Muore ignominiosamente la Repubblica: povera Patria!


Dovrebbe essere, questa domenica, l’occasione per stare sereni, godendo, laddove c’è, il tiepido sole di questo autunno che annuncia l’inverno (sempre più the winter of our discontent, l’inverno del nostro scontento per dirla con Shakespeare e con Steinbeck), per rallegrarsi delle buone compagnie, magari di una buona bottiglia di vino di quello vero, del nono mondiale conquistato da Valentino Rossi.
E per chi è è elettore del Partito Democratico, andare a votare, per eleggere il proprio nuovo segretario, nelle primarie di oggi.
Invece, basta leggere le cronache dei quotidiani, gli ultimi “strilli” della loro edizioni on line, per vedere salire la nausea, il disgusto, lo schifo, la rabbia a livelli altissimi e intollerabili.
Questa Repubblica, questo modo di fare politica, di intendere la gestione della “cosa pubblica” sta letteralmente andando a puttane, mi correggo, per essere politicamente e sessualmente corretti, bisognerebbe aggiungere che sta andando anche a trans.
Il “caso Marrazzo”, il Governatore della Regione Lazio, ricattato da 4 carabinieri (vergogna per un’Arma popolata da simili mele marce, da così squallidi figuri!) per un filmato che lo ritrarrebbe mentre “si intrattiene” con un trans, è solo l’ultimo caso di un’estate dominata dallo spettacolo indecoroso e volgare di un Presidente del Consiglio più che sospettato di essere frequentatore abituale di escort a pagamento, di squallide patriziedaddario.
L’ultimo fotogramma di uno sconcio spettacolo, di malgusto televisivo, di un’Italia dove molti nostri uomini politici, di ogni estrazione e colore, siano, sebbene regolarmente dotate di famiglie e figli, delle persone dalla dubbia moralità, che in pubblico predicano bene e nel privato dei loro letti razzolano arrendendosi agli ormoni impazziti, che mi fa letteralmente venire il voltastomaco.

Così, una volta tanto, non posso essere d’accordo con l’ottimo Marcello Veneziani, che in un articolo pubblicato sul quotidiano proprietà della famiglia del presidente frequentatore di escort, esordisce scrivendo “È permesso dire che preferisco essere governato da un donnaiolo incontinente piuttosto che da un abituale frequentatore di trans, in festini di coca e sesso? E che preferisco chi denuncia i ricattatori e li attacca in pubblico a chi li asseconda, li paga di nascosto e poi nega tutto in pubblico? So distinguere tra sfera pubblica e sfera privata, giudico chi governa da quel che fa da governatore e non da erotomane. Però lasciate che io consideri più squallido, più ricattabile e meno affidabile il politico del secondo tipo”.
Pur essendo ancora, romanticamente, più che razionalmente di “destra”, e legato ad una mia idea di “destra” con la quale il Berlusca, Fini e gli ex aennini che hanno svenduto ideali e diversità nel nome del potere, non hanno assolutamente nulla a che fare, trovo parimenti squallidi, vomitevoli, perché opera di personaggi pubblici, che dovrebbero rispettare un’etica, una moralità dei comportamenti, i problemi “di letto” del Primo Ministro e del Governatore della Regione Lazio.
Allora di fronte a questo sfacelo, a questo verminaio, a questa putrefazione della morale, allo spettacolo di un confronto politico giocato a colpi di dossier sulle licenze sessuali di questo o di quel personaggio, non posso che trovare rifugio e pensare che sia forse l’unica consolazione possibile, nell’arte, nella cultura, nella poesia.
Ho così pensato ad un piccolo componimento di un grandissimo poeta che ho amato molto e di cui conservo gelosamente alcune lettere che fu così gentile da inviarmi, quando gli scrissi, tanti anni fa, in un’altra vita, per manifestargli la mia ammirazione e l’amore per la sua opera poetica.
Parlo di Mario Luzi, incredibilmente non coronato da quel Nobel per la Letteratura che avrebbe illuminato e dato gloria e credibilità a quel Premio e ad un piccolo poema che risale ai tempi del “caso Moro”, il cui attacco, Muore ignominiosamente la repubblica, credo riassuma meglio di tanti editoriali l’attuale triste situazione.
Un poema, leggetelo qui nella sua completezza, che rende l’idea tragica della lotta feroce, dello sbranamento ignominioso, tra i suoi sciacalli.

Ma ho pensato anche, perché poesia e musica si legano, e sono il modo migliore, il più autentico, di elevarci dalle bassezze e  dal sozzume della realtà che ci tocca vivere, anche ad una canzone civile, ad una vera e propria invettiva, di quel grande musicista e poeta che è Franco Battiato, la sua Povera Patria, “schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!”…
Battiato canta “non cambierà, non cambierà”, ma speriamo tanto che possa davvero cambiare “che il mondo torni a quote più normali che possa contemplare il cielo e i fiori”…

52 pensieri su “Muore ignominiosamente la Repubblica: povera Patria!

