Lo “spogliarello” a puntate dei “tre bicchieri”: uno spettacolino che ormai mette solo malinconia


Come scrivevo qui circa due anni fa, nel novembre 2007, credevo che certe cose, l’informazione strip tease, anzi a dirla tutta l’epopea dello strip tease vinoso, dove non ci si leva un pezzo alla volta, la gonna corta, la guepière, la calza autoreggente, il reggiseno ed il tanga, ma si rivelano, in un ben calcolato countdown, i nomi dei vini che vanno a comporre la parte alta, quella più hot, dalla posizione numero 10 sino alla numero 1, dovesse rimanere un patrimonio esclusivo, una “genialata” dei Wine of the year, della celeberrima, comica classifica dei Top 100, che nell’edizione 2007 ci aveva proposto i propri most exciting wines a puntate. Oggi la posizione numero 10, domani la nove, e via a salire sino ad arrivare al vino arrivato a miracol mostrare.
Mi sbagliavo, a dimostrazione che errare humanum est, sed perseverare est diabolicum, e che una certa tendenza alle “americanate” al Gambero rosso (e non parlo solo dei road show organizzati dalla Signora Marina Thompson maritata Cernilli per portare in giro per il mondo i best wines premiati dalla guida diretta dal consorte Daniele) continuano ad averla, anche ora che hanno “finalmente” divorziato da Slow Food (in verità io direi che era ora che Slow Food prendesse le distanze dai soci e compari romani…), ecco arrivato, sul sito del Gambero rosso, lo show, un misto tra Bagaglino e avanspettacolo di periferia, della rivelazione dei tribicchierati, ovvero dei “migliori vini” d’Italia fatta non tutta insieme, ma giorno per giorno.
Ovviamente per prolungare il piacere della sorpresa, il gusto della rivelazione, il vedo e non vedo, ma domani vedrò, di conoscere quali sia il Gotha della produzione vinicola italiana. regione per regione.
Lo spettacolino è già cominciato qualche giorno fa e oggi, mentre sono stati resi pubblici al colto e all’inclita quali siano i tre bicchieri di Friuli Venezia Giulia e Trentino, ieri erano di scena quelli dell’Alto Adige (per chi si fosse perso le prime puntate dell’enoico spogliarello, basta leggere qui), mancano solo Veneto, Toscana, Piemonte, i cui magic winners saranno resi rispettivamente noti il 14, il 15 ed il 16 ottobre.
Per i cultori del genere, a questo indirizzo troverete indicati i premi speciali dell’anno (rosso, bianco, bollicine, vino dolce dell’anno, cantina ed enologo dell’anno, ecc.), mentre sul forum del sito del Gambero troverete thread e discussioni relative ai vini premiati, regione per regione.
Ma a dire il vero, assistere a questo svelamento enoico a puntate assume una connotazione sempre più malinconiche e triste, come assistere, da guardoni, e guardare dal buco della serratura, lo spogliarello, stanco, privo di frisson e di appeal, ben poco eccitante ormai, di un’ex bellona, ormai in su con gli anni, che crede ancora di arrapare i presenti, ma attira ormai solo sguardi di compatimento, sospirosi ricordi del tempo che fu, che ormai è passato, e non risparmia più nessuno, anche chi un tempo fu così potente da pensare di poter decidere le sorti del vino italiano e dei suoi produttori, ma oggi ha ormai imboccato un viale del tramonto senza più possibilità di riscatto…

0 pensieri su “Lo “spogliarello” a puntate dei “tre bicchieri”: uno spettacolino che ormai mette solo malinconia

  1. Sig. Ziliani, sarebbe sfizioso che lei tornasse sull’argomento guide dopo il Vinitaly, diciamo un due-tre settimane dopo per fare un consuntivo delle copie vendute di un prodotto che all’epoca avrà esaurito il suo ciclo di vita.
    Magari facendo un raffronto con gli anni precedenti.
    Non so se sia possibile ottenere certi dati (ammesso e non concesso che siano attendibili) però sarebbe molto interessante capire la consistenza e il trend di questo prodotto editoriale

  2. L’ultimo spogliarello che ricordo degno di attenzione è stato della signorina Kim Basinger nell’86. Sbaglio o quest’anno stanno togliendo due o tre indumenti per volta rispetto l’anno scorso, spogliando un corpo che nulla da dire ha? Se i 3 bicchieri dati, in qualche modo, ponderano il peso o l’importanza di una zona, vedere che la valtellina è premiata solo due volte, meno dell’Oltrepò Pavese e come il Lambrusco, mi fa molto sorridere. Sorrido anche nel vedere affiancati alla premiazione di Roma la presenza di 75 vini “verdi”.
    Riguardo alla diffusione delle guide, basta chiedere a qualche produttore, se ancora ricevono visite di consumatori con guide sotto il braccio. Sembra un fenomeno in estinzione, in quanto tanti hanno imparato a farsi guidare da altri o dal proprio gusto.

