Sul Brunello negli States, raccontala giusta, Zaia! Il TTB americano smentisce un comunicato del Ministro

From Brunello’s Usa department…
Per pura completezza dell’informazione voglio invitare tutti i lettori che ancora s’interessano all’affaire Brunello e ai suoi effetti, in termine di commercializzazione e circolazione del vino nel mondo, soprattutto in quello che resta il primo mercato estero, gli Stati Uniti d’America, questi due articoli, di cui fornisco il link ma di cui pubblico anche il testo integrale, in italiano e in inglese.
Il primo è un comunicato stampa apparso in bella mostra qualche giorno fa sul sito Internet del Ministero delle Politiche Agricole, attualmente retto da Luca Zaia, che i rumors politici descrivono come il candidato governatore della Regione Veneto secondo i desiderata della Lega.
Leggete, anche qui, con attenzione, tutto il testo: “Sono molto soddisfatto dell’esito dell’incontro. Le garanzie che abbiamo fornito per contrastare le contraffazioni sono state ritenute più che sufficienti per un pieno riconoscimento riguardante le importazioni di vino italiano negli Usa”.
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia, al termine dell’incontro avvenuto ieri, 20 ottobre, a Washington con John Manfreda, Amministratore dell’Agenzia Federale Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (Agenzia Federale americana per l’alcol ed il tabacco – ATTB).
“Ho ottenuto – ha dichiarato Zaia – il via libera definitivo alle importazioni negli Usa del Brunello di Montalcino. Si chiude così definitivamente questa vicenda, assicurando ad uno dei vini ambasciatori del Made in Italy e capisaldi dell’intero settore agroalimentare nazionale una presenza sul mercato americano”.
La visita del ministro Zaia negli Usa, che è iniziata ieri e terminerà il 25 ottobre, mira a valorizzare e a promuovere ”le tipicità del Made in Italy”, contrastando nello stesso tempo le contraffazioni che “tanto danneggiano l’economia e l’agricoltura italiane”.
Durante la visita il Ministro spiegherà anche ai consumatori americani i pericoli del fenomeno dell’Italian sounding. Dopo la tappa di Washington, il ministro Zaia proseguirà oggi a New York la sua visita negli Usa. Il 22 ottobre il Ministro incontrerà il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon per parlare di sicurezza alimentare mondiale. La visita proseguirà con alcuni incontri con gli imprenditori italiani impegnati nel settore agroalimentare”.
Questo il comunicato stampa di Zaia, poi diffuso alla stampa anche mediante la nuova agenzia di comunicazione che lavora per il Consorzio del Brunello.

Giusto il tempo di pensare, ma guarda che ganzo quel Zaia e chissà come saranno contenti i suoi fan (incredibile ma vero, pare che ne abbia..) a Montalcino, che mi sono imbattuto, ovviamente grazie ad una serie di segnalazioni arrivate dagli States, in un lapidario post pubblicato sul sito specializzato in “daily news and commentary for the alcohol beverage industry”, Wine & Spirits Daily, che titolando testualmente un ampio articolo che potete leggere qui, “TTB Still Requires Brunello Certification Despite Italy’s Claims” sembrerebbe mettere in dubbio quanto proclamato ai quattro venti non da un pinco qualsiasi, bensì dal Ministro delle Politiche Agricole italiano, ovvero affermando che il Tobacco Tax and Trade Bureau, il TTB, non avrebbe dato il “via libera definitivo alle importazioni negli Usa del Brunello di Montalcino” ma richiederebbbe ancora le necessarie certificazioni.
Leggete qui, please, e fatevi anche voi un’idea: “Dear Client: Despite reports to the contrary, TTB’s director of public and media affairs Art Resnick confirmed to WSD that they have not in fact put an end to their current certification process with the Italian government regarding Brunello di Montalcino wines. “Contrary to the reports that we’re not longer requiring the certification, we are indeed enforcing the certification and awaiting further information from the Italians to determine a future course of action,” he told us.
Italy’s agricultural minister, Luca Zaia, met with TTB administrator John Manfreda in Washington D.C. last week, where they discussed the Italian government’s ongoing investigations into the improper blending of several Italian wines including Brunello di Montalcino.
Recall allegations surfaced last year that certain Brunello producers were illegally using mixed grapes in their wines, which is in violation of existing rules that require Brunello di Montalcino producers to use 100% Sangiovese grapes grown in Montalcino.
The TTB responded by requiring all Brunello imports in the US to bear a certification from the Italian government proving they were in fact legitimate Brunello di Montalcino wines. After meeting with the TTB last week, Luca issued a press release(in Italian) claiming “I have obtained the definitive go-head to import Brunello di Montalcino into the United States. The case is now definitively closed.”
The TTB also issued a statement that basically says although they’ve received reassurance from the Italian government, they still need to see the prosecutors’ report before “determining the future” of the certification process.”
“The Minister reassured TTB that his office has taken full responsibility for the integrity of all 500 Italian wine denominations and has ensured that none of the mislabeled products that have been the subject of numerous press reports for months now are on the market. He stressed that he has taken TTB concerns about the integrity of certain Italian wines seriously and consequently mandated a heightened quality control and oversight role for the Ministry of Agriculture.
The Minister also advised that the court case would be concluding soon and that TTB would be provided with information on the final disposition of the cases as soon as possible. “While reassuring the Ambassador and the Minister that TTB’s goal is not to disrupt trade or act unfairly against producers who have not been found guilty, TTB strongly emphasized the need to receive the prosecutors report as soon as it is available to assist in determining the future need for and scope of the certification process currently being enforced by the Bureau ,” said the TTB.
Clearly something doesn’t add up between the two statements so we decided to take a closer look. As WSD went to press, the TTB issued a press release dispelling Luca’s claim and further clarifying the situation: “At this time, TTB continues to enforce the certification requirement and has no plans to lift this requirement.”
Stato di cose piuttosto “controverso”, che ha indotto il mio amico e sodale Jeremy Parzen a titolare un post pubblicato sul blog Vino Wire, “TTB: Italian government certification still required for Brunello”, ovvero che la certificazione del governo italiana è acora necessaria per esportare Brunello negli States. Leggete qui. Allora, sempre per pure completezza dell’informazione, qualcuno, a Montalcino, a Roma, nella Marca Trevigiana, vuole aiutarci a capire come stiano le cose?
Allora, qualcuno vuole capire che non si può e non è utile fare campagna elettorale, in Veneto, utilizzando presunti grandi successi ottenuti in quel di Montalcino?

0 pensieri su “Sul Brunello negli States, raccontala giusta, Zaia! Il TTB americano smentisce un comunicato del Ministro

  1. parole, parole , parole, parole ….in libertà! simao alle solite, la facciamo facil, ma gli altri dei nostri vili linguistici se ne fanno un baffo e vogliono fatti.
    questo mi fa rimpiangere quasi alemanno…il che è tutto dire.mala tempora currunt

  2. A dire il vero, sia il Consorzio del Vino Brunello che la sua agenzia non hanno diffuso il comunicato di Zaia, ma un commento del Consorzio alle dichiarazioni del Ministro.
    Detto questo, sarebbe importante capire meglio il futuro delle importazioni USA e di un mercato effettivamente troppo importante per tutti noi

  3. Mi sono scomodata e sono andata a leggere il link ttb,gov/wine/ambassador-admin.shtml e sono rimasta a bocca aperta: questi signori vogliono leggere sentenze e vogliono chiarimenti precisi. Il loro comunicato è di una nettezza inequivocabile a questi propositi. Contraddice quello del ministero.
    Ancora una volta ci facciamo riconoscere.
    Internet e il cosiddetto ‘villaggio globale’, in cui tutte le notizie circolano, non sono utopia, sono una scottante realtà. Tanto più scottante, se si continua a giocare sugli equivoci, fingendo che veneti e toscani conoscano solo i rispettivi equivoci. Vabbé auspicare il ritorno al dialetto, ma intanto applichiamo l’inglese e prendiamo atto che siamo sotto esame e che gli americani non hanno il minimo senso dell’umorismo in questi casi…
    Terreno scivoloso questo…

