Nei Top 100 Wine Enthusiast solo otto vini italiani presenti

Dopo esserci divertiti leggendo le eno-barzellette relative alla rappresentanza italiana nei sempre più comici e inaffidabili Top 100 di Wine Spectator, penso valga la pena vedere se un’altra testata del vino che va per la maggiore negli States, anche se non ha il potere mediatico e l’influenza della prima, abbia fatto meglio diramando la sua lista dei presunti 100 migliori vini dell’anno. Sto parlando di Wine Enthusiast e della sua graduatoria dei Top 100 realizzata in base alle indicazioni fornite dagli editors della rivista, che hanno proposto i loro vini favoriti del 2009.
Anche in questo caso, come nel caso di Wine Spectator, la crisi economica ha avuto una certa influenza nel guidare le scelte degli esperti, e uno dei criteri maggiormente tenuti in considerazione è che i vini avessero un prezzo ragionevole, un valido rapporto prezzo-qualità e che non fossero vini virtuali, ovvero che fossero disponibili, in un quantitativo significativo, sul mercato Usa.
Come si può leggere, qui, nella sezione dedicata del sito Internet della rivista, in termini statistici le cose non sono andate meglio per gli Italian wines, visto che la selezione comprende solo 8 vini, contro i 17 che figuravano nella selezione di WS.
Su 8 quattro vini sono piemontesi, e poi uno della Valpolicella, uno della Sicilia, uno del Friuli Venezia Giulia e uno (uno solo!) toscano.
Vini sicuramente buoni (per i miei gusti non irresistibili…), che forniscono un’immagine un filo più realistica, per quanto possano farlo otto soli vini, della nostra produzione rispetto a quella, un po’ caricaturale, data dall’Italian selection dei Top 100 di Wine Spectator.
I vini sono due Barbaresco (un 2005 e un 2006), un Barolo 2004, una Barbera d’Alba 2006, quindi un Valpolicella classico superiore Ripasso 2006, un uvaggio bianco annata 2007 dei Colli Orientali del Friuli, un Chianti Classico riserva 2005, e un taglio bordolese 2006 siciliano.
Nessuna traccia di Super Tuscan, di Brunello di Montalcino, di Amarone della Valpolicella, di vini di Bolgheri: un’immagine del vino italiano accettabile oppure, anche in questo caso, discutibile?

Elenco della selezione italiana nei Top 100 di Wine Entusiast

06° Barbaresco Reyna 2006 Michele Chiarlo prezzo 40 $ 93/100
36° Barbaresco Fausoni 2005 Sottimano prezzo 64 $ 94/100
55° I Progni Valpolicella Class. Sup. Ripasso 2006 Le Salette 31 $ 92/100
77° Colli Orientali del Friuli Terre Alte 2007 Livio Felluga 70 $ 93/100
83° Barolo Pio Cesare 2004 70 $ 93/100
90° Barbera d’Alba Vittoria 2006 Gianfranco Alessandria 34 $ 92/100
94° Chianti Classico Riserva Rancia 2005 Felsina 35 $ 92/100
99° Igt Sicilia Burdese 2006 Planeta 40 $ 92/100

0 pensieri su “Nei Top 100 Wine Enthusiast solo otto vini italiani presenti

  1. Forse questi sono i migliori, secondo loro, fra quelli in vendita sul mercato USA. Di sicuro molti non reggerebbero il confronto in una degustazione con i rispettivi compaesani. Dall’elenco sembra di leggere una guida del GR del 2003, il che è tutto dire….

  2. Tanti auguri.
    Secondo me c’è un vino, un Brunello per la precisione, che avrebbe dovuto mettere d’accordo tutti, guru, vati, profeti, fighetti e quant’altro, (a parte il prezzo diventato “improvvisamente” esoso) come miglior vino italiano dell’anno. Invece no. E allora, faccio i miei complimenti (e auguri, ci mancherebbe) a Andrea e Maurizio che l’hanno fatto.
    Un sereno 2010 a tutti.

