Da “spumante italiano” a “Brindo italiano”: il ministro Zaia (non è mai troppo tardi) ci ripensa…

Lo so che Natale bussa alle porte e che bisogna correre, come ci ha suggerito ad inizio dicembre –qui e poi ancora qui – il simpaticissimo Luca Zaia, per qualche mese ancora Ministro dell’Agricoltura del Governo italiano in attesa di essere incoronato in primavera novello Doge del Veneto, a stappare, in un brindisi super autarchico, “spumante italiano”. Magari dichiarando “guerra allo Champagne” e promettendo che “spezzeremo le reni” a quei boriosi dei nostri cugini transalpini.
Eppure devo chiedere il vostro aiuto per capire, in un tentativo a metà tra “Chi l’ha visto” e la filologia applicata al burocratese ministeriale, che fine abbia fatto mai, negli svariati proclami, comunicati, editti, messaggi augurali, la perentoria dizione di “spumante italiano” inteso come categoria di prodotto, quello che secondo l’imperativo categorico del grande propagandista del Prosecco avremmo dovuto rigorosamente stappare da qui a San Silvestro, che figurava, in bella mostra, nei primi comunicati, e che trovate ancora, nientemeno che sul sito del Ministero delle Politiche Agricole, mica su un gazzettino Internet qualsiasi, qui (datato 4 dicembre) e poi ancora qui (datato 11 dicembre).
Chi sa spiegarmi cosa sia successo, quali elementi abbiano indotto il ministro ed i suoi consiglieri a cambiare rotta, dall’originaria comunicazione, dall’invito perentorio al brindisi a base di autarchico spumante italiano, alla comunicazione che viene fatta ora, ad esempio su Agricoltura italiana on line rivista telematica del Ministero, oppure nel messaggio augurale diffuso dal sito Internet de Il Giornale, dove si invita ad aderire all’iniziativa ‘Brindo italiano‘, che vedrà nel corso delle trasmissioni televisive del 31 dicembre e di Capodanno stappare “le magnum di ‘Brindo italiano’, con il logo del Mipaaf impresso sull’etichetta insieme al tipo di vino e al nome dell’evento”?

E ora che il Ministro, non è mai troppo tardi come diceva il compianto Maestro Manzi, l’ha finalmente capita, o gliel’hanno fatta capire, che non ha proprio nessun senso parlare di “spumante italiano”, ma occorre parlare delle denominazione e delle zone delle bollicine, profondamente diverse tra loro, che hanno aderito a questa iniziativa fornendo i jeroboam che verranno stappati, ovvero Franciacorta Docg, Oltrepò Pavese  Docg, Asti Docg, Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene Docg, Trento Doc, chi glielo va a dire ai pasdaran, più realisti del re, pardon, dell’aspirante Governatore veneto, che occorre fare marcia indietro e finirla di parlare (a vanvera) di uno “spumante italiano” che esiste solo nella loro fantasia?

p.s. già che ci siamo, che qualcuno, al Ministero, glielo dica al ministro che lo “spumante italiano”, pardon le bollicine, non si stappano in questo modo, facendo “busciare” il vino…

0 pensieri su “Da “spumante italiano” a “Brindo italiano”: il ministro Zaia (non è mai troppo tardi) ci ripensa…

  1. Dopo la performance passata di Del Noce, i cervelloni del ministero sono dunque corsi ai ripari..
    Stico..! Che trovata! Da un participio presente (ciò che spuma)siamo passati a una forma di gestione enologica cinese…
    Domanda demagocica: perchè noi a brindare con bollcine italiane (e ci sta, sia per prezzi che per qualità, ci mancherebbe..), loro in macchina blu rigorosamente tedesca?

  2. ma scusate, non capisco, cosa ci trovate di male in questa iniziativa per me LODEVOLE E UNICA?
    nell’errore di dire inizialmente in fase di proposta “spumante italiano” (copme cioè vien chiamato dal 90% degli italiani…) invece che “brindo italiano” ??
    secondo me sono dei piccoli passi importanti che aiutano o dovrebbero aiutare tutti noi a riscoprire un po di sano orgoglio nazionale!perchè non è sempre vero che l’erba del vicino è sempre più verde!!
    HO un enoteca e fino all’anno scorso mi capitava di vendere quantità esagerate di champagne nel periodo pre-natalizio delle più svariate marche e …prezzi poichè chiunque entrava in enoteca (specialmente chi scarsamente preparato enologicamente) per fare un regalo trovava più “importante” e “gratificante” regalare uno champagne… anche se di bassa qualità invece del nostro spumante italiano per evitare di “far brutta figura” …questa è la realtà quindi onore alla bella iniziativa!!

    poi certo mi duole constatare che c’è chi invece non si accontenta proprio mai!!
    ERA MEGLIO NON AVER FATTO NULLA PER VOI VERO??

    mah io non vi capisco proprio!!

    andate su questo link
    http://agricolturaitalianaonline.gov.it/video_aiol/la_prova_del_cuoco_brindo_italiano

    e guardate come le prime trasnissioni in tv parlano dell’iniziativa…. si invita a bere e brindare con VINI e SPUMANTI I T A L I A N I !!

    ce ne fossero di iniziative così!! il vino che produciamo non basterebbe a soddisfare il fabbisogno interno altro che!!!

  3. claudio diciamo che il signor Zaia quando parlava di Spumanti sottintendeva il Prosecco… vieni in Friuli a vedere quante vigne estirpano ora per abbracciar la sua nuova doc….. un prosecchino che va da Conegliano a Trieste e finalmente potrà dire orgoglioso: “LE BOLLICINE ITALIANE SUPERANO QUELLE FRANCESI”….
    comunque sia buon natale a tutti e bevete ciò che è buono!

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