Caro Gesù Bambino… Auguri, un po’ speciali, al mondo del vino italiano

Chi meglio di Briscola, l’inimitabile, fantasiosa, geniale Briscola, poteva trovare le parole giuste per porgere gli auguri di Buone Feste e di un 2010 un po’ migliore, che di auguri ha tanto bisogno, al mondo del vino italiano? Lascio dunque volentieri a lei la parola, e l’augurio, più sincero, che è anche il mio…

Caro Gesù Bambino, qui non sappiamo che pesci prendere. E’ giusto che tu lo sappia prima di metterti in viaggio e arrivare. Cerchiamo di tener duro e speriamo. Sono le due cose che ci vengono meglio e le uniche, in fondo, che possiamo fare.
Qualcuno prega, ma forse sono in troppi a farlo e il server si blocca per eccesso di kb, come quando qualcuno ti manda la foto di un grappolo d’uva e te la manda di 7 mega, una botte di Barbera, fai conto. Il più delle volte, la foto è anche sovresposta.
Qui non sappiamo che pesci prendere, comunque. Ci dicono che la crisi non c’è più, ma il lavoro nemmeno, ad esempio. Le due cose in teoria sono incompatibili, quindi qualcuno bara, ma non sappiamo chi. Però sappiamo di non poter raccontare al panettiere: “Guardi, porti pazienza, i nostri clienti non ci pagano. Ci dia 8 rosette e 2 filoni, che appena si sbloccano i fondi, le faccio un bonifico”. Il panettiere è malvagio e vuole farsi pagare subito. Anche il macellaio, l’azienda di distribuzione del gas e quella della luce. Una banda di cattivi, insomma.
Qualcuno ha iniziato a inventarsi mestieri nuovi, ché, sostanzialmente, sono quelli vecchi: vendere aria fritta, leggere il futuro nel volo degli uccelli, allevare polli, cercarne, trovarli e spennarli, turlupinare vecchiette, rincoglionire il prossimo con visioni di Terre Promesse ben diverse dalla tua.
C’è poi il vino, che qualcuno vorrebbe far passare per il Diavolo. Il vino, sì, quello dell’ultima cena. Non era una brutta cosa, ti ricordi? Adesso ci spiegano che se uno va forte in auto e combina un disastro non è colpa sua, che va forte in auto e fa un disastro, ma del vino. Tu dirai: “Che c’entra?”. La risposta è: boh!
Tra un po’ diranno che se uno fa un incidente è colpa dei salami, perché mangiarne 4 blocca la digestione. E ammazzeremo tutti i maiali, per non correre il rischio di andare fuori strada.
Ci hanno imposto bollini, etichette, controetichette, marchi, loghetti sopra il vino. E bollini, etichette, controetichette, marchi e loghetti  hanno un costo. Anche bottiglie e tappi. Sotto sotto, c’è il vino. Che arriva l’importatore e dice: “Sopra i 2 euro a bottiglia, non riesco a venderlo”.
E che ci metto sotto i bollini, le etichette, le controetichette, i marchi e i loghetti per stare dentro i 2 euro? Che metto dentro la bottiglia, che pur qualcosa dovrò mettere. Non siamo mica a Canaa, qui…
Per evitare l’effetto – Canaa hanno inventato dei controlli, oltre ai controlli già in uso. Poi hanno capito che servivano nuovi controlli per controllare i controlli supplementari. E li hanno organizzati. Siamo diventati un popolo di controllori controllati. Alla fine, s’è capito che non serviva a niente, ma non l’hanno ancora ammesso, forse perché stanno controllando come fare a riprendere il controllo, ma la situazione sembra incontrollabile.
E’ che una volta si faceva il vino, adesso si fanno soldi. E’ il punto di partenza che è cambiato e un bicchiere di vino, se lo analizzi al microscopio, non è un composto alimentare: è un micromondo fatto di contributi pubblici, regionali, nazionali, europei, investimenti privati, tasse, certificazioni, commissioni di degustazione, iscrizioni a registri, associazioni di categoria, consorzi, macchine imbottigliatrici, etichettatrici, microchip, laboratori chimici, fatture, stand,  le guide, pagine di pubblicità, spot in radio, ragazze immagine, testimonial, cartelli stradali, manifesti, siti internet aziendali, e-commerce, rete commerciale nazionale, rete commerciale internazionale, dazi di esportazione, la fiera in Cina, il workshop in Andalusia, la wine exhibition a Londra, l’astuccio di legno, di feltro e di piombo, la shopper griffata.
E’ tutto lì, in quel bicchiere di vino. E allora capisci, Gesù Bambino, perché i controlli sono incontrollabili, perché puoi controllare il vino dall’acino alla bottiglia, ma come puoi controllare tutto il micromondo che sta in quel bicchiere?
Ecco, questa è la situazione e, come puoi intuire, siamo messi un po’ male. Quindi quest’anno, quando arriverai – se deciderai di venire – sappi che abbiamo proprio bisogno di un aiuto. Ma grande, un aiuto grande.
Briscola

