Brindo italiano o Brindo Prosecco? Ma il Ministro Zaia è al corrente che…

Un disinvolto utilizzo di una iniziativa del Ministro delle Politiche Agricole Zaia

Domanda (ingenua): ma il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia è al corrente che il suo reiterato invito al “Brindo Italiano”, definito da un comunicato ministeriale – leggete qui – un “grande successo che ha fatto aumentare le vendite di spumante e vino italiano”, con “oltre 40 milioni di italiani che hanno brindato, o brinderanno, con bollicine Made in Italy. Centinaia di magnum da tre litri, con il nome dell’iniziativa e il logo del Mipaaf impresso sull’etichetta, prodotte e messe a disposizione dai Consorzi, sono state poi distribuite alle principali trasmissioni televisive delle reti televisive nazionali e regionali”, viene poi variamente e liberamente interpretato?
Accade difatti che mentre lui, nelle sedi ufficiali tipo il sito del suo Ministero, cerca di tenere un linguaggio ecumenico e rassicurante, elogiando il gioco di squadra – “abbiamo dimostrato che quando si tratta di difendere e valorizzare l’agricoltura italiana siamo tutti dalla stessa parte. E i dati premiano il gioco di squadra.
Durante queste festività natalizie, la domanda di vino spumante italiano è aumentata, a dimostrazione che i cittadini – consumatori conoscono e premiano il lavoro delle nostre aziende e la qualità dei prodotti dei nostri territori” – qualcuno poi, ovviamente a sua insaputa, emette altri comunicati dove sembra proprio che il ministro non metta gli stessi “spumanti” italiani sullo stesso piano attribuendo a tutte le zone di produzione partecipanti all’iniziativa lo stesso identico valore,
E sembra addirittura che tifi apertamente per un vino ed una zona in particolare, immaginate quali…
Accade così che oggi il sottoscritto, come molti altri giornalisti, abbia ricevuto via mail un comunicato stampa, con tanto di logo e di scritta “Consorzio per la Tutela del vino Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene”, che si apre con queste parole: “L’autentico italiano per festeggiare la fine 2009 Per brindare alla conclusione del 2009 e all’arrivo del 2010 il Ministro Luca Zaia ha invitato i media nazionali a stappare solo bollicine italiane, prime fra tutte quelle del Conegliano Valdobbiadene, la migliore espressione del Prosecco.
Ben 60 Jeroboam, il formato da 3 litri, sono state preparate dal Consorzio Tutela Conegliano Valdobbiadene per il Ministro Zaia, che le invierà a tutte le redazioni radio e tv nazionali assieme alle “bollicine” degli spumanti provenienti dalle principali denominazioni italiane”.
E nel prosieguo del comunicato si legge che “nell’ultimo trimestre infatti con l’avvicinarsi del Natale e del nuovo anno sono state molte le bottiglie prodotte a ConeglianoValdobbiadene, con un incremento superiore al 5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Un dato che  riporta così la nuova docg sulle posizioni del 2007, un anno d’oro per la denominazione. Numeri importanti, soprattutto per il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene che ha fatto  della  destagionalizzazione dei consumi un suo punto di forza. Successi importanti per i produttori, che nel 2009 si sono impegnati in una intensa attività di promozione e contenimento dei prezzi, per incoraggiare i consumatori a brindare con un prodotto di qualità anche in un periodo di crisi”.

Eccetera eccetera, con il tipo di testo che é normale trovare in un comunicato stampa emesso da un Consorzio e da una denominazione che annuncia il passaggio dalla Doc Prosecco doc di Conegliano Valdobbiadene alla Docg Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, definita “lo spumante più apprezzato d’Italia”.
Siccome è impensabile concludere che il Ministro Zaia sia al corrente e favorevole al fatto che la sua iniziativa a favore dello “spumante italiano”, e del “brindo italiano” venga utilizzata pro domo sua da un singolo Consorzio aderente ed è da escludere che Zaia, che è il Ministro dell’intero mondo del vino italiano, non solo di quello della Marca Trevigiana, sia arrivato esplicitamente ad invitare “i media nazionali a stappare solo bollicine italiane, prime fra tutte quelle del Conegliano Valdobbiadene”, possiamo aspettarci, con la stessa identica tempestività che Zaia ha dimostrato nell’emettere un comunicato stampa il giorno stesso di Santo Stefano, che il Ministro provveda ad una sollecita smentita ufficiale?
E che ribadisca che lui mette tutti i vini e tutti i Consorzi partecipanti all’iniziativa “Brindo italiano” sullo stesso e che non ci pensa assolutamente a mettersi a tifare apertamente, da Ministro, per il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore?
Io ci conto. Se poi la smentita non dovesse arrivare, vorrà proprio dire che Zaia, più che un ministro è un propagandista in servizio permanente effettivo del Prosecco e che l’iniziativa Brindo italiano in fondo è stata pensata per spingere ancora di più le bollicine prodotte nel suo collegio elettorale…

ecco qui sotto, in allegato, il link al comunicato stampa del Consorzio Prosecco
cs Un brindisi tutto italiano per festeggiare il nuovo anno

0 pensieri su “Brindo italiano o Brindo Prosecco? Ma il Ministro Zaia è al corrente che…

  1. Caro Franco,
    sottoscrivo anche le virgole e trovo molto sensata la richiesta finale. O si smentisce un comunicato simile, oppure si è d’accordo con il suo contenuto. Smentirà, a mio giudizioi, ma lo farà solo perché scoperto…
    Auguri, Franco Tiratore dalla buona mira.

    • ma si può prendere sul serio una persona che fa un’affermazione del genere, degna di un piazzista, non di un Ministro della Repubblica? Leggete qui http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Vino-Zaia-Prosecco-tutto-buono-champagne/30-12-2009/1-A_000071628.shtml
      Adesso é giunta ora di dire basta a queste spacconate di Zaia!
      E’ inconcepibile che rimanga ancora al Ministero uno che si permette di affermare: ‘Il prosecco e’ tutto buono, lo champagne no”. E ancora che ”365 giorni all’anno bisogna brindare italiano, sarebbe gravissimo se qualcuno stesse pensando di andare ad acquistare champagne”.
      Gravissimo é avere a reggere le sorti dell’Agricoltura italiana un personaggio del genere. Mi auguro che il C.I.V.C. ed il mondo dello Champagne si faccia prontamente sentire e protesti per queste dichiarazioni allucinanti!
      E una persona del genere dovrebbe andare a governare il Veneto? Povero Veneto, poveri fioi!

  2. Quest’ultima colma la misura, hai ragione.
    Ma temo che il Veneto non chieda (anche se forse meriterebbe) di meglio.
    Sono espressioni meno che da bar. Gravissime per la veste di chi le pronuncia.

  3. Penso proprio che il Ministro Zaia reputi i bevitori appassionati italiani dei meriti sprovveduti ed ignoranti in materia… sarebbe un’ottima forma di protesta se in queste festività si snobbassero le bollicine più famose d’Italia (Asti Spumante, Franciacorta, Prosecco) per brindare con tante altre ottime bollicine italiane (rimaniamo nel patriottico).
    Potrei consigliare alcune versioni spumantizzate per i Valdostani del Priè Blanc,per i Piemontesi dell’Erbaluce, del Brachetto, ecc…, per i Lombardi delle ottime malvasie dolci frizzanti dell’ oltrepò, per i veneti delle ottime versioni di Garganega, per i sardi del Torbato o del semidano…. ecc… ecc… ecc… ecc… ogni Regione a delle bollicine da proporre.

    • le colpe del Ministro, per le sue posizioni assurde, non devono ricadere di certo sulle “bollicine più famose d’Italia” come le definisce, che non hanno colpa alcuna. Piuttosto va chiarita la posizione e secondo me i Consorzi aderenti all’operazione Brindo Italiano dovrebbero pretenderlo – del Consorzio del Prosecco, per capire se la frase pro-Prosecco del Ministro, compresa nel comunicato stampa, sia esclusiva farina del loro sacco e se abbia il beneplacito di Zaia. Sono persuaso che dalla Franciacorta si faranno sentire

  4. Sicuramente lo Spumante italiano non ha nessuna colpa….. ma personalmente, sottolineo personalmente, ritengo che qualche produttore aderente ai Consorzi delle bollicine più famose d’Italia, possa aver influenzato tutta la campagna pro “Spumante italiano”.

  5. Ho sempre brindato con bollicine italiane ma quest’anno alla faccia di un ministro così stapperò una bottiglia di Krug.
    Buon anno a tutti!

  6. Non ci siamo dimenticati degli insegnamenti del guru a pasto ci sarà una bottiglia di Sesto a Quinconce 2006 (Aglianico diVinosia) “Vene violastre, cirri, fanfare di dolcezza e speziosita’ fruttosamente perdute la cui simbiosi e’ medicamento, linimento, pastosa e cremosa essenza di menta e di mora………” Monumentale.
    Ancora auguri e cin cin!!!

  7. Dato che il 70% degli italiani si tiene aggiornato solo attraverso i TG, pare che ci sia un ordine di scuderia, sotterraneo, comune a tutti in questi giorni: abbiamo sorpassato la Francia, siamo i più grandi produttori di bollicine nel mondo e nel mondo di vendono solo le nostre perchè sono le più buone. E quindi tutti ci credono…A parte il fatto che il tono di questi discorsi mi ricorda molto quelli che rammentavano “8 milioni di baionette”, nessuno ricorda che di spumante, ex-metodo champenoise, noi ne produciamo solo 23 milioni di bottiglie, quindi meno di un decimo di quanto ne produce la Francia. E nessuno certo si sforza di ricordare che in Francia c’è un surplus nelle scorte, si è cercato di frenare il più possibile la vendemmia per non creare altro surplus, il prezzo delle uve è crollato tanto che si è persino parlato di modificare il disciplinare (oibò!). Men che meno si intervistano i produttori d’oltralpe e curiosamente, nemmeno quelli di casa nostra. So che la Gabanelli sta preparando un report sull’argomento, lo vedremo l’anno prosssimo, per intanto questi discorsi troveranno sempre più proseliti e tante altre ex-veline/letterine/schedine assumeranno incarichi istituzionali. W l’Italia, W la repubblica delle banane e non degli ananas.

    • Bravo Paolo, ben detto, queste “belinate”, come dicono a Genova, possono passare solo se trovano consenziente una categoria di pseudo esperti e giornalisti e “operatori dell’informazione” disposti a veicolarla, a spacciare per verità le veline che ricevono, solo per compiacere il potente di turno e ottenere in cambio qualche vantaggio. Se la maggior parte dei giornalisti dicesse che é un’idiozia parlare di battaglia vinta dagli spumanti italiani contro lo Champagne e che é stupido e disinformativo fare passare un messaggio del genere, allora questo tipo di costruzioni mentali, di b(a)olle si sgonfierebbero prontamente. Invece quanti reggicoda, quanti velinari disposti a compiacere il ministro!… Poveri noi come siamo messi male…

  8. “…Spezzeremo le reni allo Champagne…!”, anche questa frase mi ricorda vagamente qualcosa.
    Siamo al 31 Dicembre e voglio essere ottimista: intanto, quel 30% rimanente di italiani che non seguono solo il TG non mi sembra poco…
    Voglio credere anche che, di quel 70%, una certa parte le informazioni le prenda (anzi, NON le prenda) dai TG più per comodità che per convinzione: il risultato è lo stesso, ma forse a questi italiani quel 30% potrebbe aiutarli ad avere una visione un po’ più critica su molti argomenti, non ultimo ovviamente quello di cui stiamo parlando.
    Ci manca solo che un certo “Emilio Fido” ci metta la ciliegina sulla torta…

  9. A R I E C C O L O O O !!!
    Ecco di nuovo il ministro autarchico; quello – per intenderci – che non conoscendo l’inglese è convinto che tutti gli italiani capiscano solo l’italiano un po’ sommario di certi politici e quindi pensa che se dichiara che si può nuovamente esportare negli USA, nessuno vada a controllare, nei siti deputati, che effettivamente sia così.

    Questa, invece, è proprio pubblicità,
    PUBBLICITA’ REGRESSO.
    Amen

  10. @paolo: intanto nelle enoteche lo champagne è stato letteralmente spazzato via, insieme alla meglio produzione di bollicine nostrane. così almeno in alcuni punti vendita milanesi, fiorentini e senesi…

  11. Ma certo, quelli che fanno delle proposte serie non hanno problemi a venderlo, anch’io anni fa vendevo champagne di un piccolo produttore e lo finivo tutto. Se invece parliamo di VC o di M&C a 24€ nei supermercati che è rimasto per mesi sotto alle lampade, con quello, mi consenta signora, ci possiamo fare il bidè, (cribbio).

    • divertente l’idea del bidet alle bollicine di Champagne (per i veneti di stretta osservanza padana Prosecco): ma a quale temperatura, freddo a temperatura di servizio o a temperatura ambiente?

      Segnalo l’ultimo “sfondone” del 2009 dell’ineffabile ministro Zaia.
      Nella dichiarazione Ecco il mio cenone con i piatti regionali riportata da “Libero – Edizione di Milano” di mercoledì 30 dicembre 2009. che potete leggere qui http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=42075578 Nella sua foga di vedere “spumante italiano” ovunque, dichiara: “A questo antipasto abbinerei un Barbera d`Alba Doc e, come primo piatto, suggerirei gli agnolotti astigiani – albesi conditi, come tradizione vuole, con il sugo d`arrosto. Un brindisi finale con un Loazzolo Docg, uno degli ottimi vini spumante del Made in Italy”. Peccato per Zaia che il Loazzolo, che è Doc e non Docg, ed è una delle più piccole Doc italiane (http://www.asa-press.com/vitadellavite/vite21.html) non sia uno “spumante” se non nella fantasia del ministro, visto che è un vino, da uve Moscato, le cui “uve devono essere sottoposte a graduale appassimento ed eventuale infavatura da Botrytis nobile sulla pianta stessa o in locali idonei”.

  12. Pingback: Champagne, Xerox, and Kleenex « Do Bianchi

  13. Questo ministro somiglia più a uno show-man che a un politico…E’ davvero impensabile lanciare questi appelli e schierarsi a favore di una determinata zona di produzione!!!
    Caro ministro,in barba ai suoi proclami quest’anno ho festeggiato l’anno con due fantastici Champagne,un blanc de blanc del villaggio di Cramant e un Rosè millesmato 2004!Perchè sono Italiano ma …”Brindo come mi pare”!

  14. Se ogni paese fa autoarchia enologica saliranno i consumi interni per quel prodotto… poi quando faranno i conti sull’export invece tutti a piangere…
    si deve promuovere chiaramente i nostri prodotti BUONI ma non subire i SENTITI CONSIGLI FASCISTELLI al consumo esclusivo di questo o quello. A me piace lo spumante, chiaramente i buoni champagne, i cremant e i prosecchi ma voglio bere quello che mi pare! Zaia è più un piazzista che altro mi pare!

  15. Sono anni che bevo spumante italiano, perchè lo ritengo il migliore specialmente a Natale e perché le rare volte che ho bevuto CHAMPAGNE, mi hanno ricordato che i Nobili francesi erano noti per lavarsi poco!!! Neanche a farlo apposta, ques’anno brindo con uno spumante italiano DOCG allo scoccare della mezzanotte del 31 e………fa schifo, ma veramente!! Per fortuna i miei commensali non hanno detto nulla e velocemente verso più di mezza bottiglia nel lavandino, occultando il contenitore vuoto nella campana del vetro! Attenzione quindi a pubblicizzare un vino: ci sono quelli buoni e quelli no, e non dipende solo dal nome, dal paese d’origine e/o dalla sigla sull’etichetta (DOP/DOC/DOCG/AOC ecc. ecc.). In più, non basta che un vino Prosecco sia spumatizzato nel trevigiano per assicurare: 1) che sia buono 2) che venga da uve Prosecco della zona (ma questa è tutta un’altra storia). Se andiamo avanti di questo passo ed al MIPAAF ci mettono un Ministro ad esempio Siciliano, il prossimo capodanno non avremo abbastanza spumante per brindare tutti, considerato che se sponsorizza i pur ottimi vini siciliani, non mi risulta ci siano tante bollicine da quelle parti!! Oppure esiste già il cataratto metodo classico che sappiate??

    • ci sono ottimi metodo classico in Sicilia. Ne ho proprio gustati due, eccellenti, proprio ieri a Palermo, pranzando a base di cose tipiche (cos’e pazzi!) alla ottima Champagneria del Massimo di via Spinuzza in compagnia dell’amica carissima Francesca Tamburello, delegata dell’A.I.S. della bella città sicula. Quello a base di Nerello Mascalese di Murgo http://www.murgo.it/BRUT.html e uno, sorprendente, a base di Inzolia e Chardonnay di Milazzo Terre della Baronia http://www.milazzovini.com/

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