenenti un liquido che dal colore sembrava più un succo di frutta, una spremuta di lampone o di fragola, che un bicchiere di vino, tantomeno un Novello, sono però stati alcuni commenti.
Commenti opera di un tale, come si chiama?, che forse, scambiando questo blog, dove i suoi commenti apparivano, come tutti gli altri, in forma di “ospitata”, per il sito Internet della casa editrice per cui lavora, o il forum del sito stesso, pensava di poter venir qui a dare ordini, a dire quello che doveva essere pubblicato e quello che invece, a suo dire, doveva essere eliminato.
Il tutto, imputazioni di fare una “cosa diseducativa, oltre che illegale”, di diffondere messaggi negativi e distruttivi, alternate ad una sorta di accusa, abbastanza esplicita: “Poi il Novello su Intravino… cos’è una pubblicità occulta?”, e “io chiedevo se per caso si trattasse di pubblicità occulta, visto che i Novelli sono in uscita e cosa ci sarebbe meglio di un blog per pomparne le vendite, ora che sono un po’ in calo?”, accusa assolutamente fuori luogo, immotivata e priva di fondamento. Perché se passa questo “ragionamento”, allora io potrei benissimo essere “accusato” di essere un promoter del Barolo, data la quantità di articoli e post che dedico al vino del mio cuore…
E non è finita, perché dopo aver più volte chiesto di modificare la foto – “chiedo che la foto venga cambiata” – e aver addirittura espresso l’auspicio “se la foto non verrà cambiata, spero che qualche associazione di genitori possa intervenire”, di un intervento censorio, perché “E che messaggio date? Che il Novello lo potrebbero bere anche i bambini?”, si verificava l’incredibile.
Ovvero, come annotava Massimo Bernardi intervenendo qualche ora dopo l’aut aut di… ma come si chiama?, il fatto che “con tempismo degno di miglior causa Intravino ha ricevuto dall’ufficio stampa del Moige (Movimento italiano genitori) questa mail: “gentile redazione, in un momento in cui è forte l’emergenza dell’abuso di alcolici fra minori, l’immagine di una bambina seduta ad un tavolo con in mano quello che presumibilmente è un bicchiere di vino ci sembra a dir poco inopportuna.
Come associazione di genitori che da più di dieci anni si occupa di tutela dei minori sotto molteplici aspetti, il Moige – Movimento Italiano Genitori chiede che la foto sia tolta dal sito”.
Di fatto, la stessa identica richiesta che quel Qualcuno aveva ripetutamente fatto ad Intravino.

Stupefatto dell’accaduto e un po’ indignato, cosa ho pensato di fare di fronte a questi interventi decisamente fuori luogo, animati da uno spirito che tende a considerare realtà acquisita, ovvero il fatto che quel bicchiere in mano alla bambina fosse “presumibilmente un bicchiere di vino” quella che resta una semplice ipotesi e che diversi interventi di autori e collaboratori del blog avevano negato corrispondesse al vero?
Dapprima ho postato su Intravino, rompendo il mio silenzio, questo commento: “alcuni interventi pubblicati qui mi fanno pensare a quello che recentemente raccontavano sdegnati in due post, due wine blogger cult americani, Tom Wark sul blog Fermentation, leggete qui e Tyler Colman sul blog Dr. Vino, leggete qui.  Negli Stati Uniti e precisamente nel Maine da metà settembre entrerà in vigore una legge che vieta di effettuare attività di degustazione davanti agli occhi dei minori, perché l’osservazione e lo spettacolo di questo gesto giudicato evidentemente osceno li indurrebbe a diventare degli alcolisti. E’ questa l’America stupida, ipocrita, manichea, falsamente perbenista, che il nuovo presidente Barack Obama deve sforzarsi davvero di cambiare, ma mi sa che deve intervenire anche in Italia, di fronte a vecchi e nuovi moralisti…”.
Ma poi, in seconda battuta, da Don Chisciotte e libero battitore quale orgogliosamente sono, ho pensato, come doverosa forma di solidarietà, che fosse opportuno, perché nel post e nella foto pubblicata da Intravino non trovavo e non trovo alcuna traccia di qualsivoglia incitazione a diffondere il consumo di vino, seppure Novello, tra i minori, e perché ad individuarla ci vuole una fantasia straordinaria, di pubblicare questo post, ovviamente corredato dalla foto incriminata.
Che scriva pure anche a me, se vuole, il Moige, cercherò di spiegare loro che hanno esagerato e che il sor Robert Parker der Tufello, ecco chi era!, che è l’autore dei reiterati inviti a togliere la foto dal blog, provi a chiedere anche a me, con quel tono tracotante che ha sfoggiato su Intravino, di rimuoverla…
La risposta che gli darò non sarà probabilmente un capolavoro di eleganza, ma vi assicuro che sarà chiarissima, facilmente comprensibile da chiunque, anche da lui…