  3. Con tutto il rispetto e la stima ,ma penso che queste guide ,maxi degustazioni,maxi classifiche ,siano sempre meno logiche e piu’ superficiali.
    Come gia’ discusso ,con il Dottor Ziliani ,si escludono troppi fattori.Si escude il lavoro dei produttori che cercano di creare vini caratteristici e di conseguenza anche poco affini all’universalita’ dei sapori ,che si celebra in queste maxi list.
    Si escludono i fattori emozionali ,che nascono dal bere una barbera che ha il sapore di una barbera.Il piacere di avere vini carateristici ,per me ,e’ un pregio ,ma spesso in queste classifiche diventa un difetto.Esempio e’ il successo di vini dal carattere molto internazionale a scapito di vini piu’ affini al territorio

  4. Io non amo molto queste classifiche Top 100 dove si vogliono mettere in fila vini appartenenti a tutte le categorie: rossi, bianchi, spumanti…! Cito una curiosità che indica quanto siano spesso molto soggettive e labili le valutazioni su un vino: il Barbaresco Reyna 2006 Michele Chiarlo classificato al 6° posto per WE, sulla guida 2010 dell’Associazione Italiana Sommelier ha ricevuto “solo” 3 Grappoli su 5!!! Non entro nel merito di quale sia il giudizio più corretto, probabilmente come dicevano i latini:”In medio stat virtus”! Volendo trovare una nota positiva in questa classifica è che non ci sono i soliti Supertuscans “morbidoni” tanto sponsorizzati dai consumatori degli States! Rivolgo una domanda a Franco Ziliani: negli ultimi anni mi pare che in molte classifiche estere il Barolo di Pio Cesare venga sempre ben considerato, è merito di una sua oggettiva qualità o ci sono motivi legati ad una efficace politica commerciale in quei mercati? Volevo un tuo parere siccome non l’ho mai degustato, di Pio Cesare conosco solo la Barbera d’Alba, che per altro mi piace molto! Grazie per l’eventuale risposta!

    • sul Barbaresco Reyna di Chiarlo non mi pronuncio perché non l’ho mai degustato. Quanto a Pio Cesare, il suo Barolo base, non l’Ornato, che non mi convince, é un buon vino, corretto, non un grande vino, ma sicuramente Pio Boffa sa curare molto bene il mercato americano, che per lui é molto rilevante… Segnalo a tutti che il prossimo 2 febbraio si potranno degustare i Barolo di Pio Cesare e di altri 29 produttori in un grande banco d’assaggio di Barolo che stiamo organizzando con gli amici di A.I.S. Modena: save the date!

  5. C’è modo e modo di essere un wine enthusiast, condivido il pensiero del signor Musci, bisogna tenere più in considerazione il duro lavoro dei produttori veri. Buon Anno nuovo a tutti.

  6. Buongiorno a tutti e tanti auguri per un buon 2010. Sempre a proposito del trito e ritrito argomento delle guide volevo chiedere al Sig. Ziliani una cosa. Per Capodanno abbiamo aperto un Barolo Vigna Rionda 1999 di Oddero Luigi e l’ho sinceramente trovato una spanna sopra tutti i Baroli precedentemente assaggiati (anche se per età e quantità di assaggi onestamente non posso definirmi un esperto). Sono andato così a riguardarmi le Guide per vedere come era stato giudicato il vino. Il 1999 non l’ho trovato. Ho trovato però il Vigna Rionda 2001 che mi ha colpito per un particolare. Ho trovato un ottimo punteggio per il Vigna Rionda 2001 di Oddero Produttori nella guida del 2007 ed uno più modesto per Oddero Luigi e figli nella guida 2008. Ora le due aziende nascono da quella storica dei fratelli Oddero separatesi nel 2006 (mi sembra). Il vino pertanto dovrebbe essero lo stesso (tanto che il tappo delle bottiglie è ancora quello dell’azienda precedente, almeno per il 1999 è così). Bottiglia sbagliata nell’assaggio del secondo anno (anche se tre punti di differenza su base venti mi sembrano tanti)? Sono sinceramente rimasto perplesso.
    Un ringraziamento a tutti per le tante cose che riesco ad imparare leggendo articoli e commenti.
    Un cordiale saluto e nuovamente tanti auguri per un Buon anno nuovo.

  7. Auguri per il nuovo anno dall’Inghilterra
    A me non piacciono le liste cosi’ (come Daniele Sala, di sopra) – ma vorrei aggiungere una domanda: quanti vini americani sono sulle corrispondenti liste italiane?
    Per questo ragione preferisco una conversazione sul vino insieme con un bicchiere di vino!
    David

  8. Ma questo banco di assaggio di barolo del 2 febbraio a Modena è aperto a tutti? eventualmente come si fa per partecipare? Grazie.

    • il banco sarà aperto a tutti, magari sarà meglio dare conferma all’A.I.S. Modena della propria presenza. Ma a breve vi darò maggiori informazioni, l’elenco delle aziende partecipanti e dei vini in degustazione

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