140 enoappassionati applaudono la grandezza del Barbaresco Rabajà di Cortese a Como


Quanta bella gente ieri sera a Como, al Grand Hotel di Como, tradizionale sede delle manifestazioni della locale delegazione A.I.S. guidata dall’amico Giorgio Rinaldi, per l’ultimo incontro dell’anno, che è stata anche l’ultima degustazione che condurrò nel corso di questo vivace 2009!
Com’era giusto, “dulcis in fundo” e finale trionfale, con il sacro Nebbiolo di Langa, con una bella verticale di sei annate di una delle migliori interpretazioni oggi disponibili di Barbaresco di quel cru, pardon, menzione geografica aggiuntiva, di primario e storicamente accertato valore che è il Rabajà, posto in comune di Barbaresco, quella firmata dall’azienda Giuseppe Cortese, che per inciso ha da poco inaugurato anche un accogliente bed and breakfast.
Non aggiungerò molto a quello che ho già scritto qui, raccontando una splendida degustazione verticale fatta lo scorso maggio in cantina, se non per sottolineare come anche la serata di ieri, con in degustazione le annate 2005, 2004, 2000, 1998, 1997 ed uno splendente 1996, del Rabajà, abbia confermato la grandezza di questo vino ed un filo rosso stilistico che collega tutte le annate, siano esse più o meno grandi, rendendo questo Barbaresco una sicurezza per chiunque ami questo altro grande Nebbiolo di Langa.
Che non ha davvero più senso – e lo dice un barolista, anzi, un “barolodipendente” considerare come il “fratello minore del Barolo”. E’ solo un altro vino, espressione di altra zona e di altri terroir, altrettanto grande del vino che nasce nell’area di Serralunga d’Alba, Castiglione Falletto e Monforte d’Alba, per citare solo tre villaggi della più ampia zona di produzione di quello che la leggenda definisce “il re dei vini ed il vino dei re”.
Quello che mi preme, ricordando l’energia ed il sicuro potenziale di evoluzione del 2005, la piacevolezza del 2004, la dolcezza e la rotondità del 2000, l’eleganza perfetta, l’armonia e la classicità del 1998, l’integrità, la forza, la dolcezza del frutto del 1997 e la complessità, la tannicità come essenza, la freschezza, il nerbo, il carattere del 1996, è sottolineare il successo della serata, dovuta alla perfetta organizzazione di tutto lo staff di A.I.S. Como (e mi corre obbligo, anzi piacere, ricordare due grandi collaboratori di Giorgio Rinaldi, Franco Graziosi e Giancarlo Botta, due colonne della delegazione comasca), e all’adesione entusiastica di quasi 140 persone. 140 enoappassionati che hanno accolto l’invito a trascorrere una serata dedicata a Bacco e ad una delle sue più alte espressioni.

Parlare a così tante persone (anche non pochi interisti, che come me erano in tensione mentre la Beneamata si stava giocando la qualificazione agli ottavi di Champions League: ce l’abbiamo fatta e non siamo tornati a casa come hanno fatto altri…), con la responsabilità di raccontare cosa sia il Barbaresco, quale la sua storia, la sua evoluzione, il suo percorso, i suoi protagonisti (ovviamente non ho potuto non nominare Angelo Gaja ed il ruolo fondamentale che ha avuto nel fare conoscere il Barbaresco nel mondo) e poi di rendere le sensazioni, le infinite sfumature aromatiche e del gusto che le sei annate ci hanno regalato, è stata una grandissima emozione. Ma anche una di quelle soddisfazioni che gratificano e riempiono il cuore e ti scuotono ancora dopo tante serata condotte in giro per l’Italia a raccontare il mio amore appassionato per la Langa ed i suoi vini.
La prossima tappa, che attendo con grande trepidazione, sarà la Sicilia, dove il prossimo 8 gennaio, scenderò a raccontare Barbaresco e Barolo in una degustazione, per A.I.S. Palermo, di sei vini. Primo cammino di un percorso, da “ambasciatore” autonominato della Langa, che mi porterà poi in altre città e altre regioni.
Una bella responsabilità, ma anche una grande gioia, di cui dico grazie all’A.I.S., a questa bella, vitale, associazione con cui è stato bellissimo sinora collaborare e nella quale mi sento davvero, seppure come collaboratore esterno e come “ospite”, a casa mia…