  1. Caro Franco,
    le cose vomitevoli sono due, ma non quelle che tutti pensano.
    Se il Berlusca si sbatte donnine compiacenti (ma non credo le paghi, per la semplice ragione che non ne ha bisogno: di ragazze disponibili, checchè ne dica la Bindi, a stare in coda davanti alla porta della sua alcova e anche davanti a quella di persone di rango ben inferiore a Silvio ce ne sono centinaia, come l’esperienza quotidiana dimostra) o se Marrazzo si trastulla coi trans (ma ha ragione Veneziani: non è la stessa cosa) è cosa forse squallida, nulla di più però. E’ invece insopportabile il doppiopesismo con cui i superciliosissimi frequentatori della rete e i giornalisti impegnati nell’antiberlusconismo aprioristico, permanente e effettivo si esprimono sulle due vicende. La seconda delle quali preceduta peraltro, con eguale uso di nauseante doppiopesismo, dai casi Sircana e Boffo.
    L’altra cosa insopportabile è la faccia di tolla, camuffata da complesso di superiorità, con cui la marmaglia sinistrorsa – non migliore nè peggiore, sia chiaro, dell’omologa marmaglia destroide o sesidecente tale – pretende di ergersi a giudice, valutando secondo come conviene.
    Mi viene in mente una frase di Walter Tobagi: “un giornale non può dirsi democratico solo perché pubblica ciò che ci piace leggere”. Ecco, appunto.
    Ciao,

    Stefano

    • concordo e sottoscrivo Stefano. Quando non si parla di vino, e soprattutto di ciò che accade in una nota località collinare toscana, torniamo ad andare totalmente d’accordo. Con un’eccezione, il tuo ridicolo, lo sottolineo amichevolmente, ridicolo, tentativo di sminuire la grandezza di Valentino Rossi. Buona domenica a te e a tutti (beh, diciamo quasi tutti, suvvia…) 🙂

    • fulminante e feroce il commento de “La Jena” sulla Stampa di oggi: “Prendi il caffè, compri il giornale, vai al gazebo, paghi due euro, voti per il tuo candidato, torni a casa, guardi le partite, aspetti i risultati delle primarie… Il solito trans-trans”…

  2. Caro Franco,

    ho sfogliato rapidamente – al bar! – questa mattina, un quotidiano che non compro (perché mi pare brutto, lo si potrà scrivere in un blog?!), per leggere ciò che stava sotto uno ‘strillo’ in prima pagina:” Senza biglietto sull’autobus, l’arrestano”.
    Si scopre poi che la persona in questione aveva anche dato false generalità ai carabinieri, il che è obiettivamente grave, ma… passibile d’arresto?.

    Certo che i carabinieri – per cui d’ora in poi bisognerà usare la “C” minuscola, perché un conto è la gloriosa Arma, altro son quelli che ricattano su incarico di qualche mandante, altro ancora son quelli che – qui, in provincia di Siena – di giorno comminavano l’etilometro al malcapitato, di notte rubavano i porcelli, facendoli fuori con l’arma d’ordinanza (appreso sempre sulla Nazione di qualche settimana fa: …beh però sulla Nazione, ne scrivono di notizie utili!).

    Che vuoi che sia il caso Marrazzo…
    Ma, battute a parte, qualche anno fa, un giornalista di medio calibro, ma di ideologia certa, mi informava che un notissimo uomo politico andava a trans, e non si trattava di Sircana (!), né di Marrazzo(!). E, guarda guarda, stamattina il corrierone dice che altri nomi potrebbero venir fuori: chissà se ci sarà anche il nome di quello di cui mi hanno anticipato le preferenze sessuali.

    Ma per quanto riguarda questi gusti – più o meno particolari, a seconda dell’occhio con cui gli si presta attenzione – ormai ci abbiamo fatta l’abitudine.
    Personalmente mi ha scandalizzata di più il presidente del consiglio con un nugolo di fanciulle ventenni sulle ginocchia, che la storia della D’Addario (di cui mi pare non esista documentazione fotografica!).
    Perché? Ma è presto detto: perché il presidente ha figlie femmine e mi è sembrato violento e contro natura che lui si esibisse con delle ragazze (bacio saffico incluso) più giovani delle sue figliole!

    Ma non è l’unico in questo paesaggio (sì, paesaggio!) squallido (sì, squallido, perché se peccato dev’essere, che abbia almeno una sua grandeur, per non parlare dell’estetica: penso a Lapo, indimenticabile!).
    C’è un sostantivo per definire una donna che fa merce del suo corpo, me ne manca uno adeguato al genere maschile (hai notato? Solo maschile!) che cede ai propri ormoni (più che di ormoni io direi che si tratta di qualcosa strettamente legato al ‘potere’), e si fa cogliere, o si esibisce, in mutande.

    A questo proposito devo dire che almeno Marrazzo – come Lapo – è giovane e non male: diciamo che l’estetica è salva. L’onore e i carabinieri, no.

    L’unica è berci sopra (stando attenti all’etilometro) un bicchiere consolatorio, che per consolarci di tante bassezze, deve essere davvero all’altezza.

    Buona domenica.

    • cara Silvana, mi consenta, cribbio!: che schifo! Quanto all’altro uomo politico dalle misteriose e trans-versali preferenze sessuali il cui nome potrebbe emergere: sono pronto a scommettere possa essere ancora un personaggio dell’opposizione o presunta tale. Un modo per fargli capire che se rompe e non si allinea, frugheranno anche nelle sue di mutande…

  3. A Marte stiamo benissimo. Anzi, negli ultimi tempi stiamo anche meglio perché il Governo Marziano ha realizzato un cerchio di annientazione terrestre intorno al pianeta. Non provate a salire, chè vi fulminiamo. Avevamo anche pensato di scendere a distruggervi, ma poi abbiamo visto che ve la cavate benissimo da soli. Vorremmo peraltro evitare contaminazioni: magari risale uno dei nostri e si scopre, sotto elezioni di cui è candidato, che ha rapporti sessuali con uno scoiattolo da vari mesi.
    Brisky 🙂

