Terre di vite: vino, volti, suoni immagini e parole nelle terre del Boca


Originale iniziativa, che vede il vino come un’espressione culturale dalla piena dignità, in programma sabato 7 novembre dalle 18 alle 22 nelle terre del Boca e delle Colline Novaresi.
A Maggiora nelle Cantine del Castello Conti, (via Borgomanero 15) per le cure congiunte dell’azienda ospitante, dell’associazione culturale Divino scrivere (dotata anche di un vivace blog) di Barbara Brandoli e Luigi Metropoli, di Marco Arturi e Sandro Sangiorgi di Porthos si svolgerà la manifestazione Terre di vite: vino, volti, suoni immagini e parole il cui filo conduttore, scrivono gli organizzatori, “è l’amore per la terra, per il territorio in cui si opera e per il lavoro nelle vigne, nel segno di un ritorno a una naturalità che non rinuncia alla cultura, ma anzi la incontra per un arricchimento i cui beneficiari sono l’uomo e l’ambiente”.
Preceduta da una tavola rotonda (prevista alle 17) sul tema “Il vino tra terra e poesia”, cui interverranno le due firme di Porthos, la serata si articola in “un percorso sinestetico ricco di seduzioni, di intrecci sensoriali che allieteranno anche lo spirito”.
Oltre ai banchi d’assaggio, dove si potranno degustare i vini delle aziende presenti, si potrà intraprendere un percorso fotografico, “Tralci di vita” firmato dal fotografo Massimo Prizzon , che arricchirà la degustazione, mentre versi e rime di poeti contemporanei fungeranno da raccordo tra i vari banchetti.
Nel corso della serata l’artista Oreste Sabadin realizzerà “Arte di Vino”, ovvero piccole opere su carta con i terricci e i vini dei produttori coinvolti, con scenografie e allestimento a cura di Mauro Maulini. Verranno letti componimenti dei poeti Maria Grazia Calandrone, Chiara Daino, Federico Federici, Paolo Fichera, Francesco Marotta, Adriano Padua, Anila Resuli e Ilaria Seclì.
I vini, ovviamente, saranno protagonisti, con la presenza ai banchi d’assaggio dei seguenti produttori:

Cantine del Castello – Elena Conti (doc Boca – Piemonte)
Le Piane – Christoph Künzli (doc Boca – Piemonte)
Antoniolo – Lorella Zoppis (docg Gattinara – Piemonte)
Antoniotti Odilio – Odilio Antoniotti (doc Bramaterra – Piemonte)
Cappellano – Augusto Cappellano (docg Barolo – Piemonte)
Ar.Pe.Pe – Isabella Pelizzatti Perego (docg Valtellina Superiore – Lombardia)
Az. Agr. Crociani – Susanna Crociani (docg Nobile di Montepulciano – Toscana)
Az. Vin. Fiorini  – Cristina e Alberto Fiorini (doc Lambrusco di Sorbara – Emilia)

La manifestazione intende porre in rilievo le problematiche della produzione vinicola di qualità, il lavoro artigiano, il rispetto per la natura, la multi-secolare tradizione vinicola che tutte le aree rappresentate ai banchetti continuano a testimoniare.
Una sottolineatura “fatta anche attraverso l’arte, poiché gli ideatori sono persuasi che il vino rappresenti il vertice di un incontro natura-cultura e sia di per se stesso un prodotto “artistico”, un miracolo che la terra genera con la complicità dell’uomo.
È da questa convinzione che si avverte l’esigenza di introdurre la manifestazione con una tavola rotonda in cui si dibatterà del rapporto tra vino, terra e poesia, prendendo ispirazione dalla ormai celebre massima che Mario Soldati scrisse nel suo racconto Il vino di Carema: “il vino […] è la poesia della terra”: con Sandro Sangiorgi e Marco Arturi, ci avventureremo in questo interessante viaggio”.
Gli organizzatori sottolineano poi che “la presenza di aziende medio-piccole, tutte a carattere familiare, è indicativa delle scelte effettuate, poiché esse rappresentano la testimonianza diretta dei diversi caratteri territoriali, di tradizioni multisecolari, di lavori artigiani che si confrontano con tecniche antiche e sapienti, consapevoli che sono la terra e la vite la base ineliminabile di un grande vino”.
Sarà inoltre “un’occasione per dare slancio a piccole doc e docg che, malgrado un’elevata qualità raggiunta, scontano ancora una scarsa attenzione della stampa di settore. La manifestazione offre dunque la possibilità di confrontarsi con queste piccole realtà, emblemi della diversità, genuinità e qualità. L’offerta giunge da una prospettiva inedita, artistica in modo da favorire uno scambio altrettanto inedito tra le categorie del settore, gli appassionati, i ristoratori, i sommelier, i giornalisti…
In occasione della manifestazione si potranno gustare menu dedicati “Terre di vite” a prezzo fisso, con tre vini in degustazione, e aperitivo “Terre di vite” presso bar ed enoteche della zona: leggere qui il programma dettagliato.
L’elenco completo dei vini in degustazione è invece disponibile a questa pagina Web.
Per sapere infine dove mangiare e dormire la sera del sabato e la domenica, leggere qui.
Il contributo d’ingresso ai banchi di degustazione e alla tavola rotonda è di 10 euro.
Per maggiori informazioni: Cantine del Castello Conti tel 0322.87187 e-mail. Ufficio Stampa Divino Scrivere: e-mail

3 pensieri su “Terre di vite: vino, volti, suoni immagini e parole nelle terre del Boca

  1. Il Boca è una delle Doc più interessanti del Piemonte, a dimostrazione di quanto questa terra sia eterogenea ed immune alle mode, nonostante certo “assessorame” si prostri alle richieste degli elettori varando nuove DOC. Non ce n’è alcun bisogno ed il fallimento annunciato delle Colline Novaresi e delle Coste del Sesia, che sono la stessa cosa, dimostra quanto la politica sia miope in agricoltura. Meno male che c’è ancora qualche “pazzo” come Kunzli che riesce ad emozionare noi nebiolari.

  2. Peccato mi sia “un po’ distante da Roma”, altrimenti non mi sarei lasciato sfuggire un evento con ai banchi d’assaggio Le Piane, Antoniolo, Cappellano, Ar.Pe.Pe. e gli altri! Eccellenti produttori di vini di qualità eccellente spesso sottovalutati. Andrea

  3. Da giovane ho cominciato ad apprezzare il vino soltanto dopo aver bevuto i vini di Maggiora, Boca, Cavallirio, Grignasco, cioe’ il re Nebbiolo (detto qui Spanna) della Traversagna sposato alle tre principesse del Sesia: la Vespolina, la Croatina e l’Uva Rara.
    Annate favolose 1947, 1952, 1958, 1964, 1971, 1974, 1978, che ricordo perfettamente ancora. Sono grato a Vallana, a quel Bernardo che mi ha aperto la cantina poco prima di andare a messa col suo Mercedes al Santuario, morto piu’ di vent’anni fa. E a Italo Rolando, il nos sindic di Prato Sesia. Invidio chi va a gustare quei vini.

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