11 pensieri su “140 enoappassionati applaudono la grandezza del Barbaresco Rabajà di Cortese a Como

  1. Proprio sabato sera, all’interno di un palmento siciliano, ho stappato il Rabaja ’98 di Cortese. Ero in compagnia del mio amico Ciro Biondi, produttore a Trecastagni (Ct), e devo dire che è stato un bel momento. Un bell’esempio di Langa, solido e sfumato allo stesso tempo. Gli faceva compagnia un altro gioiellino, un Barolo Rocche dei Brovia ’97, ed è stato semplice e piacevole evidenziare come la favola del fratellino minore sia priva di fondamento.

  2. ma del barbaresco delle rocche dei barbari non si parla proprio mai ? io trovo la riserva alivio 1998 molto molto molto buona. ma l’unico posto dove la trovo e’ sotto la torre di barbaresco …

  3. ..e si Franco, proprio una bella serata quella di ieri, sei grandi vini e una ciliegina da quel di San Siro (come le ho detto ieri, dobbiamo essere un pò meno severi con il biscione!). Devo ammettere che con grande sorpresa il ’98 (ma magnifico, e chissà tra qualche anno, il ’96) ha mostrato qualcosa in più rispetto alle altre annate, eleganza e profondità forse inaspettate per un’annata tutt’altro che celebrata. Complimenti a Cortese, al Rabajà e al relatore: ieri tante persone sono state trascinate dalla sua passione per il nebbiolo di langa, chissà che qualcuno non diventi come (ahimé) sono diventato io un’inguaribile amante di Barolo e Barbaresco!

  4. mah, guarda, e’ semplicissimo: sotto la rocca del castello, nel “centro” di barbaresco, dieci metri a sinistra dei produttori del barbaresco c’e’ questo posto detto “le rocche dei barbari”. quasi un magazzino ma con una bella stufa a legno e molto gentili. entri, assaggi e se ti piace compri. molto semplice, anni luce da gaja per capirci. mi dicono loro essere una delle famiglie piu’ vecchie di barbaresco che fa il vino da una vita e che adesso lo vende direttamente: due riserve di barbaresco, una 2001 e una 1998, e un nebbiolo chiamato primanebbia. tutti molto buoni ma il 1998 (secondo me) e’ buonissimo: molto barbaresco, fine, etereo, profumato. ho chiesto come mai non sono su internet o sulle guide, ma a loro non interessa, sono contenti cosi’ … se passi da barbaresco facci un salto e poi facci sapere a tutti noi aficionados di barbaresco (e il vino e il posto, che e’ magico)

  5. Stappato l’altra settimana la penultima bottiglia del ’98 di Cortese (me ne resta solo un’altra in cantina). Condivido appieno i commenti presenti in questo blog. Una bottiglia che lascia sempre meravigliati dalla pienezza ed eleganza che sa raggiungere questo vino. Grandissimi complimenti a Pier Carlo e a Tiziana. Mi sa che dovrò sbrigarmi a tornare in Langa perchè qui con tutti i complimenti che stanno ricevendo finiranno presto le scorte…
    Cordiali saluti e buone feste a tutti

  6. in un fine settimana io e mia moglie siamo andati a barolo assaggiando il grande nettare per poi finire sotto la torre di barbaresco vicino ho trovato la cantina le rocche dei barbari interno accogliente e vini strepitosi ho assaggiato il nebbiolo prima nebbia superbo ed il grande barbaresco del 98 straordinario andateci rimarrete entusiasti il titolare sapra rispondere ad ogni domanda se passate li vicino andateci anche il paese e caratteristico e bello

  7. Ho bevuto il Barbaresco del 2004 riserva che sinceramente non mi ha entusiasmato anzi sono piuttosto deluso. Nulla da dire sulla gentilezza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *