Luciano Pignataro coordinatore di Campania, Basilicata e Calabria per la nuova guida di Slow Food


Sommesse riflessioni sulla stroncatura di una guida, giudicata “inutile” da qualcuno..

Mi dicono che su un blog una persona sulla quale non ho sostanzialmente cambiato il giudizio che avevo maturato anni fa, arriva a definire quella che io continuo a giudicare sostanzialmente la migliore guida dei vini oggi disponibile sul mercato, parlo della Guida dei vini dell’Espresso coordinata dagli amici Fabio Rizzari ed Ernesto Gentili, “inutile”, “non credibile”, perché darebbe “punteggi minuziosi”, perché giudica con scarti di 0,5 centesimi i tanti vini oggi prodotti in Italia.
E trovo che quel qualcuno, che non ha avuto niente da dire, anzi ha avuto la fantasia di definirlo “un segno tangibile (e fruibile) della passione per questa terra” quel, come definirlo?, colosso di cemento, acciaio e vetro (con annessi cipressi) costruito nel cuore dei vigneti del Barolo a Serralunga d’Alba (insomma il Boscareto resort) sbagli di grosso (eufemismo) nello stroncare, chiamando addirittura sul banco degli accusati il buon Alessandro Masnaghetti, curatore della prima edizione della guida, quello che è invece un ottimo lavoro, perfettibile, ma tutt’altro che privo di credibilità o “inutile” come lui dice.
Come dicono a Parigi, cavoli suoi, avrà di certo le sue ragioni (sarebbe curioso conoscerle) per questa stroncatura senza appello. Da parte mia non posso che testimoniare solidarietà al team che questa guida realizza e dire di non prendersela troppo per parole dettate, mi sembra di capire, da un antico dente avvelenato nei confronti del coordinatore del settore wine & food del Gruppo Espresso da parte di un ex collaboratore della Guida dei ristoranti del gruppo stesso.
A proposito di guide, voglio segnalarvi, proprio come a Report, una good news.
L’amico Luciano Pignataro, animatore del più seguito e autorevole sito Internet dedicato al cibo e al vino del Sud, e già collaboratore di una guida minore dove i conflitti d’interessi, come ho scritto di recente qui, erano all’ordine del giorno, mi comunica di aver cessato ogni collaborazione con quella pubblicazione, e che dal prossimo anno, dal 2010, “contribuirò a fare la guida 2010 di Slow Food come coordinatore di Campania, Basilicata e Calabria”.
Luciano (che da stasera sarà tra gli animatori della rassegna Aglianico & Aglianico a Battipaglia – leggete qui) mi racconta che “seppellite le antiche diversità ideologiche tra destra e sinistra su cui spesso simpaticamente scherziamo, il nodo fondamentale del futuro è la questione ambientale e della lotta per la difesa della biodiversità in tutti suoi aspetti, da quella culturale a quella artigianale. In questa ottica, e da questa prospettiva seppure con sfumature differenti, in questi anni abbiamo maturato la nostra stima reciproca. In questa ottica ho deciso di accettare la proposta di Slow.
Lo spirito che mi è stato illustrato mi convince: si parte dalla viticoltura, sarà dato ampio spazio ai metodi in campagna e le degustazioni seguiranno la scelta del produttori. In poche parole, è una guida che parte dalle cantine e non dalle bottiglie. E’ uno stile nuovo che mi fa uscire dalla liturgia maturata negli anni ’90”.
E bravo Luciano e intelligente il rinnovato staff di Slow Food che si esprime anche nel rinnovato portale Internet Slowine, nell’essersi accaparrato la collaborazione non solo di un ottimo degustatore e di un cronista puntiglioso, ma di una persona che conosce i vini del Sud come pochissimi altri!
Chissà se tra un anno “mister farfallino” riuscirà a giudicare “inutile” anche la guida, sicuramente nuova nell’impostazione e nelle idee, nel modo di approcciare e raccontare i vini, di Slow Food.
Visto che a lui piace così tanto, come dice, la guida del Gambero rosso, non è da escludere..

0 pensieri su “Luciano Pignataro coordinatore di Campania, Basilicata e Calabria per la nuova guida di Slow Food

  1. A questo punto attendo di sapere chi sarà il curatore della mia Puglia, augurandomi che la strada intrapresa da Slow continui retta e chiara come appare oggi.
    Spero che non ci lascino, come al solito, figli di un dio minore.

    • hai ragione Beniamino, sarà un segnale importante, visti gli interessi in ballo nella tua (a me carissima) regione, capire chi sarà il coordinatore. Saranno scelte come quelle fatte in Puglia, Piemonte, Veneto, Toscana, Sicilia, a fare la nobilitate di questa guida che desta già interesse sin d’ora…

  2. Tanto di cappello per una persona e per un giornalista come Luciano, però credo che nella divisione tra gamberi e chiocciole la strada sia (molto) più in salita per queste ultime.
    Cercheranno di inserirsi nel filone “bio-equo-solidale-ecc”?
    Se si quella linea editoriale mi sembra già coperta da Sangiorgi*, che rischia di aver “rubato” la filosofia di guida a slow.