  4. Non escludo che, a questo punto, Marrazzo non possa seguire le orme di un certo Cecchi Paone, che si è ritrovato senza lavoro a Mediaset, però viene frequentemente invitato ai cosiddetti “talk-show” (che io rinominerei “trash-show”) per scontrarsi continuamente con chi non la pensa come lui.
    Sono stato tra coloro che hanno votato Marrazzo, all’epoca. Oggi non lo rifarei, come del resto non voterei mai e poi mai Silvio (piuttosto divento laziale…). A proposito del doppiopesismo, però, mi viene in mente il paragone tra chi ruba una caramella e chi espora e occulta capitali all’estero: se li condanniamo a pene diverse è doppiopesismo…?!?
    Franco, visto che hai nominato uno dei miei preferiti, Franco Battiato, quel testo, oltre ad essere tra i più belli di Battiato, è anche e per fortuna ottimista, alla fine. La speranza che si possa cambiare non dovrebbe morire mai…

  5. Ci sono persone (diciamo individui) che si occupano esclusivamente di queste faccende.
    Lo stile è quello camorristico, ed è bipartisan.
    Conto su un bicchiere all’altezza per un po’ d’oblio.
    E sincronizza l’orologio.

  6. Caro Franco che dire? Non riesco a trovare più nel mio animo parole di indignazione e questo mi fa ancor più male perchè significa che la rassegnazione ha preso il sopravvento.
    E di nessuna consolazione è l’aver avuto ragione a lasciare l’agone politico dopo 15 anni di impegno per la raggiunta convinzione che non si è ancora toccato il fondo, non mi rallegra l’averci visto giusto, anzi vieppiù mi avvilisce.

    Ancora più avvilente, se possibile, il ritrovare analisi sulla minore o maggiore gravità ponendo a confronto i sollazzi con escort, minorenni piuttosto che con transessuali.
    Un amico mi ha ricordato che, all’inizio della Repubblica, si usava pubblicare in piazza i nomi ed i cognomi dei candidati, con le loro ascendenze e le occupazioni di tutti i loro aventi e danti causa in modo da dare perfetta cognizione di chi si andava a votare.
    Purtroppo tutto mi porta a confermare le pessimistiche previsioni già esposte in passati post, siamo seriamente a rischio Albania e come Thelma e Louise andiamo consapevolmente incontro al baratro senza che una coscienza collettiva ci spinga a modificare il nostro percorso.

  7. Questi sono stati beccati; ma gli altri? Come mai a «sinistra» c’è una propensione per i trans? E’ una specializzazione, o che cosa? Quanti sono quelli non ancora presi sul fatto? E pretendono pure, al bisogno, di «guardarci negli occhi». Loro, a noi. A farci la lezione di moralità, di politicamente corretto, di quel che ci è vietato pensare. Il sospetto che siano tanti è rafforzato dalle parole di Roberto Maroni, ministro dell’Interno, di fronte al caso Marrazzo: «E’ una vicenda personale, non credo che debba dimettersi». Vuol dire: per così poco? Vorrei guardare negli occhi il ministro leghista Maroni, con quei suoi occhialini-fantasia multicolori: magari mi trasmetterebbe chissà quante «vicende personali», situazioni «private ed intime». Al confronto, merita solidarietà e lode la moglie di Marrazzo; Roberta Serdoz, giornalista di RAI Tre (perchè in RAI i posti sono occupati da famiglie intere), apprende la vicenda mentre «cura la rassegna stampa touch screen». Si sa, il TG3 è il Telegiornale Morale del Partito Morale per eccellenza: la signora Serdoz, almeno, non fa più la serale lezione di moralità, esce, e – ci dicono i giornali – non dorme più a casa. Un gesto di dignità offesa. E di nobile schifo. A lei tutta la nostra compassione cristiana. A lei, il contributo di una (magra) consolazione: suo marito è stato reso così, come sono tanti politici. Non è questione di persone, men che meno di «destra» e «sinistra». Sono stati resi così dalle «istituzioni».

    • alla collega moglie dell’autosospeso Governatore della Regione Lazio, l’umana solidarietà e la comprensione per il dramma che sta vivendo. Cambiando discorso, e scusandomi per i “francesismi”, vi propongo paro paro un commento che mi ha inviato, via mail, un amico dagli Stati Uniti: “La “destra” (ma quale? Se quella é destra io di che cosa sono allota) sta andando a puttane e la sinistra per definizione prima o poi te lo mette nel culo…”…

  8. Ah no, non buttiamola sulla colpa delle istituzioni, please, che il passo è breve per dar la “colpa” alla società, alla scuola, ai genitori repressivi e al vicino di casa che ha il volume troppo alto della radio. Colpa di utti, quindi di nessuno. Frottole. Ognuno decide chi o cosa portarsi nel letto, non c’è istituzione che tenga.

  9. Signor Briscola, è ben chiaro in me ciò che lei scrive. Forse però è poco chiaro il mio pensiero sulle “istuzioni”: certo non era mia intenzione ragionare in termini da dibattito televisivo dove mai nessuno sembra assumersi la propria responsabilità su questa degenerazione politico-social-morale che attraversa il mondo occidentale intero, ma ognuno moraleggia sulle colpe dell’altro. I politici si sono creati a poco a poco “istituzioni” miranti nell’insieme ad un unico scopo: sottrarre loro a qualsiasi controllo preventivo, sugli atti di governo, sugli appalti, sulle malversazioni, sulle aste e i concorsi pubblici. Le istituzioni vigenti non prevedono più alcuna autorità superiore che sorvegli i loro atti politici e amministrativi. Non c’è più, del resto, un’autorità riconosciuta e moralmente indiscutibile che essi riconoscano, che noi possiamo riconoscere oggettivamente. E’ o non è questo il risultato di un potere «laico», che ha compiutamente eliminato Dio in ogni metafora, figura e istituzione di «autorità»? E’ Aristotele che sottolineava l’esigenza di un terzo nel rapporto tra due soggetti, un terzo che funga da autoritas, da arbitro (sia pure “solo” a livello etico). Terzo che l’Occidente moderno assorbe su stesso, sull’autorità e sulla falsa libertà dell’individuo (la persona che diventa individuo a-relazionale: fare “ciò che si vuole e dove si puote e più non dimandare”). E’ chiaro che, essendosi dati queste «istituzioni» secondo i loro desideri, i politici si siano abituati a vivere in piena irresponsabilità e impunità. Vivono in un’eterna vacanza, «senza Dio nè padroni», come i ragazzini nel paese dei balocchi: i lucrosi stipendioni aiutando, per non parlare delle mazzzette, è quasi ovvio che si voglia provare la coca, il transex, la escort. Tanto, non ti ferma nessuno: se non qualche magistrato per odio politico (e allora potrai gridare al complotto, non senza ragione) o qualche ricattatore. Benedetti i ricattatori, ultima istanza di controllo: ma sono troppo pochi.
    E’ il caso preciso di cui parlò Winston Churchill, quando – anni lontani – mise in guardia: «Noi plasmiamo le nostre istituzioni, ma poi le istituzioni ci plasmano».

  10. mi sfuggiva una considerazione assolutamente importante, che pretesa può avere, a questo punto, chi ci governa e chi ci controlla (forze dell’ordine) in merito al rispetto delle norme (troppo spesso eccessive e capotiche) e dell’ordine costituito, da parte del singolo cittadino? Ogni giorno un numero crescente di onesti cittadini prende consapevolezza di quanto sia più facile e spesso impunito, il non rispettare norme e comportamenti. Si rendono conto questi signori che tutto ciò è l’anticamera del caos e della guerra civile?

    • in un Paese civile, dotato di coraggio e dignità, questi cialtroni, di “destra” e di “sinistra” verrebbero cacciati a calci in culo, e se necessario altro, dall’indignazione e dalla nausea dei cittadini… Invece ci tocca tenerceli e rassegnarci ad un’alternanza che ripropone, in sostanza, lo stesso schifo…

  11. Non sono troppo giovane, percio’ me lo ricordo ancora quando a Rai Tre (che allora chiamavamo Rai Kabul) ci teneva ogni giovedi incollati davanti al televisore in una di quelle poche ma grandi trasmissioni di utilita’ pubblica nata da quelle di Michele Lubrano e Giuseppe Fiori. Faceva benissimo il suo mestiere contro le truffe, la malasanita’ e la malagiustizia. Anche all’avversario pero’ concedeva il tempo e l’ampiezza perfino per andare ad arrampicarsi sui vetri, come sanno fare in pochi e fanno soltanto quelli che hanno rispetto degli altri, chiunque siano, anche i colpevoli. Pur non essendo della sua parte politica e pur non avendolo votato, da quel che ho letto sui giornali so che come presidente di una delle regioni piu’ martoriate ha comunque onorato il suo impegno pubblico. Continuo percio’ a stimarlo come persona e sono stato al 100% d’accordo con il Ministro dell’interno maroni quando ha usato le seguenti parole: «NON SI DIMETTA». Commentando la vicenda a margine dell’Assemblea federale degli eletti nella Lega in Lombardia ha anche affermato: «È una brutta vicenda, che mi addolora molto perché vede il coinvolgimento di 4 carabinieri. Stiamo verificando per capire cosa possa essere successo e per questo sono in contatto con il comandante generale dell’Arma». «Dopo di che, essendo stato vittima di un ricatto, come ha detto lui, non credo debba dimettersi. Sono sempre dell’idea che la vita personale è personale e ognuno può fare ciò che crede». «Se una persona subisce un ricatto diventa vittima del reato quindi non può essere condannata. Bisogna condannare chi compie i reati».
    Franco, hai ragione ad essere stomacato, ma non possiamo perdere la trebisonda. Battiato, in fondo, come ha notato Boldrini, e’ un incallito ottimista. Quando leggo i tuoi pezzi sul vino lo sono anch’io, nonostante le varie vinopoli con cui devi fare i conti. Percio’ grazie per ospitare questo dibattito e pero’ lasciati fare qualche endovena di sorrisi da Briscola.

    • Eh no, Mario penso che il Governatore della Regione Lazio debba non auto-sospendersi, bensì dimettersi. Cosa che dovrebbe anche fare, se avesse un briciolo di senso dello Stato e di vero amore per il proprio Paese, il frequentatore di escort, quello che si tiene in braccio le ragazzine, che ama circondarsi di belle fanciulle che hanno l’età delle sue figlie minori… Mi consenta, cribbio!

  12. Per ristorarmi ho letto reportage e commenti sul governo Merkel, appena varato, sui ministri giovani, eterogenei (pure un giovane viet adottato!), nuovi e smaglianti; sulla promessa di abbattere tasse per 24 miliardi di EU – che sicuramente frau Merkel manterrà -, ricordando con rabbia che una simile promessa ci è stata fatta 15 anni fa – e ripetuta ad ogni campagna elettorale – e mai mantenuta.
    Che ci azzecca il tutto? C’azzecca che lì ci saranno pure gli scandali (ci sono), ma ghi governa pensa al paese e ai cittadini. Qui, chi governa pensa immancabilmente alla cadrega e ai propri interessi. Questo è lo scandalo.
    Di Marrazzo non mi scandalizzo più di tanto (dei carabinieri però sì, ohibò).

    • cara Silvana, io mi auguro quantomeno che se riconosciuti colpevoli del reato di ricatto e tentativo di estorsione, quei “carabinieri”, che scrivo volutamente con la minuscola, per il rispetto che porto all’Arma dei Carabinieri e ai suoi tantissimi onesti Servitori dello Stato, vengano radiati dall’Arma. E che non ci sia nei loro confronti alcuna forma di indulgenza. Proprio nessuna!

  13. Marrazzo ti aveva gia’ dato retta, Franco, e si era dimesso prima ancora che io scrivessi il commento, forte di un 82% di pareri come il tuo che sono comparsi nei sondaggi, per esempio in quello del Corriere. Anch’io avevo letto la stessa percentuale quando i voti erano solo 2.000 anche prima di esprimere il mio voto, ciononostante l’ho espresso al contrario. Non cambio pinione nemmeno se rimango da solo contro 55 milioni. Per me chi governa deve farlo bene. Se poi ha e’ un bigotto, oppure ha l’orecchino, magari e’ gay o fa il ganzo con le ragazze, non me ne frega piu’ di tanto. Clinton e’ stato uno dei migliori presidenti degli USA nonostante abbia macchiato il vestitino dela Lewinski, Kennedy forse anche meglio nonostante l’avventura con la Monroe, insomma forse siamo ancora un po’ troppo bacchettoni e leggiamo un po’ troppo gossip perche’ non sappiamo fare bene i conti sui bilanci delle istituzioni. Siamo un popolo di allenatori, le migliori formazioni le sappiamo fare tutti al bar, poi basta che si scopra che un giocatore fuma sigarette anche nello spogliatoio e giu’ caterve di critiche (penso a Bruno Conti, campione del mondo con gran merito… nonostante giallorosso!).
    Su una cosa comunque sono con al 100% con te. A Nassyria ci hanno lasciato la vita persone in divisa, Carabinieri soprattutto, ma non solo, che non meritano di aver avuto fra i commilitoni quelli che hanno sperato di ottenere chissa’ quali favori da Marrazzo con il ricatto. Non e’ soltanto questione di nessuna forma di indulgenza. Bisognerebbe far scuola a chi si iscrive all’ Arma. Chi non e’ adatto, vada piuttosto a fare l’idraulico, che ce n’e’ tanto bisogno.

  14. L’equivalenza Marrazzo Berlusconi proprio non la vedo.
    Non mi interessa molto chi si portano a letto (entrambi), quello che mi interessa è che non utilizzino il corpo di fanciulle (o trans) per farsi corrompere e corrompere a loro volta, per ottenere favori o per elargirne.
    Il caso Marrazzo è più intimo (e anche più pietoso).

  15. Oh, perbacco! Aspetta, aspetta. Autosospensione non e’ dimissione. Scusa, amico mio, ma sono proprio tonto come una carabassa. Lungi da me capirci qualcosa di questo politichese che non mi (ci) appartiene. Mo’ siamo alla comica vera. Due parole che sembrano dir la stessa copsa, ma che hanno delle differenze tanto formali da divenir questione di Stato. E a seconda dell’interpretazione possono mettere in difficolta’ la regione Lazio su contratti stipulati con altre istituzioni o ditte private perche’ non si capisce chi e’ il presidente di quella regione adesso. Visto che si e’ autosospeso senza che i motivi rientrino nei casi previsti dai rtegolamenti di quella regione e con Gasparri pronto a denunciare medici che avallassero stati di malattia inesistenti. Dimissioni non sono. Percio’ mi cospargo il capo di cenere e ti consento, oh se ti consento, cribbio!

  16. Per Boldrini: la sua domanda sul doppipesismo mi sembra malposta. A mio parere andrebbe riproposta così: se uno ruba un caramella, perchè se sta dalla parte giusta è un affamato che va compreso e perdonato, mentre se sta dalla parte sbagliata è un ladro da condannare e mandare in galera? Questo è il doppiopesismo ipocrita che mi dà fastidio.

  17. Quoto Tesi@ (quest’ultimo post) al cento per cento.

    Invece a proposito di Marrazzo (ancora?!).
    Egli comunque si è quantomeno sospeso e sappiamo che nel giro di un mese si dimetterà.
    Fare i sottili – discettando sulle mancate dimissioni, in un paese in cui quelli che hanno ruoli istituzionali non solo non si sospendono né dimettono, inquisiti o incriminati che siano, ma non fanno nemmeno un plissé – mi sembra eccessivo.

  18. Silvana, nel caso specifico la differenza tra autospensione e dimissioni è per gli effetti pratici enorme. Si è trattato di un pietoso calcolo politico. Marrazzo scadeva a marzo. Autospendendosi consente al partito di trovare un candidato presentabile su cui fare la campagna elettorale. Se invece si dimetteva subito, la campagna cominciava subito e quindi il partito doveva fare la campagna senza avere un candidato (quindi perdendo sicuramente le elezioni, dopo l’orrida figuraccia rimediata con caso trans). Insomma ha deciso l’apparato, di cui Marrazzo, comportandosi così, ha dimostrato di essere un perfetto esponente.

