Radici tour: nel mondo del vino pugliese una piccola “rivoluzione” da segnalare


Belle notizie in arrivo dalla Puglia, da una terra che più la frequento e più mi entra nel cuore.
Il nostro “educational tour”, già annunciato qui, organizzato dall’Associazione Pro Papilla, che realizza quella splendida cosa che è Radici, Festival dei vitigni autoctoni e altro ancora, è andato splendidamente, come meglio io, che ne ero il coordinatore, insieme a Nicola Campanile, Enzo Scivetti e Pasquale Porcelli, il trio che ha ideato Radici e ne determina gli sviluppi, non potevo nemmeno immaginare.
Abbiamo purtroppo dovuto registrare la defezione, in zona Cesarini, per una dannata influenza, di Fred Nijhuis, il collega olandese che avrebbe dovuto essere insieme a Patricia Guy, americana residente a Verona, Rosemary George, Master of wine londinese, Kyle Phillips, americano residente nel Chianti e Wojciech Bonkovski, giornalista polacco poliedrico, vedete anche qui, dotato di una padronanza della nostra lingua (oltre che dell’inglese e di altre) da lasciare senza parole, abbiamo formato un piccolo team di amici, prima che giornalisti, estremamente affiatato, che ha avuto il piacere di trascorrere insieme quasi cinque giorni in terra pugliese.
Spostandoci dal nord barese, da Canosa di Puglia all’Agro di Andria, a Gioia del Colle, e poi in Valle d’Itria, a Locorotondo, quindi nell’alto Salento, San Donaci e Guagnano, poi a Manduria e Sava, quindi a Lecce, per poi approdare nel Sud Salento, a Leverano e Scorrano, per fare infine ritorno, prima della partenza da Bari, a Monopoli, all’ospitalissimo e affascinante, anche d’inverno, Relais Melograno, sede naturale di Radici, abbiamo avuto modo, seppure un po’ a volo d’uccello, di far conoscere ai nostri colleghi e amici, la multiforme, poliedrica, variopinta realtà del vino locale.
La realtà di una regione dalla straordinaria vocazione enoica, che continua ad avere nei vini rossi la propria forza ma che sta scoprendo (ne parleremo presto) una interessante possibilità di diversificarsi attraverso la produzione di una serie di vini bianchi da vitigni autoctoni e non che sono stati recuperati e introdotti di recente e stanno offrendo imprevedibili e confortanti livelli qualitativi.
Nel corso del nostro itinerario abbiamo fatto tappa in singole aziende, Cefalicchio a Canosa, Spagnoletti Zeuli ad Andria, I Pastini a Locorotondo, Candido a San Donaci, Cantele a Guagnano, Vinicola Savese Pichierri a Sava, il Consorzio Produttori Vini e Mosti a Manduria, Conti Zecca a Leverano, Duca Carlo Guarini a Scorrano, ma poiché non era possibile, per motivi logistici e di tempo recarci nelle tante altre che avrebbero sicuramente meritato una visita, alle cantine e ai vigneti, abbiamo pensato, con una trovata di cui Nicola, Enzo, Pasquale ed io siamo orgogliosi, di fare qualcosa di nuovo per i cieli del vino pugliesi.