0 pensieri su “Caro Gesù Bambino… Auguri, un po’ speciali, al mondo del vino italiano

  1. Buongiorno.
    Magari cominciare a far fare le cose a chi le sa fare potrebbe essere un buon incipit, anche per il nuovo anno….
    Ma forse saper scegliere implica una cultura un po’ troppo ampia….
    Buon Natale.

  2. Tanti auguri a Franco Ziliani e altrettanti a Briscola che – folgorante e geniale – ha spiegato a Gesù Bambino, e a quelli che non hanno le fette di zampone sugli occhi, cos’è diventato il vino in Italia e in che mondo vivono quelli che vorrebbero lavorare bene, offrire il meglio e cercare anche di essere onesti.
    Aggiungo che – non solo il vino! – tutto il manifatturiero, che è divenuto made in Italy, è sottoposto alla stessa umiliazione.
    Da popolo di poeti e navigatori e santi a burocrati ambigui. Buon Natale.

  3. Grazie degli auguri. Cara Briscola hai azzeccato con la tua ironia l’essenza della questione: un bicchier di vino dovrebbe essere solo un bicchier di vino, il resto sono castelli di carta.
    E allora mi viene in mente una frase di De André: “dal letame crescono i fiori, dai diamanti non cresce nulla”.
    Un augurio di serenità a Franco e a tutti i lettori di questo blog.

  4. A me piacerebbe fare degli Auguri con la A maiuscola a Franco ogni anno, ma mi sa che gli unici con la A maiuscola saranno quelli dell’anno in cui potra’ diventare nonno, santo nonno, cioe’ con un bel nipote in arrivo a cui insegnare a raccogliere i funghi, a pescare i pesci con la canna da pesca, a dare i calci al pallone nella giusta direzione e sotto la bandiera nerazzurra. Speriamo di non dover aspettare troppo. Ci saranno dei vantaggi, per esempio si potrebbe scaricargli il nipote ogni volta che si vuole andare al cinema oppure a sciare… Insomma fate vobis ma non aspettate troppo a farlo nonno. Se lo merita, il ragazzo…

    • Mario, hai esagerato anche tu, come qualche noto personaggio, con il Prosecco? Diventare nonno é l’ultima delle mie preoccupazioni, come pure quella di nostra figlia, che é troppo impegnata a studiare per pensare di fidanzarsi, sposarsi e diventare mamma… 🙂

  5. E’ che una volta si faceva il vino, adesso si fanno soldi. E’ il punto di partenza che è cambiato.
    Meglio di così, più semplicemente di così, era proprio difficile dirlo…
    Auguri a noi tutti, ne abbiamo proprio bisogno.

  6. …in fondo caro Gesù bambino,solo tu puoi darci la forza (e visto che ce lo hai già insegnato molto bene facendolo)per scacciare ”questi faccendieri del mondo del vino ”che si mescolano tra noi ,semplici produttori …

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