0 pensieri su “Il Moige e… come si chiama?, non saranno d’accordo, ma ecco anche qui la foto di Intravino sotto accusa…

  1. Chiedo l’intervento immediato dei boy scout, delle Giovani Marmotte nonché della Protezione animali! Questa foto va immediatamente rimossa e lei sta facendo pubblicità occulta!! Si vergogni! 🙂

  2. Ottimo intervento, mi sembra il modo più saggio per ostacolare chi fa del web un angolo di sfogo del proprio nervosismo e di un eccessivo moralismo storicamente improduttivo

  3. Buongiorno.
    Ora finalmente capisco l’origine della mia “addiction” al vino: é colpa di quegli insensibili dei miei nonni e zii e di quelle merende a base di pane bagnato nell’acqua con vino e zucchero che mi hanno dato per anni, di quell’uva (verde) che mi hanno fatto cogliere durante le vendemmie, delle colazioni (ottime) fatte in cantina, degli assaggi (terribili davvero) fatti per imitazione…… dov’erano i saggi illuminati del Moige che mi avrebbero difeso da queste terribili offese alla mia personalità a quel tempo? Ehhhhhh pòro mondo….
    Buona giornata.

  4. Ho letto, ovviamente prima di scrivere. Intendevo con tono che voleva essere SCHERZOSO sottolineare che in certe zone, quasi tutti i quarentenni (oggi padri e madri) come me sono cresciuti a contatto con terra, uva, vino e certe tradizioni anche nobili (proprio come nella contestualizzazione della foto si vuol far intendere) da mattina a sera, senza per quello diventare in età adulta irresponsabili abusatori di alcolici.

  5. Qui a Marte chiediamo al Partito dei Genitori se è consapevole della gravità di quanto ha fatto. Lo sa, il Partito dei Genitori, che non è educativo chiedere cose tramite e-mail, che Internet e Infernet sono la stessa cosa, che qui nel virtuale si tocca il fondo dell’abisso? E, invece, che fanno con il loro esempio? Dimostrano nei fatti di essere succubi del virtuale, nel leggerlo e nell’animarlo. Persino i siti in cui si parla di vino frequentano, alla faccia della prevenzione. Vergogna! E che possono fare i bambini se non emulare i propri genitori?!? Ahhhhh, si predica bene e si razzola male, eh? Ma i bambini vedono, ascoltano e assimilano, attenzione!
    Brisky 🙂
    Siamo oltre il delirio, siamo alle comiche.

  6. Ma perche’ questo Moige non manda una bella mail al ministero dei beni culturali per abbattere quelle statue di giunoniche fatture, in gran parte nude, che stanno intorno al monumento di Mussolini all’EUR, che le giovani mamme devono mettere il paraocchi ai bambini nel passeggino!!! E gia’ che c’e’ perche’ non manda un’altra mail alla RAI per spostare Benigni sempre dopo mezzanotte soprattutto per quella scena con la Carra’ che se la ricordan tutti, che l’e’ zompato addosso anche a terra!!!
    E tutte quelle sparatorie nei telefilm polizieschi… perche’ non censurarle? E con Marrazzo come la mettiamo? Lo riammetteranno mai in TV dov’e’ stato grande oppure dovra’ andare a fare il guardiano notturno?

  7. Mario, qui a Marte pensiamo che tu sia l’unico terrestre in questo momento a riuscire a distinguere la storia (giornalistica) dalla cronaca. Complimenti! Ma eviteremmo di inaugurare un monumento in quel di Saxa Rubra.

  8. Briscola, basterebbe farlo all’EUR, zona Vecchia America, sotto i portici, in un angoletto, dove sparire sotto un supplì e’ la cosa piu’ facile, ma anche piu’ bella, della Terra. A due passi dal palazzo che fa tanto gola a Bersani, quello con un’aquila tanto lugubre che sembra in frac sulle porte di puro cristallo. Noi a Roma c’abbiamo i supplì. Il resto e’… omissis. E voi su marte che c’avete, eh?

  9. prima che a qualche spiritoso venga in mente di arrivare a questa conclusione, sia BEN CHIARO che non é stato il Robert Parker der Tufello a evocare o invocare l’intervento del Moige. E’ ovvio che il Moige monitora per conto proprio tutti i giorni i più seguiti blog del vino per vedere se fanno opera di proselitismo alcolico a favore dei minori…

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