  19. Che tristezza!!!!!!!Tante donnine alla ricerca di gossip.Che c’e’da commentare in un paese che vanta democrazia e liberta’,dove chiunque puo’anche uccidere chi sbaglia?Dov’e’ la nostra vita privata e le nostre scelte sessuali?BELLA L’ITALIA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  20. @Stefano Tesi:
    la caramella alla quale mi riferivo, a proposito di Marrazzo, è l’aver eventualmente utilizzato strumenti o mezzi pubblici (ad es. l’auto di servizio) per scopi personali.
    Mi spiego meglio: sia Clinton che Silvio e Marrazzo (perché “tutto il mondo è paese”…), se non fossero avvenuti fatti che hanno portato alla conoscenza di tutti vicende che invece fino ad allora erano rimaste private, sarebbero stati per tutti noi degli uomini politici e basta. Li avremmo votati prima, e giudicati poi, per il loro programma politico e per il mantenimento e la coerenza a quel programma.
    Mi sembra che uomini politici con preferenze sessuali “alternative” ce ne siano in giro, o mi sbaglio? Se dovessimo diventare bacchettoni alla pari degli americani, che costringono alle dimissioni un politico solo perché non ha versato i giusti contributi alla colf…da noi ci sarebbero Senato e Camera vuoti, o l’anarchia.
    Attenzione, perché siamo il paese dei reality e del gossip, ed è sempre più facile attirare, volutamente, l’attenzione dell’opinione pubblica su questioni che potrebbero anche (o dovrebbero) rimanere nella sfera privata di ognuno. Sarà ancora più facile per “loro”, in questo modo, occuparsi degli affari propri con leggi, appalti e condoni ad personam…

    • sorprendente come sia animato questo dibattito, domenicale, su temi civili e come nessuno, sinora, sia intervenuto a darmi e a darci dei bacchettoni o dei sepolcri imbiancati. Forse che la condanna bipartisan di questa politica spudorata spiazza e spariglia gli schieramenti?

  21. Saluto Stefano Tesi. E gli chiedo: non è un pochino assurdo sciogliere un governo regionale a soli 5 mesi dalle elezioni, cioé a fine mandato? La autosospensione è ovviamente una trovata tirata per i capelli ma credo che gli elettori potranno tranquillamente fare le valutazioni su Marrazzo e sul lavoro della giunta regionale anche a fine marzo. Quanto alla scelta dei candidati, non cambia nulla: nel Lazio sia la destra che la sinistra non dovrebbero avere difficoltà a trovare candidati potenzialmente vincenti.
    Quanto alla equiparazione dei due casi non sarei per fare antipatici confronti fra le preferenze sessuali degli interessati. Mi limito a dire che il “caso” berlusconi, non è un problema che nasce solo dagli eventuali vizi privati del premier: se di ipocrisia stiamo parlando, allora cosa si deve pensare della accorata partecipazione del premier al Family Day? E soprattutto ha il diritto un elettore di conoscere risposte esaustive e veritiere ad alcune ovvie domande giornalistiche? Questo è il punto. Per quanto mi riguarda nessun problema se Berlusconi, o qualunque altro politico, fosse del tutto trasparente e si assumesse con coerenza la responsabilità delle proprie scelte personali.

  22. Ricambio i saluti a Corrado Dottori e gli rispondo che avrebbe certamente ragione, se il clima politico che si respira in Italia fosse sereno. In uno stato di campagna elettorale permanente, invece, come quello in cui viviamo e in cui qualunque cosa viene strumentalizzata in chiave propagandistica, la mossa di Marrazzo squalifica non solo lui, che non ne avrebbe bisogno vista la figura fatta, ma anche i suoi mandanti e referenti politici. L’autosospensione non ha nulla a che fare con il buon senso (cioè dare continuità al governo regionale) e molto, anzi tutto con l’opportunismo. Il che stona nel comportamento di chi, aprioristicamente, si erge a esempio di linearità e correttezza morale.
    E’ poi verissimo che molti, forse tutti i politici hanno qualche altarino (a cominciare dal Berlusca) da nascondere, ma continuo a trovare insopportabile sia il giornalismo e le domande a senso unico (perchè Repubblica non fa qualche domandina a Marrazzo, Sircana e Boffo, a Bassolino e a Vendola?) e il doppiopesismo che ne deriva, sia l’automatismo per cui, in Italia, per il solo fatto di esecrare qualcosa o qualcuno si dà per scontato che tu sia un sostenitore dell’altro.
    Il moralismo, infine, è un pericoloso strumento di propaganda politica: utilissimo contro gli altri, ma esiziale per se stessi.

  23. @ Briscola

    Spero che lo sia ancora e spero di ritrovarlo ancora in TV in trasmissioni di pubblica utilita’, perche’ le ha sempre fatte bene. Il rischio in questi casi e’ infatti quello di buttare via il grano insieme al loglio. Mi rifiuto di credere che la gente sia tanto tonta. Se guardassimo bene la Storia, a risalire dal profondo passato, per esempio Alessandro il Macedone, cioe’ Alessandro il Grande era gay. Mettendo la lente d’ingrandimento sulla vita privata di grandi personaggi della cultura, della scienza, della politica, di Marrazzo se ne troverebbe parecchi. Non e’ con questo schema mentale sui vizi privati che va giudicato, proprio perche’ di reati non ne ha commessi, semmai e’ stato vittima di un reato, il ricatto, ancor piu’ grave in quanto perpetrato da quattro caramba che hanno dimostrato cosi un disprezzo assoluto dell’Arma che hanno infangato.