  3. @ilconsumatore,

    purtroppo, e ripeto purtroppo, di visitatori con guide sotto il braccio(di vari editori e di varie lingue) se ne vedono ancora e in un numero che più o meno puo’ essere quantificato in 1 ogni 10. Non ho uno storico molto ampio quindi non azzardo a definire questa situazione in calo oppure in crescita… Posso pero’ confermarle che, tra tutti quelli con guida al seguito, solo una bassissima percentuale usa le guide per orientarsi verso la cantina (e non verso il vino) assaggiando e valutando in base ai propri personalissimi gusti. Tutti gli altri si limitano a chiedere il “premiato” di turno (che quasi sempre è finito)scartando gli altri a priori (e perdendosi molto spesso ottimi affari con vini di altrettanta qualità e magari con qualche euro in meno di spesa).
    Basterebbe usare le guide come “uno dei tanti consigli”…. Non come indiscusso, imbattibile e certo “oracolo” dell’ enologia!!

  4. @ Il consumatore
    Sono d’accordo che forse 2 vini premiati in Valtellina sono pochi, ma non si può a priori dire che è uno scandalo perchè sono stati premiati come 2 Lambruschi. Forse è uno scandalo che siano stati premiati “quei” 2 Lambruschi (un mare, nel vero senso della parola, di bottiglie prodotte….e così si ritorna al discorso del cerchiobottismo) ma le assicuro che ce ne sono alcuni che meritano veramente di essere posti all’attenzione del pubblico enofilo italiano, meglio di parecchi Valtellina, mi creda.
    @ L. Cravanzola
    Purtroppo il problema delle guide è questo, mi ricordo che ad una degustazione alla cieca (presenti c.ca 70 persone) dei Sangiovese di Romagna premiati nella passata edizione della guide del Gambero, il migliore risultò un “estraneo” (inserito apposta per vedere le reazioni dei partecipanti) che nella guida non era neppure censito (e il produttore ci aveva assicurato che lo aveva presentato) quindi questo fa capire l’attendibilità delle guide e la “pecoraggine” dei consumatori italiani.

  5. Io non la farei cosi’ “maliziosa” la cosa. L’idea è per discutere,regione per regione,dando il giusto lasso di tempo.Altrimenti buttandole fuori tutte assieme si genererebbe una confusione tale da non capire piu’ nulla.Infatti ognuno tende a discutere/criticare/difendere la propria regione,creando cosi’ sovrapposizione di interventi.

  6. @sig. mengozzi. Posso essere d’accordo con Lei che qualche Lambrusco meriti di essere posto all’attenzione del pubblico. Ma se ci è consentito il banale confronto, tra un’ottima Sassella e un ottimo Lambrusco, il mio personale gusto mi conduce ad una scelta assolutamente priva di dubbi. Forse le migliori Sasselle la tanto esaltata Guida nemmeno le riporta.

    • al Gambero anche senza Slow Food, che curava le degustazioni con Giacomo Mojoli in Valtellina premiano i due soliti Sfursat:
      Valtellina Sfursat 5 Stelle 06 Nino Negri
      Valtellina Sfursat Fruttaio Rizzieri 06 Aldo Rainoldi
      Che dire se non accusarli di pigrizia e di miopia e di capirne davvero ben poco di Nebbiolo di montagna di Valtellina? Vergogna!

  7. @ Franco Ziliani
    E’ Sempre questione di “Cerchiobottismo”.
    @ Il Consumatore
    Lei ha ragione da vendere, i migliori molto spesso non appaiono neanche, e questo vale, come avevo detto nel mio prec. commento per tutte le regioni. Poi sono d’accordo anche sul fatto dell’ipotetico confronto Lambrusco – Sassella. Saluti.

  8. @ Paolo
    Il problema è che purtroppo non la fan cadere nel dimenticatoio i giornali, le riviste del settore etc. così il popolo “pecora” abbocca all’amo e crede ancora in essa come ad un oracolo(vedi il can can fatto dal Carlino per l’elevato n. di tre bicchieri assegnati quest’anno all’Emilia Romagna).

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