Che Montalcino sia davvero la terra di tutti e una grande opportunità per ognuno!

Riflessioni su una biografia di Franco Biondi Santi
Mi è davvero dispiaciuto non aver potuto partecipare, venerdì 18 a Montalcino, alla presentazione, tenutasi presso il Teatro degli Astrusi, del volume “Questa è la mia terra. Franco Biondi Santi, Montalcino e il Brunello”, curato da Maurizio Boldrini, Bruno Bruchi e Andrea Cappelli ed edito dalla Protagon Editori di Colle Val d’Elsa, con il progetto grafico di Paolo Rubei.
Mi è dispiaciuto perché so che la presentazione, avvenuta alla presenza del Sindaco di Montalcino Maurizio Buffi, dello storico Giuliano Catoni e di uno dei fondatori della comunità monastica dell’Abbazia di Sant’Antimo, Padre Andrea Forest, oltre che del protagonista del volume, è stata molto vivace, con diversi interessanti interventi che hanno ribadito la centralità della figura di Franco Biondi Santi nella storia e nella vicenda produttiva attuale del Brunello e di Montalcino.
Credo che la scelta di dedicare un nuovo libro al “grande vecchio del Brunello” (diverso nell’impostazione e nello spirito dalla valida breve biografia, edita da Veronelli editore, che gli dedicò qualche anno orsono la wine writer americana Kerin O’Keefe) rappresenti un’eccellente scelta e lungimirante.
In questa particolare fase, che fa seguito ad un anno e mezzo horribilis e alle difficoltà, di immagine e credibilità e non solo di mercato, sorte in seguito allo scandalo che tutti conoscono e di cui in tutto il mondo si è discusso, penso che ripartire da Franco Biondi Santi, considerarlo la pietra angolare su cui edificare una nuova immagine del Brunello, nuova ma solidamente fondata sulla storia di questo vino e sulla famiglia che più di qualunque altra ha operato perché questo vino diventasse un mito ed entrasse nella leggenda per tutti gli appassionati di vino internazionali, sia la migliore delle soluzioni possibili. La più semplice e ovvia, ma la più giusta.
Perché è dai valori certi e universalmente riconosciuti, come quelli rappresentati, dall’azienda, Il Greppo, e da un uomo d’eccellenza come è Franco, che si deve ripartire per mostrare al mondo che davvero si intende voltare pagina e ripartire con nuova determinazione e una volontà condivisa da tutti di restituire al Brunello l’antico smalto, il blasone che merita.
Bellissimo e quanto mai indovinato, pertanto, il titolo di Questa è la mia terra scelto per il libro, ma l’augurio più sentito che si può fare, a fine 2009 e guardando al 2010, al magnifico borgo collinare, a questa grande zona da vino, è che tutti i produttori di Brunello, nessuno escluso, possano condividere e fare propria esaltazione dell’eleganza e del fascino del Sangiovese, l’affermazione, che è un autentico atto d’amore, di Franco Biondi Santi e convincersi che di questa terra speciale valga la pena cogliere, con spirito di servizio, onestà, passione, tutte le grandi opportunità che offre.

Se tutti, nessuno escluso, avvertiranno nel profondo la consapevolezza e l’impegno di fare parte di una comunità operosa e concorde e di dovere, tutti insieme, rendere omaggio a questa terra, se ci sarà davvero un sentire comune, che veda tutti, ma proprio tutti, perché c’è urgente bisogno del contributo di ognuna delle 250 aziende che imbottigliano Brunello e Rosso di Montalcino, allora il 2010 potrà essere davvero un anno di svolta, un anno importante.
L’anno della rinascita, che tutti fortemente auspichiamo, di quel vino unico ed inimitabile, quel vino speciale che tutti conoscono e ammirano, il Brunello di Montalcino, il più grande, elegante, raffinato Sangiovese del mondo.

0 pensieri su “Che Montalcino sia davvero la terra di tutti e una grande opportunità per ognuno!

  1. Credo proprio che lo acquisterò quanto prima, e per ben due motivi:
    1 – un libro che parla di un uomo, un vino e un territorio uniti da una passione non posso non leggerlo con curiosità e avidità;
    2 – uno dei curatori porta il mio cognome, aggiungendo ulteriore curiosità.
    Franco, si trova facilmente nelle librerie?

  2. Buonasera.
    Non ho ancora visto il libro nè ho potuto essere presente alla presentazione ma faccio i miei complimenti sulla fiducia ad Andrea e a Maurizio per i testi e a Bruno per le foto. Sui meriti del Dottore dico solo che bisogna conoscerlo e conoscere il contesto per capirli.
    Buon pomeriggio.

  3. Buon giorno,
    quello che non riesco assolutamente a capire e’ come si possa essere arrivati a questo punto , cioe’ di rilanciare uno dei vini piu’ famosi e buoni del mondo.Non capisco perche’ accadano sempre in Italia le truffe , i 250 produttori dovrebbero chiedersi il perche’, e perche’ io ,piccolo consumatore dovrei continuare a comprare brunello essendo incappato in costose bottiglie ‘strane’.
    Continuero’ a comprarlo perche’esistono persone oneste tra i produttori come Franco Biondi Santi, e soprattutto tra i giornalisti (vedi blog).
    saluti A.F.

  4. io c’ero. un bel libro per un grande uomo. un uomo la cui eleganza dovrebbe ispirare – a tutti i produttori e non solo – l’allure, il ‘passo’ da tenere, anche in questi frangenti complicati e insidiosi, anzi proprio ora. l’orgoglio di aver a che fare con una terra così straordinaria, con storie (e storia!) da mandare in delirio tutti gli appassionati di italia e di toscana, e non solo di vino.
    eleganza e passione: questo è FBS.

  5. Cari lettori,
    pensando a quei pochi grandi vini che ho bevuto nella mia vita, non posso che dire grazie al Signor Biondi-Santi. i suoi vini sono stati per me i più emozionanti e indimenticabili!!
    e voglio anche provocare il Signor Ziliani…. non esiste nelle langhe un tale mito.

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