  24. Anziché chiedersi se sia più morale andare a trans o a mignotte (Veneziani dovrebbe vergognarsi già solo per questo e Tesi dovrebbe spiegare più chiaramente cosa intende quando scrive che non è la stessa cosa), sarebbe forse utile richiamare l’attenzione sul fatto che, a differenza degli altri, silvio berlusconi i suoi “vizietti” ce li fa trovare candidati in lista alle elezioni.

  25. Qui a Marte abbiamo memoria che un giornalista professionista deve trarre mantenimento primario dal proprio lavoro giornalistico, altrimenti “decade”. Il Governatore di una Regione trae mantenimento primario dal lavoro giornalistico, che peraltro non svolge, a quanto se ne sa? Come si concilia la carica istituzionale e politica con l’essere giornalisti professionisti? Abbiamo altresì memoria che sia necessario avere un comportamento eticamente non attaccabile, quindi non ricattabile. Just an illusion oppure abbiamo memoria di cose reali?

  26. Suggerirei un tam tam rivolto a tutti quelli che hanno una bandiera tricolore in casa per esporla, un dato giorno, listata a lutto in segno di protesta simbolica contro questa palude putrida e pestilenziale in cui sta annegando la politica e la vita sociale italiana. Magari il giorno 4 novembre, in cui viene ricordato il sacrifio di tanti giovani per la Patria.

  27. @ Marco Arturi

    Per una che potevi scrivere qualcosa di sinistra…
    La vera differenza, se uscissimo per un attimo dagli sfotto’ reciproci che sanno tanto di curva da stadio, e’ un’altra.
    Berlusconi non ha un partito che gli dice cosa deve o cosa non deve fare, ne’ come e quando deve uscire di scena. E’ un leader e risponde di persona dei consensi o meno al suo operato, che si esprimono non con il conteggio degli avvisi di garanzia, ne’ con le ipotesi di reato, tanto meno con sentenze non passate in giudicato dopo il terzo livello di giudizio garantito dalla costituzione.
    Marrazzo ha avuto la sfortuna di essere di sinistra in un partito che raccoglie anche la sinistra, ma non solo. Raccoglie frotte di cattolici, anche militanti e a volte integralisti, un popolo che non ha certo una mentalita’ molto incline a convivere con quella libertaria e a volte anche sfrenata degli atei, dei gay e dei salotti alla moda degli ambienti dei Parioli che costituiscono l’intellighentzia del partito degli yacht-men che ha sostituito quello del Cipputi.
    Non sara’ ne’ il primo ne’ l’ultimo di quelli che verranno fatti fuori dall’altra componente, con cui la convivenza non e’ per niente facile perche’ a volte vota come cavolo vuole, anche con la destra, com’e’ gia’ capitato. Nel PD c’e’ una coesistenza forzata che nel PdL a livello dei comportamenti privati non c’e’ mai stata. Se Marrazzo fosse stato nel PdL sarebbe probabilmente ancora al suo posto e, ritengo ancora io, a ragione, oppure avrebbe dato delle dimissioni vere e sacrosante per sparire come sembra che lui stesso desideri, ma senza che nessuno lo obbligasse al calvario di una sospensione che non ha nemmeno un carisma legale e che rischia di farne un agnello sacrificale sull’altare del nuovo segretario.
    Dai, Marco, che non ci credo che sai raccontare solo quelle barlafusate li….

  28. @Tesi: sì è vero verissimo che la differenza tra sospensione e dimissione è netta (e che in questo caso consente al partito di Marrazzo di organizzarsi un cicinino per cercare di cavarsela alle elezioni), ma io alludevo alla clamorosa diversità tra chi “fa un passo indietro” (dimissioni o autosospensione) e chi non si sogna minimamente di pensarci. E la riflessione non era a glorificazione del Marrazzo, bensì a disdoro degli altri.
    Ciò scritto, son d’accordo che l’autosospensione (oltretutto per motivi di salute) è tirata per i capelli.

  29. Bravo, Marrazzo, che s’è dimesso dalla Commissione Sanità! Mi sarei dimessa anch’io se qualcuno avesse redatto un certificato medico ad hoc, fuori tempo e fuori luogo! Oh, un po’ di serietà, finalmente!
    Brisky 🙂

  30. Tutto vero, ma i due casi sono molto diversi.
    Il signor Marrazzo (che non difendo) almeno non ha nominato ministre i suoi trans.
    Bugiardoni ha inserito nelle sue liste elettorali le sue intrattenitrici affinché venissero elette deputate. Di queste, ne ha nominata qualcheduna ministro della Repubblica, povera lei…

    Preferisco mille volte essere governato da qualcuno che paga le sue turpitudini con i suoi soldi privati piuttosto che con alte cariche dello Stato, cioé della Res Publica.

    Quanto alla presunta differenza di ricattabilità, Bugiardoni ha pagato 20.000 euro per “ritirare dal mercato” le foto di sua figlia Barbara. Per non parlare delle foto compromettenti di Gilardino “ritirate” quando giocava al Milan. Fatti già discussi in trubunale e confermati da Barbara B.

