Sulla questione Brunello Zaia costretto ad aggiustare il tiro: prorogati i controlli sulla filiera produttiva

Quando tra qualche mese avrà lasciato il Palazzo dell’Agricoltura in via XX Settembre per andare a reggere le sorti, da governatore-doge, della Regione Veneto, sarà il caso di trarre un bilancio del lavoro fatto dal padanissimo Luca Zaia come ministro delle Politiche Agricole del Governo italiano.
Di una cosa siamo certi, che sulle questioni del vino italiano non ha brillato per lucidità e coerenza. Basta pensare alle sue posizioni sul “caso Brunello” (do you remember?) per accorgersi come il nostro, che vanta a Montalcino estimatori e fan, alcuni insospettabili, che sono state, come dire, mutevoli e l’hanno qualche volta portato a fare non delle figure brillantissime.
Ho già scritto, qui e qui anche in inglese in tandem con Jeremy Parzen, dell’autentica smentita incassata lo scorso ottobre dal ministro, che in seguito ad una visita negli States, al termine dell’incontro a Washington con John Manfreda, Amministratore dell’Agenzia Federale Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, dichiarava “sono molto soddisfatto dell’esito dell’incontro. Le garanzie che abbiamo fornito per contrastare le contraffazioni sono state ritenute più che sufficienti per un pieno riconoscimento riguardante le importazioni di vino italiano negli Usa”, millantando di aver ottenuto “il via libera definitivo alle importazioni negli Usa del Brunello di Montalcino. Si chiude così definitivamente questa vicenda, assicurando ad uno dei vini ambasciatori del Made in Italy e capisaldi dell’intero settore agroalimentare nazionale una presenza sul mercato americano”.
Peccato che poi, passati solo pochi giorni, il TTB sentisse il bisogno di ristabilire la verità, ovvero ribadendo, come scrivevo qui e come si può leggere qui sul comunicato ufficiale, che “Despite reports to the contrary, TTB’s director of public and media affairs Art Resnick confirmed to WSD that they have not in fact put an end to their current certification process with the Italian government regarding Brunello di Montalcino wines.
“Contrary to the reports that we’re not longer requiring the certification, we are indeed enforcing the certification and awaiting further information from the Italians to determine a future course of action”, ovvero che la certificazione sinora richiesta per esportare Brunello negli States fosse ancora indispensabile.
Intanto sono passati i mesi, ed i problemi, legati alla burocrazia del vino, ai documenti necessari per far partire il vino da Montalcino e farlo arrivare agli importatori e poi sugli scaffali dei consumatori, non potevano di certo essere magicamente risolti.
E allora cosa ti tira fuori dal “cappello del mago” il prode Zaia in data 29 dicembre, a due giorni dalla fine del 2009?
Come si può leggere qui, sul sito Internet ministeriale, la provvidenziale proroga dei controlli, presentata non come una necessità dovuta al diktat del TTB, ma come una lungimirante trovata del ministro, con queste parole: “Abbiamo voluto prorogare i controlli lungo la filiera produttiva del Brunello di Montalcino per altri sei mesi per mantenere inalterato il flusso delle esportazioni verso gli Stati Uniti di questo grande ambasciatore del Made in Italy e rafforzare la fiducia nel sistema di controlli italiano, un sistema che abbiamo esportato insieme alla qualità e alla salubrità dei nostri prodotti agroalimentari”.

Con queste parole il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia ha commentato la firma del provvedimento che proroga, fino al 30 giugno 2010, il termine di applicazione delle disposizioni contenute nel decreto 3 luglio 2008 con il quale erano stati adottati interventi per rafforzare il sistema dei controlli nella filiera produttiva del Brunello di Montalcino e salvaguardarne le esportazioni negli Usa.
“La proroga, dal 31 dicembre 2009 al 30 giugno 2010, delle specifiche procedure di controllo attuate dall’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari – ha detto ancora il Ministro Zaia – rappresenta un’ulteriore garanzia per la tutela dei nostri prodotti di qualità e per l’immagine di un vino dalla storia e dalla tradizione antiche”.
Ottima, e inevitabile cosa, ma non sarebbe più corretto e veritiero presentarla non come una pensata del brillante Ministro, bensì, a dire il vero, come un qualcosa che è stato imposto a denti stretti dai severi rappresentanti dell’Agenzia Federale Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau che loro sì che non scherzano?

0 pensieri su “Sulla questione Brunello Zaia costretto ad aggiustare il tiro: prorogati i controlli sulla filiera produttiva

  1. Da parecchio tempo e dopo alcune fregatures, siamo molti ad aver preso l’abitudine di fare la prova del nove a tutto quello che l’ineffabile Zeta ci racconta.
    Quest’ultima (o penultima) contraddizione è anche stata segnalata all’opposizione (con la “o” maiuscola); forse non opportunamente?
    La politica è strana.

  2. L’opposizione non si oppone, il ministro non sa fare il ministro.
    In toscana si dice è “tutto un dasselo a d’intendere!”.
    Son convinto che se si parlasse di prosecco il “della lega ministro” si sarebbe mosso diversamente!

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