    * a scanso di equivoci – conoscendo lo scandaloso numero di personaggi microscopici che infestano il web – non sono un suo collaboratore.

    • trovo del tutto fuori posto il riferimento a Sangiorgi, che con Porthos segue egregiamente, più di qualsiasi altra pubblicazione in Italia, il discorso dei vini biologici, biodinamici, naturali. A me sembra che il progetto di nuova guida di Slow Food, da quel che si può vagamente capire, sia diverso e possa interessarsi sia di vini bio in senso stretto sia di vini che pur agendo nell’ambito di una viticoltura non dichiaratamente bio agiscano con l’obiettivo di rispettare ed esaltare i valori della terra, l’origine, la riconoscibilità dei vini. Discorso sul quale Slow Food, in passato, ha predicato sempre bene, ma non ha sempre razzolato di conseguenza, premiando (quando era in società con i gamberisti) un sacco di vini che non rispettavano certo le caratteristiche e l’identità delle zone d’origine…

  3. Con tutto il rispetto dovuto al pensiero di Francesco Annibali mi pare ingeneroso e miope il suo discorso su Slow food.
    Se si considera non il piccolo mondo antico del vino, l’associazione Slow food parla di eco gastronomia da più di 10 anni e ha organizzato per ben tre volte un piccolo evento che si chiama terra Madre e due volte (la prossima a dicembre) Vignerons d’Euroep. Mi pare quindi che sul discorso del Buono, Pulito e Giusto non sia seconda a nessuno in Italia.
    Sul vino ha fatto il suo percorso e ha compiuto anche una scelta difficile (dal punto di vista economico) nel lasciare la collaborazione con il Gambero.
    ma sono anni che comunque si muove sul versante più agricolo che degustativo. Quindi, anche se non ritengo molto interessante dire chi è il più bello del reame, ritengo che non siano proprio gli ultimi arrivati… Arca del Gusto, Presidi, terra Madre, Vignerons d’Europe, un percorso partito da tempo…

  4. Gentile Franco,

    confermo la notizia che hai dato. Ci siamo trovati con Luciano Pignataro in queste ultime settimane per capire se poteva nascere una collaborazione fruttuosa. L’idea di rivolgerci a Luciano è nata in sede associativa e quindi è figlia anche di un ragionamento più ampio e articolato. Un ragionamento che vede Luciano come una risorsa importante essendo lui un giornalista stimato e integerrimo, che conosce molto bene la realtà campana e non solo, avendo pubblicato più libri sull’argomento e aver creato un blog molto seguito e soprattutto utilissimo.

    Ci piacerebbe che Luciano e la squadra da lui creata nel tempo possano dialogare con le risorse importantissime che Slow Food ha già sul campo. Il primo obiettivo della nuova pubblicazione sarà quello di visitare tutte, e dico tutte, le cantine recensite dando un grandissimo risalto al rapporto diretto con il produttore. Un lavoro titanico, che può essere portato a termine solo avvalendosi di una rete di collaboratori preparata e numerosa. In Campania, Basilicata e Calabria abbiamo già un bel gruppo che ha lavorato egregiamente per la Guida al Vino Quotidiano e riteniamo che ci sia già un ottimo tessuto associativo che possa dare una mano a Luciano.
    Riteniamo che la nostra futura Guida abbia bisogno proprio delle competenze di giornalisti come Pignataro, il cui primo requisito è quello di conoscere molto bene la realtà territoriale e quindi di degustare e giudicare i vini e le aziende con una profonda conoscenza della materia.

    La comunicazione ufficiale, però, della collaborazione con Luciano e con tutti quanti avranno voglia di spendersi nel nostro futuro progetto sarà fatta dopo il 22 novembre, perché vogliamo presentare la squadra al consiglio dei Governatori di Slow Food Italia e dopo la l’approvazione, e solo allora, comunicheremo alla stampa i nomi di tutti.

    Un caro saluto
    Giancarlo Gariglio

  5. @Annibali: essendo uno dei microscopici personaggi che infestano il web mi chiedevo quale mano divina la eretta sopra gli altri.
    @Ziliani: concordo che Slow Food non debba per forza ricalcare il solco dei vini Bio; tuttavia spero fortemente che vorranno sottolineare la differenza tra chi produce un vino pulito e chi no. Non si capisce perchè la naturalezza valga per il salame e non per il vino, e Slow Food in Toscana e a Firenze negli ultimi anni ha mancato molto nell’introdurre dei criteri ambientali nella scelta delle aziende visitate e proposte. Fin dai corsi di formazione per avvicinarsi al vino, si è sempre dimenticata di inserire tematiche “scomode”.
    Piena fiducia nella nuova squadra che siamo certi non ci deluderà.

  6. un altro blog, diverse ore dopo la pubblicazione di questa news, ha dato la “notizia” della collaborazione di Pignataro con Slow Food, evitando accuratamente di citare questo blog, che la notizia aveva dato per primo e facendo finta che si trattasse di una notizia farina del suo sacco.
    Come vogliamo definire il comportamento e la “professionalità” di questo blog?

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