    • Otto, lei sta affermando delle falsità, di cui é responsabile unicamente lei. Non le censuro, ma prendo risolutamente le distanze, solo per poterle rispondere. Non difendo Berlusconi, ma affermare, come lei fa, che “ha nominato ministre i suoi trans” é non solo falso e ridicolo, ma diffamatorio, come pure le cose che seguono relativa a Ministri donne che sarebbero state nominate tali solo perché “intrattenitrici” del premier. Va bene criticare Berlusconi, e qui con me troverà campo libero e porte spalancate, pur non appartenendo io, in alcun modo, al campo della sinistra o di quel che é oggi, ma diffamare, come lei fa, non é consentito. E poi, troppo comodo nascondersi dietro ad un nome di fantasia per inserire, proditoriamente e con intento provocatorio, commenti tipo i suoi!

  31. Eppoi hanno il coraggio di minacciare azioni legali nei per il colore di un vino……
    Franco perdona se mi intrometto in un campo che non è il mio ma certi scritti MANIFESTAMENTE calunnie e diffamazioni(non c’entra niente la libertà di espressione qui) NON DEVONO essere pubblicate. Se tu fossi il direttore di una testata e un tuo redattore scrivesse cose simili lo pubblicheresti? Lo rivorresti a lavoro il giorno dopo?

    • AG sono totalmente d’accordo con te, e prendo risolutamente e totalmente le distanze dalle farneticanti affermazioni di tale Otto (che a me fanno pensare ad una provocazione allestita da qualcuno che poi voglia imputarmi di pubblicare testi diffamatori), ma ho preferito lasciarle on line e replicare loro con il vigore messo nel mio precedente intervento. Dire quelle cose di Berlusconi e di ministri della Repubblica in carica é non solo stupido e volgare, anzi idiota, ma denota la povertà mentale e l’assenza di argomentazioni di chi ne é autore. Ma io continuo a pensare che sia solo un pretesto per poi colpire me, ma se così fosse é un progetto non solo cervellotico, ma stupido e prontamente smascherato

  32. Oibò, precisiamo volentieri.
    Le affermazioni finali sono accertate in tribunale e confermate dai protagonisti.
    Fanno tutte parte del dibattimento del processo Corona. Non mi risulta siano state smentite.
    Quelle iniziali, correggiamo: secondo le affermazioni di un deputato che faceva parte del partito di Berlusconi. Perché le intercettazioni io non le ho sentite, quindi ok, mettiamogli delle virgolette.
    Quanto alla legittimità dei commenti, non entro nella politica del padrone di casa. Se lei li vuole cancellare, è libero e non gliene porterò alcun rancore. E le chiedo scusa se le sono dispiaciuti.

    • lei Otto, non deve chiedere scusa a me, ma deve letteralmente vergognarsi di quanto afferma, che é assolutamente e totalmente diffamatorio. non stiamo parlando di Corona ma delle accuse farneticanti che lei riserva al presidente del Consiglio e a ministri della Repubblica. Ho scelto di pubblicare quanto lei sostiene, prendendo totalmente le distanze e definendo le sue parole come meritano di essere definite e dichiaro che terrò a disposizione i suoi dati identificativi, ad esempio il suo indirizzo I.P. e che non esiterò a metterlo a disposizione di chiunque abbia ad accusarmi di aver dato spazio a “commenti” del genere. Le sue sono provocazioni vere e proprie che non solo non accetto perché non rientrano “nella politica del padrone di casa”, ma perché non hanno logica, senso costrutto e ragione di esistere. Vada a provocare altrove

  33. Le scriverei direttamente, perché è stato vicino alla rivista Abitare e ci conosciamo digitalmente. Ma poi visto il dibattito innescato dal suo post, preferisco rivolgermi a lei qui. Secondo me si è fatto prendere dal narcisismo della scrittura. Lei scrive bene, ha un seguito. Ma il nucleo del suo lavoro è il vino. Le incursioni in altri terreni sono sempre tentazioni forti, soprattutto quando tra il pensiero e la pubblicazione basta un click. Ma di tuttologi e opinionisti questo paese è arcicolmo (basta entrare in un bar ogni mattina). La prego resista alla tentazione di dire la sua su tutto(Marrazzo, le vittorie di Valentino Rossi) e si concentri su quello che sa fare meglio e per cui la apprezziamo.

    • Fabrizio, apprezzo il suo consiglio, ma continuerò a prendermi, ogni tanto, la libertà, facendomi prendere “dal narcisismo della scrittura”, di intervenire in maniera rapsodica anche su altri temi che non siano quelli, oggetto per il 95% dei posti di questo blog, del vino, delle sue stranezze e contraddizioni e della sua grandezza. Che quando si palesa sono ben felice di sottolineare. Non voglio passare per tuttologo, non lo sono, ma rivendico la mia libertà, di giornalista e di cittadino, di esprimere il mio schifo di fronte ad episodi, come la deriva di questa Repubblica, cui mi tocca assistere. Cordialità

  34. Se smetti di parlare dell’Inter ti tolgo il saluto!!!!
    Rivendica pure tutta la tua liberta’ purche’ sia nerazzurra!!!!

  35. Secondo me il dato sostanziale,ignorato dai più nonostante mesi fi discussioni (pur introdotto qui in modo poco ortodosso da Otto) è che il governatore pagava la sua prostituta (trasgender) con soldi suoi, perché NON le aveva promesso facile accesso a cariche Pubbliche come invece ha fatto il premier con la sua (che non richiedeva pagamento immediato per questo motivo). Tutto il resto è moralismo.

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