Quanti di questi Barolo direste che sono effettivamente dei grandi vini da non perdere?


Domanda semplice semplice: quanti di questi vini pensate che siano la migliore espressione, la più fedele al terroir e al gusto del Nebbiolo della magica terra del Barolo in un’annata particolare come il 2005?
Leggete l’elenco e poi ne parliamo.
Barolo 05 Bartolo Mascarello
Barolo Arione 05 Enzo Boglietti
Barolo Boscareto 05 Batasiolo
Barolo Bricat  05 Giovanni Manzone
Barolo Bricco Boschis 05 Tenuta Bricco Boschis -Cavallotto
Barolo Bricco delle Viole 05 G. D. Vajra
Barolo Bricco Visette 05 Attilio Ghisolfi
Barolo Broglio 05 Schiavenza
Barolo Brunate 05 Poderi Marcarini
Barolo Brunate 05 Mario Marengo
Barolo Cannubi 05 E. Pira & Figli
Barolo Cannubi Boschis 05 Luciano Sandrone
Barolo Cascina Francia 05 Giacomo Conterno
Barolo Cerretta 05 Ettore Germano
Barolo Ciabot Mentin Ginestra 05 Domenico Clerico
Barolo Costa Grimaldi 05 Einaudi
Barolo Ginestra 05 Paolo Conterno
Barolo Ginestra V. Casa Maté 05 Elio Grasso
Barolo Gramolere 05  F.lli Alessandria
Barolo Lazzarito 05 Vietti
Barolo Lazzarito V. La Delizia 04 Fontanafredda
Barolo Le Coste 05 Pecchenino
Barolo Le Rocche del Falletto 05 Bruno Giacosa
Barolo Margheria 05 Gabutti – Franco Boasso
Barolo Margheria 05 Vigna Rionda – Massolino
Barolo Mondoca di Bussia Soprana 04 Oddero
Barolo Ornato 05 Pio Cesare
Barolo Prapò 05 Bricco Rocche – Bricco Asili
Barolo Ravera 04 Flavio Roddolo
Barolo Sarmassa 05 Brezza & Figli Giacomo
Barolo Sarmassa 05 Marchesi di Barolo
Barolo Sorano 05 Claudio Alario
Barolo Sotto Castello di Novello 05 Giacomo Grimaldi
Barolo V. Elena 04 Elvio Cogno
Barolo Vign. Brunate 05 Andrea Oberto
Barolo Vign. Gattera 05 Mauro Veglio

Io personalmente di questi 36 vini ne sceglierei al massimo 20, ma ne aggiungerei parecchi altri che in questa lista non figurano.
Ma chi ha fatto questa selezione? Semplicissimo, la guida Vini d’Italia del Gambero rosso editore, che, come ho scritto qui, ha deciso di rendere noti a puntate i celebri (e un tempo importanti) “tre bicchieri”.
Quelli compresi nell’elenco qui sopra sarebbero i loro Barolo 2005 top: de gustibus….
Per un elenco completo e comparativo dei Barolo (e dei Barbaresco) premiati dalle diverse guide datemi tempo, ci sto lavorando…

0 pensieri su “Quanti di questi Barolo direste che sono effettivamente dei grandi vini da non perdere?

  1. quando si parla di Langa sono sempre in prima fila…
    senza pensarci tanto,vedo che mancano(ma forse e’ un bene )i due Barolo di Beppe Rinaldi.
    Sono felice di vedere Marcarini e Marengo che secondo me sono l’unica alternativa ( a memoria ) alle Brunate del Citrico.
    Se non fosse per l’avversione alle guide(da rispettare ),ci metterei sicuramente Cappellano.
    Giorgio

  2. senza ombra di dubbio Giovanni Manzone… Sugli altri si può essere più o meno in sintonia.. Quello che pero’ non capisco e come il barolo brunate-le coste di Beppe Rinaldi non sia presente!!!!!!! Ma state scherzando??? Ho avuto la fortuna di assaggiarlo dalla botte (grande ovvio!!) prima dell’imbottigliamento…da lacrime!!! Ma come si fà a non premiare un barolo di quella stoffa…. “robe da an-ni mat” come diciamo quì in langa!! Spero sia un’errore del buon Ziliani nella trascrizione… si, spero..!! Ma son già praticamente sicuro che non c’è ombra di errore…..

  3. Se di spogliarello si parla, l’attenzione dei presenti cresce quando è rimasto l’ultimo pezzo, il più importante, quando è il momento di svelare il gioiello. Se di Gambero si parla, a mio personale parere, di fronte alla levata dell’ultimo velo, di gioielli ne ho osservati ben pochi, di gioielli mancanti ce ne sono, anzi ci sarebbe da fare un bello sfoltimento (non uso altro termine, il gioco di doppi sensi diventerebbe volgare) di quelli presenti. Se questo è il gusto della nota Guida, il mio gusto è ben diverso; se queste sono le loro scelte, tali scelte non possono fungere per me da GUIDA. Tra i Baroli mancano nomi che Voi conoscete meglio di me. Trovo che ci sono aziende che, con rotazione di loro prodotti, sono sempre presenti, ma chi degusta trova sempre vincenti, sia che si tratti di Barolo, Barbera, DOlcetto: La Spinetta, Einaudi, Vajra (negli anni novanta non era mai premiato), Abbona, Chiarlo, Braida, ecc. Una sola Barbera d’Alba degna di menzione. Vedo presenti produttori con cantina vicina alla casa di Geppetto,quali Alario, Bricco Maiolica, Pecchenino, ecc., che trovo di un livello pari a tanti altri. Mi sorprende la spiegazione del responsabile in relazione all’esclusione del Barolo di Rinaldi, per cui la commissione è rimasta indecisa fino all’ultimo, quando la spiegazione riguardo alle modalità della selezione giurava su una degustazione totalmente alla cieca. Prendo atto che l’atteggiamento della Guida non è cambiato: così fatta personalmente non mi serve nemmeno per gli indirizzi delle aziende produttrici.

    • no, così fatta, soprattutto per quanto riguarda Piemonte e Toscana, quella guida non serve a niente e spero che un crescente numero di appassionati – consumatori smettano di acquistarla, l’unico modo di “punire” chi la realizza in tal modo. E in alternativa puntare sulla Guida dei vini dell’Espresso, che continuo, tutto sommato (anch’essa non é immune da qualche difettuccio) a considerare la migliore in circolazione.

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