Un mondo nel quale l’individualismo, anche in forme esasperate, domina, e svariati tentativi associativi, tentativi di fare gruppo e rete, sono falliti, in breve tempo, per la manifesta indisponibilità di chi vi partecipava e doveva metterci volontà e impegno a ragionare insieme, in una logica di squadra e di gruppo.
Cosa abbiamo pensato e cosa siamo riusciti a fare, grazie alla disponibilità e all’intelligenza dei produttori coinvolti, che hanno accolto la nostra idea? Di fare quello che in Puglia, a mia memoria, salvo una volta, anni fa, da Rivera, in occasione di una verticale del Puer Apuliae, non era stato mai fatto, ovvero invitare gruppi di produttori da Cefalicchio, Candido, Cantele, Consorzio Produttori Vini, Conti Zecca e Duca Carlo Guarini a proporre in degustazione, proprio in queste cantine ospitanti, i loro vini.
Il tutto in uno spirito collegiale, di gruppo, in una sorta di union sacrée vinosa, all’insegna di un ideale motto “mettiamoci insieme a mostrare quello che la Puglia del vino sa fare”, che è stata la grande novità, l’aspetto più positivo di questi giorni ricchi di assaggi, incontri, riscontri.
In questo modo i wine writers convenuti in Puglia hanno potuto degustare oltre 200 vini proposti da qualcosa come 70 aziende diverse e farsi un’idea abbastanza ampia dello spettro degli stili, delle sensibilità, delle interpretazioni, della modalità produttive oggi in campo in Puglia nell’ambito di denominazioni quali Rosso Canosa, Castel del Monte, Gravina, Moscato di Trani, Valle d’Itria, Primitivo di Manduria, Primitivo di Gioia del Colle, Salento Primitivo, e poi Salice Salentino, le varie denominazioni salentine, le interpretazioni date al Negroamaro e al Primitivo in terra salentina.
Questo senza dimenticare la preziosa esperienza di assaggio di svariati Primitivo locali fatta a Gioia del Colle.
E’ stato bello, incoraggiante e istruttivo, vedere produttori diversi, noti e meno noti, emergenti e già affermati, accogliere l’invito arrivato da noi a venire a presentarci due loro vini presso un collega ospitante, vedere proprietari, enologi consulenti, responsabili commerciali e di comunicazione assaggiare reciprocamente i propri vini, in uno spirito di sano confronto, di dialogo che vorremmo tanto contagiasse il mondo del vino pugliese.

Ed è proprio con una foto di gruppo, quella scattata lunedì mattina a Canosa, che ritrae produttori dell’area di Castel del Monte, della Daunia, di Gravina, in larga parte impegnati a capire e interpretare al meglio le potenzialità dell’Uva (o Nero) di Troia, che voglio illustrare il primo di una serie di post dedicati al nostro tour, alle tante cose che abbiamo visto, degustato, imparato.
Abbinata ad altre tre foto, quella che ritrae il nostro gruppo, da sinistra Kyle, quindi Nicola Campanile, deus ex machina di Radici, poi Patricia, Rosemary, Wojciech ed il vostro cronista, quella che immortala il nostro gruppo e alcuni produttori durate la visita dai Conti Zecca.
Ed infine la foto di Enzo Scivetti, grande conoscitore di vini (un lungo percorso in A.I.S. e ora approdato nell’Onav), che ci ha accompagnato in visita nelle varie aziende e ha pazientemente, efficacemente coordinato, correndo letteralmente dietro ai produttori e “costringendoli” bonariamente a lavorare in team, i vari momenti d’assaggio. Se questo tour è stato un vero successo, qualcosa che ognuno dei partecipanti ricorderà a lungo con grande piacere, è stato, in larga parte per merito suo e di Nicola e Pasquale.
Bravi bravissimi e nel 2010, ne parleremo presto, altri importanti progetti, perché la Puglia del vino è una grande e pulsante realtà, con le sue luci e le sue contraddizioni, che merita di essere raccontata, comunicata, fatta conoscere e vivere ad un pubblico di appassionati e di esperti sempre più ampio…

0 pensieri su “Radici tour: nel mondo del vino pugliese una piccola “rivoluzione” da segnalare

  1. Caro Franco, che bel mestiere che ci siamo scelti, certo se questa crisi non dovesse lasciarmi in piedi, sarò ben lieto di accompagnarti per il mondo del vino del “day after” a visitare color che sono sopravvissuti, niente paura, nessun presentimento nero, nessun pessimismo, solo sano realismo e tanta forza d’animo che neppure tutto quello che sta succedendo al nostro mondo potrà intaccare, finchè ci sarà gente come te a scrivere di noi, nel bene e nel male.