    • In effetti nel testo pubblicato sul sito, governativo, va ricordato, del TTB si legge testualmente:
      “While reassuring the Ambassador and the Minister that TTB’s goal is not to disrupt trade or act unfairly against producers who have not been found guilty, TTB strongly emphasized the need to receive the prosecutors report as soon as it is available to assist in determining the future need for and scope of the certification process currently being enforced by the Bureau”.
      Ipotizzano che il padano Zaia con l’inglese non sia proprio un fenomeno, dobbiamo tradurlo in lingua veneta o basta l’italiano, questo chiarissimo paragrafo per capire che dagli States esigono chiarezza e documentazioni che, evidentemente, non sono ancora arrivate?

  4. Errata Corrige: “fingendo che i veneti e i toscani conoscano solo i rispettivi idiomi*”
    *idiomi, e non ‘equivoci’. Lapsus!

  5. Siamo veramente alle solite. Ma è mai possibile che anche i nostri politici non dicano la verita?! A chi dobbiamo credere in quasto caso? Al nostro carissimo ministro oppure al TTB americano? Su una cosa però sono d’accordo, il mercato degli USA è veramente di vitale importanza per il Brunello di Montalcino. Quindi se il consorzio e i produttori del posto non si danno una mossa gli effetti negativi per parecchi produttori dureranno anni.

    Fabio Italiano

    • ringrazio Jo Cooke, che ricordo come ex collaboratore di James Suckling su Wine Spectator, per il suo intervento su questo blog (di cui sapevo essere lettore) e per il consiglio dato al ministro. L’inglese non é il seppur simpaticissimo dialetto della Marca Trevigiana, di cui Zaia é cantore e promoter…

  6. Ziliani, ha letto quello che questo pomeriggio scrive un sito Internet,a lei non particolarmente simpatico, per giustificare il suo marcia indietro rispetto alla notizia, data con grande rilievo, della “vittoria” di Zaia che aveva, secondo lui, risolto tutti i problemi di export del Brunello negli Stati Uniti? Il sito parla di “una
    nostra fonte, autorevole e ben addentro alle
    questioni del vino, ci ha fatto sapere che l’Alcohol
    & Tobacco Tax & Trade Bureau sembra smentire
    il Ministro”. Cosa ne dice?

    • dico che parlare di una “nostra fonte autorevole e ben addentro alle cose del vino” per riferirsi a quello che i responsabili di quel sito hanno appreso oggi leggendo questo post é un modo molto divertente e fantasioso di raccontare le cose… Tanto più che nell’era di Internet basta monitorare attentamente determinati siti e avere una rete di amici e corrispondenti in giro per il mondo per poter dare tempestivamente le notizie. Quando si desidera farlo…
      p.s. che sia il mio caro amico Jeremy Parzen, che racconta qui http://dobianchi.com/2009/10/28/mr-zaia-goes-to-washington-and-lets-montalcino-down/ in maniera irresistibile l’incidente di percorso di Zaia, la “nostra fonte autorevole” dell’informatissimo sito vinoso?

  7. “Ciò ma mi gavevo pensà che bastava ‘l fassoleto verd e a cravata verda, ciò…”

    Signor ministro, si procuri un traduttore Anglo- veneto e si faccia leggere quello che scrivono di lei, cioè di noi negli USA. Basta con queste figuracce, non buttiamo via il nostro lavoro, non buttiamo via il made in Italy.

  8. OT mod.on

    “Ciò ma mi gavevo pensà che bastava ‘l fassoleto verd e a cravata verda, ciò…”

    Ciò ma mi gaveo pensà ca bastase e£ faso£eto verde e £a gravàta verde, ciò…

    Con la £ che corrisponde a una L afona….
    Silvana le sarei grato se evitasse di canzonare una delle mie due lingue native….e sarei grato a chiunque eviti di canzonare qualsiasi lingua non statale….lingue che hanno una dignità e che sono nate ben prima dell’italiano.

    OT mod.off

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