    • Beniamino, “cce dici”? Forza e coraggio, anche se la crisi é ancora nera, aziende come la tua continueranno a portare alta la bandiera del migliore vino della Murgia e della Puglia tutta 🙂 un abbraccio

  2. Caro Franco,
    è stato un piacere avervi incontrati e ti ringrazio ancora per l’attenzione che avete dato ai vini di Puglia.
    Sono molto contento che tu abbia ritenuto importante sottolineare che le degustazioni sono avvenute riunendo sotto uno stesso tetto più produttori.
    Credo sia stato un bellissimo segnale a dimostrazione che il nostro piccolo mondo pugliese ha intrapreso un cammino verso una maturità ed una consapevolezza che solo qualche anno fa erano impensabili.
    Sono certo che la volontà comune sarà quella di proseguire su questa strada.
    Io sono convinto che non ce ne sono altre.
    Cordialmente
    Gianni Cantele

  3. Sono davvero felice per l’amicizia che e’ nata con il mio Wojtek, che ti ha sorpreso ma che non sorprende mai me. Siete due persone eccezionali: Dio li fa e poi li accoppia. Adesso posso dormire tranquillo. Verrai un giorno anche in questo Paese del Baltico, speriamo che io non sia nello stesso periodo ad Alma Ata o Samarcanda, ma ormai il dado e’ tratto e sei finalmente anche tu dei nostri, Franco. Quelli del Far East.

    • bella persona Wojciech, ma ancora memore dei giorni bellissimi trascorsi in Puglia, mi sento ancora (un po’ lo sono da parte di nonna materna) uno del profondo Sud, o dell’Ovest Piemonte, la terra dell’amatissima Langa…

  4. Senti, amico mio, il lavoro mi porta sempre piu’ ad Est, sempre piu’ lontano da quella sera a Scanzo in cui ci siamo abbracciati. Puoi sentirti appunto quel che ti senti, ma hai il dovere di fronte ai tuoi lettori di fare anche il Marco Polo, l’Alessandro il Grande. Vai a scoprire ogni tanto, grazie a questo nuovo giovane ma promettente amico, anche quel che e’ autoctono altrove. La culla del vino fu il Caucaso, le langhe sono venute quattro o cinque mila anni dopo, ma da quella regione misteriosa si sono diffuse le viti in tutto il mondo di qua e di la’, di sopra e di sotto. Il meglio lo sai anche tu dove sta. Ma devi andare appunto a scoprire le radici ed a vedere dove altro le radici si sono sviluppate. Raccogli la sfida, amico mio. Hai finalmente un amico che ti aprira’ le porte del profondo Est.

  5. Caro Franco,

    è con grande piacere che leggendo il tuo blog ho scoperto che la nostra cantina, così come tutte le altre che sono state protagoniste insieme a noi del Wine Tour di Radici, sono riuscite a comunicare a te e agli altri ospiti l’entusiasmo e la passione che ci anima ogni giorno.
    Vorrei ringraziarti a nome di tutti noi per l’interesse dimostrato nei confronti della nostra terra (e della nostra azienda) cui è stato concesso l’onore e l’onere di giocare come “padroni di casa”. Dati i risultati senza dubbio positivi, non mi resta che augurarmi che sia solo l’inizio di quella che tu hai definito una “union sacrée vinosa”.
    Cordialmente,

    Alcibiade Zecca

    • grazie per questa testimonianza Alcibiade, é stato un piacere tornare, dopo tanti anni, a visitare la vostra cantina e godere della vostra ospitalità, intelligentemente concessa anche ad altri vostri colleghi produttori. Forza e coraggio, uniti si vince!

  6. ciao Franco!
    con grande piacere leggo della entusiasmante esperienza, sia per gli ospiti che per noi operatori, maturata nel corso del wine tour. E’ bello quando la passione, la cura e professionalità che ruotano attorno al mondo ‘vino’ dia questi ‘sfoghi’. Impariamo a farlo più spesso, amiamo di più i nostri sacrifici e diffondiamo sempre più la cultura del buon bere!
    P.S.
    quando vuoi ritorna per un piatto di ‘cranu stumpatu’ accompagnato da un buon bicchiere di Primitivo di Manduria…
    a presto,
    Anna

  7. Un sincero ringraziamento per le grande sensibilità e professionalità che avete dimostrato durante le vostre degustazioni.
    La nostra terra ed in particolare i nostri vigneti vi salutano.
    Arrivederci presto
    Giovanni Guarini

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